Dopo le recenti aggressioni di coloni israeliani che hanno sparato contro palestinesi e attaccato le loro proprietà vicino all’insediamento di Yitzhar (area di Nablus), il presidente del Consiglio Regionale della Samaria ha chiesto che i militari tengano “attivisti di sinistra” fuori dalla zona.

colonia di Yitzhar
Il presidente del Consiglio Regionale della Samaria, Gershon Mesika, ha inviato lunedì una lettera urgente al ministro della Difesa, Ehud Barak, chiedendogli di emettere ordini amministrativi per impedire a “attivisti radicali di sinistra” di raggiungere il Nord della Cisgiordania.
Il 19 maggio, coloni del noto insediamento di Yitzhar hanno sparato contro palestinesi del villaggio di ‘Asira al-Qibliya, ferendo il 24enne Fathi ‘Asaryia alla testa. Un video girato dai residenti del villaggio mostra i soldati israeliani rimanere immobili a guardare, senza far nulla per impedire ai coloni dal lanciare pietre e aprire il fuoco contro i palestinesi.
Soltanto una settimana dopo, il 26 maggio, coloni di Yitzhar hanno sparato contro palestinesi del villaggio di Orif mentre stavano tentando di spegnere l’incendio che i coloni avevano appiccato nei loro campi. Najeh al-Safadi, 22 anni, è stato bendato dalla guardia privata della colonia di Yitzhar, che lo ha buttato a terra e gli ha sparato mentre altri coloni lo prendevano a calci. L’evento è stato filmato da alcuni residenti palestinesi e subito fatto girare su internet e nei network di attivisti, compresi quelli israeliani.
Per questo, il presidente Mesika ritiene che siano gli attivisti israeliani di sinistra il problema, e non le violenze dei coloni e l’impunità di cui godono.
“Recentemente è stato creato un nuovo metodo di azione da parte dei gruppi estremisti di sinistra, molto noti agli apparati di sicurezza: incitano gli arabi a dare fuoco ai campi e a compiere agguati dei vigili del fuoco, accompagnati da un’ampia copertura giornalistica”, ha scritto Mesika al ministro Barak.
Secondo Mesika, “queste azioni violente sono condotte mentre si svolge la festività ebraica del sabato, lo Shabbat, quando è impossibile rispondere alle provocazioni, e così riescono a rendere putrido il profumo di Israele all’estero, dell’IDF e dei cittadini israeliani residenti in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr)”.
Mesika pone così le basi per aggressioni future, aggiungendo che “la cosa più preoccupante è che queste provocazioni stanno diventando sempre più violente, settimana dopo settimana, fino a mettere in pericolo la vita stessa, Dio ce ne scampi. Chiesto di implementare ordini contro gli incitatori e mantenerli lontani dalle zone calde di scontro, così che la situazione non peggiori”.
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