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CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA, A FIANCO DEL POPOLO VENEZUELANO

Il Fronte Palestina nel proprio manifesto di fondazione dichiara il pieno sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, perché non vi può essere solidarietà al popolo palestinese che non passi anche per l'opposizione al neocolonialismo delle potenze atlantiche in Medio Oriente, Asia, Africa, Est Europa e America Latina.

Per questa ragione oggi ci schieriamo con forza a fianco del popolo venezuelano contro il tentativo di colpo di stato in atto. Denunciamo la volontà di balcanizzare il Venezuela, come già avvenuto con Palestina e Siria.

Juan Guaidó non è altro che il burattino di turno al servizio degli interessi capitalisti; membro del partito di destra Voluntad Popular, pro-nordamericano, neoliberista e antichavista; esaminando la sua carriera si scopre che è stato formato direttamente alla scuola statunitense su come destabilizzare governi e compiere colpi di stato. Il 23 gennaio scorso Guaidò si è autoproclamato presidente ad interim (carica che costituzionalmente neppure esiste in Venezuela) ottenendo subito il riconoscimento e il sostegno degli imperialisti Usa, ma anche europei e di tutti i paesi latinoamericani governati dalle destre reazionarie.

È dal 1959 che l’imperialismo USA, in continuità con la dottrina Monroe e la teoria del “patio trasero”, conduce una politica di ingerenza e aggressione nei confronti di qualunque stato americano si renda “colpevole” di lottare per la propria indipendenza e libertà, partendo dalla rivoluzione a Cuba per poi continuare per continuare con i colpi di stato negli anni ’60 e ’70 nel Cono Sud, con i Contras e gli squadroni della morte in Nicaragua, Guatemala, Salvador, Brasile e via dicendo. E l’attuale inviato statunitense in Venezuela altri non è che Elliott Abrams, già uomo di Reagan e Bush in Centroamerica e Medioriente.

La lobby sionista internazionale non è estranea a tutto questo: il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha immediatamente riconosciuto il leader dell'opposizione Juan Guaidó come nuovo capo di Stato. "Israele si unisce agli Stati Uniti, al Canada, alla maggior parte dei Paesi latinoamericani ed europei nel riconoscimento della nuova leadership del Venezuela", ha affermato in un video messaggio. Non dimentichiamo che Venezuela e Israele sono stati spesso ai ferri corti. Caracas ha condannato le offensive militari messe in atto dallo Stato ebraico, in particolare quelle del 2006 in Libano e le tre grandi aggressioni (2008, 2012 e 2014) contro Gaza, schierandosi contro le politiche di Washington e Tel Aviv nei confronti dell’Iran.

In questo gioco politico i sionisti mirano a rafforzare il loro posizionamento in America Latina; dopo il viaggio di Netanyahu nel continente, poco più di un anno fa, e dopo lo spostamento delle ambasciate da Tel Aviv a Gerusalemme di Guatemala e Honduras, gli israeliani stanno negoziando lo spostamento di altre ambasciate di paesi latinoamericani, mentre concludono affari miliardari per vendite di armi e tecnologie di controllo in vari stati del Cono Sud. D’altra parte Israele è sempre stato al fianco degli USA nell’addestramento dei vari squadroni della morte, corpi antiterrorismo e controinsurgenti.

L’alleanza organica fra USA ed Israele converge in Venezuela come sul versante mediorientale dove, oltre che di isolare e tentare di sconfiggere la resistenza del popolo palestinese, prosegue l’attacco alla Siria con bombardamenti portati avanti direttamente dai sionisti; in questo quadro rientrano anche l’aggressione contro lo Yemen e le minacce ad Iran e Libano.

Anche l’USAID (US Agency for International Development) gioca un ruolo importante in questa aggressione: con la scusa degli aiuti umanitari e dei programmi per lo sviluppo, l’agenzia lavora da sempre per rovesciare i governi non graditi agli USA e per controllare i movimenti politici e sociali di tali paesi. Voluntad Popular ha ricevuto milioni di dollari di “aiuti democratici” da USAID e National Endowment for Democracy (NED, emanazione della CIA). Contemporaneamente USAID chiude gli uffici in Palestina tagliando 200 milioni di dollari di finanziamenti (in continuità col blocco sionista degli aiuti umanitari a Gaza) -- fatta eccezione di quelli per i servizi di sicurezza dell’Autorità Nazionale (ANP) perché collaborano attivamente con quelli di Israele -- e approva un finanziamento di 750.000 dollari per l’assistenza umanitaria dei “prigionieri politici” a Cuba.

Certo che c’è una crisi economica in Venezuela. Esiste un embargo economico e finanziario ad opera di USA ed UE, gli stessi che ora sono volenterosi di inviare, anche con azioni di forza, “aiuti umanitari” per un valore che è ridicolmente inferiore alla cifra che essi stessi bloccano.

Un atto di forza che dimostra che per il grande Capitale internazionale democrazia è una parola vuota, da negare quando ostacola i propri piani e da invocare se funzionale ai propri profitti. Democrazia è anche una falsa promessa dei riformisti, spacciatori professionali di illusioni, che la diffondono a man bassa tra le masse per prevenire la rivoluzione di classe come unica soluzione alla crisi capitalista.

Cile, Cuba, Palestina, Venezuela…cambiano gli scenari, la politica rimane la stessa.

CHIAMIAMO TUTTE LE FORZE ANTIMPERIALISTE E ANTISIONISTE A SCHIERARSI A FIANCO DEL VENEZUELA!

Fronte Palestina

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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