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Agenzia stampa informazione Palestina, Territori palestinesi occupati, Striscia di Gaza
Aggiornato: 4 ore 3 min fa

Hamas rivendica l’uccisione di otto soldati israeliani in un attacco a Gaza

13 ore 22 min fa

Gaza City (Ma’an) — Questo giovedí, le brigate al-Qassam, affiliate ad Hamas, hanno dichiarato di aver ucciso otto soldati israeliani nel nordest di Gaza City, in un attacco contro i militari, che probabilmente è stato il più mortale dall’inizio dell’invasione via terra, la scorsa settimana.

Le Brigate hanno affermato di essersi infiltrate, giovedì mattina, nella parte ad Est del quartiere di al-Tuffah e di aver lanciato un attacco contro i soldati israeliani schierati nell’area.
Il gruppo ha rivendicato la distruzione di un veicolo corazzato con un RPG 29.
Una portavoce dell’esercito israeliano ha affermato di non avere informazioni riguardo l’incidente.
Le Brigate hanno anche dichiarato che i loro combattenti si sono scontrati con i soldati israeliani in due aree a nord di Beit Hanoun.

Domenica, i combattenti di Hamas hanno ucciso sette soldati israeliani in un attacco simile contro un corazzato.

Durante il fine settimana, Hamas ha annunciato la cattura del soldato israeliano Oron Shaul, che era stato precedentemente confermato come morto dall’esercito israeliano.

Più tardi, l’esercito ha ritrattato la conferma, apparentemente avvalorando la dichiarazione di Hamas.

Dall’inizio delle invasioni via terra della settimana scorsa, gruppi della resistenza palestinese hanno ingaggiato l’esercito israeliano in scontri intensi lungo la Striscia di Gaza, con la conferma dall’esercito di 32 morti e centinaia di feriti.

Categorie: Palestina

Due morti e 110 feriti nei violenti scontri al posto di blocco di Qalandiya

15 ore 1 min fa

Betlemme - Ma’an. Due cittadini sono morti mentre 110, di cui molti in gravi condizioni, sono rimasti feriti durante l’assalto da parte dell’occupazione ad una marcia a cui hanno partecipato decine di migliaia di palestinesi, partita dal campo profughi al-Am’ari di Ramallah, e diretta al posto di blocco di Qalandiya, sulla strada per Gerusalemme.

Il nostro inviato ha riferito che Muhammad al-A’raj, di 19 anni, originario di al-A’mari, e Majd Sufyan, di 27, di Ramallah, sono stati uccisi dai proiettili sparati dall’occupazione, e 110 persone, tra cui diversi in condizioni molto gravi, sono rimaste ferite, colpite dai proiettili in diverse parti del corpo.

Fonti locali palestinesi hanno dichiarato che più di dieci feriti sono stati portati in ospedale in condizioni molto critiche.

Va aggiunto che alcuni ragazzi hanno sparato in direzione del posto di blocco di Qalandiya, a nord di Gerusalemme, come confermato dalla polizia israeliana in un comunicato in cui afferma che i palestinesi, armati, hanno aperto il fuoco in direzione dei soldati presenti al posto di blocco, senza causare alcun ferito.

Il nostro inviato ha riferito che più di 20 mila hanno preso parte alla marcia per la vittoria della popolazione di Gaza e contro l’offensiva israeliana che è costata la vita di centinaia di bambini e civili della Striscia.

Durante l’arrivo al posto di blocco di Qalandiya, le forze d’occupazione hanno sparato e lanciato gas lacrimogeni in direzione dei manifestanti, ferendo sei ragazzi, due dei quali con proiettili veri, quattro con proiettili di gomma.

I ragazzi hanno dato fuoco per strada a pneumatici e lanciato bottiglie incendiarie in direzione dei soldati.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

The end of Israel?

16 ore 10 min fa

By Gilad Atzmon

In his speech to the nation Prime Minister Benjamin Netanyahu acknowledged yesterday that the war on Gaza is a battle for the existence of the Jewish State. Netanyahu is correct. And Israel cannot win this battle; it cannot even define what a victory might entail. Surely the battle is not about the tunnels or the militants’ underground operation, the tunnels are just weapons of resistance rather than the resistance itself. The Hamas and Gaza militants lured Israel into a battle zone in which it could never succeed and Hamas set the conditions, chose the ground and has written the terms required to conclude this cycle of violence.

For ten days Netanyahu did all he could to prevent an IDF ground operation. He was facing the reality that Israel lacks a military answer to Palestinian resistance. Netanyahu knew that a defeat on the ground would eradicate the little that remains of IDF’s power of deterrence.

Five days ago, Israel, at least in the eyes of its supporters, held the upper ground. It saw it citizens subject to an endless barrage of rockets, yet it showed relative restraint, killing Palestinian civilians only from afar, which served to convey an imaginary image of strength. But that has changed rapidly since Israel launched its ground operation. Israel is now, once again, involved in colossal war crimes against a civilian population and worse, at least strategically, its elite infantry commandos are being eradicated in a face-to-face street battle in Gaza.  In spite of clear Israeli technological superiority and firepower, the Palestinian militants are winning the battle on the ground and they have even managed to move the battle to Israeli territory. In addition, the barrage of rockets on Tel Aviv doesn’t seem to stop.

IDF’s defeat in Gaza leaves the Jewish State with no hope. The moral is simple. If you insist on living on someone else’s land, military might is an essential ingredient to discourage the dispossessed from acting to reclaim their rights.  The level of IDF casualties and the number of bodies of Israeli elite soldiers returning home in coffins send a clear message to both Israelis and Palestinians. Israeli military superiority belongs to the past. There is no future for the Jews-only-State in Palestine; they may have to try somewhere else.

 

Categorie: Palestina

Il bilancio del diciassettesimo giorno dell’offensiva israeliana sale a 98 morti

16 ore 48 min fa

Gaza - Ma’an. Il palestinese Ibrahim Abu Laban, di 28 anni, è morto nel bombardamento del quartiere al-Zaytoun.
Fonti mediche hanno annunciato la morte di cinque cittadini nel bombardamento lanciato dagli aerei da guerra israeliani su un gruppo di cittadini nella zona di Ma’n, a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

E’ morto il piccolo Ibrahim al-Sheykh, di due anni e mezzo, mentre 30 cittadini hanno riportato ferite nel bombardamento che ha colpito i dintorni dell’ospedale Muhammad al-Durra nel quartiere Tuffah di Gaza.
Il nostro inviato riporta da fonti mediche che il piccolo al-Sheykh si trovava in terapia intensiva presso l’ospedale Muhammad al-Durra, ma le schegge dei missili lanciati nei dintorni dell’ospedale l’hanno raggiunto, provocandone immediatamente la morte.

Quattro palestinesi sono invece morti nel bombardamento che ha colpito un gruppo di cittadini nei pressi del mercato delle automobili ad est di Khan Yunis.

