Fermiamo la Pizzarotti

25/06/2012 21:00
26/06/2012 23:59
Europe/Rome

Dal 2001 in Israele è in costruzione una linea ferroviaria ad alta velocità tra Tel Aviv e Gerusalemme (fine lavori prevista nel 2017), una linea denominata "A1" che attraversa i "confini" dello stato israeliano penetrando nella Cisgiordania occupata e confiscando terre palestinesi; il tutto per un progetto di trasporto israeliano dedicato esclusivamente ad israeliani.

Il treno A1, oltre ad essere di per sè una speculazione come lo è l'Alta Velocità in Italia, si inscrive nella politica israeliana di stampo coloniale e razzista che mira a rendere sempre più difficile la vita dei palestinesi affinchè lascino il loro territorio. E' un altro elemento di quel laboratorio di apartheid e oppressione che è lo stato di Israele, al quale l'Italia fa riferimento per quanto riguarda il settore degli armamenti e delle tecnologie di controllo e di cui un aspetto è stato direttamente esportato in Val di Susa in quanto il filo spinato che circonda il cantiere della Maddalena è di fabbricazione israeliana.

Il progetto prevede il coinvolgimento dell’impresa di costruzioni italiana Pizzarotti S.p.A., che ha sede centrale a Parma, già impegnata nel TAV Torino - Milano e nella tratta francese della Torino - Lione (realizzazione delle discenderie di Modane e S.Martin La Porte). In Israele è subentrata nell'appalto alla tedesca Deutsche Bahn che si è ritirata dal progetto nel marzo scorso, su pressione del governo Merkel, proprio per gli aspetti di violazione della legalità internazionale propri dell'Alta Velocità israeliana.

La Pizzarotti è un'impresa coinvolta in numerosi appalti in vari altri paesi: Marocco, Algeria, Emirati Arabi, Romania, Nigeria. Opera anche nel settore degli aeroporti, civili e militari. In Italia tra le varie cose è proprietaria del "Villaggio degli aranci" a Mineo (Catania), una struttura di 400 alloggi che è stata affittata per anni dalla Marina militare statunitense e nel 2011 per scelta del governo Berlusconi senza gara d'appalto è diventata centro di "accoglienza" per immigrati.

Insomma una multinazionale dai numerosi appalti e affari nei settori più sporchi, dall'Alta Velocità a quello militare alla detenzione dei migranti, il cui patron Paolo Pizzarotti, in carica da oltre 40 anni, tra l'altro è coinvolto nell'inchiesta per corruzione che nel 2011 ha portato in carcere una bella fetta della giunta comunale di Parma e alle dimissioni dell'ex sindaco Vignali (curiosamente il nuovo sindaco grillino di Parma si chiama anche lui Pizzarotti ma non sono parenti).  

In Italia è nata la Coalizione Stop That Train, che mette insieme oltre 60 organizzazioni, associazioni, reti, movimenti, ONG e che ha dato vita ad una mobilitazione contro il progetto e il coinvolgimento della Pizzarotti S.P.A.

L'obiettivo della Coalizione Stop That Train è che l'AZIENDA PIZZAROTTI S.P.A SI RITIRI DAL PROGETTO. A tale scopo si batte affinchè il governo italiano e gli enti locali pongano fine ai contratti con la Pizzarotti S.p.A. finchè non verrà cancellato il contratto per la costruzione della linea A1. 

Inoltre si chiede a tutte le persone di coscienza di avviare effettive campagne di disinvestimento rispetto a titoli ed istituti finanziari collegati alla Pizzarotti S.p.A.

Negli scorsi mesi il consiglio comunale di Napoli e successivamente quello di Rho hanno deliberato di non avvalersi della Pizzarotti per gli appalti comunali. E' importante proseguire su tale strada.