Razzismo

LEGGE CONTRO IL "NEGAZIONISMO": UNA NUOVA LEGGE RAZZIALE?

«Perché il Pd si ostina a difendere un provvedimento così convintamente osteggiato dagli studiosi? Di certo influisce il sostegno della comunità ebraica, che ha supportato costantemente la prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Amati...». Si è fatta la domanda e si è risposta la giornalista Simonetta Fiori sulle pagine de “La Repubblica” di sabato scorso (30 aprile) cogliendo, nonostante la faziosità piddina e sionista del quotidiano sul quale scrive, l'enormità delle contraddizioni che quel disegno di legge approvato al Senato, rappresenta.

Non sorprende che il Partito Democratico, diventato trampolino di lancio della sionistizzazione delle istituzioni dello Stato italiano, con il carrierismo forzato dei Fiano, dei Carrai, dei Gutgeld e compagnia brutta, quasi tutti con doppia cittadinanza israelo-italiana. Da cui si potrebbe dedurre che in realtà questi non siano altro che degli “infiltrati” di una entità straniera (israele) all'interno delle istituzioni di uno Stato (Italia), come i passati nei servizi segreti di alcuni di loro – Yoram Gutgeld (Unit 8200 dell'IDF), docet… -, lascerebbero intendere. O forse, si potrebbe parlare di una vera e propria integrazione sempre più stretta tra sionismo e classe dominante italiana, al punto che molti rappresentanti politici di quest'ultima appartengono direttamente alle schiere del primo.

Angelo Stefanini risponde a Achille Scalabrin sul boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane

Pubblichiamo la risposta di Angelo Stefanini al commento (di seguito) di Achille Scalabrin

Gentile signor Scalabrin,

sono uno dei docenti che hanno sottoscritto l'appello a boicottare l'Istituto Technion e le università israeliane per il loro colpevole coinvolgimento nelle politiche di occupazione, colonizzazione e apartheid di Israele. Che una firma serva, come lei scrive, anche a mettere "a posto la coscienza" può essere senz'altro vero se, come nel mio caso, è espressione dell'adesione esplicita a un movimento non violento che rivendica giustizia. Non sono invece per nulla d'accordo che possa servire al curriculum, ahimè, visti i ripetuti attacchi di varia natura che subisco da quando mi esprimo in pubblico a questo proposito.

NO a Israele partner del Torino Gay & Lesbian Film Festival: Boicottalo per sostenere i palestinesi LGBTQ

Il giorno 4 maggio inaugura Torino Gay and Lesbian Film Festival. Per la terza edizione consecutiva il TGLFF vede la partecipazione dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata d'Israele a Roma.

La partecipazione a eventi culturali in generale, e LGBTQ in particolare, da parte delle istituzioni israeliane non è una scelta casuale, ma si inserisce in un preciso disegno atto a nascondere la realtà d’occupazione, colonialismo e apartheid, in palese violazione dei diritti umani fondamentali e del diritto internazionale. Questa pratica è nota con il termine pinkwashing, ovvero la strumentalizzazione delle istanze di genere, in particolare LGBTQI, per presentare Israele come un luogo di diritti e progresso democratico agli occhi della comunità internazionale.

Paola Rivetti: libertà d’espressione accademica e BDS

Un'intervista molto ampia ed interessante su vari temi, tra cui il movimento BDS, l'engagement accademico per la giustizia e la libertà d’espressione accademica, soprattutto quando si tratta del diritto alla critica contro lo Stato sionista di Israele.

Paola Rivetti lavora come ricercatrice e insegna alla Dublin City University a Dublino, Irlanda. Tra i suoi interessi di ricerca, vi sono lo studio delle dinamiche di governo e disciplinamento del dissenso in Medio Oriente e l'analisi della trasformazione dello stato. Paola e' coinvolta in un progetto europeo che studia il cambiamento culturale e valoriale tra i giovani in cinque paesi mediorientali e ha ricevuto una borsa dell'Irish Research Council per studiare le mobilitazioni e i cicli di protesta in Iran a partire dagli ani Novanta. E' attualmente segretaria nazionale della Societa' per gli studi mediorientali italiana. Ha pubblicato su numerose riviste italiane e internazionali e ha curato 'Continuity and change before and after the Arab uprisings. Morocco, Tunisia and Egypt' (Routledge, 2015) con Rosita Di Peri.

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