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News agency on Palestine and Middle East
Aggiornato: 5 ore 45 min fa

Giornata della Terra a Gerusalemme: marcia aggredita dalle forze di occupazione

20 ore 23 min fa

Di Younes Arar, Fb. Marcia per la Giornata della Terra a Gerusalemme.

I manifestanti sono stati brutalmente aggrediti e sequestrati dalle forze di occupazione.

Foto di Mohamad Osama Ghbareyah

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La Giornata della Terra in Galilea

20 ore 37 min fa


Immagini della manifestazione per la Giornata della Terra, a Dir Hanna, in Galilea.

Foto di Younes Arar, Fb

Categorie: Palestina

Migliaia di Palestinesi hanno sfilato in Cisgiordania per la Giornata della Terra

21 ore 8 min fa

Cisgiordania-Quds Press, Ma’an e PIC. Lunedì, Giornata della Terra palestinese, le forze di occupazione israeliane hanno duramente represso le manifestazioni commemorative.

Migliaia di Palestinesi hanno sfilato per le strade della Cisgiordania.

Attivisti hanno piantato alberi di ulivo a Wadi Fukin,in provincia di Betlemme, nelle terre minacciate di confisca.
Centinaia di manifestanti sono arrivati da tutta l’area di Betlemme, campi profughi compresi, si sono radunati nel centro della città e hanno marciato verso le terre minacciate.
Un vasto spiegamento di truppe israeliane ha lanciato lacrimogeni sul corteo, causando l’asfissia di diverse persone.

Wadi Fukin è circondata da quattro insediamenti. Coloni e militari israeliani aggrediscono i residenti nel tentativo di indurli ad abbandonare le loro terre.

A Huwwara, nel sud di Nablus, le forze israeliane hanno tentato di reprimere una marcia a cui prendevano parte oltre 2.000 persone: 15 hanno sofferto per l’eccessiva inalazione di lacrimogeni, compreso il parlamentare di Fatah, Walid Assaf.
Alla marcia hanno partecipato anche Mahmoud al-Aloul, membro del Comitato centrale di Fatah, Qais Abd al-Karim, membro dell’Ufficio politico del Fronte democratico per la liberazione della Palestina, il parlamentare Mustafa al-Barghouthi, e diversi altri.

A Silwad, a nord-est di Ramallah, diversi manifestanti hanno sofferto per l’inalazione di gas lacrimogeni lanciati dalle forze israeliane, che hanno fatto anche uso di granate a percussione e proiettili di metallo rivestiti di gomma.

I soldati hanno lanciato lacrimogeni anche contro una scuola elementare, nonostante vi fossero all’interno decine di bambini.

 

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Giornata della Terra nella Striscia di Gaza: i soldati israeliani sparano a 3 giovani

21 ore 11 min fa

Gaza-Quds Press e Ma’an. Lunedì sera le forze di occupazione israeliane di stanza a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, hanno sparato a tre Palestinesi, ferendoli.

Il portavoce del ministero della Salute, Ashraf al-Qidra, ha dichiarato che due giovani sono stati colpiti dal fuoco israeliano a est di Khan Younis e sono stati portati all’European Hospital. Un terzo Palestinese è stato ferito a Absan, sempre nell’area di Khan Younis. Lì le forze di occupazione hanno sparato contro un gruppo di Palestinesi che stavano manifestando per commemorare la Giornata della Terra.

Marce di celebrazione della storica giornata del 30 Marzo sono state organizzate dalla coalizione di Forze nazionali e islamiche, che hanno invocato l’unità politica per porre fine alle sofferenze dei Palestinesi nei Territori Occupati e al blocco della Striscia di Gaza.

La coalizione ha anche invitato l’Autorità palestinese a chiedere la piena adesione all’Onu.

 

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Media palestinesi: Abbas chiede l’assalto decisivo contro Gaza

Lun, 30/03/2015 - 21:28

Il Cairo- DaysofPalestineIl presidente dell’Autorità Palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha chiesto sabato mattina alla Lega Araba di condurre attacchi aerei, da parte degli Arabi, nella Striscia di Gaza. Durante il suo discorso, davanti ai leader arabi, nella città turistica egiziana di Sharm al-Sheikh, Abbas ha fatto la richiesta che l’operazione militare guidata dall’Arabia Saudita contro la militia Houthi in Yemen venga replicata.

