Manifestazione

LA COMUNITA' EBRAICA DI ROMA SUL 25 APRILE: ARROGANTE, COLONIALE E SMEMORATA…

Pensavamo di essere preparati all’arroganza sionista, ma la “comunità ebraica di Roma” ha voluto smentirci nuovamente. Con un comunicato pesantissimo, questa sedicente comunità se l’è presa direttamente con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. A quanto pare, quella ”comunità” non ritenendosi soddisfatta delle proprie aggressioni ai danni militanti antisionisti e filopalestinesi, delle “scorte” milanesi del PD (Sionista) e delle fandonie autocelebrative pilotate attraverso il mainstrem mediatico; questa volta, nel suo solito stile da “occupante”, si è autoassegnata il ruolo di rappresentante dei “veri partigiani”, espropriando dal proprio storico, legittimo e istituzionale ruolo nientemeno che la stessa ANPI. “Colpevole” di non assecondare una riscrittura sionista della Storia partigiana, della lotta al nazifascismo e dei suoi valori politici.

Pretendere che la “Brigata Ebraica” in quanto “corpo militare inquadrato nell’esercito inglese composto da ebrei che vivevano nelle colonie sotto il mandato britannico - di Palestina, ndr -...”, debba essere il rappresentante dei “veri partigiani” d’Italia appare un’enormità politica da tutti i punti di vista, che non solo dovrebbe far tuonare la protesta del Presidente dell’ANPI Smuraglia e di tutte le diramazioni della stessa Associazione, ma anche degli eredi ideali dei partigiani antifascisti, in primis di quelli comunisti e tra questi, in particolare, quelli di origine ebraica: morti combattendo l’occupante nazifascista.

Appello alla mobilitazione per la liberazione di Ahmad Sa’adat nell’ottavo anniversario della sua condanna

Per l'ottavo anniversario della condanna di Ahmad Sa'adat da parte del tribunale militare sionista, la Campagna per la Libertà di Ahmad Sa'adat invita ad un’ampia partecipazione popolare nei giorni 14, 14 e 15 gennaio 2017 alle iniziative della campagna politica e mediatica per liberare Ahmad Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi.

Queste date segnano il 15° anniversario del rapimento di Ahmad Sa'adat da parte dell'Autorità Nazionale Palestinese per volere di Israele, degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Considerazioni sul 25 Aprile 2016 a Milano

La nostra presenza in piazza il 25 aprile contro il revisionismo storico, al fianco dell’eroica Resistenza palestinese e le lotte di liberazione dei popoli si è fatta sentire e vedere.

Centinaia di compagne e compagni con striscioni, cartelli, interventi, volantini e slogan non ha dato tregua a chi in questa giornata, vergognosamente, usando in maniera strumentale la Brigata ebraica, avrebbe voluto sdoganare l’entità sionista di Israele e la sua partecipazione ai cortei antifascisti che celebrano gli anniversari della vittoria della resistenza partigiana sul nazifascismo.

CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA EBRAICA NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON È UN DIRITTO, È UN DOVERE!

Le insegne della Brigata ebraica sfilano per la prima volta nel corteo del 25 Aprile 2004. Le motivazioni di questa decisione sono dichiarate ed esplicite: nel sito degli “Amici di Israele” si legge che sono costoro a decidere di sfilare sotto le insegne della Brigata ebraica perché “stanchi di partecipare circondati da bandiere palestinesi [...] e per non farci annoverare tra la massa dei manifestanti anti-americani o anti-israeliani”. La stessa associazione dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare a “lo sdoganamento del sionismo” (testuale). Si legge: “Crediamo, infatti, importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto”.

È quindi espressamente dichiarato che la sfilata della Brigata ebraica è un’operazione di propaganda del sionismo ed è organizzata dalla associazione “Amici di Israele”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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