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Agenzia stampa informazione Palestina, Territori palestinesi occupati, Striscia di Gaza
Aggiornato: 1 ora 7 min fa

Bambino israeliano ucciso, Netanyahu: vendicheremo la sua morte.

5 ore 44 min fa

Gaza. Venerdì 22 agosto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha giurato di vendicarsi contro Hamas, dopo che mortai gazawi hanno ucciso un bambino israeliano.

“Hamas pagherà un prezzo pesante per il suo attacco”, ha dichiarato il criminale di guerra Netanyahu, che ha già assassinato oltre 2000 palestinesi in due mesi di bombardamenti.

Il portavoce del primo ministro, Ofir Gendelman, ha riferito quanto Netanyahu ha scritto sul Twitter, e ha aggiunto che l’esercito israeliano e lo Shin Bet, l’Intelligence interna, “intensificheranno le operazioni contro Hamas fino a che gli obiettivi di ‘Protective Edge’ saranno raggiunti”.

Categorie: Palestina

Il PCHR chiede di fermare le esecuzioni extragiudiziali a Gaza

6 ore 1 min fa

PCHR - Centro Palestinese per i Diritti Umani
Comunicati stampa del 22 agosto
Il PCHR chiede di fermare le esecuzioni extragiudiziali a Gaza

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) segue con preoccupazione le notizie di esecuzioni extragiudiziali effettuate nella Striscia di Gaza durante l’offensiva israeliana in corso. Tali esecuzioni hanno colpito persone sospettate di collaborare con le forze di occupazione israeliane.

L’ultima di queste esecuzioni ha avuto luogo intorno alle 09:00 (ora locale) di venerdì 22 agosto 2014, quando almeno 9 persone, tra cui 2 donne, sono state giustiziate da un plotone nella piazza al-Katiba, nella zona ovest di Gaza City. L’identità di quelle persone è ancora sconosciuta al PCHR, perché le esecuzioni sono state effettuate secondo rigorose misure di sicurezza.

Il PCHR invita l’Autorità Nazionale Palestinese e i gruppi della resistenza a intervenire per fermare tali esecuzioni extragiudiziali qualunque siano le loro ragioni o i motivi.

Venerdì mattina, l’avvocato Raji Sourani, direttore del PCHR, ha inviato lettere urgenti ai leader palestinesi chiedendo loro di intervenire subito e con decisione per fermare queste esecuzioni extragiudiziali, visto che possono causare danni a tutti noi. Sebbene siamo consapevoli delle condizioni dell’offensiva in corso, e dell’impatto diretto dell’impiego e dell’utilizzo di collaborazionisti per eseguire assassinii extragiudiziali e altri crimini da parte delle forze israeliane, dobbiamo confermare il principio di legalità e il rispetto dei diritti umani.

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Nablus, ragazzino ferito dall’esercito israeliano

6 ore 5 min fa

Nablus – Imemc e Quds Press. Diversi palestinesi sono stati feriti dall’esercito israeliano, a Nablus, in Cisgiordania, compreso un ragazzino, durante la repressione di una protesta.

Fonti locali hanno dichiarato che Hassan Hazem Abu ‘Ashour, 14 anni, è stato ricoverato all’ospedale Rafidia di Nablus. Quattro palestinesi sono stati feriti da proiettili veri e decine da proiettili di metallo rivestiti di gomma, mentre altri hanno sofferto per l’inalazione di gas lacrimogeni.

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, missili contro una famiglia: almeno 5 morti e altri sotto le macerie

6 ore 11 min fa

Gaza-Imemc e Quds Press. Fonti mediche palestinesi nella Striscia di Gaza hanno reso noto che sabato 23 agosto, all’alba, cinque palestinesi appartenenti alla famiglia Dahrouj sono stati uccisi, e almeno cinque feriti, di cui due gravemente, da un attacco aereo israeliano contro un’abitazione, nell’area di Zawayda.

Le fonti hanno aggiunto che sono in corso le attività di ricerca e salvataggio, poiché la casa bombardata è stata ridotta in macerie, seppellendovi al di sotto diverse persone che potrebbe far salire il numero delle vittime.

Missili si sono abbattuti su una moschea e su una casa, a Zeitoun, a est della città di Gaza.

Nel sobborgo di Sabra, sono stati feriti circa 40 palestinesi.

