Manifestazione

3
Dec 2014

L’ombra dei due stati

Era marzo 2009 quando alla conferenza  internazionale di Sharm el Sheikh si annunciava l’ammontare stanziato per la ricostruzione a Gaza, collegando l’azione alla ripresa del processo di pace. Quasi 4,5 miliardi di dollari la somma raccolta alla conferenza. Un impegno concreto chiarito dagli 87 tra Paesi e organizzazioni finanziarie presenti al vertice.

Il segretario di Stato americano, H. Clinton affermava: “La risposta alla crisi di Gaza non può essere disgiunta dai più ampi sforzi per arrivare a una pace complessiva e l’amministrazione Obama è decisa a impegnarsi con forza perché israeliani e palestinesi riescano a convivere pacificamente sul principio due popoli, due Stati”. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi  prometteva stanziamenti per cento milioni di dollari, spalmati in quattro anni per la sola ricostruzione di Gaza. Il premier sottolineava la necessità di creare due Stati, quello palestinese accanto a quello israeliano, che vivano in pace e sicurezza con dei governi di unità nazionale”. “Gli israeliani – dichiarava – si diano un governo capace di volere la pace e di assumersi i sacrifici che la pace comporta”.

20
Nov 2014

Comunicato del FPLP: l'occupazione è responsabile dell'escalation a Gerusalemme

Il compagno Khalil Magdesi, membro del Comitato centrale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, a seguito degli ultimi avvenimenti a Gerusalemme dello scorso 18 novembre ha dichiarato che "l'operazione di oggi nella città è una risposta naturale alle politiche razziste e ai crimini dell'occupazione in corso, ed è quindi responsabile per l'escalation a Gerusalemme ed in tutta la Palestina. Subiamo quotidianamente linciaggi che testimoniano la presa di mira degli arabi palestinesi, demolizione di case, confisca delle terre per la costruzione di colonie, adozione di misure senza precedenti per i luoghi sacri a Gerusalemme nei confronti di musulmani e cristiani".

"Ogni giorno, migliaia di sostenitori del PFLP - e tutto il nostro popolo - resistere all'occupazione sia a Gerusalemme sia in tutta la Palestina. Queste azioni continueranno ad intensificarsi finché l'occupazione andrà avanti, ed il FPLP si impegnerà a colpire ogni istituzione dell'occupazione. Nessun luogo a Gerusalemme dovrà essere sicuro fino a quando il popolo palestinese non sarà al sicuro; la loro 'sicurezza' non può essere costruita sulle spalle del popolo palestinese. Come unico risultato dei loro attacchi a Gerusalemme quindi, gli occupanti, troveranno la nostra fermezza nel proseguire ed accrescere la resistenza tra le masse palestinesi.

14
Nov 2014

Abu Ahmad Fuad: Siamo sulla soglia di una nuova intifada popolare

"Siamo sull'orlo di una nuova intifada popolare", ha affermato il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

In un'intervista con Al-Mayadeen TV, Ahmad Fuad ha dichiarato: "Gli eventi che si susseguono in Palestina, ivi comprese le operazioni effettuate dai giovani alla luce della crescente escalation di repressione israeliana e delle violazioni perpetrate contro il nostro popolo, dimostrano come si sia potenzialmente vicini ad una massiccia intifada popolare, come avremo modo di vedere nel prossimo periodo".

7
Nov 2014

FPLP: È tempo per una azione di lotta contro i reati dell’occupazione a Gerusalemme

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina invita tutti gli amici della Palestina e le organizzazioni per la giustizia, rivoluzionarie e progressiste di tutto il mondo a mobilitarsi con manifestazioni, presidi ed azioni politiche dirette a tutti i livelli, in solidarietà con il popolo palestinese per quanto sta accadendo a Gerusalemme, sotto attacco e sotto assedio, che ogni giorno subisce ed affronta il genocidio culturale, la pulizia etnica, i tentativi di isolare il popolo palestinese da Gerusalemme e dal resto della Palestina.

La direzione del Fronte chiede inoltre alle comunità palestinesi e arabe in tutto il mondo di mobilitarsi in difesa dei loro fratelli e sorelle di Gerusalemme e per l'intero popolo palestinese. Il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale dell'FPLP, ha dichiarato che "la nostra gente non sarà soppressa, né a Gaza né in Cisgiordania e nemmeno nella Palestina occupata del '48, così come in diaspora o a Gerusalemme, dove è in corso una grande rivolta popolare".