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I detenuti amministrativi palestinesi continuano a boicottare i tribunali militari israeliani

Oltre 450 palestinesi incarcerati senza né accuse né processo, seguendo gli ordini della detenzione amministrativa imposti dall’occupazione israeliana, stanno continuando a boicottare i tribunali dell’occupazione per l’undicesimo giorno consecutivo, come parte della protesta in corso per chiedere la fine dell’incarcerazione senza accuse.

I detenuti amministrativi hanno lanciato il loro boicottaggio collettivo il 15 febbraio, sottolineando come il tribunale militare dell’occupazione sia una finzione e una facciata che serve solo a implementare le direttive dell’occupazione e approvare automaticamente gli ordini della detenzione amministrativa.

La dichiarazione dei prigionieri sollecita gli ufficiali palestinesi a fornire tutte le forme di supporto politico e legale per la battaglia contro la detenzione amministrativa, incluso portare il caso al Tribunale Penale Internazionale (International Criminal Court).

Molti palestinesi sono imprigionati e costretti al regime di detenzione amministrativa con rinnovi ripetuti. Questa politica era stata imposta prima dal mandato coloniale britannico (british colonial mandate) ed è continuata con la colonizzazione sionista. Negli ultimi due anni e mezzo, l’occupazione israeliana ha emesso oltre 3500 ordini di detenzione amministrativa, incluse diverse decine contro bambini sotto l’età di 18 anni.

Numerosi scioperi della fame a livello individuale e collettivo sono stati lanciati contro tale politica, che si rivolge sistematicamente agli attivisti, agli organizzatori delle comunità e ad altri influenti palestinesi in lotta per la libertà. I 450 detenuti amministrativi sono tra 6200 prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliani.

Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network ( Rete di Solidarietà Costante ai Prigionieri Palestinesi) sostiene, senza finanziamenti pubblici, lo sciopero dei detenuti amministrativi e sollecita azioni internazionali, proteste ed iniziative in solidarietà con la causa dei prigionieri.

La loro lotta sta contribuendo a mettere in luce ed esporre la politica di detenzione amministrativa e di carcerazione coloniale utilizzata in Palestina.

Fonte: Samidoun

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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