Poiché lunedì si sono radunati a Vicenza i leader dell'industria mondiale dei diamanti per la riunione annuale del World Diamond Council, si sono riuniti gli attivisti in solidarietà con la Palestina per sensibilizzare l'opinione pubblica sul commercio mondiale di diamanti insanguinati israeliani.

Nonostante il fatto che i diamanti tagliati e lavorati in Israele stiano finanziando crimini di guerra e crimini contro l'umanità, il presidente USA della comunità internazionale della regolamentazione dei diamanti, noto come Kimberley Process(KP), ha detto lunedì "Non possiamo essere tutto per tutti e il nostro ruolo è quello di occuparci del processo di distribuzione grezza".
Il Kimberley Process è sotto pressione per rivedere la definizione di un "diamante dei conflitti" che attualmente è limitata a "diamanti grezzi utilizzati dai movimenti ribelli o dai loro alleati per finanziare la violenza tesa a minare i governi legittimi". Ci sarà la possibilità di farlo durante l'incontro intersessionale del KP a Washington dal 4 al 7 giugno.
Israele, uno dei principali produttori mondiali di diamanti tagliati e lucidati è fortemente dipendente dal fiorente commercio di diamanti, aumentato del 23,5% nel 2011. Nel 2011, Israele ha venduto quasi il 40% delle sue esportazioni nette pari a 7,2 miliardi di dollari al mercato americano, per un totale di $ 2,8 miliardi. Secondo il presidente del settore dei diamanti israeliano, Moti Ganz, circa la metà dei diamanti venduti negli Stati Uniti è israeliana.
Le prove fornite al Tribunale Russell sulla Palestina nel 2010 hanno indicato che l'industria dei diamanti in Israele genera 1 miliardo di dollari all'anno per finanziare il settore militare e della sicurezza. Israele viene accusato di "gravi crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità" dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a seguito dell'attacco a Gaza durante l'inverno del 2008/2009, che ha ucciso oltre 1400 persone, tra cui più di 300 bambini e migliaia di feriti e mutilati a vita. I diamanti israeliani che finanziano i crimini di guerra, de-facto diamanti insanguinati, sono venduti in tutto il mondo etichettati come diamanti esenti da conflitti. Questi diamanti insanguinati tagliati e lavorati sono esenti dalla definizione KP di un "diamante dei conflitti".
La posizione dell'UE
In risposta alle domande dei deputati europei, il più alto rappresentante dell'UE, il vice Presidente (HRVP), Catherine Ashton, ha recentemente affermato "La definizione di “diamante dei conflitti” è al centro del campo di applicazione attuale del mandato del KP, ed è la chiave per l'obiettivo del KP di spezzare il legame tra il commercio dei diamanti grezzi e il conflitto. Tuttavia, l'UE ritiene indispensabile che il KP si basi sugli insegnamenti appresi e si adatti a nuove sfide".
Il principale insegnamento tratto dal KP in vigore dal 2003, è che le violazioni dei diritti umani dei fondi dei diamanti non si limitano al commercio di diamanti grezzi o di movimenti ribelli. I governi canaglia utilizzano diamanti grezzi come forma di reddito (Zimbabwe) e i diamanti lavorati (Israele) per finanziare le gravi violazioni dei diritti umani, tra cui i crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità. I consumatori vengono ingannati nell'acquisto di diamanti insanguinati, che subdolamente i gioiellieri dichiarano esenti da zone di conflitti. Mentre i gioiellieri guadagnano nel breve periodo, il danno all'immagine del prodotto diamante potrebbe in ultima analisi avere conseguenze catastrofiche per l'industria.
HRVP Ashton ha inoltre dichiarato: "La Commissione è provvisoriamente in favore della revisione della definizione di diamanti insanguinati, in modo da considerare come il KP potrebbe affrontare questioni più ampie di violenza connesse o derivanti dall'estrazione e commercio di diamanti". Ciò potrebbe, e, se l'industria dei diamanti è seriamente intenzionata a prevenire il finanziamento di diamanti insanguinati in violazioni dei diritti, dovrebbe, risultare in tutti i diamanti insanguinati classificati come "diamanti dei conflitti" e banditi.
Tuttavia, sarà combattuto ogni tentativo di vietare il commercio di diamanti insanguinati israeliani da parte degli alleati di Israele nell'Unione europea e dagli Stati Uniti in particolare. L'ex ambasciatore degli Stati Uniti, Gillian Milovanovic, presiede il KP nel 2012 e ha dichiarato in diverse occasioni da quando è iniziato il suo mandato, di non sostenere il KP nel suo compito di includere i diamanti tagliati e lavorati. La sua dichiarazione di lunedì conferma che il settore dei diamanti non ha alcuna intenzione di porre fine a questo commercio. Un importante outlet di gioielli a Londra ha avuto da dire: "Senza l’ampliamento del suo mandato per includere questa parte del settore (diamanti tagliati e lavorati), il KP rimane complice nella perpetuazione di una frode, i diamanti KP sono infatti, diamanti etici".
Amnesty International (AI) e Human Rights Watch, che hanno documentato i crimini di guerra israeliani, hanno finora taciuto il commercio di diamanti insanguinati israeliani. Amnesty International USA promuove una guida altamente fuorviante per l'acquisto di diamanti etici esenti da conflitto. AI ha adottato la posizione promossa dagli interessi maturati nel settore dei diamanti che intende far credere al pubblico che i diamanti conformi KP siano esenti da zone di conflitto e i soli diamanti insanguinati siano quelli nelle mani dei gruppi ribelli e non nei negozi di gioielli delle vie prestigiose di tutto il mondo.
Il termine ‘esente da conflitto’ non è mai stato definito e non appare da nessuna parte nei regolamenti KP. Fa parte del falso "Sistema di Garanzie" introdotto dal World Diamond Council. E' stato usato dai gioiellieri per auto-certificare che i diamanti venduti risultino esenti da zone conflitto, “basato quindi sulla conoscenza personale e/o garanzie scritte prodotte dal fornitore di questi diamanti etici".Questa garanzia fornisce uno scudo economico per i diamanti israeliani, che i consumatori altrimenti rifiuterebbero se fossero consapevoli che i fondi finanziassero quel tipo di violenza quotidiana e di oppressione accennato all'inizio.
Se gli attivisti dei diritti umani e i gioiellieri vogliono porre fine al commercio di diamanti insanguinati devono agire subito, prima che i membri del KP si incontrino a Washington, quando ci sarà tra i temi principali all'ordine del giorno una revisione della definizione di “diamante dei conflitti”. Gli attivisti dei diritti umani in Australia, Regno Unito e Irlanda hanno esercitato pressioni in tal senso sui politici. E’ necessario che i gioiellieri facciano la stessa cosa e garantiscano che i loro rappresentanti parlino e richiamino il KP a estendere la definizione di un "diamante dei conflitti" ai diamanti finanziati dal governo colpevole di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Fonte: Alternative Information Center
Traduzione a cura di PalestinaRossa