Razzismo

I Palestinesi salutano il Movement for Black Lives sottolineando la lotta comune contro l'oppressione razziale

Il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) risponde alla piattaforma politica del Movement for Black Lives (M4BL): "Ci impegniamo a collocarci fermamente e stabilmente in solidarietà con le nostre sorelle e fratelli neri negli Stati Uniti e in tutto il mondo, sostenendo le richieste e le proposte politiche di questa piattaforma."

Il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più grande coalizione della società civile palestinese che guida il movimento globale BDS, condivide la stimolante e liberatoria piattaforma politica rilasciata la scorsa settimana dal Movement for Black Lives (M4BL) con le richieste concrete per il diritto, la libertà e la giustizia dei neri. Ci impegniamo a collocarci fermamente e stabilmente in solidarietà con le nostre sorelle e fratelli neri negli Stati Uniti e in tutto il mondo, sostenendo le richieste e le proposte politiche di questa piattaforma.

Appello al Ravenna Festival: Non danzate con l’apartheid israeliana! #DirittiInBallo

Chiediamo al Ravenna Festival di cancellare lo spettacolo della compagnia di danza israeliana Batsheva previsto per il 6 luglio.

Per adesioni all’appello: bdsitalia@gmail.com

  • Batsheva Dance Company, finanziata dal governo di Israele, svolge un ruolo di “ambasciatrice culturale” dell’occupazione e dell’apartheid.
  • La partecipazione di Batsheva è in contrasto con la dedica del Festival a Nelson Mandela, difensore dei diritti dei palestinesi.
  • BDS Italia, Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele, BDS South Africa e Boycott From Within (Israele) hanno scritto al Ravenna Festival per chiedere di ritirare l’invito a Batsheva.
  • Nell’incontro con BDS Italia il Ravenna Festival ha confermato l’intenzione di tenere lo spettacolo di Batsheva.

CONTRO IL SIONISMO: 25 APRILE SEMPRE!

Dal nostro punto di vista, antisionista e antimperialista, anche quest'anno le mobilitazioni per la ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo (25 Aprile, 71° anniversario), hanno espresso risultati apprezzabili.

Consolidando le esperienze degli anni precedenti, in particolare a Milano e a Roma, è stato possibile, attraverso un lavoro di coinvolgimento unitario, riaffermare la contestazione e l'interdizione delle istanze sioniste. Impedire, quindi, al revisionismo storico, sempre più asservito alle logiche del profitto e della faziosità lobbistica, di riscrivere la storia in termini antiproletari e pro-imperialisti. Una sorta di “scippo” storico perpetrato ai danni di una delle pagine più gloriose della storia di classe (proletaria). Con l'intento di piegarla agli imperanti diktat egemonici delle classi dominanti.

A Milano rumorosa e partecipata è stata la contestazione alla vulgata sionista, malcelata nel Cavallo di Troia col logo della “Brigata Ebraica”, in cui si sono esibiti anche alcuni candidati sindaco della città, varie consorterie affaristico-burocratiche e i compari della “sinistra per israele”, in cerca di consenso in vista delle elezioni e a guardia del “tesoretto” della comunità ebraica. A poco sono valsi, però, gli assist serviti da certi media padronali, per la manipolazione in chiave antisemita dei netti contenuti antisionisti, antirazzisti e anticolonialisti emersi nella contestazione alla presenza dei simboli dell'entità israeliana. Nell'illogicità storica di legittimare l'Occupazione della Palestina con la lotta di Liberazione dal nazifascismo in Italia.

LEGGE CONTRO IL "NEGAZIONISMO": UNA NUOVA LEGGE RAZZIALE?

«Perché il Pd si ostina a difendere un provvedimento così convintamente osteggiato dagli studiosi? Di certo influisce il sostegno della comunità ebraica, che ha supportato costantemente la prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Amati...». Si è fatta la domanda e si è risposta la giornalista Simonetta Fiori sulle pagine de “La Repubblica” di sabato scorso (30 aprile) cogliendo, nonostante la faziosità piddina e sionista del quotidiano sul quale scrive, l'enormità delle contraddizioni che quel disegno di legge approvato al Senato, rappresenta.

Non sorprende che il Partito Democratico, diventato trampolino di lancio della sionistizzazione delle istituzioni dello Stato italiano, con il carrierismo forzato dei Fiano, dei Carrai, dei Gutgeld e compagnia brutta, quasi tutti con doppia cittadinanza israelo-italiana. Da cui si potrebbe dedurre che in realtà questi non siano altro che degli “infiltrati” di una entità straniera (israele) all'interno delle istituzioni di uno Stato (Italia), come i passati nei servizi segreti di alcuni di loro – Yoram Gutgeld (Unit 8200 dell'IDF), docet… -, lascerebbero intendere. O forse, si potrebbe parlare di una vera e propria integrazione sempre più stretta tra sionismo e classe dominante italiana, al punto che molti rappresentanti politici di quest'ultima appartengono direttamente alle schiere del primo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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