ARTICOLI

:: analisi ed approfondimenti sull'occupazione sionista e sulle forme di resistenza ::

25
Gen 2015

Il FPLP si congratula con la lista SYRIZA ed il popolo greco per una storica vittoria elettorale

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina estende le sue congratulazioni al partito TSIPRAS-SYRIZA ed al popolo greco per una storica vittoria alle elezioni del 25 gennaio 2015. Il popolo greco è riuscito a respingere l'austerità, l'umiliazione e la sottomissione economica, votando per SYRIZA con un chiaro messaggio che respinge il percorso del neoliberismo, della repressione e della sottomissione alle potenze imperialiste europee.

Ai lavoratori greci sono stati imposti i dettami dell'austerità che hanno significato l'aumento della povertà e della disoccupazione, mentre i governi perseguono politiche di espansione militare, di ingerenza nel mondo arabo e di supporto all'occupazione sionista della Palestina attraverso accordi economici e aiuti militari a scapito dei diritti dei palestinesi. Austerità e imperialismo hanno marciato di pari passo con la guerra-preventiva, producendo solo più sofferenza e dolore per i lavoratori.

17
Gen 2015

Campagna per la liberazione di Ahmad Sa'adat: riterremo le agenzie di sicurezza dell'ANP responsabili dei crimini contro Sa'adat

Il 15 gennaio 2002 le agenzie di coordinamento della sicurezza erano coinvolte a Ramallah in un crimine di inganno nazionale, politico e morale, pianificato a porte chiuse nelle camere di sicurezza congiunte. Questo è stato un atto di sottomissione ai dettami dell'occupazione e, dietro di essa, di Stati Uniti e Gran Bretagna, e ha significato il rapimento del resistente e leader Ahmad Sa'adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, da parte del servizi di sicurezza dell'Autorità palestinese. L'agenzia di intelligence palestinese ha una particolare responsabilità, in quanto in quel momento alla guida c'era un suo comandante, Tawfiq Tirawi.

L'Autorità palestinese e le sue forze di sicurezza che hanno commesso questo crimine hanno inflitto un colpo duro e pesante alle relazioni interne palestinesi, ma purtroppo fino a questo momento la lezione non è stata ancora imparata. Di contro, il coordinamento della sicurezza con le forze di occupazione è proseguito. Ed è proprio questo coordinamento della sicurezza che ha permesso alle forze di occupazione di rapire Sa'adat, i suoi compagni e il leader Fuad Shobaki dalla prigione di Gerico in un'infame retata nel 2006.

14
Gen 2015

Il rimbalzo della guerra

Se si provasse a prendere una cartina geografica dell'intero pianeta con l'indicazione delle maggiori riserve energetiche (gas e petrolio) e vi sovrapponesse un'altra ove siano evidenziate le aree dove vivono popolazioni di religione e cultura mussulmana, forse si rimarrebbe stupiti da una sostanziale coincidenza.

È per questo motivo che l'islamofobia, la denigrazione dell'islam e la pretesa superiorità del mondo cosiddetto occidentale fanno da sempre parte della giustificazione e della copertura ideologica delle politiche imperialiste verso l'area arabo-islamica. Politiche che mirano, per l'appunto, alla rapina delle risorse di questi paesi e si concretizzano con il colonialismo, il sostegno a regimi tirannici e le guerre di aggressione.

12
Gen 2015

Quel cordone guerrafondaio in marcia contro l'umanità

Tutto come previsto. L'ondata di sdegno e di commozione suscitata dall'attentato alla redazione dell'Hebdo è già pronta ad essere utilizzata come arma psicologica da scagliare contro le popolazioni, e soprattutto contro chi ancora afferma le ragioni di una visione degli avvenimenti parigini in termini di scontro di classe piuttosto che di civiltà. In questo fronte sono i media mainstream il principale veicolo di psicosi securitarie finalizzate ad una nuova pacificazione sociale, che sussuma la diffusa sfiducia nelle classi politiche odierne all'interno di un nuovo schieramento che opponga un “noi” libero ad un minaccioso “altro”.

Basti prendere i giornali nostrani di oggi. Ezio Mauro su Repubblica si esalta per i due milioni che cantano in coro la Marsigliese, mentre “cinquanta capi di Stato e di governo hanno davvero fatto di Parigi ieri la capitale di un mondo che ripudia la violenza e l'odio perchè vuole vivere difendendo ad ogni costo i diritti di tutti e di ciascuno e l'idea di libertà che è alla base del progetto di Europa”.