Nel bombardamento dell’abitazione della famiglia al-Ramlawi, nel campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia, sono rimaste ferite nove persone. Fonti mediche hanno annunciato la morte dell’anziano Jum’a al-Sawirki, provocata da un drone nei pressi di Wadi Gaza.

In due diversi raid aerei abbattutisi su al-Qarara, a Khan Yunis, sono invece morte sette persone. Il bilancio dei morti dell’offensiva israeliana di oggi si attesta a 97, per poi salire, a partire dall’inizio dell’attacco, a 797 morti e 5130 feriti.

Ad al-Qarara, in seguito ad un raid aereo israeliano sono morti 5 palestinesi, tra i quali sono stati riconosciuti Ashraf al-Najjar, Ahmad al-Najjar, Mahmoud ‘Abdin, e Muhammad al-Najjar. Dell’altro non si conosce l’identità. Così come sono morti Nabil al-Astal e Ashraf al-Astal, mentre decine di persone hanno subito differenti ferite nel bombardamento israeliano che ha colpito un gruppo di cittadini a Sala al-Sa’ada, a Khan Yunis, nel sud della Striscia.

Sina’ al-Astal e suo figlio Muhammad, di 21 anni, sono morti nel bombardamento d’artiglieria che ha colpito la loro casa di al-Qarara.

Le forze d’occupazione hanno compiuto un nuovo massacro nei confronti degli sfollati dalle zone di confine con il nord della Striscia, colpendo una scuola dell’UNRWA a Beit Hanoun, nel nord della Striscia, provocando la morte di 16 persone ed il ferimento di altre 200.

Il corpo di ‘Amer Abu al-’Izb, di 26 anni ed originario di Deir al-Balah, è arrivato all’ospedale Shuhada’ al-Aqsa (Martiri di al-Aqsa). E’ morto inoltre Shadi Kawari’ dopo che l’occupazione ha colpito un gruppo di cittadini ad est di Rafah.

E’ stata annunciata nel pomeriggio di giovedì, 24 luglio, la morte di Mahmoud Salmi Rushdi, di 50 anni, avvenuta nella provincia di Rafah, così come è morta in seguito alle ferite subite Yasmin Ahmad Mawr, di 27 anni, presso un ospedale egiziano.

In seguito al bombardamento continuo è morto nel governatorato di al-Wusta Ahmad Jami’at Abu Hajir, di 19 anni.

Ashraf al-Qidra ha annunciato l’arrivo del corpo di Muhammad Yusuf al-Fadi, di 27 anni, morto in un ospedale egiziano in seguito alle ferite subite, mentre Muhammad Sulayman ‘Awkal, di 36, è morto nel bombardamento che ha colpito la città di Rafah.

Il bilancio dei morti nel bombardamento che ha colpito un gruppo di cittadini a Rafah sale a due: ‘Isam Faysal Siyam, di 23 anni, e Amir ‘Adil Siyam, di 13. Nel raid aereo abbattutosi sul mercato di al-Shuja’iyya, ad est di Gaza, è invece morto ‘Abd al-’Aziz Nur al-Din, di 21 anni.

Il ministero della Salute ha annunciato l’arrivo del corpo di Saer ‘Awda Shamali, di 19 anni, morto nella zona di al-Shuja’iyya.

Le squadre dell’ambulanza hanno recuperato i corpi dei quattro martiri morti nella zona orientale del distretto di Khan Yunis: Isma’il Hasan Abu Rajila, di 57 anni, Nafed Sulayman Qadih, di 45, Badr Hatem Qadih, di 13, e Hanafi Mahmoud Abu Yusuf, di 42.

Le squadre mediche hanno inoltre recuperato i corpi di quattro martiri morti nella zona di Khuza’a: Abu Rida, Muhammad Abu Yusuf, Ahmad Qadih e Rami Qadih.

Quattro palestinesi sono invece morti nel bombardamento che ha colpito la paarte occidentale di Khan Yunis. Al-Qidra fornisce i nomi di tre: Ahmad ‘Abd al-Karim, Ahmad Hasan e Muhammad Isma’il Khadar.

Fonti mediche hanno inoltre annunciato la morte di Ahmad al-Mashhadi e Ahmad Khadar nel bombardamento di un gruppo di cittadini a Khan Yunis. Al-Qidra ha poi informato del recupero del corpo dei due martiri morti nel massacro del quartiere di al-Shuja’iyya: Anas e Sa’d Akram al-Sakafi, entrambi di 18 anni.

Gli aerei dell’occupazione hanno colpito un gruppo di cittadini a Beit Lahia, nel nord della Striscia, causando la morte di tre persone ed il ferimento di molte altre. I morti sono: Muhammad Jihad Matar, Amina Jihad Matar e Tamam Muhammad Hamad.

Gli aerei hanno inoltre colpito un gruppo di cittadini a Beit Lahia provocando la morte di tre persone e diversi feriti. Le squadre dell’ambulanza hanno recuperato il corpo di ‘Ilal Abu ‘Ayda, di 27 anni, e tre feriti da sotto le macerie della casa della famiglia al-Baradini a Zahra’, nel governatorato di al-Wusta, bombardata dagli aerei dell’occupazione. 

Il numero dei martiri caduti oggi nel diciottesimo giorno dell’offensiva israeliana sale a 38.

Cinque martiri invece sono arrivati all’ospedale Abi Yusuf al-Najjar a Khan Yunis, morti in seguito al bombardamento che ha colpito il quartiere al-Shawafin a ‘Absan al-Kabira, a est di Khan Yunis.

Il nostro inviato ha reso noto che tre palestinesi sono stati colpiti dagli aerei dell’occupazione mentre viaggiavano su un “toc toc”, mentre altri due erano su una motocicletta.  Sono stati riconosciuti Nabil Shahda Qadih, Isma’il Hasan Abu Rajila, Nader Sulayman Qadih, e Bakr Fathi Qadih.

Nel frattempo all’ospedale Abu Yusuf al-Najjar di Khuza’a, dove l’occupazione ha commesso un nuovo massacro nei confronti della popolazione, sono giunti 23 martiri e 60 feriti, recuperati dalle squadre dell’ambulanza.

Le forze d’occupazione hanno inoltre compiuto il massacro della famiglia al-Astal, ad ovest di Khan Yunis, provocando la morte di Milad ‘Umran al-Astal, di 29 anni, Muhammad ‘Umran Khamis al-Astal, di 33, Malik Amin Ahmad al-Astal, di 24, Ahmad Taer ‘Umran al-Astal, di 33, Amin Taer ‘Umran al-Astal, di 3, Nada ‘Umran al-Astal, di 5, Muhammad Isma’il al-Astal, di 17, Isma’il Muhammad al-Astal, di 48, Ahmad Muhammad al-Astal, di 20, e Muhammad ‘Abd al-Qadir al-Astal, di 43.