Il bilancio di quasi due mesi di bombardamenti israeliani ha fatto salire il bilancio delle vittime a 2.096, e quello dei feriti a 10.550, la gran parte dei quali sono civili.

Categorie: Palestina

Bambino israeliano ucciso da mortai gazawi

Ven, 22/08/2014 - 18:11

Ma’an. Un bambino israeliano di 4 anni è stato ucciso dopo che colpi di mortaio avevano colpito due auto, a Sderot, nel Negev, venerdì pomeriggio.

L’esercito israeliano ha riferito a Ma’an che il bambino è stato ucciso trovandosi sotto una pioggia di razzi lanciati da Gaza. I razzi hanno colpito diverse città nel sud e nel centro di Israele.

Fonti israeliane hanno riportato che due auto hanno preso fuoco a seguito del bombardamento di razzi.

Quatto israeliani sono rimasti feriti, colpiti da 80 razzi palestinesi, venerdì. Ieri ne sono stati lanciati 100. Secondo quanto ha riferito l’esercito israeliano, dalla fine della tregua, martedì sera, sono stati sparati 430 razzi.

Nello stesso lasso di tempo, Israele ha ucciso 60 palestinesi a Gaza, e ne ha feriti a centinaia.

In quasi due mesi di bombardamenti, Israele ha ucciso oltre 2.090 gazawi, e ne ha feriti 10.500.

64 soldati e 4 civili israeliani sono stati uccisi nello stesso periodo, durante l’invasione di terra.

Categorie: Palestina

Cipro, Slovacchia ed Egitto sospendono i voli per Tel Aviv

Ven, 22/08/2014 - 17:44

Gaza-PIC. Cipro e Slovacchia mercoledì sera hanno sospeso tutti i loro voli per Tel Aviv, fino a nuovo ordine.

La compagnia aerea egiziana Air Sinai, controllata della compagnia Egypt Air, giovedì ha bloccato tutti i voli tra il Cairo e l’aeroporto Ben Gurion.

Tali decisioni sono state prese dopo che le Brigate Al-Qassam di Hamas avevano avvertito le compagnie aeree straniere di non volare su Tel Aviv, a partire da giovedì mattina.

L’avvertimento è giunto dopo che Israele ha ripreso i bombardamenti aerei su Gaza, mercoledì, e la risposte della resistenza palestinese agli attacchi.

L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è in allerta a seguito della minaccia delle Brigate Al-Qassam di lanciare attacchi missilistici in rappresaglia ai mortali raid aerei di Israele su Gaza.

 

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Rapporto: l’occupazione ha arrestato 477 palestinesi dall’inizio di agosto

Ven, 22/08/2014 - 07:36

Ramallah-Quds Press. Le forze di occupazione hanno arrestato 111 palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est durante la settimana in corso, secondo le associazioni per i Diritti umani.

In un comunicato trasmesso a Quds Press in data 21 agosto, il “Circolo del Prigioniero” ha dichiarato che le forze di occupazione hanno arrestato, durante la settimana in corso, 111 palestinesi, di cui 20 di Gerusalemme, 20 di Hebron, 20 di Nablus, 14 di Jenin, 11 di Betlemme, 8 di Salfit, 8 di Ramallah e di al-Birah, 6 di Qalqilya e 4 di Tulkarem.

Giovedì 21 agosto, le forze di occupazione hanno arrestato 21 palestinesi a Gerusalemme e in Cisgiordania, di cui 5 di Jenin, 4 di Hebron, 4 di Betlemme, tre di Qalqilya, due di Salfit, uno di Nablus, uno di Gerusalemme e l’ultimo di Ramallah.

Questi arresti hanno portato a 477 il numero dei palestinesi arrestati nel corrente mese di agosto.

Traduzione di Federica Pistono

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, Israele continua a bombardare. 2090 morti in 50 giorni

Ven, 22/08/2014 - 07:16

Gaza-InfoPal. Giovedì 21 agosto, 38 palestinesi sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza.

Il bilancio di quasi due mesi di aggressioni israeliane sale dunque a circa 2.090 morti e a 10.500 feriti, di cui oltre 200 negli ultimi due giorni.

Settimane di negoziati indiretti, e mediati dall’Egitto, tra palestinesi e israeliani hanno portato soltanto a fragili tregue di cui Israele ha approfittato per farsi rifornire di armi dagli Usa, far riposare i soldati e richiamare i riservisti.

