Apartheid

24
Apr 2013

Ronaldo rifiuta di scambiare la maglietta con i calciatori israeliani

La notizia è rimbalzata in rete solo negli ultimi due giorni, nonostante risalga al 22 marzo, in occasione della partita Israele-Portogallo per le qualificazioni ai Mondiali 2014. Una partita disputata allo Winter Stadium di Ramat Gan, a Tel Aviv, alla fine della quale Cristiano Ronaldo, giocatore del Real Madrid, si è rifiutato di scambiare la sua maglietta con un giocatore israeliano.

Un gesto che non è passato inosservato nonostante i media mainstream non ne abbiano dato notizia. Ai giornalisti che nello spogliatoio hanno chiesto a Ronaldo il perché del suo gesto di rifiuto, lui ha risposto: “Io non scambio la mia maglietta con degli assassini". Sembrerebbe inoltre che Cristiano Ronaldo, davanti alla domanda di un giornalista di al-Jazeera che gli chiedeva: “Sei sulla terra di Israele o Palestina?”, il giocatore abbia risposto: “Sono sulla terra palestinese”.

19
Apr 2013

Alzare il cartellino rosso contro il razzismo israeliano - Dichiarazione della campagna europea

Dichiarazione della campagna europea contro la coppa Uefa Under 21 in Israele

Nel giugno 2011, 42 squadre di calcio palestinese hanno invitato il presidente della UEFA Michel Platini a cambiare la decisione di tenere in Israele il campionato maschile Under 21 del 2013, un paese che impone un’occupazione militare, una colonizzazione e un sistema di apartheid in Palestina.[1]

Da quel momento, in tutta Europa e in tutto il mondo, sono in constante aumento appelli all’UEFA per rimuovere la coppa Under 21 da Israele. Da petizioni online con oltre 13.000 firme, alla dichiarazione di 50 stelle del calcio europeo, alla lettera di Marie-George Buffet, già ministro francese dello Sport, è chiaro che dai fan del calcio e dei diritti umani la concessione a Israele dell'onore di ospitare un evento sportivo internazionale è vista come un premio immeritato per i suoi comportamenti contrari ai valori sportivi.[2]

14
Apr 2013

Intervista sulla questione palestinese a Susanna Senigallia e a Wasim Dahmash

L’intervista è stata realizzata in occasione della presentazione del libro “Ebrei arabi: terzo incomodo?” Edizioni Zambon. Il libro è una raccolta di saggi sul conflitto israelo-palestinese, curato da Susanna Sinigaglia, ebrea pacifista, scrittrice e traduttrice e con la presentazione di Wasim Dahmash, palestinese, professore di Lingua e Letteratura araba all’Università di Cagliari.

L’iniziativa, svoltasi il 3 novembre 2012, è stata organizzata dall’Istituto Euro Arabo di Studi Superiori, in collaborazione con il Liceo scientifico e classico G. P. Ballatore e col patrocinio dell’Amministrazione Civica di Mazara del Vallo.

F. M. Con Susanna Sinigaglia parleremo del suo ultimo libro intitolato “Ebrei arabi: terzo incomodo?”, che è una raccolta di scritti inediti che cerca di dare una risposta al problema della questione palestinese. Come nasce questo suo volume?

8
Apr 2013

Resistenza popolare in Palestina

Una storia di speranza e di emancipazione, libro di Mazin Qumsiyeh*, pubblicato in inglese e ora disponibile da Pluto Press (Londra); può essere prenotato per la consegna ai primi di gennaio anche da Amazon, Barnes, Noble etc... presto disponibile anche in arabo, tedesco e italiano.

"Questo è un libro tempestivo e notevole, scritto dal cronista contemporaneo più importante della resistenza popolare in Palestina. Mazin Qumsiyeh evoca brillantemente lo spirito del Mahatma Gandhi, di Edward Said, di Rachel Corrie e molti altri, per dire la verità nuda e cruda sulla Palestina e sul colonialismo dei coloni sionisti. Ponendo l'accento su 'la storia e l'attivismo dal basso', questo è un lavoro di enorme significato. Sviluppando ulteriormente le sue idee originali sui diritti umani in Palestina, sull'attivismo dei media, le politiche pubbliche, la resistenza popolare non violenta, il libro di Mazin Qumsiyeh è una lettura obbligatoria per chiunque sia interessato alla giustizia e a come produrre la svolta necessaria nel conflitto israelo-palestinese" Prof. Nur Masalha