Abbas ha chiesto ai leader arabi di effettuare un’altra operazione contro il movimento islamico palestinese Hamas, che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, ponendo fine al caos nella sicurezza provocato da Abbas stesso.

Venerdì, Mahmoud Al-Habbash, consigliere religioso di Abbas, ha domandato che l’alleanza guidata dall’Arabia Saudita attacchi la Striscia di Gaza, come riportato dall’agenzia di news Wafa secondo quanto dichiarato da un ufficiale dell’Anp.

Durante il discorso tenuto venerdì a Ramallah, Al-Habbash ha detto: “La nazione araba deve attaccare qualsiasi elemento illegale nella regione araba con il pugno di ferro. E occorre iniziare dalla Palestina”.

Al-Habbash ha inoltre aggiunto: “La protezione della legalità in qualsiasi paese arabo è dovere per tutti i leader arabi. Essi devono cominciare ad attaccare i fuorilegge con ogni mezzo, senza curarsi del momento e del luogo, cominciando dalla Palestina”.

Egli ha spiegato che quanto accaduto a Gaza, quando Hamas ha preso il controllo della Striscia nel 2007, è stato un colpo di stato e deve quindi essere trattato con decisione. “La gente che compie colpi di stato, deve essere attaccata col pugno di ferro”, ha affermato.

Da parte sua, il leader di Hamas Mahmoud al-Zahar ha riportato su Facebook: “Chiunque ha sperato che Hamas fosse sconfitta dall’occupazione di Israele, chiede ora una alleanza araba per attaccarla”. Egli ha poi aggiunto: “Questo è il peggior tipo di tirannia”.

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

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Campagna di incursioni delle forze israeliane a Gerusalemme e Cisgiordania: 27 palestinesi sequestrati

Lun, 30/03/2015 - 12:34

Quds Press. Nella notte tra domenica e lunedì, le forze di occupazione israeliane hanno sequestrato 27 Palestinesi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Lo ha reso noto l’avvocato del centro sui prigionieri, Addameer, Muhammad Mahmoud.

Dieci Palestinesi sono stati arrestati a Gerusalemme Est, compresi due quindicenni, Abed Issa e Omar Mazen Abu Asab.
13 sono stati arrestati a Ramallah, due a Jenin, uno a Hebron e un altro a Nablus.

A 13 Palestinesi di Abwein, vicino a Ramallah, sono stati consegnati ordini di comparizione.

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Hebron, coloni israeliani sradicano 1200 olivi

Lun, 30/03/2015 - 12:20
Daysofpalestine.com. Domenica, coloni israeliani hanno sradicato 1200 olivi, decine di mandorli, e alberi di noci nella città di al-Khalil, in Cisgiordania.    Fonti locali a al-Wasily, ad est di al-Khalil (Hebron), hanno affermato che coloni israeliani hanno sradicato e danneggiato più 1200 olivi, in aggiunta a mandorli e alberi di noci. Tutti gli alberi erano produttivi, e mandorle e noci sono ora nel periodo di raccolta. L’attivista palestinese Ghassan Daghlas ha affermato che i coloni israeliani che hanno attaccato le fattorie palestinesi vivono nella colonia illegale costruita sulle terre di al-Khalil. Daghlas ha affermato che gli alberi erano stati piantati come parte di un progetto agricolo nell’area, finanziato dall’UE. Ha aggiunto che “i coloni stanno provocando questi danni per aprire la strada all’espansione delle colonie illegali di Asfar e Bani Kadim”.
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Le forze preventive dell’Anp aggrediscono coppia palestinese