Gli obiettivi del genocidio di Gaza

Gli obiettivi di Israele nell’operazione “Protective Edge” sono sempre gli stessi: attaccare Hamas; distruggere il governo di coalizione nazionale palestinese faticosamente costruito dopo anni di conflitto interno e ogni possibilità di negoziato che conduca alla creazione di uno stato su territori-bantustan; continuare a controllare le i giacimenti di gas al largo delle coste di Gaza, cioè le fonti energetiche ed economiche del popolo di Palestina; utilizzare lo stock di armamenti che riceve dagli Usa e dall’Europa (le armi acquistate vanno usate, anche per far “girare” il mercato bellico); distruggere il tessuto sociale palestinese, uccidendo quante più persone possibile, ferendone a migliaia e rendendole invalide e orfane, con enormi costi umani e sociali.

Secondo i dati forniti dal Coordinamento degli Affari umanitari dell’Onu, giovedì, 435 mila palestinesi si sono rifugiati nelle strutture delle Nazioni Unite. 100 mila sono attualmente senza tetto, in quanto i bombardamenti israeliani hanno distrutto le loro abitazioni.

L’UNOCHA ha affermato che dei circa 3000 bambini feriti in oltre cinque settimane di bombardamenti, 1000 sono diventati disabili, 1500 orfani (con uno o entrambi genitori uccisi dagli attacchi israeliani), 373 mila bisognosi di aiuto psicologico specialistico.

Ovviamente, visto che le aggressioni israeliane continuano, tali dati sono soggetti a notevole alterazione.

Nel frattempo, l’hasbara israeliana lavora intensamente per manipolare le informazioni, facendo credere che la fine della tregua sia stata provocata dai razzi palestinesi, quando ciò non corrispondente al vero: è Israele che ha ripreso i bombardamenti e la resistenza, in risposta, il lancio di razzi.

Lo stato sionista, infatti, non ha accettato le richieste palestinesi e ha ritirato la propria delegazione dai colloqui in corso al Cairo.

Categorie: Palestina

Khalida Jarrar, membro del PLC, trasferita illegalmente a Gerico

Gio, 21/08/2014 - 19:14

PCHR - Centro Palestinese per i Diritti Umani.

Comunicato  stampa

20 agosto 2014

Khalida Jarrar, membro del PLC, trasferita illegalmente a Gerico

Nell’ambito dell’escalation delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania, e mentre è ripresa l’offensiva nella Striscia di Gaza, questa mattina è stato emesso un provvedimento per trasferire la signora Khalida Jarrar, membro del Consiglio Legislativo Palestinese (PLC) per la coalizione di  Abu Ali Mustafa e membro dell’Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP), dalla sua residenza di Ramallah a Gerico, per sei mesi, sostenendo che mette in pericolo la sicurezza della regione.

Secondo le indagini condotte dal Centro Palestinese per i Diritti Umani, intorno all’1:45 di mercoledì 20 agosto 2014, le forze israeliane, accompagnate dalla polizia, da un ufficiale dei servizi segreti e da donne soldato, hanno fatto irruzione nella casa della signora Khalida Jarrar, membro del PLC e dell’Ufficio Politico del PFLP, in via Salam Za’rour, vicino al Continuous Education Center nel centro di Ramallah.

Un ufficiale israeliano le ha consegnato una notifica militare che ordinava di trasferirla da Ramallah a Gerico fino al 19 febbraio 2015, affermando che “rappresenta una minaccia alla sicurezza della regione, e deve essere posta sotto controllo speciale”.

La signora Jarrar ha dichiarato al PCHR che l’avviso era scritto in ebraico, ma l’ufficiale glielo ha letto in arabo chiedendole di firmarlo, ma lei ha rifiutato. L’ufficiale le ha poi consegnato una mappa che precisa i suoi movimenti all’interno di Gerico.

Il PCHR condanna fermamente la decisione di trasferire Khalida Jarrar, membro del PLC, a Gerico, e sottolinea che ciò viola l’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, in cui si afferma: ”I trasferimenti forzati dei singoli o di massa, come pure le deportazioni di persone protette da un territorio occupato al territorio della Potenza occupante o di quello di qualsiasi altro paese, occupato o no, sono vietati, qualunque ne sia il motivo”.

