Ancora un passo avanti per il movimento BDS

La Danimarca vieta l'etichettatura dei prodotti
provenienti dalla Cisgiordania come 'Made in Israel'

Questa decisione giunge dopo che il Sud Africa ha annunciato un passo analogo e ha dichiarato di riconoscere lo Stato di Israele entro i confini delimitati dalle Nazioni Unite nel 1948; la mossa è in linea con la raccomandazione del Regno Unito del 2009.

La Danimarca prevede di vietare l'etichettatura dei prodotti provenienti da insediamenti israeliani nella West Bank come "Made in Israel": lo ha detto il Ministro degli Esteri ai media danesi sabato scorso. La mossa segue la segnalazione di azioni simili annunciate questo mese dal governo del Sud Africa. "Lo scopo è di mostrare chiaramente ai consumatori che si tratta di prodotti realizzati in condizioni che non solo il governo danese, ma anche quelli europei, non approvano", ha dichiarato il Ministro degli Esteri Villy Søvndal al giornale Politiken. "Sarà quindi salvaguardato il diritto dei consumatori a scegliere se acquistare i prodotti oppure no". Una fonte di Bruxelles ha detto ad Haaretz che non è ancora chiaro se si tratta di una raccomandazione o di una nuova direttiva.

Alla fine del 2009, il governo del Regno Unito ha raccomandato che i prodotti della West Bank fossero etichettati separatamente. All'inizio di questo mese, il Ministro del Commercio e dell'Industria del Sud Africa, Rob Davies, ha detto che il governo intende vietare la commercializzazione di prodotti realizzati da Israele negli insediamenti in Cisgiordania con l'etichetta "Made in Israel". Questo successo è il risultato di un anno e mezzo di attività da parte di "Aprire Shuhada Street" e "Avvocati per i Diritti Umani", due ONG del Sud Africa, e della lotta popolare palestinese. Davies, che è di origine ebraica, ha scritto nel suo annuncio ufficiale che "i consumatori in Sud Africa non dovrebbero essere indotti erroneamente a credere che i prodotti originari dei territori occupati palestinesi provengano da Israele", e ha aggiunto che "il governo del Sud Africa riconosce lo Stato di Israele solo entro i confini demarcati dalle Nazioni Unite nel 1948".

Tentativi di limitare l'esportazione in Europa dei prodotti degli insediamenti illegali sono stati fatti in passato anche dall'Unione Europea e dal governo britannico. Nel 2009, il governo inglese, su istruzioni esplicite dell'ex Primo Ministro Gordon Brown, emise linee guida dettagliate in materia di etichettatura chiara dei prodotti degli insediamenti, per differenziarli da quelli palestinesi e da quelli prodotti all'interno della Linea Verde. Queste linee guida facevano seguito al rifiuto israeliano di etichettare correttamente tali prodotti prima che fossero esportati verso l'UE. La questione dell'etichettatura è stata uno dei principali punti di discordia tra gli inglesi e il governo israeliano. Negli ultimi anni, il movimento BDS ha preso di mira aziende come Agrexco, una cooperativa di export che serve migliaia di agricoltori, kibbutzim e piccole aziende agricole in Israele, e che ha continuato ad esportare i prodotti degli insediamenti illegali.
 

Fonti: http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/denmark-to-ban-lab\ eling-west-bank-products-as-made-in-israel-report-says-1.431372 - http://desertpeace.wordpress.com/author/desertpeace/

Traduzione a cura del Forum Palestina