ARTICOLI

:: analisi ed approfondimenti sull'occupazione sionista e sulle forme di resistenza ::

29
Giu 2015

"Gaza e l’industria israeliana della violenza" - Perché questo libro

La Striscia di Gaza, da quasi un secolo, è un luogo di sofferenza e di resistenza. Rappresenta ormai il paradigma dell’industria della violenza contemporanea. Dopo il macabro spettacolo di morte e distruzione su larga scala messo in scena durante l’operazione Margine Protettivo nell’estate 2014, abbiamo sentito l’esigenza di ripercorrere gli eventi fondamentali che nell’ultimo ventennio, a partire dagli Accordi di Oslo, hanno trasformato Gaza nel più grande campo di concentramento a cielo aperto del mondo.

Torino, 28 giugno 2015

Abbiamo cercato di sfatare i principali miti fondativi di Israele e di decostruire il doppio linguaggio sionista, di orwelliana memoria, per cui supremazia razziale è democrazia; repressione, sicurezza; resistenza, terrorismo; colonizzazione della Palestina storica, processo di pace; normalizzazione dell’oppressione, coesistenza. Guerra è pace. E Palestina, alla fine, diventa Israele.

23
Giu 2015

Striscia di Gaza distrutta e contaminata dalle operazioni belliche israeliane

La striscia di Gaza a quasi un anno dall’aggressione israeliana “margine protettivo” e’ in lentissima ripresa. Sono evidenti ovunque distruzione, macerie: una ricostruzione senza progettualita’ e priorita’ ostacolata dalle restrizioni israeliane sull’importazione dei materiali. Tuttavia ONG che operano da anni nella cooperazione stanno intervendo con progetti per il recupero delle macerie delle case e il riutilizzo delle stesse per ricavarne mattoni, fondi stradali, tegole e lastre.

Quella della ricostruzione e’ certamente una speranza e anche una opportunita’ di posti di lavoro. Tuttavia questi progetti non prendono in considerazione alcuni fatti che con fatica si sta cercando di far emergere e denunciare: la striscia di Gaza e’ contaminata.

15
Giu 2015

Expo tra censura, controllo e licenziamenti. Non accettiamo il bavaglio, rilanciamo la lotta e la mobilitazione!

Sessantamila lavoratori in Expo sono stati sottoposti ai controlli di questura (DIGOS) e prefettura di Milano e 600 pass per entrare nel sito sono stati negati. Ciò per molti ha significato il licenziamento. Non è dato sapere i criteri con cui le forze dell’ordine concedano o meno il via libera se non che Expo è un sito “sensibile”; si tratta a tutti gli effetti di un controllo dell’identità politica delle persone e della conseguente negazione del lavoro a chi non è gradito.

Anche nelle iniziative esterne al sito, comprese quelle di dibattito, vengono utilizzati gli stessi criteri e in questo caso si applica la censura di fascista memoria. È successo con la chiusura per alcuni giorni dell’Università Statale con l’obiettivo di impedire una assemblea NO Expo, ancora più recentemente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano ad un incontro organizzato dal collettivo studentesco della scuola è stato negato il diritto a parlare ad alcuni relatori No Expo dall'amministrazione dell'università.

14
Giu 2015

Pierre Stambul: un ebreo francese per la pace e contro il sionismo

Come ProMosaik e.V., anche Pierre Stambul è convinto che si debba combattere il sionismo boicottando Israele per costruire la pace in Medio Oriente, impossibile in presenza dell’ideologia neocolonialista del sionismo che dalla fondazione dello stato di Israele nel 1948 sta distruggendo completamente l’esistenza del popolo palestinese.

Lo stato di Israele si basa sull’ideologia sionista dell’apartheid che strumentalizzando l’antisemitismo europeo e la shoa fa credere di parlare a nome di tutti gli ebrei del mondo, dicendo che sarebbero i discendenti degli ebrei dell’epoca romana e devono dunque riconquistarsi le loro terre, cacciando i palestinesi con la guerra, il terrorismo di stato, la violenza di tutti i tipi, l’espropriazione, … dei fenomeni oppressivi che si possono riassumere nel termine arabo nakba che significa catastrofe. Pierre Stambul che come la maggior parte degli ebrei viene da una famiglia vittima della shoa, non accetta la perpetuazione della violenza da parte degli ebrei sionisti. Vorrei ringraziare il Signor Stambul per le sue risposte sincere e vere.