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15 Maggio 1948-2018: NAKBA - 70 anni di occupazione sionista della Palestina

Pubblichiamo di seguito il volantino diffuso dal Fronte Palestina durante la partecipazione alla Manifestazione nazionale per la Palestina a Roma e quella cittadina a Milano.

Già all’indomani della Nakba, cioè il giorno in cui ufficialmente nasce l’entità sionista sulle terre, sulle città e sui villaggi di Palestina, cacciando ed uccidendo un alto numero di palestinesi e distruggendo centinaia di villaggi, la lotta palestinese aspirava ad ottenere la totale liberazione della Palestina ed il ritorno di tutti i profughi: due istanze intimamente connesse che rappresentano fin da subito il patrimonio dei movimenti di resistenza palestinese.

Mentre nei primi anni di lotta l’indirizzo politico, il programma e gli obiettivi dei movimenti di lotta in Palestina erano ispirati da principi anti-coloniali, a partire dalla metà degli anni 70 si è assistito ad un graduale cambiamento, lento ma costante, del linguaggio politico e delle strategie adottate.

In Palestina la creazione dell’ANP, apparato impegnato a negoziare “terra in cambio di pace” e a discutere di confini e di rappresentanze, ha privato la lotta del suo spirito anti-coloniale e ha lentamente minato l’unità di intenti e gli obiettivi del popolo palestinese; processo che si è concretizzato definitivamente agli occhi di tutti con gli Accordi di Oslo.

Accordi che hanno trasformato la suddivisione geografica imposta alla società palestinese in una frammentazione delle teorie e delle strategie politiche, scindendo la lotta in varie questioni: quella di Gerusalemme, quella di Gaza, il tema della popolazione arabo–israeliana, il problema dei profughi, quello dei prigionieri etc.

Il sistema di affrontare questi temi singolarmente, relegando quello politico generale costantemente in secondo piano, come se le diverse questioni non fossero tutte parte della stessa natura, ha generato negli anni la situazione attuale, perfettamente in linea con il progetto sionista di cancellazione della Palestina.

Frammentazione che anche qua viene riproposta quando si parla di “solidarietà”: meglio se non violenta, anziché di sostegno alla resistenza in qualunque sua forma. Peccato che i palestinesi per i sionisti rappresentano le “cavie umane” sulle quali sperimentare e perfezionare prodotti dell’industria bellica sionista, la guerra permanente diventa una condizione essenziale per ottenere continui profitti da armamenti marchiati “verificati in battaglia”, garanzia di successo commerciale.

Oggi con la complicità politica dell’Italia ed il profumo dei 16milioni di euro regalati all’organizzazione del Giro d’Italia (Gazzetta dello Sport – RCS Mediagroup) si utilizza lo sport per celebrare l’occupazione militare sionista e legittimare Gerusalemme sua capitale. A qualche decina di chilometri, invece, l’aria è resa irrespirabile dai tear-gas sparati contro la popolazione di Gaza in marcia “per il ritorno”.

Si contano già 50 morti ed oltre 4.000 feriti, tutti colpiti dai cecchini appostati con lo scopo di uccidere, ma anche di invalidare a vita, come da buon costume sionista.

CON LA RESISTENZA PALESTINESE FINO ALLA VITTORIA!

CONTRO IL SIONISMO CON OGNI MEZZO!

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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