Link e Siti esterni
Informazioni e Notizie
Articoli ed Analisi

Analisi e Articoli

27 Gennaio 2018: giornata della memoria contro ogni genocidio

La giornata della Memoria, 27 Gennaio, è l’ennesima truffa sionista, l’ennesimo tentativo di riscrivere la storia a propria immagine e somiglianza. La Memoria è un patrimonio collettivo che bisogna aver voglia di rendere patrimonio di tutti e tutte. Altrimenti è truffa...e noi non ci stiamo!

Io non dimentico la Nakba, centinaia di migliaia di palestinesi sventrati, uomini, donne e bambini cacciati dalle loro case.

Non dimentico le urla, i visi deformati dal terrore delle bombe al fosforo sparso su tutte le case.

Non dimentico nemmeno una lacrima della disperazione e dell’umiliazione delle donne palestinesi che hanno visto i loro figli squarciati dalle bombe e dai coltelli sionisti.

Non dimentico nemmeno le parole di David Ben-Gurion: «Dobbiamo usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle terre e l'eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba».

Non dimentico “Piombo Fuso” con gli oltre 400 bambini e bambine assassinati tra cui la nostra Dima (aveva 5 anni e non le avete dato nemmeno il tempo di imparare a scrivere) che come Anna Frank avrebbe lasciato il suo breve diario, che 5 anni si scrivono in poche pagine.

Non dimentico le colonne di profughi costretti a lasciare le proprie case.

Non dimentico le sputa, gli insulti che i terroristi dell’Haganà lanciavano verso i vecchi palestinesi, ai sopravvissuti lacerati nel dover abbandonare le loro radici.

Non dimentico il 28 giugno 2006 con l’operazione “Pioggia d’estate”.

Non dimentico l’1 ed il 7 novembre 2006: l’operazione “Nuvole d’autunno” su Beit Hanun (nord di Gaza), solo il 26 novembre l’esercito pose fine a 5 mesi di operazioni nella Striscia, con un bilancio complessivo di oltre 400 palestinesi morti.

Non dimentico il 2 febbraio - 3 marzo 2008 quando viene lanciata l’operazione “Inverno caldo”, che diede la morte a oltre 120 palestinesi.

Non dimentico l’operazione “Colonna di Nuvola” avvenuta tra il 14 e il 21 novembre dove 177 civili palestinesi furono assassinati.

Non dimentico la vile operazione "Margine protettivo” iniziata l'8 luglio 2014 da parte dei terroristi israeliani contro i palestinesi. Un aggressione terminata il 26 agosto successivo. gli assassinati a Gaza furono oltre 2.500, tra cui oltre 600 bambini.

Non dimentico quanto riportato da Nahum Goldmann: «Ci sono stati l'anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa centravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?».

Non dimentico che Il 18 dicembre 1947 due autoblindo di terroristi dell'Hagana compirono un raid nel villaggio palestinese di Khisasa, alla frontiera siro-libanese, durante il quale 10 civili furono uccisi da colpi d'arma da fuoco e lancio di granate.

Non dimentico Yitzhak Shamir: «(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette... con le teste sfracellate contro i massi e le mura».

Non dimentico che terroristi congiunti delle bande sioniste Tsel, Irgun e Hagana penetrarono nel villaggio arabo di Deir Yassin nella notte del 9 aprile 1948, con lo scopo di ottenere l'evacuazione della Palestina attraverso la minaccia del terrore. Nonostante i palestinesi combattessero per difendere le proprie case, nulla poterono contro i terroristi addestrati, equipaggiati e disposti a tutto - Dopo aver lanciato bombe incendiarie contro le case per forzare i palestinesi ad uscire, cominciarono a sparare a vista. Venticinque uomini tra i sopravvissuti furono legati e portati ad un "giro della vittoria" tra Judah Mahaina e Zakhrun Yousif, alla fine del quale furono uccisi a sangue freddo. Il giorno dopo un’unità dell'Hagana tornò al villaggio per scavare una fossa comune, in cui furono gettati 250 corpi. Molte delle donne furono violentate prima di essere uccise. Alla delegazione della Croce Rossa che chiese di entrare nel villaggio per costatare il massacro, fu accordato il permesso solo due giorni dopo. Nel frattempo, i sionisti ebbero il tempo di seppellire il grosso dei cadaveri e di cambiare le indicazioni stradali, per confondere la rappresentativa della Croce Rossa. Questa, arrivata al villaggio, vi trovò 150 cadaveri smembrati di uomini, donne, bambini, vecchi. Il massacro, a detta degli autori, fu fatto per instillare il terrore tra le popolazioni civili palestinesi.