Lun, 30/03/2015 - 01:57
Al-Khalil-Hebron-PIC. Un ex prigioniero e sua moglie sono stati portati all’ospedale al-Ahli, ad al-Khalil, a causa di diverse ferite riportate dopo essere stati pesantemente attaccati dalle forze di prevenzione dell’Autorità palestinese, giovedì 26 marzo. Il padre della donna ha spiegato sul suo profilo Facebook che un’auto civile si è fermata fuori dalla casa di suo genero, Mu’ayed Attit, alle otto in punto di quel pomeriggio, prima che due agenti delle forze preventive dell’Anp lo attaccassero e cercassero di rapirlo. La moglie, Maisoun Shobaki, ha pensato che gli aggressori fossero delle forze speciali israeliane o ladri, e anche lei è stata aggredita fisicamente cercando di difendere suo marito. Sia Mu’ayed sia sua moglie, incinta, hanno riportato ferite durante l’attacco. Gli aggressori sono fuggiti, lasciando i due cittadini feriti per strada, prima che una folla di persone arrivasse e li trasportasse all’ospedale. Mu’ayed Attit è un ex prigioniero, laureato in amministrazione aziendale. Traduzione di H.F.L.
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30 marzo, Giornata della Terra palestinese

Lun, 30/03/2015 - 01:35

I Palestinesi in tutto il mondo lunedì 30 marzo celebrano la Giornata della Terra, una ricorrenza importante, che risale al 1976, quando migliaia di persone, cittadini palestinesi in Israele si riunirono per protestare contro l’espropriazione di altra terra palestinese in Galilea. Scoppiarono duri scontri con la polizia israeliana, durante i quali sei palestinesi vennero uccisi, a centinaia feriti e arrestati.

Il ricordo di quel giorno di resistenza popolare contro il sionismo e le sue politiche coloniali divenne la Giornata internazionale della Terra palestinese.

 

 

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Manifestazione non-violenta di Ni’lin: diversi feriti

Lun, 30/03/2015 - 01:04

Ramallah-Imemc. I soldati israeliani hanno fatto uso eccessivo della forza contro i manifestanti non-violenti che hanno partecipato alla protesta settimanale contro il Muro di Separazione israeliano e gli insediamenti nel villaggio di Ni’lin, nel nord-est della città cisgiordana di Ramallah.

I soldati hanno attaccato i manifestanti mentre stavano marciando verso il Muro che circonda i loro frutteti, nella parte sud-orientale del paese.

Mohammad Amira, membro del Comitato Popolare contro il Muro e gli insediamenti di Ni’lin, ha riferito che i soldati hanno aggredito violentemente i pacifisti internazionali e palestinesi e hanno sparato raffiche di proiettili oltre a bombe a gas e granate a percussione.

Le cittadine Ni’il e Bil’in si trovano tra le molte località palestinesi che conducono proteste settimanali non-violente contro il Muro di Separazione e gli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme.

Traduzione di Milena Signorello

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Salgono a 480 i prigionieri condannati all’ergastolo

Lun, 30/03/2015 - 01:01

Ramallah-Quds Press. Fonti umanitarie palestinesi hanno dichiarato che il numero dei prigionieri condannati all’ergastolo nelle prigioni dell’occupazione è salito a 480.

In un comunicato stampa trasmesso a Quds Press in data 29 marzo, il Centro Studi “Prigionieri di Palestina” ha chiarito che il tribunale israeliano di Ofer ha recentemente emesso una doppia condanna all’ergastolo, oltre a una sanzione pecuniaria di circa 3,5 milioni di shekel, contro il prigioniero ferito Maher Hamdi al-Hashlamun, 30 anni, accusato di aver ucciso a coltellate un colono e di averne feriti altri due.

Il Centro ha spiegato che lo stesso tribunale aveva condannato, nel gennaio scorso, il prigioniero Hussam al–Qawasmi, 40 anni, a un triplice ergastolo, con l’accusa di concorso nel sequestro e nell’uccisione di tre coloni a Hebron, con i defunti Amer Abu Aisha e Marwan al-Qawasmi.

È così salito a 480 il numero dei condannati al carcere a vita.

Da notare che la condanna all’ergastolo è quantificata dall’occupazione in 99 anni, e che viene imposta ai prigionieri accusati di aver ucciso israeliani.

Nessuna condanna, invece, spetta ai tanti israeliani che uccidono i palestinesi.