Da registrare inoltre la morte di Bassam Khaled Abu Shahla, di 44 anni, Ahmad Rafa’at al-Raqab, di 23, e di Salman Salman al-Barim, di 27.

Le squadre dell’ambulanza hanno potuto al mattino raggiungere la periferia del villaggio e recuperare i corpi di Muhammad Ahmad al-Najjar , Anwar Ahmad Abu Diqqa, Musa Abu Diqqa, ‘Adli Khalil Abu Diqqa, e Muhammad Ibrahim Abu Diqqa.

Sei componenti della stessa famiglia sono morti dopo che la loro abitazione di Jabaliya è stata colpita dall’occupazione. I nomi sono: Muhammad Ibrahim Abu ‘Ayta, di 32 anni, Ibrahim ‘Abd Allah Abu ‘Ayta, di 67, Ahmad Ibrahim ‘Abd Allah Abu ‘Ayta, di 30, Jamila Salim Abu ‘Ayta, di 66, il piccolo Adham Abu ‘Ayta, di 11, ed una bambina la cui identità è ignota. Ad essi vanno aggiunti 10 feriti.

Al-Qidra ha confermato la morte di Sa’d al-Batsh, di 23 anni, in seguito alle ferite subite, e quella di Khalil Nasser Washah, di 21, ferito nel distretto di al-Wusta.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

Vietata ai musulmani la “notte del destino” nella moschea di al-Aqsa

Gio, 24/07/2014 - 18:46

Qudsn.ps. La polizia dell’occupazione israeliana ha imposto questa mattina la quasi totale chiusura delle porte della moschea di al-Aqsa e vietato agli uomini l’ingresso, proibendo così loro di trascorrervi la “notte del destino” (importante notte del mese di Ramadan) e compiervi la preghiera del venerdì.

Testimoni oculari hanno riferito che la polizia dell’occupazione ha chiuso diverse porte della moschea di al-Aqsa ad eccezione di Bab al-Majlis, Bab Hatta, e Bab al-Silsila, issato cortine di ferro su quelle aperte, e vietato l’ingresso agli uomini con età inferiore ai 50 anni.

Le forze d’occupazione hanno inoltre dispiegato unità nelle porte della città vecchia, collocato barriere di ferro e grossi cubi di cemento agli incroci delle strade,, isolandola dunque dalle zone circostanti.

Luba Samri, portavoce della polizia dell’occupazione per i media arabi, ha dichiarato in un comunicato che le restrizioni dell’ingresso alla moschea di al-Aqsa avverranno da giovedì fino alla fine della preghiera del venerdì, e deciso di delimitare l’età di chi vi farà ingresso, vietandolo a chi ha meno di 50 anni.

Nessun vincolo è stati imposto all’ingresso delle donne.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, Israele bombarda scuola dell’Unrwa: 17 morti e 200 feriti

Gio, 24/07/2014 - 14:47

Gaza-Maan. Le forze israeliane hanno bombardato una scuola dell’Onu a Beit Hanoun, causando almeno 17 morti e 200 feriti.

E’ la quarta volta in due giorni che le forze israeliane bombardano scuole dell’UNRWA, l’agenzia Onu per i rifugiati, che servono come riparo per i palestinesi in fuga dalle proprie case colpite.

 

Categorie: Palestina

‘Abbas e il re di Giordania cercano un modo per porre fine all’attacco israeliano sulla Striscia di Gaza

Gio, 24/07/2014 - 14:42

‘Amman - Wafa. Il presidente palestinese Mahmoud ‘Abbas cerca, insieme al re di Giordania ‘Abd Allah al-Thani bin al-Huseyn, un modo per porre fine all’attacco israeliano sulla Striscia di Gaza. 

A presenziare l’incontro c’erano, da parte palestinese, Sa’ib ‘Arafat, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, Majdi al-Khalidi, reponsabile e presidente degli Affari diplomatici, e ‘Ata Allah Khayri, ambasciatore palestinese in Giordania. Da parte giordana erano presenti al-Huseyn bin ‘Abd Allah al-Thani, principe ereditario, e Fa’yz al-Tarawina, capo del regio Diwan.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu promuove inchiesta su offensiva israeliana

Gio, 24/07/2014 - 14:23

AFP. Mercoledì 23 luglio, il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha lanciato un’inchiesta sull’offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, appoggiando la richiesta dei Palestinesi di ritenere Israele responsabile, a dispetto della forte opposizione del paese.

La decisione giunge dopo una sessione di emergenza, durata sette ore, del Consiglio per i diritti umani, dopo Israele e Palestina si sono scambiati accuse sui crimini di guerra.

I 47 membri del Consiglio hanno appoggiato la bozza palestinese con 29 voti, con i Paesi arabi e musulmani, la Cina, la Russia e le nazioni latino-americane e africane.

Gli Usa sono stati l’unico stato membro a votare contro. Il 17 astenuti sono i membri del Consiglio Europeo, il Giappone e la Corea del Sud.

La squadra di investigatori, ancora da costituire, è incaricata di riportare entro marzo 2015 i risultati delle indagini.

L’ufficio stampa del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha liquidato l’evento come una “caricatura” che ignora le violazioni commesse dagli islamisti di Hamas.

Categorie: Palestina

Una cittadina palestinese muore in un ospedale egiziano in seguito alle ferite subite

Gio, 24/07/2014 - 14:08

RafahWafa. Nel primo pomeriggio di oggi, 24 luglio, all’ospedale di al-’Arish, nella regione del Sinai del Nord, è morta in seguito alle ferite subite Yasmin Ahmad Abu Mawr, di 25 anni.

La cittadina palestinese era stata trasferita in Egitto per ricevere le cure dopo essere stata ferita in seguito al bombardamento israeliano che ha colpito martedì scorso la sua abitazione nella zona di Shawka, ad est di Rafah, nel sud della Striscia.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

L’esercito israeliano falsifica fotografia per giustificare il bombardamento dell’ospedale el-Wafa

Gio, 24/07/2014 - 13:41

International Solidarity Movement. Il 21 luglio, alle 14:17, il portavoce dell’Esercito israeliano ha postato su Twitter un’immagine che mostra la veduta aerea di un edificio contrassegnato come “ospedale Al-Wafa”. Nell’immagine c’è un cerchio rosso, contrassegnato come il luogo da cui è stato lanciato un razzo M75.

L’edificio contrassegnato nella foto come “ospedale Al-Wafa” in realtà non è l’ospedale al-Wafa, ma Right to Life Society.​

(Confronta con foto sotto)

“Israele ha colpito il nostro ospedale sulla base di affermazioni false e fuorvianti. Stanno colpendole strutture mediche,  i feriti, i malati, e i nostri figli, in tutta la Striscia di Gaza. Vogliono farci sapere che nessun luogo è sicuro”, ha detto il direttore esecutivo dell’ ospedale el-Wafa, dottor Basman Alashi.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, sette dei 13 ospedali, tra cui l-Wafa, sono stati gravemente danneggiati.

