Siria

In partenza le delegazioni della missione "Per non dimenticare il Diritto al ritorno"

L’occupazione ha mille facce, mille sfumature, che si incuneano nella quotidianità della vita rendendola disumana. L’occupazione non è mai un qualcosa di astratto, di indefinito, ma si sostanzia con soprusi e privazioni, con l’obiettivo di spezzare la resistenza e la volontà del popolo che la subisce. Ed è precisamente questo che sta accadendo in Palestina, dove Israele impone a uomini e donne, colpevoli solo di rivendicare la propria dignità, una segregazione razziale intollerabile. E lo fa con la complicità di stati e governi che ora con aiuti diretti e ora con silenzi colpevoli sostengono nei fatti l’Occupazione.

L’Occupazione è quindi negazione della vita: impossibilità di lavorare, curarsi, studiare, avere affetti e l’elenco potrebbe continuare, lunghissimo. L’Occupazione è anche pulizia etnica, volontà deliberata di sradicare un popolo dalla sua terra per renderlo altro, un qualcosa di indefinito, un nulla. Il sionismo questo lo ha messo in pratica da sempre, fin dai quei drammatici giorni dopo la seconda guerra mondiale, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case attraverso il terrore e la devastazione. Da lì inizio la diaspora di questo popolo, campi profughi senza diritti ospitati malvolentieri dagli stati limitrofi, ignorati da un Occidente opulento e egoista, condannati a non poter ritornare nelle loro case da una comunità internazionale sorda, cieca e muta. In poche parole: complice del crimine che si stava perpetuando.

Abu Ahmad Fuad: Il FPLP non parteciperà ad alcun governo che riconosca Israele

Il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è intervenuto ad un evento presso la sede del FPLP a Rukn al-Din a Damasco, tra i dirigenti del Fronte.

Ha parlato degli ultimi sviluppi in Palestina, del mondo arabo e della regione. "Il Fronte ha escluso la formazione di un governo di unità nazionale con l'Autorità palestinese; Abu Mazen vuole un governo da formare sotto gli auspici del programma di Oslo, cosa inaccettabile", ha dichiarato Fuad. "Hamas non sarà coinvolto in questo governo, ma sta portando avanti il ​​proprio monopolio nella Striscia di Gaza per interessi personali".

Capitale finanziario e antisemitismo: un importantissimo articolo del Dr. Zambon

Ogni settimana prendono vita in Germania le cosiddette „manifestazioni del lunedì” all’insegna della protesta contro le malefatte del capitale finanziario e, più concretamente, dei suoi rappresentanti nella BCE, nel FMI e soprattutto nelle congregazioni mafiose che fanno capo a Rockefeller, a Soros e ad altri meno conosciuti malfattori.

Questi signori non si limitano a speculare al rialzo sul prezzo del grano, a spingere alla rovina le economie dei paesi sottosviluppati distruggendone –ove si presenti l’occasione- la stabilità finanziaria, a convincere le oligarchie degli stati satelliti a spendere miliardi per armarsi fino ai denti, ma si arrogano anche il diritto di influenzare la scelta dei candidati alle più alte cariche politiche che, una volta nominati, si sentiranno in dovere di assecondare i desideri ”… anzi gli ordini dei loro “benefattori”.

Siamo noi tutti El Yarmuk

Dalla nascita dell'entità sionista è in corso un tentativo insistente di cancellare definitivamente il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi. Un ritorno delle masse deportate con la violenza e la forza del terrore alle loro proprietà rubate dai coloni sionisti in Palestina e sancito dalla Risoluzione ONU n°194, reiterata ogni anno.

Per coloro che avallano il progetto sionista e la colonizzazione della Palestina applicare questa risoluzione è assurdo e impensabile, perché stravolgerebbe la composizione demografica all'interno dell'entità sionista in favore dei palestinesi. Offerte allettanti vengono propinate al rifugiato palestinese in cambio della propria rinuncia al diritto al ritorno e in Cisgiordania e nella striscia di Gaza diverse ONG occidentali, in combutta con associazioni locali di vario genere, barattano i loro servizi in cambio di una firma volta a cancellare radicalmente la questione dei rifugiati e il loro diritto al ritorno.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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