Traduzione di Federica Pistono

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La UE mantiene Hamas nella lista dei terroristi nonostante la sentenza della Corte europea

Sab, 28/03/2015 - 16:56

Bruxelles-AFP. L’Unione Europea ha mantenuto Hamas nella lista nera dei terroristi nonostante una controversa decisione della Generale dell’Unione Europea che ordinava a Bruxelles di rimuovere il gruppo islamico palestinese da tale elenco.

Bruxelles ha presentato ricorso contro una sentenza di dicembre, emessa dalla seconda corte più importante, secondo la quale Hamas avrebbe dovuto essere tolta dalla lista per la prima volta già dal 2001.

“Hamas rimarrà nella lista durante il periodo dell’appello del Consiglio contro la sentenza di dicembre”, ha scritto su Twitter Susanne Kiefer, una delle portavoci del Consiglio Europeo.

Il processo di appello è previsto tra circa un anno e mezzo.

Tuttavia, altri due gruppi sono stati tolti da quando è stata pubblicata l’ultima lista dell’UE, nel luglio 2014: la Holy Land Foundation for Relief and Development, che gli USA avevano ufficialmente accusato di fornire denaro ad Hamas, e Al-Takfir and Al-Hijra, un gruppo islamico egiziano.

Un funzionario della UE ha affermato che gli Stati membri interessati, che all’inizio avevano posto i gruppi nella lista, avevano “cambiato idea”, aggiungendo che l’Italia aveva richiesto la permanenza nell’elenco di Holy Land Foundation e la Gran Bretagna aveva cercato di ottenere l’inclusione di Al-Takfir e Al-Hijra.

L’ala militare di Hamas era stata aggiunta per la prima volta nella lista dei terroristi redatta dalla UE nel dicembre 2001 sulla scia degli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti. In seguito la UE ha inserito nell’elenco anche l’ala politica di Hamas, nel 2003.

Ma la Corte Generale dell’Unione Europea l’anno scorso ha sentenziato che Hamas era stata inserita nella lista dei terroristi basandosi non su giudizi legali concreti, ma su conclusioni derivanti dai media e da Internet.

La linea tracciata sopra il nome di Hamas, che è stato al potere nel territorio palestinese di Gaza fin dal 2007, ha minacciato di minare le recenti mosse di Bruxelles per avere un ruolo più importante nel ravvivare il moribondo processo di pace in Medio Oriente.

Hamas ha dichiarato che l’appello della UE contro il giudizio della Corte Generale dell’Unione Europea è “immorale”. I fondi di Hamas in Europa sono stati congelati dopo la decisione di dicembre.

Nel frattempo Israele ha insistito contro la decisione iniziale di rimuovere Hamas.

La lista della UE include ancora organizzazioni come la milizia libanese di Hezbollah, il gruppo ribelle curdo Kurdistan Workers Party (PKK), le FARC della Colombia e Sendero Luminoso del Perù.

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

Categorie: Palestina

Campagna israeliana di invasioni e arresti in Cisgiordania

Sab, 28/03/2015 - 16:44

Al-Khalil (Hebron)-Quds Press e PIC. Sabato mattina, le forze di occupazione israeliane hanno assaltato diverse cittadine e villaggi della Cisgiordania, hanno arrestato due giovani gerosolimitani e a altri Palestinesi sono state consegnate ingiunzioni di comparizione per gli interrogatori presso l’intelligence israeliana.

Testimoni oculari hanno affermato che le forze di occupazione hanno dato avvisi di comparizione a due giovani dopo averne invaso le abitazioni a Silwad, a est di Ramallah. Si tratta di due 19enni.

Le truppe israeliane hanno assaltato anche i sobborghi di Hebron e consegnato ingiunzioni di comparizione a tre fratelli.

Un giovane di Beit Ummar è stato arrestato.

Categorie: Palestina

Meshaal: lavoriamo giorno e notte per diminuire le sofferenze degli abitanti di Gaza

Sab, 28/03/2015 - 16:05

Rafah-PIC. Il presidente dell’ufficio politico del movimento di resistenza islamica Hamas, Khaled Meshaal, ha dichiarato che il suo movimento non abbandonerà Gaza e le sofferenze dei suoi abitanti.

