Bisogna dare colpa ai palestinesi se la sinistra israeliana è debole?

L'atmosfera si è riscaldata durante il seminario internazionale 2012 dei media sulla pace in Medio Oriente che si è svolto al centro internazionale delle conferenze di Ginevra, dopo che Gershon Baskin, fondatore e co-presidente del centro israelo-palestinese per la ricerca e l'informazione (IPCRI) ha incolpato i palestinesi della debolezza della sinistra israeliana. Per fortuna, la sinistra israeliana di Oslo sta pian piano morendo e oggi c'è una nuova generazione di attivisti che capiscono il vero significato di lotta e di solidarietà. Sergio Yahni spiega.

Tema centrale del seminario è il ruolo dei media nel coprire i diversi aspetti dei recenti avvenimenti in Medio Oriente, in particolare la primavera araba, e nel legarli alla situazione in Israele e Palestina. Durante il seminario Baskin ha affermato che gli israeliani non sono mai stati interessati a cercare di capire la regione in cui vivono. Tuttavia, ha aggiunto che "ciò che resta della sinistra è in diminuzione" a causa del fatto che i palestinesi evitano i contatti con gli israeliani.

Gershon Baskin ha fondato il centro israelo-palestinese per la ricerca e l'informazione nel 1988 ed è attualmente all'interno del consiglio di amministrazione.

Le dichiarazioni di Baskin, che sembrano essere condivise da molti cosiddetti israeliani alla ricerca della pace, esprimono una radicale incapacità di riflessione personale ed una visione coloniale delle realtà politiche in Asia occidentale.

La sinistra israeliana, che è stata al potere per la maggior parte del periodo di Oslo, non è riuscita a produrre un'alternativa sostenibile alle politiche coloniali di Israele. La costruzione nelle colonie è continuata indisturbata durante i giorni di Oslo e le prigioni israeliane hanno continuato ad essere stracolme di prigionieri palestinesi, mentre i servizi israeliani di sicurezza hanno continuato ad eseguire i palestinesi per le strade.

Inoltre, la sinistra israeliana al potere non è nemmeno riuscita a controllare la violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi e il massacro del 1994 nella moschea Ibrahimi ad Hebron eseguito dal colono Baruch Goldstein ha rappresentato un chiaro simbolo dell'impotenza della sinistra. Tuttavia, è colpa dei palestinesi per questo fallimento.

Non solo la "sinistra" israeliana ha fallito nel fermare l'offensiva criminale di Ehud Barak contro i palestinesi nel mese di ottobre 2000, ma l'ha attivamente sostenuta. Mentre i carri armati israeliani entravano nelle varie città e nei campi profughi della Cisgiordania e la forza aerea israeliana distruggeva le strutture palestinesi, “il partito della pace" israeliano accusava i palestinesi di essere stato "costretto" ad utilizzare la violenza.

E' sempre la vittima che va accusata. Qui si trova il colonialismo radicale della sinistra israeliana. Per realizzare la pace i palestinesi devono rinunciare ai propri diritti, ma se non si arrendono, vengono incolpati del conflitto.

Fortunatamente, la "sinistra di Oslo" sta arrogantemente morendo e c'è una nuova generazione di attivisti che capiscono che le vittime sono vittime e meritano completa solidarietà. Di conseguenza essi ritengono che quelli che meritano di essere condannati sono il boia, il carceriere e l'aggressore. Questo è Israele.

I normalizzatori non sono quelli che si impegnano con responsabilità nella lotta per i diritti ed uniscono le forze con i palestinesi per creare un futuro diverso, ma quelli che preferiscono dare la colpa alle vittime invece di assumersi le responsabilità per le politiche che loro stessi promuovono.

Di Sergi Yahni
Alternative Information Center
 

Tradotto in italiano da Marta Fortunato (Alternative Information Center)