Dopo 58 giorni in sciopero della fame, il detenuto in condizioni di salute precarie è determinato a proseguire

Il prigioniero politico palestinese Tha'er Halahla, entrato nel suo 58esimo giorno di sciopero della fame presso l'Ospedale giudiziario di Ramla, è ancora determinato a continuare il suo sciopero mentre i medici della prigione hanno avvertito che il suo corpo sta perdendo il sistema immunitario ed i suoi organi rischiano di collassare.

L'Avvocato del Mandela Institute, Anwar Abu Lafy, ha visitato Halahla e ha dichiarato che una recente analisi di fegato e reni ha rivelato che il suo corpo non è quasi più in grado di funzionare e che la sua vita è in grave pericolo.

Abu Lafy ha dichiarato che Halahla, 34 anni, non è più in grado di camminare o stare in piedi, è affetto da dolore toracico acuto, mal di stomaco, e riesce a malapena a vedere con l'occhio destro.

Halahla ha perso 24 chili e sta soffrendo di pressione arteriosa bassa, i livelli di zucchero nel sangue sono insufficienti, i battiti del cuore crescenti, sta perdendo i capelli, sanguina dalla bocca e delle gengive e i muscoli si stanno via via indebolendo.

Nonostante il grave deterioramento del suo stato di salute, Halahla ha detto al suo avvocato che è determinato a continuare il suo sciopero fino a quando Israele non revocherà l'ordine di detenzione amministrativa contro di lui, e ha invitato le organizzazioni per i diritti umani a prestare attenzione alle condizioni miserabili cui sono soggetti i detenuti malati nell'ospedale giudiziario di Ramla.

Halahla Kharas è del villaggio di Kharas, vicino alla città di Hebron, nel sud della Cisgiordania, ed è stato rapito dall'esercito nel giugno 2010 e tenuto in detenzione amministrativa ripetutamente rinnovata senza alcuna accusa.

Lunedì 23 aprile Israele ha impedito ad un avvocato del Mandela Institute di visitare i detenuti palestinesi in sciopero della fame detenuti nella prigione di Gabloa.

Il direttore del Mandela Institute, Botheina Doqmaq, ha dichiarato che l'amministrazione della prigione di Galboa ha impedito all'avvocato di visitare il detenuto Jamal Abu Al-Haija, nonostante il fatto che la visita fosse stata approvata in anticipo.

Ci sono più di 4.600 prigionieri politici arabi detenuti da Israele, secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Ad-Dameer Prisoner Support Association il 17 aprile in occasione della Giornata dei Prigionieri Palestinesi.

La stragrande maggioranza proviene dalla Cisgiordania, mentre circa 475 sono della Striscia di Gaza, e 360 di Gerusalemme Est e dei territori del 1948.

Israele detiene inoltre 6 donne, 183 bambini e 27 legislatori palestinesi democraticamente eletti, tra cui Marwan Barghouthi, che è stato condannato a più di cinque ergastoli, il legislatore Jamal Terawi, che è stato condannato a 30 anni, e Ahmad Sa'adat, anch'egli condannato a 30 anni.

Inoltre, 24 legislatori sono attualmente trattenuti in detenzione amministrativa senza accuse.

120 detenuti palestinesi sono stati imprigionati precedentemente al primo accordo di pace di Oslo, firmato tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina nel 1993, mentre 23 di loro sono stati imprigionati per più di 25 anni.

Fonte: IMEMC
Traduzione a cura di PalestinaRossa