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L'ANPI invita alla difesa della brigata ebraica, la risposta di Ugo Giannangeli

Veniano, 16 Aprile 2017

Leggo sul Corriere di ieri 15 Aprile l’articolo “L’ANPI al sindaco: difenda la brigata ebraica” a firma Paola D’Amico; mi complimento con l’autrice: non compare mai la parola “Israele” che dovrebbe rappresentare l’unico argomento sul tema e che è l’unico obiettivo della contestazione rispetto alla quale si sollecita la difesa.

Sono l’autore del volantino distribuito lo scorso anno in piazza il 25 Aprile, frutto di una attenta ricerca storica riassunta nella bibliografia (segnalo in particolare la monografia sulla brigata di Luca Cristini e Samuel Rocca- questi ha anche prestato servizio militare nell’esercito israeliano- nella collana “Soldiers and weapons”). Il volantino spiega le ragioni della legittimità della contestazione per la presenza delle insegne della brigata ebraica e delle bandiere israeliane nel corteo del 25 Aprile.

Roberto Cenati, cui pure indirizzo la presente, ha un problema perché il sottoscritto è un antifascista, come tale anche un antisionista, ma anche un iscritto ANPI. Nel mio volantino inneggio e rendo onore a tutti gli ebrei che hanno combattuto nelle varie brigate partigiane; non alla brigata ebraica e ne spiego le ragioni. Allego lo scritto, dubitando della pubblicazione sia di questa lettera sia dell’allegato.

Fa molto più comodo alla propaganda sionista pubblicare il 26 Aprile i soliti articoli sulla “cagnara antisemita”, con interviste ai vari Fiano e soci.

Distinti saluti,
Avv. Ugo Giannangeli
tessera ANPI 057999 sezione Seprio

Commenti

Egregio Mieli, il suo editoriale di ieri sulla brigata ebraica cita in prima pagina il mio nome e cognome e critica aspramente la mia opinione sul tema senza minimamente illustrarla, neppure in forma riassuntiva.

Sarebbe stato sufficiente dire che ritengo la presenza dei sostenitori della brigata ebraica nel corteo del 25 Aprile uno strumento di propaganda sionista, come del resto esplicitamente dichiarato dagli "Amici di Israele"nel 2004 quando decisero di introdurre questa presenza nel corteo. A proposito di "meriti degli ebrei" nella lotta di Liberazione (così nel titolo) sarebbe stato onesto da parte sua almeno ricordare la mia distinzione tra i tanti ebrei che hanno combattuto nelle varie formazioni partigiane (di cui riconosco i meriti e a cui rendo onore) e gli ebrei sionisti (così qualificati nei cartelli dei sostenitori della brigata al corteo) che hanno militato nella brigata. Meglio sarebbe stato pubblicare la mia lettera, peraltro volutamente concisa.

Il suo comportamento, invece, viola elementari principi di correttezza non dico giornalistica ma anche semplicemente civile. O si fa propaganda o si fa informazione. Lei ha scelto la prima.

La legge sulla stampa impone la pubblicazione di questa mia lettera, visto che sono stato citato in un contesto denigratorio, ma mi rendo conto che appellarsi alla legalità ormai fa sorridere, irrisa come è a livello nazionale e internazionale (su questo fronte, in primis, da Israele).

Distinti saluti,
Ugo Giannangeli

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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