ARTICOLI

:: analisi ed approfondimenti sull'occupazione sionista e sulle forme di resistenza ::

26
Apr 2015

COMUNICATO STAMPA SUL 25 APRILE A MILANO

«Il prossimo anno saremo tutti a Milano e vediamo se avranno il coraggio di continuare a insultarci. Basta». Questa la minaccia del capo della comunità ebraica romana pronunciata nell’aprile 2014, con perfetto stile da bullo di periferia, o da criminale di una colonia sionista.

Ieri, 25 Aprile 2015, centinaia di uomini e donne si sono ritrovati in Piazza San Babila e, nonostante la presenza provocatoria di Carabinieri, transenne, Mossad, oltre a squadristi sionisti provenienti da Roma e non solo, hanno saputo mantenere calma e determinazione, per portare fino in fondo l’obiettivo che si erano dati 12 mesi prima: contestare la presenza delle bandiere di Israele al corteo del 25 aprile.

26
Apr 2015

COMUNICATO STAMPA SUL 25 APRILE A ROMA

La Roma antifascista ha onorato il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo con la partecipazione di tante realtà delle comunità resistenti internazionali a Porta San Paolo, simbolo storico della Resistenza, dal palco allestito dall'ANPI di Roma, si sono succeduti gli interventi dei combattenti partigiani.

Con quella del 25 Aprile 2015 si è messa la parola fine e si è cancellata quella brutta pagina scritta nel 2014, si è ristabilito il valore supremo della solidarietà antifascista. La tessitura unitaria praticata dal Comitato 25 Aprile ha dato i suoi frutti. Le tante bandiere rosse si sono strette come un sol corpo vivo e resistente alle belle bandiere della Palestina, del Donbass antifascista, dei kurdi, dei rom, del venezuela bolivariano, di Cuba e della pacha mama della Bolivia.

23
Apr 2015

SEGNALI DI RESISTENZA ANTISIONISTA ALL'UNIVERSITÀ ROMA TRE

Ieri è stata una giornata di Resistenza all'Università Roma 3. Infatti nonostante fosse pubblicizzata da settimane, pochi minuti prima dell'assemblea, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia ha vietato l'assemblea intitolata “No Expo No israele”, indetta dal Collettivo di Scienze Politiche insieme al Comitato “No Expo No Israele” cittadino. La scusa del divieto è stata una fantomatica norma di autoregolamentazione interna, che stabilisce il “silenzio” pre-elettorale, in vista delle elezioni.

Un silenzio abnorme, della durata di svariate settimane, imposto anche ad argomenti ed a strutture che con la campagna elettorale non hanno nulla a che vedere. Una censura mascherata da una meschinità burocratica, che segue di poche settimane il divieto imposto dalla stessa Università RM3, al programmato incontro ‘Europa e Medio Oriente. Oltre gli identitarismi’ (16 febbraio). Iniziativa in cui era prevista la partecipazione dello storico israeliano Ilan Pappé, presso il Centro studi Italo-Francesi di Roma 3 ed al quale, all'ultimo momento, fu revocato l'invito, determinando quindi l'annullamento dell'evento nella stessa sede universitaria.

20
Apr 2015

La Brigata sionista e il 25 aprile

Le Comunità ebraiche, con polemiche sempre più virulente, continuano a sostenere un loro diritto di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile come Brigata ebraica, sventolando bandiere israeliane e a cercare di impedire la presenza dei sostenitori della causa palestinese. Su queste inaccettabili pretese hanno già scritto Angelo d’Orsi [1] e Piero Bevilacqua [2]. È quindi necessario fare chiarezza sulla Brigata sionista, e non ebraica come si suole dire, mai tanto celebrata in Italia come in questi ultimi anni.

Cenni storici sulla Brigata sionista

La Brigata sionista non ha nulla a che fare con il contributo che cittadini italiani ebrei hanno dato alla Resistenza, aderendo sopratutto alle formazioni partigiane Giustizia e Libertà e Garibaldi. Questo contributo ci fu, e fu molto significativo, sia in termini numerici, oltre 1.000 ebrei ebbero il certificato di partigiano combattente, cento i caduti (numeri elevati se si pensa che erano solo 43.000 i cittadini di razza ebraica censiti nel ‘43 dal regime fascista) sia per il ruolo di primo piano che essi ebbero a livello del CLN. Si pensi a figure come Leo Valiani, Emilio Sereni, Umberto Terracini. Si pensi ai sette ebrei italiani decorati di medaglia d’oro al valor militare, Eugenio Calò, Eugenio Colorni, Eugenio Curiel, Sergio Forti, Mario Jacchia, Rita Rosani e Ildebrando Vivanti [3]; si pensi a Leone Ginzburg.