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23
May 2013

Sindrome da errore di valutazione per Israele

Di tanto in tanto, gli israeliani scherzano sulla precisione delle previsioni da parte dei loro servizi segreti riguardanti lo scoppio di una guerra, per esempio dicendo che “ogni volta che le agenzie segrete dichiarano che non c'è nessuna guerra all'orizzonte, i veterani della guerra del Kippur corrono ai ripari”.

Queste parole si riferiscono all'errore precedente dell'intelligence militare, che aveva insistito sul fatto che gli arabi non sarebbero andati in guerra con Israele, nonostante molti segnali avessero fatto pensare il contrario. L'errore è costato a Israele migliaia di morti e feriti, e molti dei suoi leader hanno temuto per la loro stessa vita, fino a che gli Stati Uniti non hanno cambiato il corso della guerra. Hanno creato un ponte aereo per rifornire le forze d'occupazione di armi, al fine di aiutarli a difendersi. Più tardi, sulla base delle lezioni apprese, la base militare israeliana ha effettuato alcune modifiche strutturali, precisamente relative al processo di previsione dell'intelligence.

21
May 2013

Pastore palestinese attaccato di fronte alla colonia di Ma'on

Comunicato Stampa


La vittima dell'aggressione è un ragazzo disabile ed è stato colpito alle spalle

At-Tuwani - Il 21 Maggio intorno alle 9 a.m., un pastore palestinese è stato attaccato mentre pascolava il suo gregge su una terra di proprietà palestinese chiamata Khallet Adara, situata di fronte al villaggio palestinese di At-Tuwani. Il ragazzo era seduto rivolto verso il suo gregge, quando, colpito alle spalle, è corso via verso la valle, dove poi si è accasciato a terra, mentre gli aggressori gli hanno lanciato pietre prima di scappare via.

20
May 2013

Ammissione di fallimento

Mercoledì mattina un amico mi ha telefonato per informarmi di una manifestazi0ne a El Bireh, in Cisgiordania, per creare un unico stato democratico nei confini della Palestina storica. Erano presenti venti uomini di mezza età e due donne.

L’iniziativa è stata lanciata due anni fa da alcuni dirigenti di Al Fatah, il partito che negli anni novanta aveva sostenuto la soluzione dei due stati e la firma degli accordi di Oslo. Gli organizzatori dell’evento sostengono che Israele abbia ormai reso impraticabile la soluzione dei due stati, e quindi sia necessario riproporre la vecchia idea di un unico stato. Questo garantirebbe tutti gli abitanti, senza discriminazioni etniche, religiose, di genere, linguistiche, razziali e politiche, e concederebbe ai rifugiati palestinesi il diritto di ritorno. O almeno, è quello che vorrebbero i promotori dell’iniziativa.

20
May 2013

Checkpoint Grossman

Ieri domenica 19 maggio, alle 18 l’aula magna del corpo aggiunto del Magistero era già piena. Per l’incontro con David Grossman, organizzato all’interno del festival Tuttestorie, è stata scomodata persino l’Università di Cagliari, aperta per l’occasione in un giorno festivo. Attesissimo lo scrittore israeliano sia per quanto riguarda il mondo dei libri sia per le sue prese di posizione politiche sul conflitto israelo-palestinese: nelle ultime settimane ha contribuito ad accendere il dibattito in città la proposta da parte del consigliere comunale Davide Carta, marito della presidente del festival, di investire Grossman della cittadinanza onoraria.

Ma veniamo alla giornata di ieri. Subito, a riprova della tensione cresciuta in città negli ultimi giorni, siamo stati testimoni del trattamento riservato da ufficiali di polizia in borghese ad una ragazza che indossava la Kefiah e che voleva partecipare all’incontro. La funzionaria di polizia minacciava, davanti alle persone che cominciavano ad affluire all’incontro, la ragazza dicendole che l’avrebbero portata via per i capelli, con la contrarietà dei presenti che non riuscivano a comprendere un comportamento tanto al di sopra delle righe da parte della funzionaria. Perquisizioni e controllo dei documenti all’ingresso dell’edificio hanno contribuito a creare un checkpoint improvvisato che stonava alquanto con la natura dell’istituzione universitaria.