In occasione del matrimonio del giovane Ahmad al Ghoul, la cui intera famiglia venne uccisa a Rafah, a sud della Striscia, durante l’ultima guerra contro Gaza, Meshaal ha dichiarato in una comunicazione telefonica che Hamas lavora giorno e notte per diminuire le sofferenze degli abitanti della striscia di Gaza.

Meshaal ha ribadito l’impegno di Hamas nella causa palestinese, in prima posizione la resistenza.

Il leader Hamas considera le nozze di un giovane che ha perso tutta la sua famiglia una prova della determinazione del popolo palestinese a vivere e sconfiggere il proprio nemico.

Meshaal ha ringraziato tutti gli abitanti di Gaza per i loro sacrifici e la loro resistenza contro nemico dell’umanità, e i responsabili del movimento Hamas della città di Rafah che hanno organizzato le nozze del giovane Ghoul.

Traduzione di Nadia El-Mansour

Categorie: Palestina

Protesta a Qalqiliya, 5 feriti dai proiettili israeliani

Sab, 28/03/2015 - 14:42

Qalqiliya-Quds Press. Venerdì, 5 giovani palestinesi sono stati feriti, colpiti da proiettili veri e di metallo rivestiti di gomma, sparati dall’esercito di occupazione durante la repressione della marcia settimanale di protesta nella cittadina di Kafr Qadoum, a Qalqiliya, in Cisgiordania orientale.

Fonti locali hanno riferito che la marcia ha preso avvio dopo la preghiera del venerdì, dalla moschea di Omar Bin Al Khattab, con un’ampia partecipazione da parte dei cittadini che sventolavano bandiere palestinesi, invitavano all’Autorità palestinese di aderire alle istituzioni dell’Onu e richiedevano l’apertura di una delle strade del villaggio chiusa da 13 anni.

Il Comitato di resistenza popolare, in una dichiarazione ricevuta da Quds Press, ha reso noto che gli scontri con i giovani sono scoppiati quando le forze israeliani hanno assaltato la città dalle sue tre entrate, sotto il pesante lancio di lacrimogeni e bombe sonore.

Questo scontro ha portato al ferimento di 5 cittadini: Salim Ali, colpito alla coscia, Naser Borham e Hakim Khaldun colpiti allo stomaco, Maher Juma colpito al piede e Mohamed Abdussalam colpito in testa.

Un bulldozer militare ha distrutto la condotta idrica principale che alimenta il villaggio, che ha portato a tagli d’acqua per tutti i cittadini per ore.

Traduzione di Nadia El-Mansouri

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Striscia di Gaza, i soldati israeliani arrestano due palestinesi: tentavano di attraversare il valico

Sab, 28/03/2015 - 02:01

Gaza-PIC. Giovedì, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato due giovani palestinesi che stavano tentando di attraversare la barriera di confine in un tentativo di raggiungere il Negev.

Fonti israeliani hanno affermato che i due giovani sono stati trasferiti in un centro per gli interrogatori.

Diversi ragazzi di Gaza cercano di uscire dalla Striscia di Gaza sotto assedio e impoverita per trovare una possibilità di lavoro e sopravvivenza.

Categorie: Palestina

Aggressioni israeliane di terra, cielo e mare contro la Striscia di Gaza

Sab, 28/03/2015 - 01:36

Gaza-Quds Press e Imemc. Venerdì sera, fonti mediche palestinesi hanno reso noto che tre Palestinesi hanno sofferto per l’inalazione di gas lacrimogeni, sparati dai soldati israeliani insieme a proiettili veri che hanno preso di mira agricoltori a Rafah e Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Le fonti hanno riferito che i soldati, di stanza nelle torri militari al confine con la Striscia, hanno preso di mira agricoltori e residenti nei pressi di ‘Abasan e Khuza’a, a est di Khan Younis.

I soldati hanno lanciato lacrimogeni anche contro dei residenti a est di Rafah.