Non dimentico quanto disse David Ben Gurion: «I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c'è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba».

Non dimentico che il 29 ottobre 1948, l'esercito israeliano massacrò brutalmente circa 100 persone, attaccando il villaggio arroccato sulle montagne presso Hebron, fu uno dei massacri più cruenti della storia palestinese: molti bambini vennero uccisi a bastonate, le vecchie rinchiuse in una casa e date alle fiamme, i vecchi riparatisi in moschea fatti bersaglio di colpi d'arma.

Non dimentico Teddy Katz, uno storico israeliano, quando sostiene che il massacro di Tantura, un villaggio palestinese presso Haifa, avvenuto il 15 maggio 1948 fu uno dei peggiori massacri compiuti dalle truppe israeliane. Tantura, che contava 1500 abitanti, fu quasi completamente raso al suolo. 200 persone furono uccise, il resto della popolazione fu scacciato dalle proprie case ed al posto del villaggio fu creato il kibbutz Nahsholim ed un parcheggio per la vicina spiaggia.

Non dimentico il massacro di Shatafat avvenuto il 7 febbraio 1951, quando soldati israeliani attraversarono la linea d'armistizio ed entrarono in questo villaggio (5 km da Gerusalemme) e fecero saltare in aria la casa del sindaco e le case circostanti, 10 persone persero la vita: 2 vecchi, 3 donne e 5 bambini, mentre 8 furono gravemente ferite.

Non dimentico la notte del 14 ottobre 1953, 600 soldati appartenenti alla forza militare israeliana si mossero verso il villaggio e lo circondarono. L'attacco cominciò con fuoco d'artiglieria pesante e indiscriminato verso le case del villaggio. Precedentemente l'esercito aveva provveduto ad isolare Qibya minando le strade di collegamento con Shuqba, Badrus e Na'lin. Quest'odioso attacco terroristico si concluse con la distruzione di 56 case, la moschea del villaggio, la scuola e la cisterna dell'acqua. 67 cittadini persero la vita e molti restarono feriti. Il terrorista Ariel Sharon, comandante dell’unità 101, che condusse l'aggressione terroristica, disse: "Gli ordini erano chiari: Qibya doveva essere d'esempio a tutti".

Non dimentico quanto è avvenuto il 3 novembre del 1956: le forze d'occupazione israeliane si macchiarono di un'altra orrenda strage nella cittadina di Khan Yunis e nell'adiacente campo profughi. L'esercito, con la scusa che la cittadina era abitata da elementi della resistenza, rase al suolo molte case e fece strage di civili disarmati. Una commissione investigativa dell'UNRWA contò 275 vittime, ma, qualche mese dopo, la scoperta di una fossa comune nei pressi della città portò alla luce I cadaveri di 40 palestinesi coi polsi legati e fori di proiettile alla nuca.

Non dimentico il massacro di Gaza avvenuto la sera del 5 aprile 1956, quando le forze d'occupazione sioniste sferrarono un attacco con artiglieria pesante sul centro della città. 56 persone morirono immediatamente, e 106 restarono ferite. Di queste, altre 4 morirono poco dopo.

non dimentico il massacro di Sammoù avvenuto il 13 novembre 1966 le forze israeliane compirono un raid contro questo villaggio, distruggendo 125 case, la clinica e la scuola, e 15 case del circondario. 18 morti e 54 feriti.

Non dimentico il massacro avvenuto a Kawnin il 15 ottobre 1975 un tank israeliano tamponò deliberatamente un bus con 16 persone a bordo, nel sud del Libano. Nessuno sopravvisse.

Non dimentico il massacro di IL MASSACRO DI ABBASIEH, durante l'invasione israeliana del Libano del 1978, gli aeroplani da guerra sionisti distrussero la moschea della città, usata come rifugio da donne, bambini e vecchi. 80 persone furono trucidate.

Io non dimentico il massacro di TEL EZ ZATAR, circa 3000 profughi trucidati.

