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Il BNC Replica alle Dimissioni della Responsabile delle Nazioni Unite in seguito alla relazione sull'apartheid di Israele

17 Marzo 2017 – Oggi, la Dottoressa Rima Khalaf, Direttrice della Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l'Asia Occidentale (ESCWA), si è dimessa dal suo incarico a seguito di pressioni esercitate dagli Stati Uniti e da Israele a proposito di una relazione pubblicata questa settimana da ESCWA che documenta le politiche di apartheid di Israele nei confronti del popolo palestinese e incoraggia il sostegno al movimento civile per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a favore dei diritti e della libertà dei palestinesi.

La Dottoressa Khalaf ha spiegato la sua decisione affermando: “Mi sono dimessa perché è mio dovere non nascondere un crimine evidente, e avallo tutte le conclusioni della relazione.”

In risposta alle dimissioni della Dottoressa Khalaf, Mahmoud Nawajaa, il Coordinatore Generale del Comitato Nazionale Palestinese del BDS (BNC) ha dichiarato:

“Il fatto che un Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia ceduto alle minacce e intimidazioni da parte dell'amministrazione Trump rivolte a evitare, ancora una volta, di mettere Israele di fronte alle sue responsabilità, non è certo una novità. La vera novità è che questa volta, Israele, con tutta la sua influenza a Washington, non può rimettere il genio nella bottiglia.

“La relazione storica dell'ESCWA ha centrato due precedenti epocali sulla Palestina. È la prima volta che una qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite ha stabilito, attraverso uno studio scrupoloso e rigoroso, che Israele ha imposto un regime di apartheid contro l'intero popolo palestinese. Inoltre, il patrocinio dell’ESCWA a favore del BDS in quanto il più efficace strumento per ritenere Israele responsabile dei suoi crimini di guerra ha creato un precedente importante nel sistema delle Nazioni Unite sottoposto al dominio degli Stati Uniti.

“I Palestinesi sono profondamente grati alla direttrice dell'ESCWA, Dottoressa Rima Khalaf, che ha preferito dimettersi con dignità piuttosto che cedere ai suoi principi di fronte al bullismo di Stati Uniti e Israele. In questo momento buio della nostra storia, con la repressione crescente di Israele, inclusa quella verso i difensori non violenti dei diritti umani, il furto continuo di terra palestinese e il peggioramento delle politiche di apartheid, i palestinesi sperano che questo rapporto rivoluzionario annunci l'avvento di una nuova era in cui si consideri l’ingiusto regime di Israele come responsabile attraverso sanzioni e altre misure, come è stato fatto contro l'apartheid del Sud Africa".

Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS
Traduzione di Aldo Lotta per BDS Italia

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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