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CARCERE E COLLABORAZIONISMO NON PIEGANO LA RESISTENZA PALESTINESE!

Quest'estate la Palestina ha vissuto due vicende importanti.

Il primo ha avuto inizio il 12 giugno, quando Bilal Kayed, palestinese e militante del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp), doveva essere scarcerato dopo 14 anni e sei mesi di detenzione, accusato di aver partecipato ad azioni durante l’Intifada. Ovviamente senza prove.

Durante questo periodo di detenzione Bilal ha partecipato alle lotte in carcere, è maturato politicamente e non si è mai arreso alla repressione sionista, anche per questo è stato costretto a lunghi periodi di isolamento.

I sionisti una settimana prima della dovuta scarcerazione avevano deciso che Bilal non doveva essere rilasciato, condannandolo, senza accuse, senza prove, senza processo, a 6 mesi di detenzione amministrativa.

Bilal vince la sua battaglia, la lotta dei prigionieri continua rinvigorita!

Il 13 giugno fuori da una delle prigioni israeliane non c'era il deserto di sempre, come i soliti giorni estivi, con il caldo feroce come i muri di cinta. Una moltitudine di uomini, donne e bambini sfidavano la calura e l'arroganza di quelle mura, di quegli uomini armati; erano felici, qualcuno sventolava la bella bandiera della Palestina. Aspettavano felici che finalmente, dopo una condanna a 14 anni e mezzo, tornasse libero Bilal Kayed, palestinese, militante del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

C'erano familiari, amici, compagne e compagni, oltre al loro avvocato. Dopo alcune ore è proprio il telefono di questo che si è messo a squillare. Gli occupanti avvisavano che Bilal era stato trasferito in altra prigione, condannato a sei mesi di Detenzione Amministrativa, lo avevano deciso 6 giorni prima, in segreto, in maniera illegale come solo loro sanno fare.

La famiglia di Bilal Kayed e la Rete di Solidarietà per i Prigionieri Palestinesi Samidoun ringraziano la Città di Napoli in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Bilal Kayed, sollecitando una campagna in suo sostegno

La Rete di Solidarietà per i Prigionieri Politici Palestinesi Samidoun porge il proprio ringraziamento e i saluti alla città di Napoli e alla sua popolazione, al sindaco Luigi De Magistris e al consigliere comunale Mario Copetto e al gruppo consiliare “Napoli in Comune a Sinistra”, per la solidarietà dimostrata al prigioniero palestinese Bilal Kayed, in sciopero della fame e che versa in condizioni sempre più critiche.

Il 5 Agosto il sindaco De Magistris ha sottoscritto un’ordinanza per conferirgli la cittadinanza onoraria di Napoli, terza fra le città italiana. L’ordinanza esprime la solidarietà della città di Napoli a Bilal Kayed e ai suoi compagni di prigionia sottoposti a detenzione amministrativa ed è stata approvata all’unanimità con due astensioni.

Messaggio di Leila Khaled al movimento di solidarietà per Bilal Kayed

Leila Khaled, l’icona di resistenza palestinese, ha parlato oggi con Samidoun per esprimere le sue preoccupazioni e il supporto a Bilal Kayed, prigioniero palestinese nel suo 56° giorno di sciopero della fame. Kayed, uno dei leader di spicco del movimento dei prigionieri nelle carceri israeliane, ha lanciato il suo sciopero della fame il 15 giugno dopo che è stata ordinata la detenzione amministrativa senza accusa né processo, dopo aver scontato la sua condanna a 14,5 anni. Invece di essere rilasciato alla sua famiglia di attesa, è stato rimesso in isolamento per sei mesi di reclusione rinnovabili a tempo indeterminato.

Lo sciopero della fame di Kayed ha trovato ampio sostegno palestinese, arabo ed internazionale. Oltre 100 prigionieri palestinesi si sono uniti allo sciopero della fame collettivo a sostegno di Kayed, tra cu il segretario generale Ahmad Sa’adat del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il giornalista Omar Nazzal, Mohammed Abu Sakha, il giovane attivista Hassan Karajah e molti altri. Le proteste hanno riempito le strade e le tende in tutta la Palestina occupata per chiedere la libertà di Kayed, mentre attivisti hanno organizzato eventi in città di tutto il mondo, si sono mobilitati e organizzati per la libertà di Kayed, con ulteriori eventi in programma nei prossimi giorni.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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