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Il FPLP annuncia la cancellazione della commemorazione del suo anniversario per trasformarlo in una manifestazione di rabbia

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina ha annunciato la cancellazione delle iniziative previste per il suo cinquantesimo anniversario, compreso il festival in programma per sabato a Gaza City, decidendo di trasformare quegli eventi in manifestazioni di rabbia per affrontare il sionismo e l'imperialismo USA dopo la dichiarazione di Trump su Gerusalemme.

Durante una conferenza stampa giovedì scorso il Fronte Popolare ha dichiarato che verrà organizzata una marcia sabato alle 12 in Gaza City dallo slogan “La rivoluzione continua fino al ritorno e alla liberazione di Gerusalemme”. La manifestazione a Gaza City si svolgerà contemporaneamente ad una che si terrà a Ramallah organizzata sempre dal FPLP.

Gerusalemme. Durissimi scontri, decine di feriti

E’ un bilancio destinato a salire quello dei dimostranti palestinesi feriti negli scontri di oggi con reparti militari israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme est e lungo la linea di demarcazione con Gaza. Fonti mediche palestinesi rivelando che finora si ha notizia di 114 palestinesi che hanno necessitato soccorsi medici perché feriti da armi da fuoco, o intossicati da gas lacrimogeni o contusi da proiettili rivestiti di gomma.

Scontri sono stati segnalati a sud di Ramallah, dove i soldati israeliani hanno disperso i palestinesi con gas lacrimogeni e idranti; a Betlemme e nella Striscia di Gaza, dove decine di palestinesi si sono radunati vicino alla barriera con Israele e hanno lanciato sassi contro i soldati. A Gaza tre palestinesi sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

Occupazione sionista: La compagna Leila Khaled respinta al check-point "Fiumicino"

Riproducendo la dura quotidianità riservata ai palestinesi nella Palestina Occupata e proseguendo nella loro strategia di “occupare” la politica, le istituzioni, la cultura, le celebrazioni  e persino lo sport italiani , le guardie di frontiera sioniste hanno respinto la compagna Leyla Khaled, esponente storica del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

Giunta in Italia con regolare visto-Schengen, rilasciato dall'ambasciata olandese in Giordania, con il quale, pochi giorni prima, aveva potuto partecipare ad un evento presso il Parlamento europeo su invito diretto di parlamentari, la guerrigliera palestinese, se lo è visto annullare con un tratto di penna direttamente al posto di frontiera dell'aeroporto di Roma “Fiumicino”, è stata respinta e obbligata ad imbarcarsi sul primo volo per Amman.

NEGATO L’INGRESSO IN ITALIA ALLA COMPAGNA LEILA KHALED

Oggi, martedì 28 novembre 2017, Leila Khaled è stata fermata all’aeroporto di Fiumicino. Alla compagna è stato negato l’ingresso in Italia ed è stata forzata ad imbarcarsi sul volo successivo per Amman.

Questo grave episodio ha avuto luogo dopo i reiterati attacchi mediatici e a seguito di forti pressioni da parte della lobby sionista in Italia; nei giorni precedenti al suo arrivo numerosi quotidiani hanno pubblicato articoli sensazionalistici e diffamanti dimostrando, nella migliore delle ipotesi, accondiscendenza, nella peggiore, complicità.

Il rimpatrio della compagna Leila Khaled non è che la dimostrazione dell’impotenza delle istituzioni italiane e la loro incapacità di sottrarsi al ricatto sionista: è palese quanto la sua voce, libera e coerente, continui a far paura ancora oggi. Di fatto Leila Khaled aveva ottenuto un visto per l’Europa che si è vista revocare qui, a Roma, allo sbarco. Meno di un mese e mezzo fa è stata accolta in Spagna e in Belgio, e in quest’ultimo ha tenuto una conferenza al Parlamento Europeo.

Nonostante le pressioni, le diffamazioni e le provocazioni, nonostante il rimpatrio imposto alla compagna dalle autorità italiane, l’Unione Democratica-Arabo Palestinese decide di confermare l’iniziativa di sabato 2 dicembre durante la quale Leila Khaled interverrà e sarà comunque con noi tramite collegamento.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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