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Antisemitismo, un’arma scarica

Gli autori del genocidio palestinese, della Pulizia Etnica del popolo palestinese, nascondendosi dietro “l’industria della Shoah”, non sanno capacitarsi che i popoli rifiutino i loro ricatti.

I media in molti paesi tra cui Spagna, USA, Francia e Germania dove i sionisti sono padroni dei grandi giornali, di conseguenza i direttori pagati per organizzare veri e propri killeraggi verso chi sostiene la sacrosanta Lotta di Liberazione del popolo palestinese, conducono vere e proprie campagne violente e denigratorie mischiando falsità e immaginarie ricostruzioni, che nulla hanno a che fare con la realtà, ma avendo ben imparato la lezione da un loro maestro che diceva “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, continuano a ripetere frasi e concetti campati in aria, affinché questi diventino realtà almeno per una parte della popolazione.

Un caso di questo genere viene riportato molto bene da Daniel Finn sull’ultimo numero de Le Monde Diplomatique allegato a Il Manifesto del 13 giungo 2019.

In questo articolo dal titolo “Antisemitismo, un'arma letale” viene ricostruito molto efficacemente la campagna contro il partito laburista inglese ed in particolare contro il suo maggiore leader Jeremy Corbin.

Ingredienti di queste feroci campagne sono menzogne, coinvolgimento di importanti giornalisti mercenari, falsi appartenenti e veri provocatori dello stesso partito laburista; pensiamo ad esempio alla deputata Margaret Hodge, acerrima nemica di Corbin ed aderente all’ala destra del partito che, nel corso di una sessione della Camera dei comuni, ha vomitato in parlamento che il leader del suo partito era solo un “bastardo antisemita”.

Oppure riprendiamo, sempre dallo stesso articolo già citato, l’esempio del New York Times che ha equiparato il Labour britannico a Fidesz, il partito del primo ministro ungherese Viktor Orban (estrema destra).

Questo il livello morale dei servi del sionismo internazionale.

Una cosa accomuna le campagne dei maggiori giornali inglesi, tedeschi, francesi, americani o anche italiani: mentono sapendo di mentire.

Quindi ogni tentativo di difendersi è pura perdita di tempo, produce solo effetti contrari oltre che dannosi. L’unico modo di rispondere adeguatamente è non entrare nel loro campo truccato, ma porsi davanti rivendicando con assoluta fermezza il nostro diritto, e dovere(!), di sostenere la giusta Lotta di Liberazione dei palestinesi dal giogo sionista.

I partigiani italiani, quando si trovavano davanti ai tribunali fascisti e nazisti e venivano accusati di essere banditi rispondevano così: «Se essere partigiani, se essere contro fascismo e nazismo vuol dire essere "banditi", bene, noi siamo "banditi”».

Parafrasando i nostri partigiani all’accusa di essere antisemiti dobbiamo rispondere: Se essere sostenitori della legittima Lotta di Liberazione palestinese vuol dire essere "antisemiti", bene, noi siamo "antisemiti".

Collettivo PalestinaRossa
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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