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Il FPLP chiede sostegno per i detenuti in sciopero della fame

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha sollecitato il più ampio sostegno alle organizzazioni che supportano i prigionieri palestinesi in detenzione amministrativa, che oggi sono impegnati in uno sciopero della fame nella prigione del deserto Naqab da quattordici giorni consecutivi, in rifiuto della pratica della detenzione amministrativa perpetrata nei loro confronti.

I prigionieri dopo l'inizio della loro battaglia sono stati ora trasferiti e confinati in isolamento nelle prigioni di Asqelan, Naqab e Ella. I prigionieri in sciopero, il leader Nidal Abu Aker, Shadi Ma'ali, Ghassan Zawahra, Munir Abu Sharar e Badr al-Ruzza, hanno lanciato questo sciopero della fame a seguito della loro scalta collettiva di boicottare i tribunali militari, evidenziando la loro determinazione a continuare la loro lotta dentro le carceri israeliane fino a quando l'amministrazione penitenziaria non accoglierà la loro fondamentale richiesta di porre fine alla politica della detenzione amministrativa.

Quinto giorno di sciopero della fame per i primi sei prigionieri ad Al-Naqab

I primi sei prigionieri palestinesi in detenzione amministrativa nel carcere Negev, del deserto Al-Naqab, lanciano lo sciopero della fame collettivo – al quale seguiranno nuove adesioni dei detenuti nei prossimi giorni e nelle prossime settimane – stanno ora iniziando il loro quinto giorno di digiuno. Oltre 250 palestinesi detenuti senza accusa né processo nelle carceri israeliane hanno annunciato la loro intenzione di aderire allo sciopero della fame collettivo contro la politica di detenzione amministrativa.

I primi sei prigionieri a iniziare lo sciopero sono stati: Nidal Abu Aker, Ghassan Zawahreh, Shadi Ma’ali, Munir Abu Sharar, Bader El-Razzah e Thabet Nassar. Domenica 23 agosto hanno rifiutato la richiesta dell’Amministrazione Carceraria sionista di rimandare il proprio sciopero di una settimana così da dare alle autorità del carcere la possibilità di studiare i loro casi di concerto coi servizi di intelligence e per ricevere risposte individuali. Hanno rigettato questa offerta sottolineando che il proprio obiettivo è la cessazione della politica degli arresti amministrativi e il loro immediato rilascio, mentre, d’altra parte, l’Amministrazione Carceraria ha condotto in isolamento gli scioperanti nel tentativo di esercitare loro pressione e di isolarli dal Popolo palestinese.

Il ramo del FPLP nelle carceri sioniste annuncia uno sciopero della fame

I compagni del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle carceri sioniste, guidati dal loro Segretario e leader Ahmad Sa'adat, hanno deciso di proclamare uno sciopero della fame come forma di lotta per la tutela dei loro diritti e di protesta ai feroci attacchi delle guardie contro i prigionieri politici.

In un comunicato stampa il FPLP ha dichiarato lo stato di massima allerta in tutte le carceri israeliane per un'efficace riuscita della protesta, in modo che la determinazione dell'azione porti a proseguire lo sciopero fino all'accoglimento delle loro richieste, tra cui l'abolizione del divieto di ricevere visite, la garanzia dell'assistenza di cui necessitano i malati, l'interruzione dell'uso della detenzione amministrativa, miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri e l'immediata cessazione degli assalti alle galere da parte delle unità speciali dell'esercito sionista “Almatsada”.

FPLP piange il martire Laith al-Khalidi impegnato nella resistenza

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il Segretario generale e compagno Ahmad Sa'adat, il Segretario generale e compagno Abu Ahmad Fuad e tutti i quadri del Fronte si rammaricano per l'assassinio del giovane compagno Laith al-Khalidi, figlio di Fadel al-Khalidi, ucciso all'alba di sabato 1 agosto dalle forze di occupazione sioniste vicino al checkpoint Atara, durante una manifestazione di protesta contro l'attacco dei coloni e l'uccisione di un bambino di soli 18 mesi, figlio di Ali Dawabsheh, vicino a Nablus.

Il Fronte sottolinea che il sangue dei nostri martiri non sarà versato invano. Gloria ai martiri, libertà per i prigionieri e guarigione per i feriti. La vittoria è inevitabile, nessuna voce è più forte della voce della resistenza.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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