La clinica Al Atatra e 12 ambulanze sono state completamente distrutte, altre sette cliniche sono state danneggiate, 12 membri del personale medico sono stati feriti e tre sono stati uccisi.

L’ospedale di al-Wafa è stata bombardato di nuovo dall’esercito israeliano mercoledì, dopo che il dott. Alashi ha ricevuto due telefonate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dalle Nazioni Unite (ONU). Hanno trasmesso un messaggio dell’esercito israeliano secondo cui “ci sono attività nell’ospedale e l’esercito israeliano può adottare azioni più pesanti contro al-Wafa”.

Il dott. Alashi ha spiegato a entrambi che l’ospedale è vuoto: tutti i pazienti sono stati evacuati il 17 luglio e che l’ospedale ha sette milioni di dollari di attrezzature mediche essenziali, e due casseforti che non si sono potute recuperare durante l’evacuazione di emergenza.

“Riterrò Israele personalmente responsabile dei sette milioni di dollari se distruggeranno l’ospedale. E’ già stato colpito e bombardato, non capisco cosa stanno cercando di ottenere”, ha dichiarato il dott. Alashi all’International Solidarity Movement (ISM).

Ally Cohen, coordinatore dei media dell’ ISM, afferma che ”chiunque sulla terra della Palestina sa che l’esercito israeliano rilascia continuamente relazioni e informazioni completamente inventate. L’unica differenza in questo caso, è che noi possiamo dimostrarlo”.

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Meshaal: nessun cessate il fuoco prima che sia tolto l’assedio di Gaza

Gio, 24/07/2014 - 13:32

PIC. Il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha chiesto di sollevare l’assedio israeliano su Gaza prima di parlare di qualsiasi accordo sul cessate il fuoco, sottolineando la necessità di consentire l’accesso ai convogli di aiuti per la Striscia assediata.

“Le nostre richieste sono legittime e le abbiamo presentate alla Turchia, al Qatar, all’Egitto, e all’Autorità palestinese”, ha detto in una conferenza stampa nella notte di mercoledì, aggiungendo di apprezzare ogni sforzo fatto per incontrarli.

“Nessuno può disarmare la resistenza”, e ha sottolineato che “affinché questo accada, Israele dovrebbe porre fine all’occupazione e disarmarsi”.

Ha spiegato che il Segretario di Stato Usa ha contattato i ministri degli Esteri della Turchia e del Qatar per giungere a un cessate-il-fuoco. ”Non accetteremo alcun cessate-il-fuoco che aggiri le richieste della resistenza palestinese, ma siamo pronti per una tregua umanitaria con Israele”, ha continuato.

“La resistenza palestinese non era in letargo, ci stavamo preparando per l’aggressione israeliana”.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha proposto un’iniziativa di cessate il fuoco dopo essersi reso conto di essere nei guai, ha aggiunto.

Meshaal ha detto che affrontare l’esercito israeliano è un dovere, sottolineando che l’occupazione è iniziata prima con l’aggressione in Cisgiordania, nella Gerusalemme occupata, e Gaza. “Il nemico israeliano è stato sorpreso dalla forte risposta delle fazioni della resistenza palestinese. La resistenza a Gaza ci ha reso tutti orgogliosi”.

Meshaal ha sottolineato che Hamas non potrà mai accettare la smilitarizzazione come parte dei negoziati: “Nessuno spezzerà la resistenza”.

“Abbiamo combattuto contro le loro unità di élite militari. Noi siamo i proprietari della terra e loro sono i colonizzatori. Noi non siamo l’assassino, noi siamo la vittima. Abbiamo creato le nostre armi da soli, per difenderci”, ha sottolineato.

Il leader di Hamas ha chiesto l’apertura dei valichi di Gaza e di consentire l’accesso dei convogli di aiuti a Gaza, esprimendo il suo apprezzamento per tutti gli sforzi fatti per sollevare l’assedio.

Per i prigionieri nelle carceri israeliane, ha assicurato: “Li libereremo tutti con l’aiuto di Allah”.

Ha salutato la fermezza del popolo palestinese nella Striscia di Gaza, dicendo che il suo movimento non potrà mai deludere le richieste del suo popolo, soprattutto sollevando l’assedio di Gaza.

Rivolgendosi ai Palestinesi della Striscia di Gaza, Meshaal ha detto che lui e i leader di Hamas sono pronti a morire per porre fine al blocco.

Ha invitato le persone libere del mondo arabo e del mondo intero a sostenere le richieste del popolo palestinese.

Ha anche invitato la leadership dell’Autorità Palestinese a interrompere i negoziati e il coordinamento della sicurezza con l’occupazione.

Meshaal, infine, ha fatto appello ai Palestinesi in Cisgiordania affinché si ribellino e reagiscano a sostegno del popolo di Gaza e ripristinino la resistenza armata.

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Da Gaza un gruppo di leader della società civile: “Noi non vogliamo il ritorno a una morte vivente di assedio e di blocco”

Gio, 24/07/2014 - 13:24

Da Gaza un gruppo di leader della società civile: Noi non vogliamo “il ritorno a una morte vivente” di assedio e di blocco. 
Come studiosi, personaggi pubblici e attivisti che testimoniano il genocidio, previsto, di 1.800.000 Palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza, chiediamo un cessate il fuoco con Israele solo a condizione della fine del blocco e il ripristino delle libertà fondamentali che sono state negate al popolo per più di sette anni.
Le nostre preoccupazioni principali  non sono solo per la salute e la sicurezza delle persone nella nostra comunità, ma anche la qualità della loro vita:

la  condizione obbligata  di vivere nella paura, non liberi sotto ingiusta detenzione, senza possibilità di  sostenere le propie famiglie attraverso un lavoro retribuito,  di recarsi a visitare i  parenti, di  migliorare la propria istruzione.
Queste sono le aspirazioni fondamentali dell’uomo che sono state severamente limitate al popolo palestinese per più di 47 anni, ma nei fatti particolarmente negate alla popolazione di  Gaza dal 2007.

Siamo stati spinti oltre i limiti di ciò che un essere umano può sopportare .

Una morte vivente

Giornalisti e  politici vari  accusano Hamas di ordinare ai residenti di Gaza di resistere di fronte all’ordine di evacuazione delle forze armate israeliane e di usarli  come scudi umani: tali accuse  non sono vere.

Con i  rifugi temporanei  affollati non c’è alcun luogo sicuro a Gaza per la popolazione,  che si trova sotto indiscriminati  bombardamenti.
Inoltre  Hamas ha  rappresentato il sentimento della stragrande maggioranza della popolazione quando ha respinto il cessate il fuoco unilaterale proposto da Egitto e Israele, una proposta senza consultare  Gaza. 

