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Il FPLP annuncia la cancellazione della commemorazione del suo anniversario per trasformarlo in una manifestazione di rabbia

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina ha annunciato la cancellazione delle iniziative previste per il suo cinquantesimo anniversario, compreso il festival in programma per sabato a Gaza City, decidendo di trasformare quegli eventi in manifestazioni di rabbia per affrontare il sionismo e l'imperialismo USA dopo la dichiarazione di Trump su Gerusalemme.

Durante una conferenza stampa giovedì scorso il Fronte Popolare ha dichiarato che verrà organizzata una marcia sabato alle 12 in Gaza City dallo slogan “La rivoluzione continua fino al ritorno e alla liberazione di Gerusalemme”. La manifestazione a Gaza City si svolgerà contemporaneamente ad una che si terrà a Ramallah organizzata sempre dal FPLP.

Il Fronte ha invitato le masse palestinesi in tutti i loro settori nazionali e popolari a partecipare a queste azioni e considera l'11 dicembre un giorno di scontro con le forze sioniste. Sottolinea inoltre che il popolo palestinese sta entrando in una nuova fase di lotta per stabilire una strategia nazionale in cui tutti i movimenti palestinesi siano uniti per servire gli obiettivi della nostra gente attraverso la resistenza e il confronto con l’Occupazione ovunque e in tutte le sue forme.

Il FPLP ha anche sottolineato che la manifestazione di rabbia in programma aumenterà la sua voce contro l'imperialismo degli Stati Uniti, il colonialismo sionista e la coalizione reazionaria araba. Ha chiesto all'Autorità palestinese di porre fine alla sua costante dipendenza dai negoziati e di porre fine al coordinamento sulla sicurezza con l'occupante.

Ha invitato le nazioni e i popoli arabi e islamici e tutti i sostenitori della giustizia nel mondo a scendere nelle strade e nelle piazze per respingere la dichiarazione di Trump e affrontare tutte le forme di attacco contro il popolo palestinese e arabo.

Infine le Brigate Abu Ali Mustafa hanno annunciato che verranno presi di mira gli interessi degli Stati Uniti, in particolare quelli legati alla terra palestinese, in risposta a questa sciagura. «Confermiamo che il nemico imperialista degli Stati Uniti non è il benvenuto sulla terra palestinese», ha riportato un portavoce delle Brigate, aggiungendo anche che i diritti del popolo palestinese sulla propria terra non possono essere revocati da una decisione americana o da una scelta di qualsiasi altro Stato.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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