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Addameer visita il leader politico in sciopero della fame Ahmad Sa'adat

L'avvocato di Addameer Farah Bayadsi ha visitato lo scorso 14 maggio nella prigione di Ohli Kedar il leader politico e segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina Ahmad Sa'adat in sciopero della fame. Al'avvocato di Addameer era stata precedentemente negata la visita ma ha ricevuto l'approvazione a seguito di una petizione del Tribunale di primo grado presentata il 10 maggio 2017.

Dall'inizio dello sciopero, il 17 aprile 2017, Addameer ha richiesto diverse visite al Servizio Prigioni Israeliano (IPS) per verificare le condizioni dei prigionieri in sciopero dalla fame, ma l'IPS quando non ha esplicitamente rifiutato le richieste non ha neanche risposto.

Il leader Sa'adat si è unito allo sciopero della fame insieme a diversi importanti leader politici palestinesi il 3 maggio, tra cui: Nael Barghouthi, Hassan Salameh, Ahed Abu Ghoulmeh, Abbas al-Sayed, Ziad Bseiso, Basem al-Khandakji, Mohammed al-Malah , Tamim Salem, Mahmoud Issa e Said al-Tubasi.

Lo scorso giovedì 11 maggio Sada'at insieme ad altri 38 prigionieri in lotta sono stati trasferiti dall'isolamento nella prigione di Ashkelon all'isolamento della prigione di Ohli Kedar. Sada'at ha informato l'avvocato di Addameer che i detenuti sono sottoposti a violenti scontri quotidiani durante i quali i prigionieri sono costretti a lasciare la loro cella, condizione che sfianca fisicamente i prigionieri in sciopero della fame. Inoltre ha aggiunto che 10 prigionieri si trovano in una cella stretta con un lavandino e una toilette senza ventilatore o aria condizionata (con temperature elevate) e ogni prigioniero è dotato di sole 3 coperte.

Bayadsi ha notato come lo stato di salute di Sa'adat appaia fragile stia deteriorando, cammina e parla molto lentamente e ha perso peso significativo. Inoltre il suo volto appare pallido e sta solo consumando acqua. Il Sig. Sa'adat ha aggiunto che gli esami medici effettuati dall'IPS non sono sufficienti: i medici si limitano ad esaminare solo il peso e pressione sanguigna degli scioperanti. Bayadsi ha riferito che il signor Sa'adat, nonostante la sua condizione di salute deteriorata, intende continuare lo sciopero della fame fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dei prigionieri.

Il Sig. Sa'adat ha inoltre aggiunto che l'IPS ha imposto restrizioni ai prigionieri colpiti dalla fame, inclusa una sanzione disciplinare di 200 NIS; Il divieto di visite familiari per due mesi; la negazione all’accesso alla "mensa" (negozio di prigionieri); il sequestro di sale e dell’abbigliamento (ai detenuti viene lasciata solo una serie di abiti).

Ancor più preoccupante l'IPS ha reso estremamente difficoltoso le visite ai prigionieri in sciopero della fame da parte dei medici indipendenti, inoltre sono stati forniti dei bicchieri di plastica per bere acqua dal rubinetto piuttosto che l'acqua potabile di solito fornita.

Addameer condanna fermamente tale trattamento che viola le norme minime dettate dalle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti e che sottolineano la necessità di cure mediche adeguate all'interno delle carceri. Inoltre le norme minime standard UN per il trattamento dei detenuti prevedono che "i prigionieri sono autorizzati, sotto la necessaria supervisione, a comunicare con familiari e amici a intervalli regolari, sia per corrispondenza che tramite le visite presso le sedi di prigionia " (37).

Addameer invita i sostenitori della giustizia in tutto il mondo ad intraprendere azioni per sostenere i prigionieri palestinesi i cui corpi e le loro vite sono in lotta per la libertà e la dignità, esorta tutte le persone ad organizzare iniziative in solidarietà con la lotta dei prigionieri, invita inoltre la comunità diplomatica a esercitare pressioni su Israele per consentire immediatamente ai prigionieri in sciopero della famedi avere accesso ai necessari servizi sanitari e di consulenza legale.

Addameer invita infine tutti i partiti politici, le istituzioni, le organizzazioni e i gruppi di solidarietà che lavorano nel campo dei diritti umani nel territorio palestinese occupato e all'estero a sostenere i prigionieri nel loro sciopero della fame richiedono che le loro legittime richieste siano concesse. Addameer continuerà a seguire da vicino lo sciopero dei prigionieri e fornirà aggiornamenti regolari sulla loro situazione e sugli sviluppi di questa lotta.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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