In questo contesto, il PCHR invita la comunità internazionale ad agire immediatamente per fermare tutti i crimini israeliani, e ribadisce il suo appello alle Alte Parti Contraenti della Quarta Convenzione di Ginevra perché adempiano agli obblighi ai sensi dell’articolo 1 della Convenzione, e affinché rispettino e facciano rispettare la Convenzione in ogni circostanza, e i loro obblighi ai sensi dell’articolo 146 per cercare e perseguire le persone sospettate di perpetrare gravi violazioni alla Convenzione stessa.

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Mio dio, l’antisemitismo

Gio, 21/08/2014 - 12:50

Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Gideon Levy, giornalista israeliano, in quanto tenta un approccio critico al discorso, e alla conseguente manipolazione della propaganda sionista, sull’”antisemitismo”.

Internazionale. Oggi Israele è il posto più pericoloso del mondo per gli ebrei. Dalla sua fondazione sono morti più ebrei in guerre e attacchi terroristici avvenuti in Israele che altrove. La guerra a Gaza però ha ridotto le differenze: più di ogni altra guerra, ha messo in pericolo gli ebrei anche nel resto del mondo.

La casa degli ebrei, il rifugio della nazione, non solo non offre alcun rifugio, ma addirittura minaccia gli ebrei ovunque. Nel calcolare gli effetti della guerra bisogna includere anche questo tra le perdite.

Un’ondata di rabbia sta investendo l’opinione pubblica mondiale. In contrasto con la miopia e l’autocompiacimento dell’opinione pubblica israeliana, all’estero la gente ha visto le foto di Gaza ed è rimasta sconvolta. Per chiunque avesse una coscienza era impossibile fare finta di niente.

Lo shock si è trasformato in odio verso lo stato che ha fatto tutto ciò, e in alcuni casi l’odio ha finito per risvegliare l’antisemitismo dalla sua tana. Sì, nel ventunesimo secolo c’è ancora antisemitismo nel mondo, ed è stato Israele ad alimentarlo. Israele ha fornito all’odio scuse in abbondanza.

Ma non tutti i sentimenti anti-israeliani sono antisemiti. Semmai è vero il contrario: la maggior parte delle critiche a Israele sono fondate e moralmente giustificabili. L’antisemitismo, razzista come tutti gli odi nazionali, è spuntato ai margini di queste critiche, e Israele è direttamente responsabile della sua comparsa.

Ma Israele e l’establishment della diaspora ebraica etichettano automaticamente ogni critica come antisemita. Il trucco è vecchio: il peso della colpa viene trasferito da quelli che hanno commesso gli orrori di Gaza a quelli che si macchiano di cosiddetto antisemitismo. Non è colpa nostra, è colpa tua, mondo antisemita. Qualunque cosa faccia, Israele ha sempre tutto il mondo contro.

Naturalmente questo non ha senso. Così come un poliziotto che fa una multa a un automobilista ebreo non è necessariamente antisemita, come vorrebbero far credere alcune organizzazioni ebraiche, e una rapina a un rabbino non è necessariamente motivata dall’odio razziale, le critiche a Israele non sono necessariamente motivate dall’odio per gli ebrei.

Queste organizzazioni sono diventate un parafulmine per le critiche a Israele, e se la sono cercata. Questo è il prezzo del loro cieco sostegno a Israele, della loro chiassosa propaganda in nome di Israele, del fatto di aver trasformato ogni comunità ebraica in un ufficio di pubbliche relazioni per Israele e della loro unanime approvazione di qualunque cosa faccia Israele. Siamo un solo popolo, dicono. In questo caso, se ogni ebreo che osa criticare Israele, anche quando è coinvolto in un conflitto brutale, è un ebreo che odia sé stesso, allora tutti sono responsabili.

Numerosi ebrei che vivono all’estero mi hanno scritto in preda al panico durante la guerra, chiedendomi di non scrivere più i miei articoli e di smetterla con le critiche, perché gli antisemiti le usavano a loro favore. Ho risposto loro che ciascun aggiornamento da Gaza faceva più danni all’immagine di Israele di tutti i miei articoli messi insieme. Conosco anche molte persone che hanno ancora simpatia per Israele proprio perché c’è ancora qualche resto di una società libera che ammette le critiche.

In ogni caso, gli ebrei dovrebbero esprimere i propri timori allo stato di Israele. Oggi molti ebrei hanno paura. In parte queste paure sono forse esagerate, in parte sono giustificate. A mio parere in Europa essere musulmano è tuttora più difficile che essere ebreo. Ma a Parigi gli ebrei non hanno più il coraggio di portare la kippa, in Belgio a una donna è stato impedito di entrare in un negozio perché era ebrea e un giornalista francese mi ha detto recentemente che in Francia l’odio per Israele e gli ebrei non è mai stato così forte.

