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L'attacco a Rasmea Odeh rappresenta un attacco contro i palestinesi

Le attiviste palestinesi Rasmea Odeh e Dareen Tatour erano state invitate a Berlino per tenere un discorso sul ruolo delle donne palestinesi nella lotta di liberazione, parte di un evento del 15 marzo in occasione della Giornata internazionale della donna.

Dopo un attacco mediatico frenetico sostenuto dagli ambasciatori israeliano e statunitense in Germania, il senato di Berlino ha inviato centinaia di poliziotti alla sede dell'evento in programma. Rasmea è stata arrestata dalla polizia, che le ha presentato un lungo documento in cui dichiarava che il suo visto era stato cancellato. Hanno cercato di convincerla a firmare un documento in tedesco, che ha rifiutato senza avere una rappresentanza legale.

Rasmea è stata etichettata come "terrorista" perché è stata condannata da un tribunale israeliano dopo numerose torture, inclusa l'aggressione sessuale, nel 1977. È stata rilasciata due anni dopo in uno scambio di prigionieri. Dopo circa due decenni negli Stati Uniti, è stata arrestata nel 2014 e accusata di "aver mentito" sulla sua domanda di immigrazione negli Stati Uniti. È stata imprigionata negli Stati Uniti e ha continuato la lotta legale per tre anni prima di essere deportata.

Ora sta affrontando la perdita del suo "visto Schengen" di un anno, concesso in precedenza. Inoltre è stata bandita da qualsiasi evento o attività politica in Germania. Vogliamo che le persone in Europa e i gruppi che si prendono cura dei diritti dei palestinesi esprimano il fatto che vogliono che Rasmea viaggi liberamente in Europa e che condivida la sua storia.

Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network chiede di fare una dichiarazione, o anche un semplice tweet / post sui social media per Rasmea, questo aiuterebbe a costruire una solidarietà internazionale per il suo caso.

Charlotte L. Kates


Per maggiori informazioni su Rasmea:
https://samidoun.net/2019/03/last-night-in-berlin-the-attack-on-rasmea-odeh-is-an-attack-on-palestine/
http://justice4rasmea.org/

https://www.thenation.com/article/will-rasmeah-odeh-go-prison-because-confession-obtained-through-torture/

 

Commenti

Rasmea Odeh è una palestinese che ha militato nella resistenza da sempre. Arrestata, torturata e violentata dalle forze sioniste venne condannata all’ergastolo perché accusata di aver fatto parte ad azioni armate della resistenza. Venne poi liberata attraverso uno scambio di prigionieri ed ha vissuto per diversi anni negli USA continuando ad essere attiva nei movimenti di solidarietà verso il popolo palestinese.

Su richiesta dei sionisti le venne tolta la cittadinanza che pure aveva ottenuto ed espulsa dal paese servitore e complice per eccellenza dei crimini sionisti contro il popolo palestinese.

Il 15 marzo 2019 si trovava a Berlino per partecipare ad iniziative legata alla giornata internazionale della donna. A seguito di numerose e vili aggressioni dei media tedeschi, sostenute dagli ambasciatori di Israele e degli Stati Uniti in Germania, i servi di Berlino hanno inviato centinaia di poliziotti presso la sede dove si teneva un’iniziativa facendo arrestare la compagna Rasmea. La polizia di chiara matrice nazista attraverso un lungo documento le ha comunicato che il suo visto era stato annullato, inoltre hanno cercato di convincerla a firmare un documento in tedesco, che ovviamente Rasmea si è rifiutata di firmare.

Rasmea è stata etichettata come "terrorista" perché condannata da un tribunale militare sionista a seguito di molte torture, tra cui violenza sessuale, come è stato ampiamente denunciato fin dal 1977. Ora rischia la perdita del visto schengen della durata di un anno precedentemente approvato, ed inoltre le è stato anche vietato di partecipare a qualsiasi evento o attività politica in Germania.

Denunciamo il servilismo del governo tedesco e chiediamo che Rasmea possa viaggiare liberamente in Europa per raccontare la propria storia.

Fronte Palestina - Milano

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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