Il presidente dell’Associazione palestinese per lo sport: fuori Israele dai comitati Olimpici

Israele dovrebbe essere escluso dai sindacati e comitati olimpici, ha dichiarato il capo della Federcalcio palestinese.

Jibril Rajoub, presidente della Federcalcio palestinese, giovedi ha chiesto che Israele venisse espulso da tutti i sindacati e comitati olimpici internazionali fino a quando "onorerà gli accordi internazionali".

Rajoub ha detto di essere personalmente disposto a guidare la campagna anti-israeliana, ma solo se riceverà aiuto da parte dei paesi arabi. Ha anche espresso ferma opposizione a qualsiasi forma di normalizzazione con Israele, in particolare nel campo dello sport.

Il termine "normalizzazione" non esiste nel dizionario sportivo palestinese, ha sottolineato Rajoub nel corso di un seminario a Ramallah. Ha aggiunto che lo sport nei territori palestinesi è stato "uno dei metodi di resistenza" contro Israele.

Rajoub ha inoltre invitato i rappresentanti dei media arabi e gli atleti a visitare i territori palestinesi, sostenendo che questa non era una forma di normalizzazione con Israele. "Il settore giovanile in Palestina è il combustibile di base per il progetto di liberazione", ha detto Rajoub. Egli ha anche sottolineato il ruolo dei giovani nel mantenere uno "stato permanente di confronto" con Israele.

Rajoub, che ha trascorso 17 anni nella prigione israeliana, ha fondato e guidato il tanto temuto servizio di sicurezza preventiva in Cisgiordania subito dopo l'istituzione dell'Autorità palestinese nel 1994.

Quando lavorava, Rajoub era noto per i suoi stretti e calorosi legami con i rappresentanti dell' establishment della sicurezza israeliana, che gli è valso molti nemici tra i palestinesi, in particolare tra i membri di Hamas.

Rajoub è stato anche considerato un leader "moderato" e campione di contatti con gli israeliani, in particolare con i rappresentanti israeliani di partiti e gruppi di sinistra . A un certo punto è stato anche pubblicizzato come un potenziale successore di Yasser Arafat.
 

Fonte: Jerusalem Post
Traduzione a cura di PalestinaRossa