Siria

6
Jul 2014

Israele e Usa: Due strategie differenti

Di recente, precisamente il 29 aprile 2014, si è conclusa una serie di negoziati a cui hanno preso parte L’Anp e Il Governo di Israele, con la parte di supervisore speciale assunta dal responsabile statunitense. L’Anp ha proposto molte concessioni all’entità sionista: demilitarizzazione del futuro Stato palestinese, presenza militare di Israele nel Giordano, cessione dell’ 80% dei territori della Cisgiordania a Israele e blocco militare israeliano a Gerusalemme.

E pure Israele ha declinato l’improponibile offerta provocando la reazione stizzita del delegato statunitense che ha dichiarato a caldo “i negoziati sarebbero dovuti partire con la decisione di sospendere la costruzione delle colonie. Ma data la composizione dell’attuale governo israeliano, abbiamo pensato che non sarebbe stato possibile ottenere una tale concessione e quindi abbiamo lasciato perdere“. Continua: “non avevamo realizzato che Netanyau utilizzava gli appalti per la costruzione di nuovi insediamenti per assicurare la sopravvivenza del suo governo". A ciò sono seguite le dichiarazioni di Jonh Kerry, che ha definito l’attuale indifferenza del Regime sionista nei confronti dei diritti territoriali che spettano alla Palestina puro e semplice apartheid. Ciò potrebbe estasiare i geopolitisti scolastici o i pacifisti in salsa “radical chic“, ma in realtà tutto questo rientra perfettamente in una discrasia tra il Piano Kerry e la strategia israeliana. Spiegheremo dettagliatamente il perché.

3
Jul 2014

Il governo irlandese mette in guardia dagli investimenti negli insediamenti israeliani

Il governo ha sconsigliato i cittadini irlandesi di investire o intraprendere qualsiasi attività commerciale con le compagnie negli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati, la Cisgiordania e Gaza.

L’avviso si applica anche alle Alture del Golan in Siria, che Israele conquistò durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967. Questa mossa è il linea con quanto fatto da molti altri paesi europei e con l’avviso che è stato recentemente pubblicato da Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Olanda e Portogallo.

26
Jun 2014

Diversi paesi dell'Ue, tra cui l'Italia, sfidano Israele, "boicottate colonie"

Cinque paesi europei, tra cui l'Italia, sono decisi ad 'avvertire' i propri cittadini a non impegnarsi in "attività finanziarie o investimenti" nelle colonie israeliane in Cisgiordania e nelle Alture del Golan annesse. Una mossa che può significare di fatto boicottaggio economico degli insediamenti nei Territori occupati e che appare una risposta al governo di Benyamin Netanyahu dopo il nuovo fallimento delle trattative di pace - promosse dagli Usa - tra Israele e l'Autorità nazionale palestinese (Anp).

La Francia - ha riportato oggi Haaretz con grande evidenza - ha di recente pubblicato sul sito del proprio ministero degli esteri un ''avviso'' con il quale si ricorda che le colonie israeliane sono considerate illegali in base al diritto internazionale e che di conseguenza le attività economiche in queste realtà comportano rischi legali. Il quotidiano - che cita una fonte diplomatica francese - ha sostenuto che la decisione di Parigi farebbe parte di ''un'azione congiunta'' da parte dei cinque maggiori Paesi dell'Ue: oltre la Francia, anche la Germania, la Gran Bretagna,l'Italia e la Spagna.

25
Jun 2014

La Francia avverte i suoi cittadini: non investite negli insediamenti israeliani e nelle Alture del Golan

Il Ministro degli Esteri francese ha affermato che gli insediamenti in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nelle Alture del Golan sono costruiti su terra occupata, fatto illegale secondo il diritto internazionale.

Il governo francese ha pubblicato un avvertimento rivolto ai suoi cittadini di non impegnarsi in attività finanziarie o investimenti in Cisgiordania, Gerusalemme Est o Alture del Golan. Il Ministero degli Esteri francese ha scritto nella sua nota di avvertimento che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale, e perciò ritrovarsi a fare affari con quest’ultimi potrebbe includere dei rischi legali.