Condividiamo il sentimento pubblico, ampiamente dichiarato, che è inaccettabile ritornare allo  status quo in cui Israele continui a negare la libertà di movimento verso la Striscia di Gaza e fuori dalla Striscia di Gaza; continui a controllare e limitare gli arrivi delle forniture di vari materiali (tra cui il divieto per la maggior parte dei materiali da costruzione) e vietando contemporaneamente tutte le esportazioni, paralizzando così l’economia, causa che ha determinato   per Gaza  uno dei  più alti tassi di povertà e disoccupazione dei paesi arabi.
Lasciare invariate le situazioni significa: proporre una  morte vivente.
Purtroppo, l’esperienza passata ha dimostrato che il governo israeliano rinnega ripetutamente gli accordi  negoziati, così come sugli i impegni presi. e le garanzie date.
Allo stesso modo, la comunità internazionale non ha dimostrato alcuna volontà politica nel far rispettare questi impegni.

Pertanto, si potrà parlare di  cessate il fuoco solo quando le condizioni degli accordi  determinano quanto segue:

  • La libertà di movimento dei palestinesi dentro e fuori la Striscia di Gaza.
  • Importazione ed esportazione illimitata di forniture e merci, provenienti  via terra, mare e aria.
  • Utilizzo  senza limiti di navigazione del porto di Gaza.
  • Monitoraggio e applicazione di questi accordi da parte di un organo nominato dalle  Nazioni Unite, con le opportune misure di sicurezza.  

Ognuna di queste richieste è prerogativa dei paesi liberi,  è tempo che ai Palestinesi di Gaza vengano  riconosciuti  i diritti umani.

 

Sottoscritto:

  • Akram Habeeb, Assistant Professor of American Literature, Islamic University of Gaza (IUG)
  • Mona El-Farra, Vice President and Health Chair of the Palestinian Red Crescent Society
  • Ramy Abdu PhD, Chairman of the Euro-mid Observer
  • Abdullah Alsaafin, Palestinian Writer/journalist
  • Ali Alnazli, Businessman
  • Adel Awadallah, Head of the Scientific Research Council
  • Hanine Hassan, Graduate Research Assistant
  • Sheren Awad, Journalist
  • Yahia Al-Sarraj, Associate Professor of Transportation, IUG
  • Tawfik Abu Shomar, Writer and political analyst
  • Hasan Owda, Businessman
  • Ibrahim AlYazji, Businessman
  • Walid Al Husari, Chair, Gaza Chamber of Commerce
  • Nael Almasri, Dentist
  • Wael El-Mabhouh, Political researcher
  • Rami Jundi, Political researcher
  • Ashraf Mashharawi, Filmmaker
  • Mohammad Alsawaf, Journalist
  • Hasan Abdo, Writer and political analyst
  • Kamal El Shaer, Political researcher
  • Omar Ferwana, Dean of Medicine Faculty, IUG
  • Iyad I. Al-Qarra, Journalist, Palestine newspaper
  • Musheir El-Farra, Palestinian activist and author
  • Khalil Namrouti, Associate Professor in Economics, IUG
  • Moein Rajab, Professor in Economics, Al-Azhar University – Gaza
  • Basil Nasser, Planning advisor
  • Hani Albasoos, Associate Professor in Political Science, IUG
  • Arafat Hilles, Assistant Professor, Al-Quds Open University
  • Imad Falouji, Head of Adam Center for Dialogue of Civilizations
  • Moin Naim, Writer and political analyst
  • Yousri Alghoul, Author
  • Mohammad Jayyab, Editor of Gaza Journal of Economics
  • Mousa Lubbad, Lecturer in Finance, Al-Aqsa University
  • Iskandar Nashwan, Assistant Professor in Accounting, Al-Aqsa University
  • Shadi AlBarqouni, Graduate Research Assistant
  • Adnan Abu Amer, Head of Political Department, Al-Umma University
  • Wael Al Sarraj, Assistant Professor in Computer Science, IUG
  • Said Namrouti, Lecturer in Human Resource Management, IUG
  • Khaled Al-Hallaq, Assistant Professor in Civil Engineering, IUG
  • Asad Asad, Vice Chancellor for Administrative Affairs, IUG
  • Hazem Alhusari, Lecturer in Finance, Al-Aqsa University
  • Shadi AlBarqouni, Graduate Research Assistant
  • Deya’a Kahlout, Journalist, Al-Araby newspaper
  • Raed Salha, Assistant Professor in Geography, IUG
  • Sameeh Alhadad, Businessman
  • Tarek M. Eslim, CEO, Altariq Systems and Projects
  • Sami Almalfouh PhD, Senior engineer
  • Fayed Abushammalah, Journalist
  • Fadel Naeim, Chairman of Palestine Physicians Syndicate
  • Zeyad Al-Sahhar, Associate Professor in Physics , Al-Aqsa University
  • Iyad Abu Hjayer, Director, Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution
  • Wael Al-Daya, Associate Professor in Finance, IUG
  • Younis Eljarou, Head of the Red Crescent Society for the Gaza Strip
  • Donia ElAmal Ismail, Head of the Creative Women Association
  • Zeinab Alghonemi, Head of Women for Legal Consulting Association
  • Amjad AlShawa, Palestinian Nongovernmental Organizations Network (PNGO)
  • Mohsen Abo Ramadan, Head of Palestinian Nongovernmental Organziations Network (PNGO)
  • Abed Alhameed Mortaja, Assistant Professor of Linguistics, IUG
  • Talal Abo Shawesh , Head of Afaq Jadeeda Association
  • Zohair Barzaq, Red Crescent Society for the Gaza Strip
  • Marwan Alsabh, Red Crescent Society for the Gaza Strip
  • Ghassan Matar, Red Crescent Society for the Gaza Strip
  • Rania Lozon, Writer
  • Ashraf Saqer, IT Specialist
  • Samir AlMishal, Mishal Cultural Centre
  • Jamila Sarhan, Independant Commission for Human Rights
  • Jalal Arafat, Union of Agricultrual Work Committees
  • Khalil Abu Shammala, Aldameer Association for Human Rights
  • Jamila Dalloul, Association Head of Jothor ElZaiton
  • Maha Abo Zour, Psychologist
  • Psychologist Ferdous Alkatari
  • Yousef Awadallah, Health Work Committee
  • Yousef Alswaiti, Al-Awda Hospital Director
  • Taysir Alsoltan, Head of Health Work Committees
  • Taghreed Jomaa, Union of Palestinian Women’s Committees
  • Imad Ifranji, Journalist, Alquds TV
  • Jehal Alaklouk, Activist
  • Adel Alborbar, Boycott Committee
  • Hatem AbuShaban, Board of Trustees of Al-Azhar University – Gaza
  • Saleh Zaqout, Secretary of the Red Crescent Society for the Gaza Strip
  • Mohammed Alsaqqa, Lawyer
  • Nihad Alsheikh Khalil, Professor of Modern and Contemporary History, IUG
  • Mohsen Alafranji, Lecturer at Media Department, IUG
  • Nedal Farid, Dean of Business Faculty, Al-Aqsa University
  • Salem Helles, Dean of Commerce Faculty, IUG
  • Ahmad Ali PhD, Economic Analysis
  • Raed M. Zourob PhD, Head of the Department of Preventive Medicine, Ministry of Health
  • Mosheer Amer, Professor of Lingusitics, IUG
  • Moheeb Abu Alqumboz, Lecturer
  • Fatma Mukhalalati, Supreme Court judge
  • Fahmi Alnajjar, Supreme C

 

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Striscia di Gaza, catena di bombardamenti israeliani: 41 morti. Un’altra famiglia sterminata

Gio, 24/07/2014 - 13:18

Quds Press e Imemc. Giovedì 24 luglio è iniziato come gli altri giorni: con massacri. All’alba e nella mattinata, catene di bombardamenti hanno ucciso 41 civili e ne hanno feriti a decine.

