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17
Apr 2014

Cosa dovrà affrontare l’Arca di Gaza da parte della marina israeliana di cui sfida il blocco?

Si sentono distintamente forti boati e devo resistere alla tentazione di scavalcare il frangiflutti per avere una veduta dell’attacco nella foschia. Si sentono altri scoppi. Non può essere lontano dal porto di Gaza. E invece, alzo lo sguardo, socchiudo gli occhi ed eccolo lì, il drone che da tutta la mattina circola qui intorno. Ritorno al mio lavoro per completare l’Arca di Gaza.

“Devo scrivere di questo?”, mi chiedo tra me e me. Mi viene quel pensiero ogni volta che sento una mitragliatrice, o di un bombardamento più pesante, che proviene dal mare. Ci aspettiamo che anche persone influenti salpino con noi sull’Arca per rompere il blocco navale di Israele e non voglio spaventare queste persone. E’ importante averle a bordo. Una cosa è venire a conoscenza degli abusi da un report, altra cosa è quando ti trovi sul posto e puoi sentire cosa sta succedendo a poche miglia nautiche di distanza, nelle stesse acque in cui tra pochi mesi navigherai. Ho paura di farmi un quadro vivido di cosa ci aspetta.

16
Apr 2014

Pasqua in Palestina: mitragliatrici a controllo remoto sul muro

Ma’an - domenica 13 (domenica delle palme, NdT) le forze di occupazione Israeliane hanno installato in cima al muro che circonda la moschea di Bilal bin Rabah a nord di Betlermme mitragliatrici con videocamere.

Ogni mitragliera è provvista di una vidocamera ad alta capacità in grado di eseguire riprese e foto a lunga distanza. Ciò consente alle truppe Israeliane di sorvegliare la città di Betlemme e all'occorrenza mirare singoli cittadini. Sono anni che i militari israeliani cercano un modo per impedire ai militanti nella striscia di Gaza di entrare in territorio di Israele. L'ultimo ritrovato pare quello di creare delle “zone di uccisione automatica” collegando in rete mitragliere a controllo remoto, sensori e droni lungo i 60 km di confine.

14
Apr 2014

Aida Camp: muore una donna per colpa dei gas

Noha Mohammed Hassan Qatamish, donna di 50 anni, residente nel campo profughi di Aida è stata soffocata oggi dopo aver inalato gas lacrimogeni lanciati dalle forze di occupazione israeliana all’interno della sua abitazione.

E’ stata portata d’urgenza all’ospedale ma non è riuscita a salvarsi. E’ la prima martire dopo 30 giorni di scontri all’interno del campo profughi di AIDA.
 

12
Apr 2014

Il mare umano di Vik

Gaza. I fondi raccolti contribuiranno alla costruzione di un asilo intitolato a Vittorio a Khan Yunis, Gaza e a sostegno della fondazione Vik Utopia onlus.

Il mare di Gaza che Vit­to­rio amava. Il mare di Gaza che Vit­to­rio sol­cava a bordo delle bar­che della Free­dom Flo­tilla e dei pesche­recci pale­sti­nesi che, con la sua pre­senza, spe­rava di pro­teg­gere dagli assalti della marina mili­tare israe­liana. Il mare di Gaza che accom­pa­gnava tanti momenti di rifles­sione di Vittorio.