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Sullo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi

Dopo 40 giorni di sciopero della fame, i prigionieri palestinesi hanno sospeso la loro protesta annunciando di aver ottenuto ciò che richiedevano. L'accordo sarebbe stato raggiunto dopo 20 ore di negoziati tra la leadership degli scioperanti e l'amministrazione carceraria dell'occupazione israeliana.

Secondo quanto si è appreso, i detenuti avrebbero ottenuto l'aumento del numero di visite dei familiari, l'installazione di telefoni pubblici nelle prigioni e la possibilità di accedere ad un maggior numero di canali televisivi in modo da tenersi informati su quanto accade al di fuori dei penitenziari.

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, capiremo meglio la valenza dell'accordo raggiunto ma una prima riflessione crediamo si possa già fare.

Sicuramente a spingere per una risoluzione è stato il deteriorarsi della salute di alcuni prigionieri, ma anche le mobilitazioni che dall'inizio dello sciopero non si sono mai fermate, nonostante la feroce repressione dello stato sionista, oltre che il malumore espresso da alcuni dirigenti palestinesi legati ad Abu Mazen che, ricordiamo, ha fatto togliere alcune tende della solidarietà per non offendere il suo “amico” Trump durante una breve visita di cortesia.

Ma crediamo vi sia un motivo ancora più importante che ha portato a fermare lo sciopero e, di conseguenza, le mobilitazioni che si svolgevano in Palestina e in ogni parte del mondo: pensiamo che ciò che più ha spaventato Israele e i suoi alleati sia stata l'unità che si è costruita attorno ai prigionieri, unità che ha coinvolto ogni settore politico e della società palestinese.

Inoltre, anche se la richiesta d'interrompere la collaborazione tra ANP e Israele non faceva parte della piattaforma dello sciopero (e ovviamente non poteva esserci) questa richiesta veniva espressa in molti comunicati e dichiarazioni di chi ha partecipato alla protesta e di chi l'ha sostenuta.

Siamo sicuri quindi che i semi distribuiti in questa generosa ed eroica battaglia non seccheranno ma diventeranno germogli da cui cresceranno e matureranno fiori e frutti della resistenza contro l'occupazione.

Con questo augurio salutiamo i coraggiosi prigionieri palestinesi, in prima linea nella lotta per la liberazione! Le loro lotte e le loro vittorie sono quelle del popolo palestinese e di tutte le persone in cerca di giustizia e liberazione!

Ringraziamo e salutiamo coloro che, in tutto il mondo, hanno sostenuto la lotta dei prigionieri palestinesi per 40 giorni organizzando iniziative si solidarietà e denuncia fino al raggiungimento del successo.

Con la resistenza, fino alla vittoria!
 


BREAKING: Palestinian prisoners suspend hunger strike after 40 days of struggle

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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