Razzismo

Appello al Ravenna Festival: Non danzate con l’apartheid israeliana! #DirittiInBallo

Chiediamo al Ravenna Festival di cancellare lo spettacolo della compagnia di danza israeliana Batsheva previsto per il 6 luglio.

Per adesioni all’appello: bdsitalia@gmail.com

  • Batsheva Dance Company, finanziata dal governo di Israele, svolge un ruolo di “ambasciatrice culturale” dell’occupazione e dell’apartheid.
  • La partecipazione di Batsheva è in contrasto con la dedica del Festival a Nelson Mandela, difensore dei diritti dei palestinesi.
  • BDS Italia, Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele, BDS South Africa e Boycott From Within (Israele) hanno scritto al Ravenna Festival per chiedere di ritirare l’invito a Batsheva.
  • Nell’incontro con BDS Italia il Ravenna Festival ha confermato l’intenzione di tenere lo spettacolo di Batsheva.

CONTRO IL SIONISMO: 25 APRILE SEMPRE!

Dal nostro punto di vista, antisionista e antimperialista, anche quest'anno le mobilitazioni per la ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo (25 Aprile, 71° anniversario), hanno espresso risultati apprezzabili.

LEGGE CONTRO IL "NEGAZIONISMO": UNA NUOVA LEGGE RAZZIALE?

«Perché il Pd si ostina a difendere un provvedimento così convintamente osteggiato dagli studiosi? Di certo influisce il sostegno della comunità ebraica, che ha supportato costantemente la prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Amati...». Si è fatta la domanda e si è risposta la giornalista Simonetta Fiori sulle pagine de “La Repubblica” di sabato scorso (30 aprile) cogliendo, nonostante la faziosità piddina e sionista del quotidiano sul quale scrive, l'enormità delle contraddizioni che quel disegno di legge approvato al Senato, rappresenta.

Non sorprende che il Partito Democratico, diventato trampolino di lancio della sionistizzazione delle istituzioni dello Stato italiano, con il carrierismo forzato dei Fiano, dei Carrai, dei Gutgeld e compagnia brutta, quasi tutti con doppia cittadinanza israelo-italiana. Da cui si potrebbe dedurre che in realtà questi non siano altro che degli “infiltrati” di una entità straniera (israele) all'interno delle istituzioni di uno Stato (Italia), come i passati nei servizi segreti di alcuni di loro – Yoram Gutgeld (Unit 8200 dell'IDF), docet… -, lascerebbero intendere. O forse, si potrebbe parlare di una vera e propria integrazione sempre più stretta tra sionismo e classe dominante italiana, al punto che molti rappresentanti politici di quest'ultima appartengono direttamente alle schiere del primo.

Angelo Stefanini risponde a Achille Scalabrin sul boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane

Pubblichiamo la risposta di Angelo Stefanini al commento (di seguito) di Achille Scalabrin

Gentile signor Scalabrin,

sono uno dei docenti che hanno sottoscritto l'appello a boicottare l'Istituto Technion e le università israeliane per il loro colpevole coinvolgimento nelle politiche di occupazione, colonizzazione e apartheid di Israele. Che una firma serva, come lei scrive, anche a mettere "a posto la coscienza" può essere senz'altro vero se, come nel mio caso, è espressione dell'adesione esplicita a un movimento non violento che rivendica giustizia. Non sono invece per nulla d'accordo che possa servire al curriculum, ahimè, visti i ripetuti attacchi di varia natura che subisco da quando mi esprimo in pubblico a questo proposito.

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