Nel 64° anniversario dell'occupazione della Palestina, il Fronte Popolare per la Liberazione ha ribadito che il diritto al ritorno è un diritto politico, umano, legale, individuale e collettivo sancito dal diritto internazionale, e dalla risoluzione 194 in primis, che non può essere barattato, contrattato o dimenticato.
Il Fronte ha sottolineato che lo sciopero della fame generale "degli stomaci vuoti" e la storica battaglia per la dignità e la libertà condotta da migliaia di prigionieri nei campi e nelle prigioni dell'occupazione, sono una continuazione della gloriosa eredità del nostro popolo in lotta.
Il Fronte ha detto che l'impegno, la volontà e la determinazione di questo sciopero sono simili a quelli del più lungo sciopero palestinese generale nella storia, consumatosi nel 1936, "per la libertà, la dignità e l'indipendenza", e che tale azione conferma ancora una volta l'impegno del nostro popolo alla sua causa e alla resistenza. "L'unità e la fermezza sono più forti della tirannia e dell'ingiustizia dell'occupazione, ha dichiarato il Fronte, e il popolo palestinese continuerà con il rifiuto assoluto di qualsiasi tentativo di liquidare i suoi diritti e con il pieno impegno al ritorno dei profughi e dei loro figli alle loro case con il materiale e il risarcimento morale per ciò che è stato loro tolto".
"Nel 64° anniversario della Nakba del popolo palestinese - 64 anni di esilio, rifugio, alienazione in patria e diaspora - il popolo palestinese è più impegnato che mai nell'attuazione del diritto al ritorno nelle proprie case, dalle quali i palestinesi sono stati sfollati con la violenza e l'aggressione", ha aggiunto il PFLP.
Il Fronte ha sottolineato che, nonostante tutti i tentativi di minare la causa palestinese e di cospirare contro i suoi diritti, la volontà dei palestinesi è integra e il popolo combatterà la sua causa dal profondo del cuore e della mente, come uno stendardo di resistenza per la libertà dei palestinesi e della loro patria. 64 anni dalla Nakba significa 64 anni di occupazione e saccheggio della terra, di sradicamento del popolo, di tentativi per distorcere la nostra identità e falsificare la nostra storia, 64 anni di pulizia etnica e di razzismo. "Ma sono anche, ha detto il Fronte, 64 anni di lotta continua, sacrificio, martiri, prigionieri e feriti nella lotta coraggiosa per proteggere i nostri diritti inalienabili - primo fra tutti il diritto al ritorno. Più di un secolo fa, il mondo ha riconosciuto che il colonialismo è un crimine e che le nazioni hanno il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza, ma Israele continua a occupare impunemente, arroccato su terra palestinese, e la comunità internazionale è profondamente complice - sia per la spartizione della Palestina nel 1947 sia per i 64 anni di agonia e di catastrofe che si sono succeduti da quel momento", ha detto il Fronte.
Il Fronte ha osservato che l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) deve continuare a fornire il soccorso e i servizi rispettando le sue funzioni e garantendo l'attuazione dei diritti umani, economici e civili dei profughi palestinesi nei paesi ospitanti - non come un favore, ma come rispetto dei diritti garantiti dalle leggi internazionali.
Il Fronte ha concluso la sua dichiarazione con il saluto e la riverenza per i sacrifici e le lotte dei martiri e dei prigionieri eroici, il saluti di orgoglio e fermezza alla nostra gente nei campi, nelle città e nei villaggi all'interno e fuori della Palestina che uniti sostengono i prigionieri, e ha chiesto a tutti di agire per porre fine alla Nakba in atto e ai suoi crimini di insediamento, aggressione, spostamento e privazione che non si sono mai fermati in 64 anni. Il Fronte ha anche chiesto che la leadership palestinese cessi di inseguire vane illusioni e che, invece, sia ispirata dallo spirito dei prigionieri, per rivedere il corso politico del movimento palestinese e per sviluppare programmi politici, sociali e democratici volti all'unione del nostro popolo e delle nostre forze nazionali e islamiche sotto la bandiera della resistenza. Il Fronte, infine, ha chiesto la fine di oltre 20 anni di negoziati dannosi e inutili e all'interruzione del dialogo con l'occupante e i suoi piani per liquidare i diritti e l'esistenza del nostro popolo.
Fonte: PFLP
Traduzione a cura di PalestinaRossa