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APPELLO URGENTE: Mohammed Al Qeeq rifiuta la "sospensione" della sua detenzione e continua lo sciopero della fame

Il giornalista palestinese imprigionato e in sciopero della fame Mohammad Al Qeeq ha rifiutato l’accordo di “sospensione” della sua detenzione amministrativa da parte della Corte Suprema israeliana, avvenuto in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute sempre più critiche.

Resta perciò in carcere, sotto custodia israeliana e gli viene proibito di spostarsi ad un ospedale palestinese o ad un altro ospedale. Al Qeeq, 33 anni, ha annunciato il respingimento di tale proposta, in quanto lui chiede la propria liberazione e la cancellazione del suo ordine di detenzione amministrativa senza né processo né imputazioni – non la sospensione temporanea e la reintroduzione ad una data successiva, mentre continua a restare imprigionato in un ospedale israeliano.

PFLP: È NECESSARIO RAFFORZARE LA CAMPAGNA DI SOSTEGNO ALLO SCIOPERO DELLA FAME DI MOHAMMED AL-QEEQ

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina invita ad aderire con più forza alla campagna in sostegno del giornalista prigioniero Mohammed Al-Qeeq, in sciopero della fame da oltre 65 giorni, denunciando che malgrado le sue condizioni di salute siano pericolosamente peggiorate l’esercito di occupazione Israeliano si oppone al suo rilascio.

Il PFLP esorta la società civile palestinese e le sue organizzazioni ad agire in favore della sua liberazione. Inoltre si appella a tutte le ONG e le istituzioni a favore dei Diritti Umani affinché rendano nota la sua situazione e denuncino le politiche Israeliane in materia di prigionieri, in particolare i trasferimenti forzati, l’isolamento, le detenzioni amministrative, la detenzione di minorenni e di prigionieri malati, in quanto pratiche che dovrebbero essere sottoposte all’attenzione della corte internazionale.

FPLP saluta i martiri delle brigate Al-Qassam, l'operazione Beit El e chiede di intensificare l'Intifada

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha salutato l'eroica operazione condotta dal combattente palestinese Amjad Sukkari Abu Omar nei pressi del check-point Beit El del villaggio Jamma'in vicino a Nablus.

Il Fronte ha invitato tutti i combattenti in Palestina ad accrescere la fiamma dell'Intifada, affermando che questo percorso è una scelta irreversibile del popolo palestinese.

Il FPLP, facendo notare che il martire era un sergente della polizia dell'Autorità nazionale palestinese, ha affermato che tutti i progetti di coordinamento sulla sicurezza hanno dimostrato il loro fallimento e la loro ricaduta nelle mani del popolo palestinese. Il Fronte ha anche sottolineato la necessità di una revisione globale dei servizi di sicurezza palestinesi per garantire protezione al popolo palestinese e non all'occupante, dichiarando che operazioni come quella svolta a Beit El sono uno schiaffo in faccia alla politica di coordinamento sulla sicurezza con l'occupazione.

Il catalogo sulla Nakba ora disponibile anche in lingua italiana

Il catalogo dell’omonima mostra sull’espulsione dei palestinesi ad opera dello stato sionista di Israele ora è anche disponibile in lingua italiana. Il catalogo sulla Nakba per così dire è un documento di accompagnamento contenente informazioni storiche e politiche importanti sulla storia tragica dell’espulsione del popolo palestinese dalla sua terra e dopo la fondazione dello stato ebraico sionista di Israele nel maggio del 1948.

A dare vita alla mostra e al catalogo è stata l’associazione tedesca Flüchtlingskinder im Libanon e.V. che da anni si occupa di profughi palestinesi in Libano. Seguendo questo link trovate la versione tedesca, inglese e francese del catalogo. L’associazione per la comunicazione interculturale e interreligiosa e i diritti umani ProMosaik e.V. ha deciso di tradurre il catalogo della mostra in lingua italiana.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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