Il ministero della Sanità palestinese ha reso noto che l’artiglieria e l’aviazione israeliane hanno sparato decine di missili contro le zone di Abasan e Bani Soheila, e l’area occidentale, a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, uccidendo 13 palestinesi, bambini compresi, e ferendone diversi altri.

Dall’elenco si può notare che Israele ha ucciso 10 membri della famiglia al-Astal.

1. Mohammad Ismael al-Astal, 17.
2. Ismael Mohammad al-Astal, 48.
3. Ahmad Mohammad Ismael al-Astal, 20.
4. Mohammad Hasan Abdul-Qader al-Astal, 43.
5. Milad Omran al-Astal, 29.
6. Mohammad Omran al-Astal, 33.
7. Malak Amin Ahmad al-Astal, 24.
8. Ahmad Thaer Omran al-Astal, 33.
9. Amin Thaer Omran al-Astal, 3. 
10. Nada Thaer Omran al-Astal, 5.

Altri 6 membri della famiglia erano stati uccisi la settimana scorsa, in altri attacchi.

A Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, bombardamenti dell’artiglieria contro le abitazioni civili hanno ucciso quattro membri dei una stessa famiglia, e ne hanno feriti 10 altri.

1. Ibrahim Abdullah Abu Aita, 67, Jabalia.
2. Ahmad Ibrahim Abdullah Abu Aita, 30, Jabalia.
3. Jamila Salim Abu Aita, 65, Jabalia.
4. Adham Ahmad Abu Aita, 11, Jabalia.

Il ministero della Sanità ha riferito che il bilancio attuale è di 734 palestinesi uccisi e 4.563 feriti dall’inizio dell’aggressione israeliana, l’8 luglio.

Il ministero ha aggiunto che Israele ha sterminato, finora, 44 famiglie, uccidendo 226 membri.

Su 4.519 feriti, 1.126 sono stati colpiti nel nord della Striscia; 1.503 nel distretto di Gaza; 626 nel centro della Striscia; 664 a Khan Younis (nel sud); 600 a Rafah (nel sud).

Mercoledì, tre soldati israeliani sono stati uccisi e 28 feriti in scontri con la resistenza palestinese. In totale, dall’inizio dell’operazione militare israeliana contro la Striscia di Gaza sono morti 32 soldati, uno tra i più alti bilanci di perdite israeliane dalla guerra contro il Libano, nel 2006.

(Nella foto: membri di una famiglia sterminata il 19 luglio)

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Israele emette un avviso di evacuazione per l’ospedale di Gaza

Gio, 24/07/2014 - 13:15

PressTv.  L’esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per il principale ospedale della Striscia di Gaza mentre le forze aeree e di terra del regime di Tel Aviv incrementano i loro attacchi ai siti civili nella striscia costiera assediata.

I militari israeliani hanno ordinato ai Palestinesi nell’ospedale di Shifa di abbandonare l’edificio entro mercoledì sera.

Questo dopo che nei giorni scorsi i caccia e i carri armati israeliani hanno bombardato diversi ospedali della zona sotto assedio.

Lunedì il terzo piano dell’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah è stato colpito dal fuoco dei carri armati israeliani. Fonti ufficiali palestinesi affermano che almeno cinque persone dello staff medico sono rimaste uccise e dozzine ferite nell’incidente al centro di Gaza.

Già venerdì, un ospedale nella città di Beit Hanoun nel nord della Striscia era stato colpito da granate dell’artiglieria israeliana.

Alti funzionari palestinesi hanno definito i ripetuti attacchi “una sfacciata violazione delle norme internazionali”.

Gli assistenti medici stanno lanciando l’allarme di una crisi umanitaria a Gaza poiché gli ospedali sono a corto di rifornimenti medici di base.

Gli ultimi attacchi israeliani hanno causato la morte di decine di Palestinesi, la metà dei quali uccisi dal fuoco dei carri armati israeliani nella città di Khan Yunis. Tra le vittime un giornalista, morto nella propria casa durante un attacco nel quartiere di Shuja’iya, a Gaza. I jet israeliani hanno bombardato anche una moschea e la centrale elettrica di Gaza.

Un professore dell’università islamica di Gaza sostiene che gli attacchi in corso contro i Palestinesi nella già povera Striscia di Gaza costituiscono una pulizia etnica. Hani al-Basoos afferma anche che Gaza si trova in piena crisi umanitaria nella grande scarsità di risorse primarie.

Traduzione di Irene Capiferri

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Diciassettesimo giorno dell’aggressione israeliana: 41 i morti sin dalle prime ore del mattino

Gio, 24/07/2014 - 13:09

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qudsn.ps. Fonti mediche della Striscia di Gaza hanno riferito che nel diciassettesimo giorno dell’attacco israeliano sulla Striscia sono morti 41 palestinesi, tra cui 7 bambini e 10 persone appartenenti ad un’unica famiglia, mentre le squadre dell’ambulanza e della protezione civile hanno recuperato i corpi di 7 martiri. Il bilancio sale dunque a più di 736 morti e a 4563 feriti, gran parte dei quali donne, anziani e bambini.

Muhammad Sulayman al-Najjar è morto e altri due sono rimasti feriti a causa dei proiettili sparati dall’occupazione in direzione di diverse famiglie di Khuza’a, ad est della città di Khan Yunis, all’uscita dall’incrocio di Shawafin, dopo un assedio sotto le bombe durato due giorni che ha causato una gran quantità di morti e feriti che le squadre dell’ambulanza hanno potuto recuperare se non dopo più di un giorno.

Così come Khalil Nasser ‘Atiya Washah, di 21 anni, morto all’ospedale Shuhada’ al-Aqsa (Martiri di al-Aqsa) di Deir Balah, al centro della Stricia, in seguito alle ferite riportate due giorni prima nell’attacco lanciato dall’occupazione.