Non dimentico il massacro di Sabra e Shatila. Quell’orrendo massacro, compiuto nel settembre 1981, fu il risultato del tentativo estremo di estirpare la presenza palestinese in Libano, da parte israeliana. Esso fu preceduto da continui attacchi ai campi profughi libanesi, di cui il mondo seppe poco e fu compiuto dall'azione congiunta del Ministro della difesa israeliano, il terrorista Ariel Sharon ed il suo alleato libanese, Ilyas Haqiba. Il piano fu meticoloso: all'alba del 15 settembre, Israele circondò i due campi profughi di Sabra e Shatila, isolandoli completamente. Il compito di condurre fisicamente il massacro fu assegnato alle forze falangiste libanesi, alleate d'Israele, che iniziarono la carneficina nel pomeriggio del 16 settembre e continuarono per 36 ore. I palestinesi che cercarono scampo evadendo dal campo furono ricondotti al loro destino dalle forze israeliane, che illuminavano i campi, durante la notte del massacro, con le torce degli elicotteri. Il 18 settembre, il massacro era compiuto, e migliaia di palestinesi trovarono una morte orrenda. I giornalisti stranieri che riuscirono a penetrare nei campi si trovarono di fronte uno spettacolo agghiacciante. Cataste di cadaveri ammucchiati nelle strade e nelle case sventrate, e fuoriuscenti dalle fosse comuni scavate precipitosamente dai terroristi. Il numero dei morti non è mai stato stabilito con esattezza, ma si può stabilire una cifra approssimativa di 1700-2500 vittime.

Non dimentico gli altri massacri che furono perpetrati in Libano tra il 1984 e il 1986: JIBSHIT, di SOHMOR, di SIR EL-GHARBIYA, di MAARAKA, di ZRARIYAH, di HOMIN AL-TAHTA, di JIBAA, di YOHMOR, e di TIRO. Quasi tutti condotti attraverso bombardamenti di civili attuati con elicotteri ed aerei da guerra.

Non dimentico AYN EL-HILWEH: nel settembre 1987, jet da guerra israeliani lanciarono un'offensiva contro il campo profughi, uccidendo 31 persone e ferendone 41. Altri 34 civili furono deliberatamente uccisi mentre evacuavano il campo.

Non dimentico AL-NAHER AL-BARED: nel dicembre 1986, aeroplani da guerra israeliani compirono un raid contro questo campo, uccidendo 20 rifugiati e ferendone 22.

Non dimentico il massacro della moschea dell’AQSA avvenuto l'8 ottobre 1990, fu compiuto uno dei peggiori massacri della storia di Gerusalemme; qualche giorno prima della strage un gruppo di fanatici ebrei ortodossi progettarono una marcia sulla spianata delle Moschee di Gerusalemme per sistemare la pietra miliare del "Terzo Tempio" che di lì a poco avrebbero costruito. Alla marcia parteciparono circa 200.000 israeliani scortati dall'esercito, mentre le forze d'occupazione sbarravano le vie d'accesso alla città. Inoltre chiusero le porte d'ingresso della moschea, in cui migliaia di palestinesi erano giunte per resistere alla prepotenza degli occupanti. Allorché' I fedeli musulmani si opposero e tentarono d'impedire la sistemazione della pietra nella spianata delle Moschee, le forze d'occupazione iniziarono il massacro, usando tutte le armi che avevano a disposizione, compreso il micidiale gas nervino. I coloni ebrei che partecipavano alla marcia parteciparono al massacro, che vide la morte di 23 palestinesi e il ferimento di altri 850. La commissione d'inchiesta-farsa creata dal terrorista Yitzaq Shamir, allora primo ministro, per indagare sulle responsabilità del massacro, ed affidata a Tu'fi Zamir, ex capo del Mossad, stabilì che: "la responsabilità dell'escalation di violenza è imputabile alle migliaia di musulmani estremisti, che hanno attaccato il luogo santo ebraico".

Non dimentico il massacro di HEBRON mentre i fedeli musulmani erano inginocchiati in preghiera nella moschea di Abramo ad Hebron, venerdì 25 febbraio 1994, furono colpiti da centinaia di pallottole provenienti da ogni parte. Già dal giorno prima, coloni ebrei appostati nei dintorni della moschea cercavano di impedirne l'accesso ai fedeli indirizzando spari in direzione della moschea. Il giorno del massacro, un colono terrorista ebraico, Baruch Goldstein, seguace della setta ultra razzista del rabbino Meir Kahane, armato di fucile automatico, penetrò nella moschea mentre i fedeli eseguivano la preghiera del tramonto e cominciò a sparare all'impazzata. Era accompagnato da almeno altri due coloni, pure armati, e spalleggiato dall'esercito che sostava poco distante dalla moschea. Mohammed Suleyman Abu Salih, custode della moschea, affermò: "Il terrorista cercò di uccidere quante più persone poteva. I corpi delle vittime giacevano ovunque, ed i tappeti erano coperti di sangue. I soldati israeliani non intervennero affatto per fermare il massacro, anzi, cercarono anche di rallentare l'accesso delle autoambulanze". Il terrorista Goldstein fu ucciso sul posto, ma prima aveva avuto il tempo di uccidere 24 palestinesi e di ferirne gravemente almeno 100. La tomba del terrorista Goldstein è tuttora meta di pellegrinaggio da parte di coloni fanatici appartenenti alla sua setta.