Queste lamentele vanno indirizzate a Israele, perché è Israele che ha la responsabilità di Gaza.

Chiunque abbia a cuore la sorte degli ebrei, chiunque sia sconvolto dagli episodi di antisemitismo, avrebbe dovuto pensarci prima di condurre Israele in un’altra guerra senza senso. Il mondo non è sempre contro Israele. Basta ricordare il periodo degli accordi di Oslo, quando tutto il mondo era dalla sua parte, compresa una parte del mondo arabo. Il mondo sarebbe ben contento di riabbracciare Israele, se la smettesse di comportarsi come un bullo e un oppressore.

Mio dio, l’antisemitismo è tornato. Forse è vero. Ma è Israele che ha acceso la miccia.

Categorie: Palestina

Rapporto: un quarto dei palestinesi ha sperimentato la detenzione sotto occupazione

Gio, 21/08/2014 - 12:26

Ramallah-Quds Press. Il Centro palestinese dei Diritti Umani ha confermato che le autorità di occupazione israeliana hanno arrestato, dal 1967, quasi un quarto della popolazione palestinese.

Sono ancora in carcere 6800 prigionieri, uomini e donne, tra cui decine di minorenni, anziani al di sopra della settantina, malati in gravi condizioni privi di cure mediche.

Il Centro Studi “Prigionieri” ha dichiarato che la direzione delle carceri israeliane ha distribuito i detenuti in quasi 20 prigioni e centri di detenzione e di interrogatori. In carcere si trovano 19 donne e 250 bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni, esposti a palesi violazioni che infrangono tutte le norme e le convenzioni internazionali che garantiscono la tutela dei minori.

Il rapporto osserva che l’occupazione trattiene in carcere 36 deputati del Consiglio legislativo e lo stesso presidente del Consiglio legislativo, ‘Aziz Dweik.

In carcere si trovano anche tre ex ministri; la maggior parte dei deputati è trattenuta in stato di detenzione amministrativa, estesa all’approssimarsi del momento della scarcerazione.

Il rapporto riferisce la presenza nelle carceri di 500 detenuti amministrativi, spiegando che la detenzione amministrativa è quella detenzione che si basa unicamente su un ordine amministrativo, fondata su dossier segreti, senza il deferimento a un giudice, senza un atto di accusa né un processo.

Negli anni, Israele ha arrestato migliaia di palestinesi in detenzione amministrativa, per periodi che variano da mesi ad anni. Il più alto numero di arresti si verificò durante la prima Intifada, soprattutto nel 1989, quando 1794 palestinesi furono trattenuti in detenzione amministrativa.

L’occupazione ha nuovamente arrestato più di 60 prigionieri, liberati in base all’accordo sullo scambio di prigionieri, in Cisgiordania, in seguito all’operazione militare compiuta a Hebron nel giugno 2014, quando l’occupazione ha arrestato 32 persone durante l’offensiva su Gaza: di queste,  22 rimangono in prigione, mentre 10 sono state liberate.

Il Centro ha quindi sottolineato le sofferenze di oltre 1500 prigionieri affetti da malattie diverse, le cui cause spesso risiedono nell’impossibilità di sottoporsi alle operazioni necessarie, e i rischi cui sono esposti più di 150 detenuti affetti da patologie croniche gravi, come il cancro, le malattie cardiache e renali, il diabete, i problemi di pressione. Vi sono 14 prigionieri che risiedono stabilmente nel cosiddetto ospedale “Maraj” della prigione al-Ramla: alcuni di loro non sono in grado di muoversi, a causa della prolungata mancanza di attenzione alle loro sofferenze da parte della direzione penitenziaria, dell’assenza di assistenza sanitaria e delle cure lo

 

Traduzione di Federica Pistono

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, Israele assassina tre leader delle Brigate al-Qassam

Gio, 21/08/2014 - 08:42

Gaza-Maan e Imemc. Nella prima mattina di giovedì 21 luglio, in un attacco aereo contro un edificio di Rafah, nel sud della Striscia, Israele ha assassinato tre leader delle Brigate al-Qassam, ala militare di Hamas. Si tratta di Abu Shammala (comandante generale delle Qassam nel sud della Striscia), Raed al-Attar (comandante del distretto di Rafah) e Muhammad Barhoum, uccisi nell’area di al-Sultan.