Contemporaneamente, jet israeliani hanno sorvolato intensamente diverse parti della Striscia di Gaza, mentre la marina da guerra ha aperto il fuoco contro le barche da pesca in acque palestinesi.

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Bahrain: AI calls for leaders release as Alkhalifa aggression intensifies

Sab, 28/03/2015 - 01:05

Bahrain: AI calls for leaders release as Alkhalifa aggression intensifies

Under the title “Bahrain: Respect human rights of prisoners and release prisoners of conscience”, Amnesty International issued a Public Statement about Bahrain on 18th March. It said: On the fourth anniversary of the arrests of 13 leading opposition activists and other prisoners of conscience in Bahrain, Amnesty International calls for their immediate and unconditional release and urges the authorities to ensure that the rights of all prisoners, including those held in Jaw prison, are fully respected. The statement also referred to Alkhalifa attack on Jaw prison saying: Amnesty International is deeply concerned about the allegations of beatings of prisoners in Jaw Prison on 10 March, as well as of the use of tear gas in confined spaces. It is urging the authorities to make public the results of its investigations into the events on that day. It is likewise concerned about the allegations of ill-treatment of prisoners in block six, and that children are being detained alongside adult prisoners, in violation of international human rights law and standards, and is urging the authorities to launch investigations into these allegations also. The organisation is also calling on the authorities to ensure that prisoners in Jaw prison are not subjected to torture and other ill-treatment, and that any prison officials responsible for committing such acts are brought to justice.

Meanwhile, clampdown on native Bahrainis has continued. This morning three young men from the town of Markh were arrested in raids on their homes: Ali Mohammad, Sayed Ali Hussain and Ali Hassan. Yesterday morning Mohammad Jaffar Sulail was kidnapped by masked members of the Death Squads at the industrial area of the town of Wadyan in Sitra.  On Monday 23rd March two young native Bahrainis were arrested in raids on their homes in Maqaba. Mahmood Abdul Hassan and Hassan Mohammad Al Zaki were taken to the torture chambers. On 19th March Sayed Mohammad Sayed Saleh from Duraz was kidnapped by members of Alkhalifa Death Squads. Faisal Hussain Yateem, 17, was arrested from his home in Iskan Aali. The family of Dr Saeed Al Samaheeji is extremely worried as no news have been received about him for 18 days. Many other prisoners are considered “disappeared” since they were taken away from Jaw prison after the most vicious attack in living memory on the inmates who were calling for improvements of their conditions.

14 years old Qassim Mohsin from Karbabad was remanded in custody for one more week after his arrest on 19th March. Also Jalila Al Sayed was given ten more days imprisonment for the fourth time.

On 18th March Brian Dooley, Director of Human Rights First published an article titled “Is Bahrain an Apertheid State”. He said: The last few years have seen systematic discrimination, a repression of fundamental rights, and torture and deaths in custody. People aren’t divided by race but by sect, which typically dictates where they live, what jobs they do, and whether they can achieve political power. Many government supporters sound like many white South Africans used to: defensive about their privileges, with an inflated sense of entitlement and phobia of democracy. He further added:  The governments of the United States and the United Kingdom both backed the apartheid regime in much the same way they’re now supporting the Bahrain dictatorship — politically and militarily, while citing an unpersuasive “constructive engagement” policy. As with South Africa in the 1960s, ’70s and ’80s, public criticism of human rights abuses is muted, with “security concerns” trumping a push for democracy. He ended saying: Then, as now, Washington, London and plenty of other Western capitals were on the wrong side of history during apartheid (although in apartheid’s final years, the Reagan administration was forced by Congress to implement sanctions). But autocracies don’t last forever. Apartheid eventually broke under the weight of its own immorality and inefficiency. And call it what you like, unless Bahrain’s repressive system radically changes, it’ll collapse too.

In another development human rights activists have demanded that Scotland Yard arrest a Bahraini prince accused of torture – after the royal let slip he had returned to the UK by posting a video on Instagram. On 19th March campaigners presented the Metropolitan Police with a “dossier” of new claims against one of the dictator’s sons, who they say was involved in the torture of prisoners during a pro-democracy uprising in Bahrain in 2011. Subsequently his lawyers wrote to The Independent arguing that submitting the dossier to the police was a political stunt and has nothing new.

