ARTICOLI

:: analisi ed approfondimenti sull'occupazione sionista e sulle forme di resistenza ::

22
Apr 2014

Comunicato del Fronte Palestina in merito all'appello di una mobilitazione nazionale nel giorno della Nakba

Nell'ultimo incontro nazionale del Fronte Palestina (FP) tenutosi il 13 aprile a Firenze si è discussa la proposta di condividere l'appello arrivato a seguito della riunione nazionale di Roma del 23 marzo alla quale hanno partecipato alcuni compagni del FP.

Vediamo favorevolmente la mozione di indire una giornata di iniziative a livello nazionale condivise tra le varie realtà che si muovono sul terreno della solidarietà con la Palestina; nondimeno in merito alla proposta di un manifesto unitario pensiamo che in questo momento sia opportuno esprimere posizioni più chiare e più esplicite possibili, che convergano sull'esigenza di dare un segnale di unità nella solidarietà verso i palestinesi.

18
Apr 2014

Dichiarazione del FPLP: la libertà dei prigionieri è essenziale per la libertà della patria

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha rilasciato una dichiarazione per il 17 aprile, giornata dei prigionieri palestinesi, salutando tutto il popolo palestinese ovunque si trovi.

Il Fronte ha reso omaggio alla lotta dei prigionieri descrivendoli come il popolo della libertà, la cui lotta è l'essenza della libertà e che hanno dato tanto per raggiungere la dignità umana e la liberazione in Palestina, piena autodeterminazione su tutta la terra palestinese, acqua, risorse, mezzi di sussistenza e il futuro delle generazioni palestinesi. Questo progetto non sarà completo senza il ritorno di tutti i profughi palestinesi alle loro case nelle terre da cui sono stati cacciati.

Il Fronte ha salutato i prigionieri del PFLP ed i prigionieri di tutto il movimento di liberazione palestinese nelle carceri israeliane, promettendo che la questione dei prigionieri è fondamentale per la sopravvivenza della resistenza e la continuità della nostra lotta, nel rispetto del principio che prigionieri, martiri e feriti hanno lottato e fatto enormi sacrifici.

14
Apr 2014

Vittorio nella memoria dei suoi amici

Le ultime ore di Vik raccontate dalle persone che aveva più vicine. Le chiacchiere politiche sull’Italia, Israele e la Palestina al Gallery sorseggiando un tè, con intorno il fumo profumato della «shisha».

Sono giorni di pro­fonda ama­rezza per Kha­lil Sha­hin. «Sono già pas­sati tre anni, Vit­to­rio mi manca, tan­tis­simo. E ora che si avvi­cina l’anniversario del suo assas­si­nio sono tra­volto da ricordi ed emo­zioni. Per me que­sti non sono giorni facili», ci dice Kha­lil men­tre prova a met­tere un po’ d’ordine nel suo pic­colo uffi­cio di vice­di­ret­tore nel «Cen­tro pale­sti­nese per i diritti umani» (Cpdu) di Gaza. Alle sue spalle c’è una grande mappa del Medio Oriente. A sud-est del Medi­ter­ra­neo c’è la Stri­scia di Gaza, minu­scola, quasi non si vede, eppure così impor­tante, un ter­ri­to­rio sotto occu­pa­zione schiac­ciato tra Israele e l’Egitto.

14
Apr 2014

Dossier: Campagna per la liberazione di Ahmad Sa’adat

l caso di Ahmad Sa'adat, leader nazionale palestinese, Segretario Generale del Fronte Popolare di Liberazione Nazionale della Palestina e membro eletto del Consiglio Legislativo Palestinese, è uno degli oltre 5000 casi di prigionieri politici palestinesi, ma è un caso di critica importanza e estremamente paradigmatico - il caso di un leader palestinese, preso di mira per "crimini" di carattere politico, per il suo impegno verso la resistenza palestinese e il rifiuto di compromessi riguardo ai chiari principi della liberazione palestinese e per il suo ruolo storico come leader del movimento dei prigionieri.

Il caso di Sa'adat illustra la realtà delle corti militari israeliane e del sistema di ingiustizia dell'occupazione, che è semplicemente un altro strumento e meccanismo dell'occupazione stessa, l'ennesima arma rivolta contro al popolo palestinese. Il rifiuto di Ahmad Sa'adat di riconoscere le corti militari è di per se rappresentativo della risolutezza e determinazione del movimento dei prigionieri palestinesi e dell'intero popolo palestinese, che continuano a rifiutare e continuano a resistere all'occupazione in tutte le sue forme, nonostante gli abusi, torture e le continue aggressioni.