Non dimentico il massacro di QAN. Il progetto sionista di pulizia etnica condotto da Israele contro I palestinesi dei territori occupati, si estese anche a quelli residenti nel Libano del sud. Il 18 aprile 1996, elicotteri da Guerra bombardarono un rifugio in cui avevano cercato scampo centinaia di civili palestinesi e libanesi, in gran parte donne, vecchi e bambini. L'attacco causò la morte di 109 persone e il ferimento di altri 116. le investigazioni internazionali dimostrarono che Israele aveva deliberatamente colpito il rifugio. La responsabilità della strage fu addebitata a Shimon Peres.

Non dimentico le parole di Fadwa Tuqan, quando nel 1991 scrive:

I martiri dell’intifada

Hanno tracciato la rotta verso la vita
l’hanno intarsiata di corallo, di agata e di giovane forza
hanno innalzato i loro cuori
sui palmi di carbone, di brace e di pietra
E con questi hanno lapidato la bestia del cammino
Questo è il tempo di essere forti, sii forte
La loro voce è rimbombata alle orecchie del mondo
e il suo eco si è dispiegato fino ai confini del mondo
Questo è il tempo di essere forti
E loro sono diventati forti…
E sono morti in piedi
Illuminando il cammino
scintillanti come le stelle
baciando le labbra della vita

Non dimentico il poeta palestinese, Tawfiq Zayyad, compagno comunista, che tra un’incarcerazione e l’altra venne eletto alla Knesset, il parlamento israeliano, nel piccolo scaglione riservato alla rappresentanza degli arabo-israeliani. Quando pronunciò un discorso in aula in lingua ebraica – lingua che parlava in maniera non perfetta – un deputato israeliano gli gridò sarcasticamente: “Dove hai imparato l’ebraico?”. Zayyad non si scompose: “Nelle vostre prigioni” rispose.

Non dimentico la poesia che ha portato all’arresto per ‘incitamento al terrorismo’ dell’autrice poetessa Dareen Tatour:

Resisti, mio popolo, resisti contro di loro.
A Gerusalemme ho indossato le mie ferite,
Ho respirato i miei dolori
E sul palmo della mano ho portato l’anima
Per una Palestina araba.
Io non soccomberò a quella che chiamano “soluzione pacifica”,
Mai ammainerò le mie bandiere
Finché non li avrò cacciati dalla mia terra.
Conservo le bandiere per un tempo che verrà.
Resisti mio popolo, resisti contro di loro.
Resisti ai saccheggi dei coloni
E segui la carovana dei martiri.
Straccia la vergognosa costituzione
Che ci ha imposto degrado e umiliazione
Che ci ha impedito di restaurare la giustizia.
Essi hanno bruciato vivi bambini innocenti;
E ricorda Hadil: i cecchini la colpirono in strada,
La uccisero nella piena luce del giorno.
Resisti, mio popolo, resisti contro di loro.
Resisti al massacro dei colonizzatori.
Non prestare ascolto ai loro agenti in mezzo a noi
Che ci vogliono incatenare con l’illusione della pace.
Non temere le lingue biforcute;
La verità nei nostri cuori sarà più forte
Fintanto che tu resisterai in una terra
Che è sopravvissuta ad attacchi e vittorie.
Così gridava Alì dalla sua tomba:
Resisti, mio popolo ribelle.
Scrivi le mie parole in prosa sul legno di agar;
Voi siete la risposta delle mie spoglie.
Resisti, mio popolo, resisti contro di loro.
Resisti, mio popolo, resisti contro di loro.

Non dimentichiamo i crimini commessi dagli uomini sugli uomini nel corso della storia, da quelli nazifascisti a quelli sionisti, americani, turchi, italiani, etc. La memoria è cosa ben più importante che la retorica sionista su cui si basa tutta la politica imperialista USA-israeliana.

Con la Resistenza dei popoli che lottano fino alla Vittoria!

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente