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Leila Khaled: Le donne palestinesi sono più forti della congiura della normalizzazione

«La marcia di normalizzazione organizzata dalle forze sioniste insieme alla cosiddetta “commissione per la comunicazione con la società israeliana” è in contraddizione fondamentale con la posizione e la lotta del popolo palestinese e la rivendicazione dei loro diritti nazionali. Questa iniziativa ha lo scopo di distorcere e mistificare gli obiettivi della lotta di liberazione palestinese e la lotta delle donne palestinesi e arabe» ha dichiarato la compagna Leila Khaled, membro dell'Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. «Questo è un altro tentativo fraudolento, nonché ripetitivo, di celarsi dietro lo slogan della “pace” per ingannare il popolo palestinese, quello arabo le persone libere del mondo».

«Il Fronte Popolare starà con il nostro popolo e la sua nazione, sosterrà tutti i movimenti e i comitati per il boicottaggio dell'occupazione per contrastare tutte le forme di normalizzazione politica, culturale ed economica dello stato sionista a prescindere dalla bandiera, gli slogan o le frasi scelte.

L’evento svolto a Gerico rivela solo l'incompetenza e l'incapacità di questi pro-normalizzazione israeliani e palestinesi che lavorano insieme per imporre un percorso di concessioni al popolo palestinese.

Se questa manifestazione è in realtà delle donne per “la pace” perché non riconoscono la natura coloniale del progetto sionista? E qual è la loro posizione sul diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e sull'assedio di Gaza?

Le donne palestinesi sono più forti della congiura di normalizzazione. La vera pace per noi del Fronte Popolare sarà conseguenza della fine dell'occupazione e del colonialismo, si otterrà attraverso la resistenza con l'obiettivo di sconfiggere il progetto sionista sulla base di una radicale contraddizione e di confronto, non adattandosi o conciliandosi alle sue condizioni ed egemonia».

“Dobbiamo battere sulle pareti del serbatoio”, ha proseguito Leila evocando una classica immagine dal compagno Ghassan Kanafani. «Questo è un sentiero pericoloso e catastrofico, soprattutto perché il nome dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina è stato volutamente e strumentalmente utilizzato da questo sospetto comitato. Chiediamo che questa commissione venga chiamata ad una responsabilità collettiva per i suoi obiettivi ed azioni di normalizzazione con l'occupante».

Infine la compagna ha invitato tutte le forze palestinesi, le istituzioni e le organizzazioni in palestinesi, in particolare gli studenti ed i giovani, il movimento di boicottaggio boicottaggio ed i quadri del Comitato Nazionale per il BDS nella Palestina occupata a ripristinare l'iniziativa popolare e a contrastare questi movimenti di normalizzazione, aumentando l'organizzazione di presidi ed azioni di protesta per dare alle masse uno spazio di partecipazione e per alzare la voce contro le posizioni a favore dell'occupazione.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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