La macchina da guerra israeliana ha compiuto un nuovo massacro bombardando una delle case situate nella parte occidentale di Khan Yunis, nel sud della Striscia, causando la morte di 6 persone: Milad ‘Umran al-Astal, di 29 anni, Muhammad ‘Umran Khamis al-Astal, di 33, Malik Amin Ahmad al-Astal, di 24, Ahmad Thaer ‘Umran al-Astal, di 33, Amin Thaer ‘Umran al-Astal, di 3 anni, e Nada Thaer ‘Umran al-Astal, di 5, a cui vanno aggiunti altri tre gravemente feriti.

L’artiglieria dell’occupazione ha colpito i due paesi di ‘Absan e Bani Suhaila, a Khan Yunis, causando la morte di 7 persone: Bassam Khalid Abu Shahla, di 44 anni, Ahmad Rafa’at al-Raqab, di 23, Salman Salman al-Barim, di 27, Muhammad Isma’il al-Astal, di 17, Isma’il Muhammad al-Astal, di 48, Ahmad Muhammad Isma’il al-Astal, di 20, e Muhammad Hasan ‘Abd al-Qadir al-Astal, di 43 anni.

Il giovane Yazid Sa’ad al-Batsh, di 23 anni, è morto all’ospedale Shifa di Gaza in seguito alle ferite subite durante l’attacco israeliano sulla città. Così come sono morti 4 componenti di una sola famiglia, la cui abitazione di Jabaliya, nel nord della Striscia, è stata raggiunta dall’artiglieria israeliana: Ibrahim ‘Abd Allah Abu ‘Ayta, di 67 anni, Ahmad Ibrahim ‘Abd Allah Abu ‘Ayta, di 30, Jamila alim Abu ‘Ayta, di 65, e il piccolo Adham Ahmad Abu ‘Ayta, di 11.

Altre dieci persone sono state ferite e trasportate all’ospedale Kamal ‘Adwan di Beit Lahia. Nella mattinata di oggi è morto Yahya Ibrahim Abu Harbid durante il bombardamento dell’artiglieria israeliana su via Zamu a Beit Hanoun, nel nord della Striscia.

Contemporaneamente  numerose famiglie hanno riportato diverse ferite in seguito ai razzi caduti sulle loro case nel quartiere al-Zaytoun, a sud est di Gaza, e sono state trasportate all’ospedale al-Shifa, a ovest della città.

Questa mattina inoltre sono morte quattro persone, tra cui un bambino, in seguito ad un bombardamento israeliano che ha colpito una motocicletta a ‘Absan, ad est di Khan Yunis. I nomi delle vittime sono: Isma’il Huseyn Abu Arjila e Nafer Sulayman Qadih, entrambi di 35 anni, Nabil Shahda Qadih, di 45, e il piccolo Bakr al-Najjar, di 13.

Le squadre dell’ambulanza hanno recuperato in mattinata i corpi di Bilal Zayed ‘Alwan, di 20 anni, e di Majid Muhammad, di 26, entrambi morti nel bombardamento israeliano che ha colpito la notte scorsa l’abitazione della famiglia Ziyada nel campo profughi di Jabaliya, a nord est della Striscia.

Le ambulanze e la protezione civile hanno inoltre recuperato oggi a Khuza’a da sotto le macerie i corpi di cinque martiri, trasportati poi all’ospedale europeo di Gaza.

Traduzione di Michele Di Carlo

Categorie: Palestina

L’ONU denuncia: a Gaza il conflitto israeliano uccide un bambino ogni ora

Gio, 24/07/2014 - 13:04

PressTvSecondo le Nazioni Unite, almeno un bambino palestinese è stato ucciso ogni ora nel conflitto in corso nella guerra israeliana in corso contro la Striscia di Gaza assediata.

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite, reso pubblico mercoledì, rivela che gli attacchi aerei e terrestri ad opera di Israele hanno ucciso almeno un bambino palestinese ogni ora negli ultimi due giorni.

Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, “un bambino è stato ucciso ogni ora a Gaza negli ultimi due giorni”.

Stando al rapporto appena pubblicato, il 74% delle vittime sono civili: di questi, un terzo è costituito da bambini.

Gli organismi internazionali e i gruppi per i diritti civili hanno dichiarato che la maggioranza delle vittime del conflitto israeliano è rappresentata da civili, prevalentemente donne e bambini.

Intanto, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha affermato che le azioni militari di Israele nell’impoverita Striscia di Gaza potrebbero essere considerate alla stregua di crimini di guerra. L’accusa dell’Alto Commissario Onu giunge dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, dove si è svolta una sessione straordinaria sull’offensiva di Israele a Gaza.

I recenti sviluppi arrivano dopo 16 giorni in cui Israele ha continuato ad attaccare senza sosta la Striscia di Gaza.

Oltre 30 persone sono state uccise nella sola giornata di mercoledì durante una nuova offensiva di Israele nel territorio palestinese ormai sotto assedio.

Negli ultimi giorni, Israele ha anche attaccato due ospedali a Gaza. Le forze di Tel Aviv hanno ordinato ai palestinesi che si trovavano presso l’ospedale di Shifa di evacuare l’edificio.

 

(Nella foto: un medico palestinese tiene in braccio una bambina ferita da un bombardamento israeliano nel sud della Striscia di Gaza, il 23 luglio).

Traduzione di Elisa Trippetti

Categorie: Palestina

Il ministro degli Esteri iraniano: a Gaza Israele ha palesemente violato la legislazione sui Diritti Umani

Gio, 24/07/2014 - 12:57

Press Tv. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che le forze israeliane, nella Striscia di Gaza, hanno gravemente violato la legislazione internazionale sui Diritti Umani.

Nella giornata di martedì, Zarif, rivolgendosi alla riunione del PUIC (Unione Parlamentare per la Cooperazione Islamica) tenutasi a Teheran, ha affermato che “da due settimane Israele sta letteralmente calpestando i princìpi su cui si fondano le leggi internazionali sui Diritti Umani”.

Il ministro iraniano ha poi aggiunto che “il regime sionista (Israele) è ricorso all’uso di armi di ultima generazione, attuando una deliberata aggressione ai danni dei territori palestinesi”.

Zarif ha fatto riferimento alla gravissima situazione in cui versa la città di Gaza, sottolineando come le forze di Tel Aviv, nei territori aggrediti, abbiano bersagliato obiettivi tutt’altro che militari come abitazioni, istituti di cura, moschee, edifici istituzionali ed addirittura giornalisti.

Il ministro di Teheran ha inoltre espresso il proprio auspicio affinché la Comunità Internazionale, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Commissione ONU per i Diritti Umani (UNCHR) e tutti i Paesi (musulmani e non) cui sta a cuore la pace si assumano le proprie responsabilità, sostenendo il popolo palestinese e forzando Israele ad interrompere l’aggressione e l’assedio su Gaza.

Zarif ha dichiarato che “Teheran è pronta ad inviare le proprie risorse umanitarie, prime tra tutte cibo e medicine”, sottolineando come l’Iran si sia inoltre reso disponibile ad accogliere i Palestinesi rimasti feriti durante l’offensiva israeliana su Gaza.

