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DICHIARAZIONE DAL CARCERE DI GEORGES ABDALLAH DEL 23 GIUGNO

Cari compagni/e, cari amici/che,

quando si è in questi luoghi sinistri da ormai una “piccola eternità”, durante le iniziative di solidarietà si viene sempre travolti da una grande emozione, così inizio il mio discorso rivolgendo a tutti i miei più calorosi saluti.

In questo momento di grandi lotte sapervi riuniti oggi a Parigi mi riempie di forza, scalda il mio cuore e soprattutto mi rafforza nella convinzione che è assumendo sempre più il terreno della lotta anticapitalista e antimperialista che portiamo il sostegno più significativo a coloro che da decenni resistono dietro le abominevoli mura della prigione.

Chiaramente non è cercando inganni giudiziari qua e là che riusciremo a far fronte alla persecuzione criminale dei “servi del capitale” di cui sono oggetto i resistenti prigionieri, ma piuttosto affermando la incrollabile determinazione nella lotta contro il loro sistema criminale e moribondo. Sappiamo tutti, compagni e compagne, che in ultima istanza è in funzione di un certo rapporto di forze che si riesce a strappare i nostri compagni dagli artigli del nemico. Quest'ultimo lascia la presa solo quando si rende chiaro che il mantenimento in prigionia di questi protagonisti rivoluzionari pesa di più nel processo di lotta in corso della minaccia inerente alla loro liberazione. Non si tratta di comportarsi come se non lo sapessimo che la suddetta giustizia è sempre una giustizia di classe al servizio di una politica di classe inscritta nella dinamica globale di una guerra di classe a livello nazionale e internazionale. Certo, ci sono le conquiste sociali che ci permettono di condurre battaglie sul terreno giudiziario ed è inutile ricordare che dobbiamo condurre queste battaglie; ciò non toglie il fatto che arriva un momento in cui bisogna rendersi conto che la cosiddetta “ragion di Stato” farà sempre sì che la borghesia si regga sulle proprie leggi quando i suoi interessi sembrano richiederlo. Certo dopo tanti anni di prigionia ci sono e ci saranno sempre tra le nostre fila “amici” e “solidali” che chiedono che si faccia ancora qualcosa nell'ambito giudiziario e che forse questa volta, etc.

Resta ben inteso che non sono le buone intenzioni che mancano, solo che, nonostante tutte le sofferenze della lunga prigionia, non c'è e non ci sarà alcuna possibilità di sfuggire allo sforzo necessario al cambiamento dei rapporti di forza, se si desidera ardentemente (come dicono alcune delle persone a me vicine) liberare i nostri compagni. Sviluppiamo la solidarietà assumendo ogni giorno di più il terreno della lotta anticapitalista e antimperialista, così facendo “il nostro vecchio amico” questa “vecchia talpa che sa così bene lavorare sottoterra” non sarà indifferente ai nostri sforzi. Proprio per questa ragione, compagni, è di importanza capitale conoscere ed essere in grado di iscrivere l'approccio di solidarietà nelle dinamiche globali della lotta in corso.

La crisi del capitalismo moribondo nella sua fase di avanzata putrefazione è già lì davanti ai nostri occhi a livello planetario, sia nei centri del sistema sia nelle sue periferie...Ciò che sta accadendo in questi giorni nel mondo arabo in generale e in Palestina in particolare (in Yemen ed in Bahrein, in Siria ed anche in Libia...) è più che emblematico a tale proposito. Le forze imperialiste di tutte i lati sono impegnate in una guerra pluridimensionale, che riflette da un lato le contraddizioni inter-imperialiste e dall'altro una guerra imperialista di saccheggio e distruzione. La borghesia araba nella sua stragrande maggioranza ha scelto il proprio campo senza mascheramenti. La Palestina ci da lezioni quotidiane di abnegazione e coraggio di portata eccezionale. Più che mai le masse popolari palestinesi, nonostante tutti i tradimenti della borghesia, assumono il loro ruolo di vero garante della difesa degli interessi del popolo. I martiri, dai più giovani ai meno giovani, cadono a centinaia, anche a mani nude. Gli imperialisti di tutti i tipi non si offendono nemmeno davanti al loro amico Bibi, l'illustre ospite dell'Eliseo.

Resta comunque il fatto che, al di la del tradimento o meno della borghesiao degli interventi imperialisti diretti o indiretti, la Resistenza continua e certamente continuerà fino a quando ci sarà l'Occupazione. Naturalmente le masse popolari palestinesi così come come le loro avanguardie combattenti, anche in prigionia, possono contare più che mai sulla vostra solidarietà attiva.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente resistenza!

