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Bilal vince la sua battaglia, la lotta dei prigionieri continua rinvigorita!

Il 13 giugno fuori da una delle prigioni israeliane non c'era il deserto di sempre, come i soliti giorni estivi, con il caldo feroce come i muri di cinta. Una moltitudine di uomini, donne e bambini sfidavano la calura e l'arroganza di quelle mura, di quegli uomini armati; erano felici, qualcuno sventolava la bella bandiera della Palestina. Aspettavano felici che finalmente, dopo una condanna a 14 anni e mezzo, tornasse libero Bilal Kayed, palestinese, militante del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

C'erano familiari, amici, compagne e compagni, oltre al loro avvocato. Dopo alcune ore è proprio il telefono di questo che si è messo a squillare. Gli occupanti avvisavano che Bilal era stato trasferito in altra prigione, condannato a sei mesi di Detenzione Amministrativa, lo avevano deciso 6 giorni prima, in segreto, in maniera illegale come solo loro sanno fare.

CONTRO IL SIONISMO: 25 APRILE SEMPRE!

Dal nostro punto di vista, antisionista e antimperialista, anche quest'anno le mobilitazioni per la ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo (25 Aprile, 71° anniversario), hanno espresso risultati apprezzabili.

Verrà rilasciata domani la compagna Khalida Jarrar, membro del Consiglio legislativo palestinese

Oggi l'associazione Addameer (in supporto ai prigionieri palestinesi) ha annunciato la data del rilascio per il membro del Consiglio legislativo palestinese Khalida Jarrar è stata fissata per domani, venerdì 03 giugno 2016.

Il membro del Consiglio legislativo palestinese è stato arrestato lo scorso 02 aprile 2015, quando le forze di occupazione israeliane hanno circondato la sua abitazione nel quartiere Al-Ersal di Ramallah. Dopo aver distrutto l'ingresso principale hanno fatto irruzione in casa, dove la compagna risiedeva con il marito. È stata poi arrestata e portata via all’interno di una jeep militare.

Stop ai gravi tagli che ICRC impone alle visite dei familiari dei prigionieri palestinesi!

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) ha annunciato che a partire dal luglio 2016 ci sarà una diminuzione di circa il 50% delle visite familiari ai prigionieri, un’azione ampiamente condannata dalle associazioni dei prigionieri palestinesi e da gruppi familiari. L’associazione Samidoun partecipa alla campagna per chiedere all’ ICRC di ripristinare le visite bimensili dei familiari ai prigionieri palestinesi.

I prigionieri palestinesi, durante la detenzione nelle carceri israeliane, sono separati in molti modi dalle loro famiglie, in palese violazione dell’articolo 76 della Quarta Convenzione di Ginevra, il quale stabilisce che “le persone accusate di reati devono essere detenute nel paese occupato, dove in caso di condanna devono poter scontare la pena”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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