Negli ultimi 15 giorni, i caccia di Tel Aviv hanno bombardato diversi obiettivi nella Striscia di Gaza, distruggendo molte abitazioni sotto le cui macerie sono morte intere famiglie. Il 17 luglio, inoltre, i corazzati israeliani hanno intrapreso un’offensiva di terra sul martoriato suolo palestinese.

Traduzione di Giuliano Stefanoni 

 

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Scontri in tutta la Cisgiordani in manifestazioni di solidarietà con Gaza

Gio, 24/07/2014 - 12:55

Cisgiordania. Scontri sono scoppiati in tutta la Cisgiordania, durante manifestazioni in solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza e a seguito dell’uccisione di un giovane, a Betlemme.

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Embargo contro Israele: a chiederlo 7 Nobel per la pace tra 64 firmatari

Gio, 24/07/2014 - 04:00

Imemc. 64 figure di spicco, tra cui 7 Nobel per la pace, hanno pubblicato una lettera sul quotidiano The Guardian chiedendo un embargo internazionale di armi per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele a Gaza.

La lettera prosegue affermando:

Ancora una volta, Israele ha sguinzagliato tutta la sua forza militare contro la popolazione palestinese, in particolare nella zona occupata della Striscia di Gaza, in un atto inumano e illegale di aggressione militare. La forza di Israele risiede nel lanciare attacchi devastanti che rimangono impuniti grazie al beneplacito della cooperazione internazionale mantenuta solida grazie alla complicità militare di molti governi. 

La tecnologia militare israeliana viene “testata sul campo” ed esportata nel mondo. Il commercio di armi e le relazioni militari internazionali che molti paesi hanno con Israele, salvaguardano l’impunità delle aggressioni israeliane di fronte alla legge internazionale facilitando il trinceramento del sistema israeliano di occupazione, colonizzazione e sistematico  rinnegamento dei diritti umani dei palestinesi.

Ci appelliamo alle Nazioni Unite e ai governi internazionali per un immediato e duraturo embargo militare contro Israele, simile a quello imposto al Sudafrica durante l’apartheid.

Il Nobel per la pace sudafricano, l’arcivescovo Desmond Tutu, è tra i firmatari. Tutu, che è stato uno dei maggiori oppositori all’apartheid sud-africana ha equiparato la politica israeliana contro i palestinesi a quella del governo sudafricano durante il regime razzista.

Altri firmatari sono i premi Nobel Betty Williams, Federico Mayor Zaragoza, Jody Williams, Adolfo Peres Esquivel, Mairead Maguire e Rigoberta Menchu.

Anche gli studiosi israeliani Ilan Pappe e Nurit Peled hanno appoggiato i loro colleghi nel sostenere l’embargo di armi contro Israele.

Lista completa dei firmatari:

Adolfo Peres Esquivel Nobel Peace Laureate, Argentina,
Ahdaf Soueif author, Egypt/UK,
Aki Olavi Kaurismäki film director, Finland,
Alice Walker writer, US,
Archbishop Desmond Tutu Nobel Peace Laureate, South Africa,
Betty Williams Nobel Peace Laureate, Ireland,
Boots Riley rapper, poet, arts producer, US,
Brian Eno musician, UK,
Caryl Churchill playwright, UK,
Chris Hedges journalist, Pullitzer Prize 2002, US,
Cynthia McKinney politician, activist, US,
David Palumbo-Liu academic, US,
Etienne Balibar philosopher, France,
Federico Mayor Zaragoza former Unesco director general, Spain,
Felim Egan painter, Ireland,
Frei Betto liberation theologian, Brazil,
Gillian Slovo writer, UK/South Africa,
Githa Hariharan writer, India,
Giulio Marcon MP (SEL), Italy,
Hilary Rose academic, UK,
Ilan Pappe historian, Israel,
Ismail Coovadia former South African ambassador to Israel,
James Kelman writer, Scotland,
Janne Teller writer, Denmark,
Jeremy Corbyn MP (Labour), UK,
Joanna Rajkowska artist, Poland,
Jody Williams Nobel Peace Laureate, US,
John Berger artist, UK,
John Dugard former ICJ judge, South Africa,
John McDonnell MP (Labour), UK,
John Pilger journalist and filmmaker, Australia,
Judith Butler philosopher, US,
Juliane House academic, Germany,
Karma Nabulsi Oxford University, UK/Palestine,
Ken Loach filmmaker, UK,
Kool AD (Victor Vazquez) musician, US,
Liz Lochhead national poet for Scotland, UK,
Luisa Morgantini former vice president of the European Parliament, Italy,
Mairead Maguire Nobel Peace Laureate, Ireland,
Michael Mansfield barrister, UK,
Michael Ondaatje author, Canada/Sri Lanka,
Mike Leigh writer and director, UK,
Naomi Wallace playwright, screenwriter, poet, US,
Noam Chomsky academic, author, US,
Nurit Peled academic, Israel,
Prabhat Patnaik economist, India,
Przemyslaw Wielgosz chief editor of Le Monde Diplomatique, Polish edition, Poland,
Raja Shehadeh author and Lawyer, Palestine,
Rashid Khalidi academic, author, Palestine/US,
Richard Falk former UN special rapporteur on Occupied Palestinian Territories, US,
Rigoberta Menchú Nobel Peace Laureate, Guatemala,
Roger Waters musician, UK,
Ronnie Kasrils former government minister, South Africa,
Rose Fenton director, Free Word Centre, UK,
Sabrina Mahfouz author, UK,
Saleh Bakri actor, Palestine,
Sir Geoffrey Bindman lawyer, UK,
Slavoj Zizek author, Slovenia,
Steven Rose academic, UK,
Tom Leonard writer, Scotland,
Tunde Adebimpe musician, US,
Victoria Brittain journalist, UK,
Willie van Peer academic, Germany,
Zwelinzima Vavi secretary general of Cosatu, South Africa

 

Traduzione di Claudia Ruta

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Bombardamenti israeliani contro Gaza, il Brasile ritira il proprio ambasciatore da Tel Aviv

Gio, 24/07/2014 - 03:53

Braslia-EFE. Mercoledì 23 luglio, il governo brasiliano ha condannato l’offensiva di Israele a Gaza, ha reiterato la richiesta di un cessate-il-fuoco e ha richiamato il proprio ambasciatore da Tel Aviv, per consultazioni.

Il ministero degli Affari Esteri, in un comunicato, ha considerato “inaccettabile l’escalation di violenza tra Israele e Palestina” e ha condannato “energicamente l’uso sproporzionato della forza di Israele nella Striscia di Gaza”.

Si tratta del secondo comunicato ufficiale del governo sul conflitto da quando Israele ha lanciato un’offensiva contro Hamas a Gaza, due settimane fa”.

 

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