Abu Shammala e al-Attar erano nella black-list israeliana in quanto accusati di aver pianificato la cattura del caporale israeliano Gilad Shalit, nel 2006, la cui liberazione era stata scambiata con 1000 prigionieri palestinesi, nell’ottobre del 2011.

Contro l’edificio di tre piani in cui si trovavano i tre leader, l’aviazione israeliana ha lanciato 12 missili. Nell’attacco sono stati uccisi altri cinque civili, e 40 feriti.

Mercoledì, Abu Obaida, portavoce delle Brigate al-Qassam, ha invitato tutte le linee aeree internazionali a sospendere i voli su Tel Aviv, a partire dalle 06:00 di giovedì. E ha avvertito gli israeliani a non sostare a gruppi in aree aperte e di rimanere nei rifugi.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il suo ministro della Difesa, Moshe Yaalon, hanno dichiarato che “tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa un’estesa guerra contro Gaza e una massiccia invasione di terra”.

Il bilancio attuale delle vittime dei bombardamenti di giovedì è di almeno 12 e di 200 feriti.

(Nella foto: Raed al-Attar).

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, 25 palestinesi uccisi. Totale 2.070 vittime e 10.271 feriti

Gio, 21/08/2014 - 08:31

Gaza-InfoPal. I rinnovati bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza hanno finora causato la morte di oltre 40 palestinesi, secondo i dati forniti dal ministero della Salute palestinese.

Nella notte e nella giornata di giovedì sono state uccise almeno 25 persone, tra cui 5 bambini e 3 donne, e centinaia quelle ferite, in bombardamenti a tappeto su tutta la Striscia. 11 case sono state distrutte.

Le forze israeliane hanno ucciso quattro palestinesi nella città di Gaza, a seguito del bombardamento di un cimitero, nel distretto di Sheikh al-Radwan. Le vittime sono state colpite mentre stavano seppellendo i loro parenti uccisi nella notte da altri attacchi aerei.

Dall’8 luglio, il bilancio delle vittime è salito a 2.070 – 553 bambini, 284 donne, 96 ultrasessantenni.

I feriti sono 10.271 - 3.113 bambini, 1.989 donne, 368 ultrasessantenni. 851 abitazioni sono state distrutte.

Categorie: Palestina

Mufti saudita: l’ISIL è il nemico numero uno dell’Islam

Mer, 20/08/2014 - 09:31

PressTv. Il Gran Mufti dell’Arabia Saudita, lo Sheikh Abdul Aziz al-Sheikh, ha fermamente condannato i terroristi takfiri dell’ISIL per i loro crimini in Medio Oriente e per la violazione dei principi e degli insegnamenti islamici.

In una dichiarazione divulgata martedì 19 agosto, ha descritto i terroristi takfiri come “il nemico numero uno” dell’Islam, rilevando che l’estremismo, il radicalismo e il terrorismo non hanno nulla a che fare con l’Islam.

Il noto mufti ha anche chiesto un rapido cambiamento della posizione saudita riguardo all’ISIL e a altri gruppi legati ad al-Qa’ida.

La scorsa settimana, il Gran Mufti dell’Egitto, Shawqu Allam, ha reso considerazioni analoghe, dicendo che l’ISIL costituisce un pericolo per l’Islam e i musulmani, offusca la sua immagine e estende la corruzione.

Nel frattempo, il consiglio dei ministri iracheno ha ammesso in una recente dichiarazione che Riyadh sta sostenendo e finanziando i militanti takfiri dell’ISIL.

“Noi riteniamo che (l’Arabia Saudita) sia responsabile di quello che questi gruppi stanno ricevendo in termini di supporto finanziario e morale”, affermala dichiarazione. 

Il governo iracheno ha inoltre informato il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon che Riyadh deve essere ritenuta responsabile per la recente ondata di attentati terroristici che hanno provocato molti morti in Iraq.

I terroristi dell’ISIL commettono crimini efferati nelle zone conquistate, come l’esecuzione di massa di civili, soldati e ufficiali dell’esercito iracheno.

I leader iracheni hanno accusato l’Arabia Saudita e il Qatar per la crisi della sicurezza e per il terrorismo crescente nel loro paese, denunciando Riyadh come uno dei principali sostenitori del terrorismo globale.

