Razzismo

12
May 2013

Sono israeliana. Una risposta o una domanda?

«La mia fica è diventata la mia Striscia di Gaza personale: contraria all’occupazione, anche se persa senza di lei; incapace di superare la fase della parziale penetrazione». È questa una delle metafore più sconcertanti che Iris Bahr utilizza nel suo romanzo – "Stupida puttana", una chicca pure il titolo – per spiegare la sua inibizione ai rapporti sessuali. Una frase che mi ha fatto inciampare e sbattere la faccia a terra, incapace di credere che fosse davvero stampata sulla pagina. E invece sì. Bahr, in questo romanzo autobiografico, incarna alla perfezione lo stereotipo dell’israeliana ventenne, impegnata a vivere il suo anno sabbatico di eccessi asiatici, l’anno post-servizio militare, naturalmente. Un rito tutto israeliano.

Bahr non è di certo la classica ebrea ortodossa con limitato accesso all’informazione sul mondo che le vortica attorno: è nata e cresciuta nel Bronx, giunta in Israele in tempo per il servizio militare. I pregiudizi si assimilano alla velocità dello zucchero, a quanto pare.

29
Apr 2013

Quando la negazione dell’esistenza dei palestinesi diventa un genocidio

Durante una maestosa intervista rilasciata alla stampa israeliana alla vigilia della “Giornata dell’Indipendenza” Shimon Peres, l’attuale presidente israeliano, ha detto che: «Ricordo come è iniziato il tutto. L’intero stato di Israele è un millimetro dell’intero Medio Oriente. Un errore statistico, una terra arida e deludente, paludi a nord, il deserto a sud, due laghi, di cui uno morto, ed un fiume sopravvalutato. Nessuna risorsa naturale ad eccezione della malaria. Quì non c’era niente. Ed ora abbiamo la migliore agricoltura del mondo? Questo è un miracolo: una terra costruita dal popolo» (Maariv, 14 Aprile 2013).

Questo racconto inventato espresso dal cittadino numero uno e portavoce di Israele evidenzia quanto la narrazione storica sia parte della realtà attuale. Questa impunità presidenziale riassume la realtà alla vigilia della 65° commemorazione della Nakba, la pulizia etnica della Palestina storica. 65 anni dopo il fatto inquietante non è che il capo del cosiddetto stato ebraico, ed anche la quasi totale maggioranza del neoeletto governo e del parlamento,  sostenga questo punto di vista. Il fatto preoccupante e provocatorio è l’immunità globale accordata a questa impunità.

27
Apr 2013

Solidarietà internazionale con la Palestina: osservazioni personali

Dopo aver recentemente scoperto una pagina di solidarietà su Facebook dal titolo “Internationl Community to save Palestine” che in questo momento ha più di 8000 like, il problema della solidarietà con la lotta palestinese, deve essere ancora una volta chiarito. Anche se tutti quelli a cui piace questa pagina hanno le migliori intenzioni, il termine “salvare” porta con sé molte connotazioni pericolose e non dovrebbe in alcun caso essere accettato. Sin dall'inizio dell'attivismo internazionale, c'è sempre stata una linea sottile tra la solidarietà e la vittimizzazione, specialmente riguardo la causa palestinese.

Quando gli internazionali iniziano ad apprendere e comprendere meglio gli orrendi atti coloniali di Israele, ciò motiva molti di loro a mobilitarsi per porre in luce questi crimini contro l'umanità; ma questo non li rende dei portavoce per i palestinesi, né questo vuol dire che possono continuare a trattare i palestinesi come inferiori. Come palestinese, ciò deve essere chiaro: abbiamo una voce nostra e non abbiamo bisogno di persone che parlino al posto nostro, non siamo muti e rifiutiamo di essere silenziati. Quindi, è cruciale comprendere che prendere la posizione di parlare al posto dei palestinesi equivale a commettere l'atto di silenziare i palestinesi. Se vuoi mostrare solidarietà, agisci come un'eco anziché una voce dell'appello per la liberazione e la giustizia.

14
Apr 2013

Intervista sulla questione palestinese a Susanna Senigallia e a Wasim Dahmash

L’intervista è stata realizzata in occasione della presentazione del libro “Ebrei arabi: terzo incomodo?” Edizioni Zambon. Il libro è una raccolta di saggi sul conflitto israelo-palestinese, curato da Susanna Sinigaglia, ebrea pacifista, scrittrice e traduttrice e con la presentazione di Wasim Dahmash, palestinese, professore di Lingua e Letteratura araba all’Università di Cagliari.

L’iniziativa, svoltasi il 3 novembre 2012, è stata organizzata dall’Istituto Euro Arabo di Studi Superiori, in collaborazione con il Liceo scientifico e classico G. P. Ballatore e col patrocinio dell’Amministrazione Civica di Mazara del Vallo.

F. M. Con Susanna Sinigaglia parleremo del suo ultimo libro intitolato “Ebrei arabi: terzo incomodo?”, che è una raccolta di scritti inediti che cerca di dare una risposta al problema della questione palestinese. Come nasce questo suo volume?