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17
Apr 2014

Cosa dovrà affrontare l’Arca di Gaza da parte della marina israeliana di cui sfida il blocco?

Si sentono distintamente forti boati e devo resistere alla tentazione di scavalcare il frangiflutti per avere una veduta dell’attacco nella foschia. Si sentono altri scoppi. Non può essere lontano dal porto di Gaza. E invece, alzo lo sguardo, socchiudo gli occhi ed eccolo lì, il drone che da tutta la mattina circola qui intorno. Ritorno al mio lavoro per completare l’Arca di Gaza.

“Devo scrivere di questo?”, mi chiedo tra me e me. Mi viene quel pensiero ogni volta che sento una mitragliatrice, o di un bombardamento più pesante, che proviene dal mare. Ci aspettiamo che anche persone influenti salpino con noi sull’Arca per rompere il blocco navale di Israele e non voglio spaventare queste persone. E’ importante averle a bordo. Una cosa è venire a conoscenza degli abusi da un report, altra cosa è quando ti trovi sul posto e puoi sentire cosa sta succedendo a poche miglia nautiche di distanza, nelle stesse acque in cui tra pochi mesi navigherai. Ho paura di farmi un quadro vivido di cosa ci aspetta.

12
Apr 2014

Il mare umano di Vik

Gaza. I fondi raccolti contribuiranno alla costruzione di un asilo intitolato a Vittorio a Khan Yunis, Gaza e a sostegno della fondazione Vik Utopia onlus.

Il mare di Gaza che Vit­to­rio amava. Il mare di Gaza che Vit­to­rio sol­cava a bordo delle bar­che della Free­dom Flo­tilla e dei pesche­recci pale­sti­nesi che, con la sua pre­senza, spe­rava di pro­teg­gere dagli assalti della marina mili­tare israe­liana. Il mare di Gaza che accom­pa­gnava tanti momenti di rifles­sione di Vittorio.

11
Apr 2014

Una vittima racconta le torture subite nella prigione dell’Autorità Palesinese

In un breve video realizzato dall'organizzazione per i diritti umani Al-Haq, il ventottenne Osamah Nayef al-Shawamreh descrive nel dettaglio le strazianti torture che ha subito per tre giorni all'inizio di quest’ anno in una prigione dell'Autorità Palestinese, nella città occupata di Hebron.

"Vorrei poter essere quello di prima e poter camminare per strada senza paura", afferma in lacrime al-Shawamreh. Al-Shawamreh dice che ha perso il controllo del suo corpo e la sensibilità ad una mano e descrive ciò che sembrano essere i sintomi di disordine da stress post-traumatico dovuto alle ripetute percosse e ad altre torture fisiche.

9
Apr 2014

L'esercito israeliano fa irruzione in una clinica ospedaliera a Betlemme e sequestra le cartelle cliniche dei pazienti

Nella notte tra lunedi 7 e martedi 8 aprile l'esercito israeliano è penetrato nel centro medico di Betlemme del Dr. Nidal sequestrando tutto il materiale informativo relativo ai pazienti e la documentazione amministrativa. Tutto ciò ha ovviamente lo scopo di contrastare l'attività di quei centri che svolgono una funzione di effettivo sostegno nei confronti della popolazione civile più bisognosa cercando di attribuire loro una supposta pericolosità per la "sicurezza" di Israele.

Durante l’irruzione i soldati hanno danneggiato porte e finestre e hanno sfondato gli uffici tecnici della struttura, portando via tutti i computer con i dati sensibili dei pazienti. Non risultano danni alle persone ma il blitz ha seminato il panico negli addetti della piccola clinica, che al mattino hanno scoperto l’accaduto.