Cinque membri della famiglia Abu Humus, residente nel quartiere di Issawiya a Gerusalemme Est, sono stati arrestati alle 4 di ieri mattina. La polizia e la polizia di frontiera israeliane hanno compiuto un violento raid, picchiando gli arrestati (che non hanno opposto alcuna resistenza) e lanciando granate stordenti ai residenti che assistevano alla scena dai balconi. Una donna è stata ferita da una granata, che le ha ustionato una gamba.

Le forze israeliane si preparano a demolire una casa nel quartiere di Issawiya
La scorsa settimana la polizia israeliana è entrata nel quartiere di Issawiya, a Gerusalemme Est, nel tentativo di arrestare Bilal Abu Humus, 19 anni. Bilal, spaventato, è fuggito, ma giovedì 7 giugno si è volontariamente presentato ad una stazione di polizia israeliana con la madre. Dopo aver controllato i loro file personali, la polizia ha rilasciato Bilal, dicendogli che avrebbe potuto essere convocato in caso di bisogno. A Bilal non è stata posta alcuna domanda e la madre ha firmato un documento in cui dichiarava di essere responsabile per il figlio di fronte alle autorità, se necessario.
Per questo nessuno si aspettava che poliziotti e ufficiali della polizia di frontiera distruggessero le due porte della casa della famiglia Abu Humus alle 4 del mattino, per catturare Bilal. I soldati hanno arrestato cinque membri della famiglia palestinesi, compreso il padre, Rabah Hader, 58 anni. Mentre arrestavano i cinque palestinesi, che non hanno opposto resistenza, i poliziotti li hanno presi a pugni e calci.
La polizia di frontiera ha lanciato granate stordenti contro i vicini della famiglia Abu Humus, che stavano sul balcone assistendo alla violenza israeliana. Una donna è stata ferita da una granata alla gamba e ha riportato delle ustioni.
Un portavoce della polizia non ha risposto alla domanda sulle ragioni di una simile violenza e dell’arresto di una persona che si sarebbe presentata alla stazione di polizia se convocata.
Gli arrestati sono stati condotti alla stazione di polizia del Russian Compound, a Gerusalemme. Dopo l’intervento degli avvocati, pare che quattro di loro saranno rilasciati nelle prossime ore. Non è ancora chiaro se Bilal resterà in prigione e, se sì, per quale ragione.
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