I terroristi hanno legami con i servizi segreti sauditi e si ritiene siano indirettamente sostenuti dal regime israeliano.

Traduzione di Edy Meroli

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza: 11 milioni di tonnellate di macerie in 5 settimane di aggressioni israeliane

Mer, 20/08/2014 - 09:21

Ramallah-Quds Press.  Il team di ingegneria del Consiglio economico palestinese per lo Sviluppo e la Ricostruzione “Bakdar”, ha rilevato che l’offensiva israeliana alla Striscia di Gaza durata cinque settimane (e ripresa martedì 19 agosto, ndr) si è lasciata alle spalle circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti inerti, come le macerie degli edifici pubblici e privati distrutti dalla macchina da guerra israeliana.

Il direttore della sezione di “Bakdar” di Gaza, l’ingegnere Muhammd al-Najjar, ha dichirato, in un  rapporto elaborato dal Comitato statistico, che, secondo il Consiglio degli Ingegneri di Gaza, “le stime indicano una quantità enorme di detriti, la cui rimozione richiede uno sforzo immane e disponibilità immense”.

In un comunicato stampa datato 18 agosto, al-Najjar ha aggiunto che l’operazione di smaltimento necessita di un enorme budget, e che c’è bisogno, da ora in poi, di progettare e proporre idee creative su come affrontare questo problema.

In questo contesto, la relazione propone diversi modi per risolvere la questione delle macerie, come l‘idea di frantumarle e riciclarle come materiale di costruzione preliminare e di utilizzarle per usi diversi, come la costruzione delle fondamenta delle strade.

La relazione suggerisce inoltre l’uso della grande massa di detriti delle vaste aree geografiche della Striscia per il riempimento di aree specifiche delle spiagge, per un risanamento della costa e la costruzione di lingue di terra e di barriere frangiflutti.

Al-Najjar sottolinea come la maggior parte dei detriti sia concentrata in luoghi specifici delle città e delle cittadine esposte al feroce bombardamento israeliano che ha causato la demolizione di vaste aree, a Beit Hanun e Beit Lahia a nord della Striscia, a Shuja‘hia e Khuza‘a a est, a Rafah a sud della Striscia.

Il rapporto chiarisce che l’entità delle macerie, stimata in base a calcoli di ingegneria, dipende dalla superficie degli edifici distrutti. Circa 8,8 mila unità abitative sono state rase al suolo, 7.9 mila unità sono state gravemente danneggiate, 39.000 unità hanno subito danni di media o lieve entità.

Sono state inoltre rase al suolo 81 moschee, mentre 150 altre moschee e molte chiese hanno subito danni in misura diversa. Sono state colpite 230 scuole e un certo numero di università, 350 impianti industriali, molte strutture agricole ed edifici pubblici.

Traduzione di Federica Pistono

Categorie: Palestina

Striscia di Gaza, i bombardamenti continuano: uccise 20 persone, tra cui diversi bambini. Decine i feriti

Mer, 20/08/2014 - 08:03

Gaza. Da ieri, martedì 19 agosto, Israele ha ripreso a bombardare la Striscia di Gaza, mentre i negoziati per una tregua duratura falliscono a causa del rifiuto israeliano ad accettare le richieste palestinesi sulla fine di otto anni di blocco e assedio.

Nella serata, cinque palestinesi sono stati uccisi in un bombardamento contro il nord di Gaza, tra cui una bimba. Oltre 40 i feriti, tra cui diversi bambini.

Gli attacchi aerei hanno colpiti le aree di Beit Lahiya, al-Zaytoun, al-Maghazi, Deir al-Balah, al-Qarara, Khuza, la zona est di Rafah e di Shujaiyya.

Una bimba di tre anni e una donna sono state uccise in un attacco che ha colpito la casa della famiglia ad-Dalou, nel quartiere di Sheikh Radwan, a Gaza.

I bombardamenti sono proseguiti nella notte e nella mattina di mercoledì: sette persone sono state uccise nella città di Gaza, appartenenti prevalentemente alla famiglia Allouh.

Oltre 30 attacchi aerei hanno bersagliato la Striscia nelle prime ore del mattino.  In uno di questi raid è stata presa di mira la casa di Mohammed al-Deif, capo dell’ala militare di Hamas e uccidendone la moglie e un figlio.


Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, ha dichiarato che i bombardamenti israeliani sono un tentativo di “sabotare i negoziati al Cairo” e ha negato che le brigate del movimento abbiano lanciato razzi verso Israele, martedì.