In Kuwait a reputable human rights activist, Nawwaf Al Hendal, was arrested yesterday in an attack on a small protest against recent changes to the election law. Calls have been made to the government to release Mr Hendal. He has just returned from Geneva after addressing  28th session of the Human Rights Council.

Bahrain Freedom Movement (vob.org)
25th March 2015 (info@vog.org)

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Rapporto statistico del 2014: un anno di violazioni crescenti e di colonizzazione della Palestina

Ven, 27/03/2015 - 13:58

Ramallah-Quds Press. Un rapporto ufficiale palestinese ha documentato che nel 2014 l’occupazione ha costruito 3100 nuove unità abitative negli insediamenti della Cisgiordania, mentre registra 887 assalti da parte dei coloni nei confronti dei palestinesi e delle loro proprietà in Cisgiordania.

Il Centro informazioni dell’organizzazione di resistenza al muro e all’insediamento ha rilevato le violazioni israeliane commesse contro i cittadini palestinesi di Azal e le loro proprietà durante il 2014 e la morte di quattro palestinesi durante gli assalti dei coloni, oltre a 52 attività di oppressione.

Il rapporto, ricevuto in copia da Quds Press martedì 24 marzo, fa rifermento alla politica di incendio e annientamento tra le cui conseguenze più negative vi è l’episodio di un gruppo di coloni che ha bruciato il ragazzino gerosolimitano Muhammad Abu Khadir Haya, in un crimine il cui ricordo è ancora presente in tutto il mondo. Allo stesso modo il rapporto getta luce sui continui tentativi di rapimento e in particolare il rapimento dei bambini di Azal.

Il rapporto sottolinea che si sono verificati 363 assalti di terra di cui 260 commessi dai coloni, 103 dall’esercito dell’occupazione, assalti che hanno investito tutte le province della Cisgiordania, il cui numero più alto, 105, si è verificato nella città di Nablus.

Secondo il rapporto, durante lo scorso anno le forze di occupazione hanno eseguito circa 488 operazioni di demolizione, di cui 159 a Gerusalemme, 117 a Tubas, 39 a Nablus, 62 a Gerico, 60 a Hebron, 16 a Betlemme, 10 a Tulkarem, 3 a Jenin, 5 a Qalqilya, 4 Ramallah e altre a Salfit.

Le forze dell’occupazione hanno distribuito più di 851 avvisi di demolizione e aggredito 291 marce di mobilitazione popolare pacifica che manifestavano contro le politiche israeliane, il Muro di annessione e l’espansione coloniale, durante le quali sono stati feriti 246 cittadini, e arrestati 28 manifestanti tra cui vi sono dei volontari stranieri.

Il rapporto registra la morte di 3 cittadini durante le marce del 2014 tra cui il capo dell’organizzazione della resistenza al Muro e agli insediamenti, Zyad Abu Ayn, morto a Turmus Ayya, mentre piantava un albero di ulivo.

Il rapporto documenta più di 251 assalti contro i luoghi religiosi inclusi incendi a mosche e chiese, nonché continue incursioni alla Moschea di al-Aqsa, che hanno provocato lesioni a 126 cittadini e 35 arresti.

Il rapporto indica che le autorità dell’occupazione hanno costruito 3100 nuove unità abitative negli insediamenti della Cisgiordania di cui 156 sono edifici pubblici, 92 impianti agricoli o industriali, oltre alla proposta di offerte per costruire 2213 nuove unità negli insediamenti della stessa zona. Tale statistica è identica a quanto annunciato al momento dal sito del movimento per la pace.

Per quanto riguarda Gerusalemme, il rapporto indica il rapido avanzamento dei lavori di costruzione nella Gerusalemme occupata che hanno superato quelli in corso in Cisgiordania in base all’analisi dell’aerofotografia, nonostante il comune israeliano si sia rifiutato di fornire qualsiasi informazione agli enti che si occupano dei permessi di costruzione a Gerusalemme.

Traduzione di Patrizia Stellato

 

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