UNA LETTERA APERTA DALLA CAMPAGNA DEGLI STATI UNITI PER IL BOICOTTAGGIO ACADEMICO E CULTURALE D’ISRAELE (USACBI)


 

l 24 Aprile 2012 il New York Times ha sorpassato perfino il suo solito servilismo verso le politiche di apartheid di Israele per pubblicare un annuncio del “David Horowitz Freedom Centre” (Centro per la libertà David Horowitz) le cui logiche e toni orwelliani potrebbero avere lo stesso effetto di una folla linciatrice.

L’inserzione di mezza pagina ha accusato i sostenitori del movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) di incitare odio contro Israele e di inneggiare alla chiamata per un “nuovo olocausto”. Ha anche accusato il movimento BDS di essere complice con i “massacri odierni” e di collusione con gli “assassinii di Ebrei”, includendo anche quelli del rabbino e tre bambini ebrei a Tolosa in Francia. L’inserto segue con l’elencare i nomi di 13 accademici (uno dei quali uno studente laureato) e chiama a cittadini, ex alunni e studenti di condannare la partecipazione della facoltà al “Boicottaggio dell’Odio” e chiede che quegli allievi vengano “pubblicamente fatti vergognarsi e condannati” L’inserzione si conclude con una lista di “sostenitori della BDS che appoggiano odio e anti semitismo” sul sito del Centro per la libertà Horowitz.

Quello che molti non sanno di questo annuncio pieno di odio e così diffamatorio è che la lista di persone che appoggiano la campagna BDS sul link del sito – che include più di 600 accademici statunitensi, più di 200 impiegati alla cultura, 100 colleghi internazionali e circa 50 organizzazioni- è in realtà la lista di tutti gli allievi e impiegati per la cultura residenti negli Stati Uniti che hanno aderito alla Campagna Statunitense per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (USACBI). La pubblicità dell’annuncio è chiaramente una campagna di intimidazione verso coloro che osano criticare o opporsi alle politiche dello stato di Israele, sottolineando i nomi di, non solo Arabi o Ebrei Americani, ma anche di studenti o laureati Asiatici del Sud, Iraniani, Sudamericani. Se consideriamo i trascorsi xenofobi, misogini e razzisti del “Centro per la libertà” non c’è da stupirsi che l’annuncio prenda di mira specificatamente alunni che sono immigrati, Musulmani, indigeni e di colore.

USACBI condanna questo vile attacco contro questi coraggiosi singoli e gruppi che hanno preso una posizione di principio appoggiando la campagna USACBI –una campagna basata sul riconoscimento dei diritti internazionali per i Palestinesi e riconoscendo la colpa delle istituzioni israeliane nelle violazioni della legge internazionale. Siamo solidali con coloro i quali aderiscono e coloro che sono stati individuati e nominati in quell’inserzione diffamatoria e con i Palestinesi –compresi studenti e allievi- che ogni giorno devono affrontare occupazione, violenza, restrizione nei movimenti, segregazione razziale, dislocamento, espropriazione e umiliazione. Accademici e persone di coscienza intorno al globo si sono uniti alla campagna non violenta in continua espansione del boicottaggio e disinvestimento, la quale si sta anche rapidamente diffondendo in tutti i campus delle Università degli Stati Uniti, seguendo il modello della campagna che si oppose all’apartheid in Sudafrica, che veniva vista come una lotta giusta nei campus statunitensi.

L’annuncio di Horowitz e le sue accuse ingannevoli e invocazioni di anti semitismo, si uguagliano con il razzismo verso coloro che appoggiano la campagna per terminare l’occupazione e il razzismo. Questa è una tattica per silenziare, un tentativo di sopprimere un movimento crescente che minaccia la narrativa dominante riguardo alla questione della Palestina e della quale il New York Times è complice. Utilizzare l’etichetta  “i sostenitori di BDS appoggiano l’odio e l’anti semitismo” è un modo di incitare all’odio e diffama la credibilità professionale di coloro messi nella lista e correlati all’inserzione. Inoltre, il New York Times ha dimostrato la volontà di partecipare ad un attacco contro un movimento che sta cercando di rompere il silenzio incredibile che c’è intorno alla Palestina e che sfida la propaganda unilaterale dei media e anche delle scuole sulla questione. USACBI incoraggia un’aperta e onesta discussione riguardo all’impatto dell’occupazione e sistema di apartheid dello stato di Israele sulla società civile palestinese, includendo studenti e professori, e le sue politiche razziste contro i Palestinesi e la pulizia etnica della popolazione Palestinese indigena. E’ stato fondato nel 2009 durante il massacro israeliano di Gaza e continua a promuovere analisi critica dell’appoggio degli Stati Uniti verso queste violazioni di diritti umani e per opporsi contro la collusione di istituzioni accademiche e studentesche statunitensi con istituzioni israeliane e programmi che, direttamente o indirettamente, appoggiano e legittimizzano l’occupazione e l’apartheid.

Appoggiamo la libertà accademica degli studenti e alunni statunitensi di discutere e mettere in dibattito la questione palestinese liberamente, senza paura di censure o rimproveri. Inoltre difendiamo vigorosamente il diritto all’educazione degli studenti palestinesi e degli alunni verso gli assalti giornalieri che subiscono contro la loro libertà accademica, senza menzionare la loro libertà di vivere senza occupazione, violenza, segregazione razziale, dislocamento e umiliazione.

L’USACBI incoraggia tutti i membri di coscienza delle facoltà di partecipare al “Comunicato di missione” [http://www.usacbi.org/]  ed esercitare la loro libertà accademica di chiamare in causa colleghi, associazioni e università per appoggiare il boicottaggio accademico delle istituzioni israeliane. Fare ciò dimostra che non ci faremo azzittire e costringere ad autocensurarci e che appoggiamo le lotte per la libertà, uguaglianza razziale e autodeterminazione.
 

Fonte: USACBI
Traduzione a cura di PalestinaRossa