Il bilancio delle vittime, dalla fine della tregua, è di 20 morti.

(Foto: ministero della Salute palestinese e twitter)

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Le forze israeliane demoliscono le case dei sospettati di rapimento a Hebron

Mar, 19/08/2014 - 18:04

Hebron-Maan. Domenica notte, a Hebron, le forze israeliane hanno demolito le case di due Palestinesi sospettati del rapimento dei tre adolescenti israeliani nel mese di giugno, hanno riferito i residenti.

Le forze israeliane hanno demolito le case di Amir Abu Eisha e Husam al-Qawasmi e hanno sigillato la casa di Marwan Qawasmi pompando calcestruzzo nella struttura.

I residenti hanno riferito che un gran numero di militari israeliani sono arrivati dapprima a casa di Abu Eisha, nel quartiere di Wadi al-Sir, ordinando alla famiglia di abbandonare la casa. Genieri dell’esercito hanno quindi piazzato gli esplosivi nella ​​casa e l’hanno fatta saltare in aria, riducendola in macerie. I soldati israeliani si sono poi spostati nel quartiere di Abu Kteila e hanno distrutto la casa di Husam al-Qawasmi.

Sono scoppiati scontri tra residenti e soldati, con diversi Palestinesi feriti da proiettili di acciaio ricoperti di gomma, tra cui il giornalista Radi Karamah.

La casa di Marwan Qawasmi è stata sigillata pompandovi all’interno grandi quantità di calcestruzzo. Diverse betoniere erano state trasportate sul posto.

Israele accusa i tre uomini del rapimento e dell’uccisione dei tre adolescenti israeliani, vicino all’insediamento illegale di Gush Etzion a Hebron, il 12 giugno.

Marwan Qawasmi è stato arrestato dalle forze israeliane nel mese di luglio. Israele accusa Qawasmidi aver ordinato a Abu Eisha e Husam al-Qawasmi di effettuare il sequestro.

Hamoked, gruppo israeliano per i diritti, aveva chiesto all’Alta Corte di Israele di fermare le demolizioni, sostenendo che la misura avrebbe danneggiato persone innocenti, tra cui dei bambini, e rappresenta un atto di punizione collettiva.

“La demolizione delle case dei terroristi trasmette un chiaro messaggio ai terroristi e ai loro complici che c’è un prezzo personale da pagare quando si impegnano nel terrore e nella realizzazione di attacchi contro gli israeliani”, ha risposto il tenente colonnello Peter Lerner, portavoce dell’esercito israeliano.

Israele ha lanciato una ricerca capillare e una campagna di arresti nella Cisgiordania occupata dopo il rapimento degli adolescenti, colpendo affiliati di Hamas, infrastrutture e arrestando centinaia di persone.
Le forze israeliane hanno ucciso almeno sei Palestinesi durante le incursioni per gli arresti. 

(A fine giugno, la polizia israeliana ha rivelato che a rapire e uccidere i tre giovani coloni non erano stati membri di Hamas. E’ emerso che gli autori erano membri di un clan di coloni, ndr).

Gli estremisti ebrei hanno rapito e ucciso l’adolescente palestinese Muhammad Abu Khdeir ai primi di luglio per “vendetta”.

Traduzione di Edy Meroli

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Israele bombarda la Striscia di Gaza

Mar, 19/08/2014 - 16:34

Gaza. Martedì pomeriggio, poco dopo l’annuncio di altre 24 ore di tregua, l’aviazione da guerra israeliana ha bombardato una zona di Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Un altro attacco ha preso di mira il campo di al-Maghazi, nella Striscia centrale, e un’area aperta a Deir al-Balah.

Israele ha dichiarato che i bombardamenti fanno seguito al lancio di razzi dalla Striscia, accusando i palestinesi di aver violato il cessate-il-fuoco, e annunciando che continuerà a colpire “le infrastrutture del terrorismo”.

La realtà, al di là di ogni giustificazione e scusa, o propaganda, è che la natura stessa di Israele ha bisogno di violenza e guerre.

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Traduttori volontari cercasi…

Mar, 19/08/2014 - 09:15

La redazione di InfoPal cerca traduttori volontari dall’arabo, inglese, francese…

Chi avesse qualche ora settimanale a disposizione è invitato a scrivere a redazione@infopal.it

 

Grazie!

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