Solidarietà con la Resistenza nelle carceri sioniste e nelle celle d'isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e in altre parti del mondo!

Solidarietà con i giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà con i lavoratori delle ferrovie e gli altri proletari in lotta!

Onore ai Martiri ed alle masse popolari in lotta!

Morte all'imperialismo, ai suoi cani da guardia sionisti ed hai regimi reazionari arabi!

Il capitalismo non è altro che barbarie, onore a tutti coloro che si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni, e solo insieme vinceremo!

A tutti voi i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno,
Georges Abdallah
 


Fonte: http://liberonsgeorges.samizdat.net/g/declaration-de-georges-abdallah-23...

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Resoconto della manifestazione internazionale a Parigi per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah e dei prigionieri politici rivoluzionari nel mondo

Importante manifestazione internazionale a Parigi per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah.

Circa 300 compagni e compagne sono scesi in piazza in un lungo e popolare corteo per le vie di Parigi per gridare forte e chiaro: “Libertà per Georges Ibrahim Abdallah! Palestina vincerà”.

Il corteo è stato convocato nel quadro della lunga campagna unitaria che si svolge da anni in Francia e in tante altre parti del mondo che ha reso Georges un compagno riconosciuto e sostenuto da tante realtà organizzate, antimperialiste e rivoluzionarie d'Europa, del Mondo Arabo e di tanti altri paesi del mondo.

34 anni ingiusti di prigione non hanno assolutamente piegato G.I. Abdallah, né fermato la campagna in suo favore.

34 anni in cui l'imperialismo Usa e l'imperialismo francese hanno tentato di mettere a tacere una voce rivoluzionaria a sostegno della Palestina e delle masse arabe.

La campagna in questi anni ha avuto diversi momenti e diverse facce con ogni forma di manifestazione, ora d'avanguardia ora di massa. E sempre G.I. Abdallah è stato al fianco delle masse oppresse in rivolta e in armi, così come non ha fatto mai mancare la sua voce a sostegno dei prigionieri politici rivoluzionari nel mondo.

La manifestazione di Parigi è stato un segnale forte che questa campagna non si fermerà fino alla vittoria: la scarcerazione di Georges Ibrahim Abdallah.

Questa manifestazione ha portato insieme alle caratteristiche di sempre delle novità importanti che possono e devono influenzare lo sviluppo di questa campagna.

Insieme alle forze che sostengono da sempre la campagna e che guidavano la manifestazione in un quadro solidale, unitario, vi è stata questa volta la presenza di un forte contingente, un blocco rosso maoista, guidato dallo striscione della Jeunesse communist revolutionary, che ha portato in forma compatta e determinata nella manifestazione la battaglia per Georges, a difesa della lotta armata delle masse palestinesi e che ha raccolto nelle sue fila compagni francesi, tedeschi, austriaci, norvegesi e di altri paesi e una folta delegazione italiana, la più numerosa tra le delegazioni, formata da compagni, da operai, donne proletarie, impegnati negli organismi di massa del Soccorso rosso proletario, del Movimento femminista proletario rivoluzionario, dello Slai cobas sc, guidata dalla rappresentanza di proletari comunisti-PCm Italia.

Questa forte presenza ha portato nella manifestazione la battaglia a difesa di tutti i prigionieri politici comunisti, rivoluzionari nel mondo, con ritratti del presidente Gonzalo, di Ajith, con uno striscione per la prigioniera politica Nadia Lioce, per la quale è in corso in Italia una forte campagna con l'Mfpr in prima fila, e, la prima volta in una manifestazione di questo tipo, uno striscione per i prigionieri politici rivoluzionari in India, Saibaba e altri, portato da compagni e compagne facenti parte del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India.

Il contingente ha lanciato slogan a sostegno della guerra popolare e Viva Marx-Lenin-Mao.

Questa novità in questa manifestazione rafforza notevolmente la campagna, la amplia, la arricchisce e la inserisce nello scontro globale tra imperialismo e lotte di liberazione dei popoli oppressi, nella contesa tra rivoluzione e controrivoluzione.

Stanno anche in questo le ragioni di fondo dell'ostinata persecuzione contro Georges Ibrahim Abdallah. E questa battaglia rappresenta una battaglia per tutti i popoli oppressi che sviluppano la lotta armata e la guerra popolare; così come oggi più che mai la sorte dei prigionieri politici rivoluzionari è legata all'avanzamento delle masse popolari e della rivoluzione proletaria.

Resoconto a cura della delegazione italiana

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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