Apartheid

16
Oct 2014

Il riconoscimento di uno Stato palestinese senza pieni diritti è privo di significato

Il voto schiacciante del Parlamento britannico per il riconoscimento di uno "Stato di Palestina" può effettivamente essere un segno di "dove soffia il vento", come ha commentato l'ambasciatore britannico a Tel Aviv – conferma la notevole erosione del sostegno pubblico al regime israeliano di occupazione e negazione dei diritti dei palestinesi. Ma non dovrebbe essere visto in bianco e nero.

Se è un primo passo verso il riconoscimento del diritto inconfutabile del popolo palestinese all'autodeterminazione, allora sarebbe un contributo positivo per stabilire una pace giusta e durevole in conformità con il diritto internazionale.

10
Oct 2014

Intervista ad Ahmad Sa'adat: "Cessare i negoziati, rinnovare l’unità nazionale e ricostruire la resistenza"

Nella primavera del 2002, al culmine della seconda intifada in Cisgiordania[…] le forze israeliane portarono avanti campagne di arresti ad ampio raggio in tutti i territori occupati e invasioni su larga scala di numerose città palestinesi. Ahmad Sa'adat […] [rappresenta una ] delle figure politiche palestinesi più importanti e conosciute arrestate in quella campagna, diventando nel tempo anche un leader del movimento dei prigionieri.

Ahmad Sa'adat è il segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ed ex membro del Consiglio Legislativo Palestinese (CLP). È il funzionario di più alto rango appartenente a una fazione palestinese attualmente imprigionato dal regime israeliano di occupazione. La prigionia di Saadat non è atipica per i leader politici in Palestina, molti dei quali sono stati arrestati e detenuti, con o senza accuse, da Israele. Tuttavia, ad essere uniche erano le circostanze dell'arresto iniziale di Saadat ed i primi quattro anni della sua detenzione.

23
Sep 2014

Delegazione #Water4Palestine: Dahmash, l'apartheid nel cuore di Israele

Lungo la strada che che va da Ramle a Lod, a venti minuti di auto dal centro di Tel Aviv e a un paio di chilometri dall'areoporto Ben Gurion, si trova il villaggio arabo di Dahmash. Seicento persone che occupano un fazzoletto di terra stretto tra strade a scorrimento veloce e la ferrovia , assediato da rifiuti e sfasciacarrozze.

Profughi dal 1948 ma senza vedere riconosciuto il proprio status dall'Onu, non essendo scappati in Giordania o altrove, gli abitanti di Dahmash hanno costruito qua la propria città ai margini della capitale dello Stato di Israele. Dalle prime baracche e le tende a casa a tre piani, qui hanno lavorato per costruirsi una casa dignitosa tre generazioni. Dopo più di sessant'anni per Israele gli abitanti di Dahmash sono ancora abusivi, per la burocrazia li dove vivono da generazione ci sono dei terreni agricoli e non delle case, eppure la corrente e l'acqua i palestinesi di Dahmash la pagano e a caro prezzo. Tubature, fogne, impianti d'illuminazione si sono costruiti tutto da soli: Ramle, Lod e Tel Aviv si sono rifiutati di accoglierli tra i loro cittadini. Così ecco gli ordini di demolizione e ogni tanto le ruspe che tirano giù un'abitazione.

10
Sep 2014

Appello alla UEFA riguardo l'offerta di Israele di ospitare a Gerusalemme i giochi del torneo UEFA 2020

Egr. Michel Platini e membri del comitato esecutivo UEFA, Noi sottoscritte organizzazioni della società civile palestinese e istituzioni nazionali, chiediamo alla UEFA di escludere dal processo di selezione la proposta della Federcalcio israeliana (IFA) di ospitare a Gerusalemme il torneo UEFA 2020. Lanciamo questo appello a causa dei recenti crimini di guerra di Israele contro il popolo di Gaza, la continua occupazione e le persistenti violazioni dei diritti umani contro i palestinesi, anche nel campo dello sport.

Israele ha nuovamente effettuato un aberrante massacro di civili palestinesi a Gaza. Almeno 2.168 palestinesi sono stati uccisi, tra cui 519 bambini, e più di 8.000 persone sono rimaste ferite. Almeno 380.000 persone sono state sfollate, dato che Israele ha deliberatamente preso di mira le case delle persone e le infrastrutture civili. Organizzazioni palestinesi ed internazionali hanno accusato Israele di aver commesso crimini di guerra. Usando le parole di Pierre Krähenbühl, un alto funzionario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi: “Bambini uccisi mentre dormono; questo è un affronto a tutti noi, una fonte di vergogna universale. Oggi il mondo è caduto in disgrazia.”