Razzismo

Il sindacato degli insegnanti del Regno Unito ora “HP free” a causa dei suoi affari con Israele

Il più grande sindacato degli insegnanti britannico ha lanciato un boicottaggio della HP relativo al ruolo del gigante tecnologico nell'occupazione israeliana. Inoltre, più di 21.000 persone nel Regno Unito hanno firmato un impegno a boicottare la ditta statunitense.

Kevin Courtney, segretario generale del National Union of Teachers (Unione Nazionale degli Insegnanti), ha dichiarato che "il NUT  non compra né utilizza prodotti o servizi HP come gesto di solidarietà con il popolo palestinese".

VOLANTONE BDS: NO AL DDL 2043

La "questione" israelo-palestinese, purtroppo, è spesso presentata come "una guerra estremamente complessa, le cui cause, un confuso miscuglio di intolleranza religiosa, nazionalismo e odio si perdono nella storia" e rispetto alla quale è quindi difficile prendere una posizione politica ben definita, in quanto decenni di violenza avrebbero cancellato ogni barlume di ragione da entrambe le parti.

Si rischia però così, più o meno internazionalmente, di dimenticare proprio quelle cause storico-politiche da cui nasce un conflitto che da troppi decenni ormai lascia dietro di sé morte e devastazione tra quei popoli e quei territori, inconsapevolezza e indifferenza tra i popoli di quest’altra parte del mondo e, ovviamente, profitti e potere nelle tasche di pochi.

"Dove stanno i «veri» partigiani": ovunque si organizzi la resistenza palestinese

Il 25 aprile, anche dopo 72 anni, riesce a smuovere le acque limacciose della consuetudine facendo riemergere un po’ di tutto: dal letame convintamente sionista a qualcosa di meno sgradevole alla vista, ma altrettanto negazionista.

L’articolo pubblicato su Il Manifesto del 21 aprile 2017 “dove stanno i «veri» partigiani” si porta dietro tutta la retorica ed i luoghi comuni che compongono la narrazione sionista, quella narrazione che vuol far credere che sia possibile “una soluzione democratica del conflitto”, come pare ami sperare Alessandro Portelli, e per questo a lui piacciono molto gli “ebrei contro l’occupazione”, che noi rispettiamo, pur non condividendone alcuni aspetti.

Dichiarazione del Comitato Centrale del PFLP: necessaria una netta e definitiva rottura con l'approccio di Oslo

Il Comitato Centrale Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha concluso la sua consueta riunione in onore dei due martiri Omar Nayef Zayed e Ferial Nasrallah in cui sono valutati gli attuali sviluppi complessivi per i palestinesi, per il mondo arabo a livello regionale e internazionale, discutendo a lungo e in modo approfondito i vari argomenti all'ordine del giorno.

L'incontro è coinciso col ricordo dell’eroica condotta del martire intellettuale rivoluzionario Basil al-Araj contro le forze del nemico sionista. La sua lotta è stata una conferma di come le fiamme della rivolta sono vive, rimarranno costanti e formeranno nuovi rivoluzionari per continuare il percorso dei martiri e dei che hanno riempito le fila della lotta di liberazione nazionale palestinese, in quanto il primo confronto rimane sempre quello contro l’occupazione sionista della Palestina.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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