Manifestazione

Barakat: appello urgente di solidarietà con Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi

Il compagno Khaled Barakat, coordinatore internazionale della Campagna per la Libertà di Ahmad Sa'adat, ha affermato che vi è un urgente bisogno di intensificare le azioni in solidarietà con i prigionieri palestinesi, soprattutto a seguito degli attacchi subiti dai prigionieri nel carcere di Nafha.

“L'attacco comprendeva di invadere le celle dei prigionieri ed isolarli, trattamento subito anche dal compagno Ahmad Sa'adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e uno dei principali leader nazionali palestinesi”, ha dichiarato Barakat, “i prigionieri palestinesi chiedono mobilitazioni, dobbiamo ascoltare la loro chiamata”.

Renzi nella Palestina occupata: il PD sostiene l'apartheid

Febbraio 2010. Quando Berlusconi si recò in Israele disse di non aver visto il criminale muro perché intento a scrivere sul taccuino, affermando penosamente di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alle città palestinesi. «Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo».

Luglio 2015. Il segretario del PD non si è posto nemmeno il problema di trovare una scusa per dire di non essersi accorto del muro, ha affermato con forza che la sua priorità è la sicurezza di Israele, che le sue radici sono nella Palestina occupata, violentata, martoriata, imprigionata: «Israele è il paese delle nostre radici, delle radici di tutto il mondo e anche il paese del nostro futuro».

Ha poi affermato che boicottare lo stato criminale sionista significa boicottare se stessi, anche se nel caso della campagna “cartellino rosso per Israele” è stato così, nel completo silenzio dei cosiddetti sostenitori della Palestina. Mai genuflessione verso lo stato dell'Apartheid fu più miserevole e servile. Ma tant'è.

Appello alla mobilitazione: continuiamo la campagna “No Expo - No Israele”

Il 19 settembre, giornata nella quale è previsto l’arrivo di Abu Mazen all’Expo - contestualmente, nello stesso mese, alla presenza di un rappresentante israeliano - deve essere un’occasione per far sentire la nostra voce, rilanciare la lotta contro Expo e la narrazione che ci propina, opporsi alla presenza di Israele come principale partecipante alla fiera delle multinazionali, occasione in cui la Palestina che si presenta si fa relegare, invece, in un piccolo stand nella “zona arida”.

Invitiamo quindi tutti i solidali con la Resistenza Palestinese e i suoi prigionieri, gli antimperialisti, coloro che sono impegnati nell’appoggio alle resistenze dei popoli e le realtà di lotta contro Expo a costruire con noi la mobilitazione. Questo diventa un compito cui nessuno si dovrebbe sottrarre.

Alcune riflessioni sul 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo

UN 25 APRILE DI LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO E DAL SIONISMO!

La cooperazione internazionale e la pace richiedono il compimento della liberazione nazionale e indipendenza, l'eliminazione del colonialismo e neocolonialismo, occupazione straniera, sionismo, apartheid e discriminazione razziale in tutte le sue forme, allo stesso modo del riconoscimento della dignità delle persone e i loro diritti all'autodeterminazione”. Così il 10 novembre del 1975, con la risoluzione 3379, anche l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì che il sionismo è una forma di razzismo, equiparabile al nazifascismo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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