ARTICOLI

:: analisi ed approfondimenti sull'occupazione sionista e sulle forme di resistenza ::

3
Mar 2015

Palestina del '48 - Appello al boicottaggio delle elezioni: i palestinesi vogliono la liberazione, non qualche seggio alla Knesset sionista

Il compagni Mohammed Kana'aneh, uno dei leader del movimento Abna'a el-Balad della Palestina del '48, lo scorso febbraio ha fatto appello per un boicottaggio delle elezioni della Knesset, affermando l'impegno del movimento Abn'a el-Balad di costruire e intensificare il boicottaggio delle elezioni tra i palestinesi del '48.

"Il regime sionista è impegnato nella sistematica distruzione ed evacuazione forzata del nostro popolo ", ha detto. "Stiamo attuando il boicottaggio non per andare contro i partiti arabi ma per intensificare la nostra lotta contro l'occupazione". Kana'aneh ha commentato inoltre la proposta di una lista araba unita che partecipi alle elezioni, come "sogno" degli arabi palestinesi residenti nei territori del '48, facendo notare che questo è solo un sogno per quegli individui e quei partiti politici che hanno cercato di unirsi per riuscire ad entrare nella Knesset. "Questo non è il sogno delle masse arabe e del popolo palestinese - il cui desiderio sono la liberazione reale e il ritorno, l'indipendenza palestinese e la fine dell'occupazione dell'intera terra di Palestina."

25
Feb 2015

LIBERTÀ IMMEDIATA PER GEORGES IBRAHIM ABDALLAH

MANIFESTAZIONE di PROTESTA - MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2015

DAVANTI ALL’AMBASCIATA FRANCESE ad ATENE
(angolo via Vas. Sofias e via Akademias)

Il rivoluzionario comunista Georges Ibrahim Abdallah ha iniziato il suo 31° anno di detenzione nelle prigioni francesi. Ogni domanda presentata finora per ottenere la libertà condizionale è stata respinta dai tribunali, adducendo ragioni varie, su pressione continuamente esercitata nei confronti dei governi francesi dal Dipartimento di Stato americano e dalla lobby sionista. Lo Stato francese, nel ruolo di protettorato, attua un sistema d’esclusione contro un militante liberabile dal 1999.

24
Feb 2015

STAMPA MINATORIA E DINTORNI...

“Ex appartenenti alle Brigate Rosse e all’estremismo di sinistra italiano, oggi convertiti all’Islam. Una miscela di delirio e strategia, dove ideologie apparentemente incompatibili si ritrovano unite per scendere in campo contro nemici considerati comuni: sionismo e imperialismo. È la nuova frontiera dello jihadismo italiano, finita sotto la lente di ingrandimento dell’antiterrorismo [...] Come accadrà questo? Se avete mai partecipato ad una manifestazione pro-Palestina o di protesta contro Israele, avete sicuramente visto molti attivisti che non sono musulmani, ma che sostengono ciò che i musulmani chiedono (la caduta del sionismo). È proprio qui che si avranno i collegamenti tra musulmani e attivisti di sinistra. [...] Tra i dieci personaggi, più o meno noti alle cronache, molti sono ancora attivi a Roma. Altri vivono nella penombra in città come Bologna e Milano. Spesso capita di incontrarli nelle manifestazioni di piazza a favore della Palestina [...]”.

Francesca Musacchio su “Il Tempo” 7 febbraio 2015

La suddetta intimidazione “a mezzo stampa”, da vari giorni sta rimbalzando nelle edicole e in internet, da “Il Giornale” a “Il Tempo”, così come su altri mezzi meno noti. . Ad una lettura più attenta, che non liquidi solo come “spazzatura” mediatica la sostanza e il tenore degli articoli, ci si rende conto che si tratta di una “velina” dei servizi segreti – per stessa ammissione dei prezzolati, sedicenti, “giornalisti” -, che usano certi mezzi di manipolazione di massa nelle proprie disponibilità, per intimidire la mobilitazione antisionista e antimperialista.

19
Feb 2015

FPLP: figure palestinesi cooperano con razzisti e criminali di guerra sionisti alla conferenza di Tel Aviv

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha espresso dura condanna contro le figure palestinesi che hanno partecipato lo scorso 16 e 17 febbraio ad una conferenza a Tel Aviv insieme a criminali sionisti di guerra, tra cui militari, coloni e funzionari.

Il convegno, dal titolo "Israele in una Regione turbolenta", è stato organizzato dall'Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale, un cosiddetto think tank al centro della più alta burocrazia politico-militare e delle campagne di propaganda internazionali finalizzate a promuovere una "agenda di sicurezza nazionale" avente lo scopo di aumentare ulteriormente la repressione, l'espropriazione e la pulizia etnica dei palestinesi. Alla conferenza Avigdor Lieberman ha annunciato i suoi piani per l'esecuzione di prigionieri palestinesi e combattenti per la libertà attraverso l'introduzione della "pena di morte" nelle corti militari israeliane, tribunali illegali cui è passato dinnanzi oltre il 99% dei palestinesi e che servono esclusivamente come meccanismo di reclusione di massa e di oppressione dei palestinesi.