Due importanti gruppi di osservatori internazionali, Reporters sans frontières e il Committee to Protect Journalists, hanno condannato Israele per la detenzione di Baha Mousa Khairi Attalah, direttore del Canale satellitare dedicato ai prigionieri palestinesi, e hanno chiesto il suo rilascio immediato.

Forze militari israeliane hanno fatto irruzione a casa di Mousa nel comune di Marka (territorio di Jenin), avviando il sequestro di apparecchiature di trasmissione, computer, videocamere e documenti.
Mousa è il direttore del Canale "Prigioniero Palestinese", una stazione televisiva via satellite per i prigionieri palestinesi che è stata lanciata nel mese di aprile di quest'anno. Un canale privato che trasmette notizie sui prigionieri palestinesi e le loro famiglie, insieme a programmi culturali.
Non è un caso. Israele ha arrestato Mousa poco più di due giorni dopo che circa 2.000 prigionieri politici palestinesi hanno terminato uno sciopero della fame di massa dopo aver ottenuto il riconoscimento delala maggioranza delle loro richieste relative alla detenzione amministrativa, all'isolamento, alle visite della famiglia e, tra le altre, agli studi accademici. Salutato come una "vittoria" da parte del Comitato di Coordinamento di Lotta Popolare Palestinese, lo sciopero della fame "Karameh" ('dignità') è stato contrastato da Israele con l'arresto del direttore del Canale "Prigioniero Palestinese".
"Reporter senza frontiere" ha annunciato che "tali abusi volti a soffocare i media palestinesi devono cessare", mentre il "Committee to Protect Journalists" aggiunge che il raid israeliano e l'arresto di Mousa sono "illegali secondo il diritto internazionale" poiché sono avvenuti in territorio apparentemente sotto il pieno controllo palestinese.
Connie Hackbarth
Fonte: Alternative Information Center
Traduzione a cura di PalestinaRossa