Razzismo

24
Nov 2014

Israele approva il disegno di legge per uno "Stato ebraico" ed avvia il diritto di revoca della cittadinanza ai non ebrei

Secondo una proposta approvata domenica dal governo israeliano, Israele non sarà più definito nelle sue leggi di base come "ebraico e democratico" ma come "la patria nazionale del popolo ebraico", in mezzo a crescenti violenze e discriminazioni contro i palestinesi con cittadinanza israeliana e contro i beduini nella Palestina occupata.

I media israeliani hanno riferito che domenica, dopo una burrascosa riunione, il gabinetto ha votato 14 a 6 a favore della proposta di legge che vede Israele come patria nazionale del popolo ebraico, con i ministri dei due partiti centristi che hanno espresso voto contrario. "Il gabinetto ha approvato oggi un disegno di legge di base: Israele è lo stato nazionale del popolo ebraico", una dichiarazione del Likud, di cui uno dei deputati ne è stato un sostenitore.

20
Nov 2014

Comunicato del FPLP: l'occupazione è responsabile dell'escalation a Gerusalemme

Il compagno Khalil Magdesi, membro del Comitato centrale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, a seguito degli ultimi avvenimenti a Gerusalemme dello scorso 18 novembre ha dichiarato che "l'operazione di oggi nella città è una risposta naturale alle politiche razziste e ai crimini dell'occupazione in corso, ed è quindi responsabile per l'escalation a Gerusalemme ed in tutta la Palestina. Subiamo quotidianamente linciaggi che testimoniano la presa di mira degli arabi palestinesi, demolizione di case, confisca delle terre per la costruzione di colonie, adozione di misure senza precedenti per i luoghi sacri a Gerusalemme nei confronti di musulmani e cristiani".

"Ogni giorno, migliaia di sostenitori del PFLP - e tutto il nostro popolo - resistere all'occupazione sia a Gerusalemme sia in tutta la Palestina. Queste azioni continueranno ad intensificarsi finché l'occupazione andrà avanti, ed il FPLP si impegnerà a colpire ogni istituzione dell'occupazione. Nessun luogo a Gerusalemme dovrà essere sicuro fino a quando il popolo palestinese non sarà al sicuro; la loro 'sicurezza' non può essere costruita sulle spalle del popolo palestinese. Come unico risultato dei loro attacchi a Gerusalemme quindi, gli occupanti, troveranno la nostra fermezza nel proseguire ed accrescere la resistenza tra le masse palestinesi.

11
Nov 2014

Resoconto dell'assemblea "NO EXPO - NO ISRAELE" del 19 ottobre presso il CSA BARAONDA di Segrate


Introduzione di Silvano Falessi del Fronte Palestina

L'iniziativa dell'assemblea di oggi promossa dal Fronte Palestina va considerata un contributo a quelle già in atto per contestare Expo che si terrà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre del 2015. Ci sentiamo interni al movimento contro l'Expo e vogliamo portare nel dibattito un elemento aggiuntivo: il ruolo di israele nella Kermesse dell'anno prossimo. Con questa iniziativa vogliamo dare inizio a una campagna di mobilitazione e dibattito che si sviluppi in tutta Italia, dai territori alle università.

La nostra posizione contro Expo muove da un punto di vista di classe e antimperialista:

7
Nov 2014

FPLP: È tempo per una azione di lotta contro i reati dell’occupazione a Gerusalemme

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina invita tutti gli amici della Palestina e le organizzazioni per la giustizia, rivoluzionarie e progressiste di tutto il mondo a mobilitarsi con manifestazioni, presidi ed azioni politiche dirette a tutti i livelli, in solidarietà con il popolo palestinese per quanto sta accadendo a Gerusalemme, sotto attacco e sotto assedio, che ogni giorno subisce ed affronta il genocidio culturale, la pulizia etnica, i tentativi di isolare il popolo palestinese da Gerusalemme e dal resto della Palestina.

La direzione del Fronte chiede inoltre alle comunità palestinesi e arabe in tutto il mondo di mobilitarsi in difesa dei loro fratelli e sorelle di Gerusalemme e per l'intero popolo palestinese. Il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale dell'FPLP, ha dichiarato che "la nostra gente non sarà soppressa, né a Gaza né in Cisgiordania e nemmeno nella Palestina occupata del '48, così come in diaspora o a Gerusalemme, dove è in corso una grande rivolta popolare".