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Parlamentari spagnoli sostengono il diritto di boicottare Israele

Gli attivisti hanno accolto favorevolmente la decisione di parlamentari spagnoli che hanno riconosciuto il fatto che il movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni per i diritti dei palestinesi è protetto dalle leggi che garantiscono il diritto di parola.

Il 27 giugno il" Comitato per la Cooperazione Internazionale" della Camera dei Deputati, la camera bassa spagnola, ha adottato all'unanimità una risoluzione che chiede al governo di "riconoscere e difendere il diritto degli attivisti palestinesi, di Israele e di altri Paesi per i diritti umani di impegnarsi in attività lecite e pacifiche, difesi dal diritto di opinione e di riunione, come quello di promuovere le campagne per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS)."

"Podemos", il partito di sinistra i cui parlamentari hanno proposto la mozione, ha affermato che l'approvazione significa che il governo "deve difendere quei diritti e agire contro le persecuzioni ai danni di attivisti, in Spagna e in molti altri Paesi, impegnati in campagne pacifiche, lecite e legittime contro le violazioni dei diritti umani in Palestina."

Lotta contro la repressione

"Podemos" ha evidenziato inquietanti episodi di evidente repressione di persone impegnate nel sostegno e nella formazione a favore dei diritti dei palestinesi, come la cancellazione in gennaio di un'attività presso l'istituto "Casa Arabe" [centro culturale che promuove la cultura araba in Spagna, ndt.] di Madrid sulla resistenza non violenta dei palestinesi contro l'occupazione e l'apartheid israeliani.

I gruppi di pressione filo israeliani in Spagna hanno presentato denunce penali contro singoli attivisti che hanno sostenuto il boicottaggio.

Hanno anche proposto una lunga serie di azioni legali intese a contrastare il crescente numero di Comuni spagnoli - il più grande dei quali è quello della città di Barcellona - che si sono dichiarati liberi dall'apartheid israeliano.

"Questa è una vittoria per tutti coloro che agiscono in base alla propria coscienza partecipando al movimento BDS per i diritti umani dei palestinesi," ha affermato Ana Sanchez, responsabile delle campagne internazionali con il Comitato Nazionale BDS palestinese (BNC), a proposito dell'azione dei parlamentari.

Sanchez ha aggiunto che ciò accade mentre le campagne BDS "continuano ad estendersi in tutto il mondo" e "istituzioni statali in Europa, negli Stati uniti e altrove stanno sempre più affermando il diritto dei loro cittadini di partecipare al movimento BDS per promuovere i diritti umani dei palestinesi."

IL BNC ha notato a proposito della mozione del parlamento che "è la seconda volta in poco tempo che le istituzioni dello Stato spagnolo hanno affermato il diritto al boicottaggio."

Alla fine di aprile il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis ha scritto al senatore Pablo Bustinduy di "Podemos" che "il governo rispetta pienamente le attività e le campagne promosse dalla società civile nel quadro della libertà di espressione garantita dal nostro sistema politico."

Lo scorso ottobre l'Unione Europea ha stabilito che il sostegno al BDS costituisce libertà di espressione e di associazione protette in tutti i 28 Stati membri, in linea con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea.

In precedenza l'Irlanda, l'Olanda e la Svezia, Stati dell'UE, hanno respinto pressioni da parte di Israele e dei suoi sostenitori ed hanno affermato il diritto dei propri cittadini a sostenere il BDS come mezzo per far progredire i diritti del popolo palestinese.

Difendere il diritto di parola

Il mese scorso il BNC ha festeggiato la recente decisione del parlamento svizzero di bloccare una misura che avrebbe impedito finanziamenti pubblici a gruppi che appoggiano il BDS.

Durante il dibattito nella camera alta svizzera il ministro degli Esteri Didier Burkhalter ha sostenuto che il provvedimento contro il BDS sarebbe stato antidemocratico perché avrebbe represso la possibilità da parte della società civile di criticare i governi.

La proposta era stata sostenuta dal " Partito del Popolo", di destra, che stava lavorando insieme dalla " Ong Monitor" ["Monitoraggio delle ONG], un'organizzazione israeliana specializzata nel diffamare israeliani, palestinesi ed internazionali difensori dei diritti umani.

Negli ultimi anni Israele ed i suoi sostenitori hanno intensificato i tentativi di demonizzare e mettere fuori legge l'attivismo in solidarietà con i palestinesi, cercando soprattutto di confondere la linea che separa le critiche contro Israele e la sua ideologia di Stato sionista da un lato e l'antisemitismo - il fanatismo anti-ebraico - dall'altro.

Su altri fronti, funzionari dell'UE che lavorano di concerto con il governo israeliano, continuano nei tentativi di censurare le critiche a Israele all'insegna della lotta contro l'anti-semitismo.

Gli attivisti per i diritti dei palestinesi stanno reagendo con vaste campagne in difesa della libertà di parola.

Tuttavia rimane una chiara divisione con alcuni governi,  soprattutto in Francia e Regno unito, che sono ancora impegnati a reprimere la libertà di parola in merito alla Palestina.

Ma persino in GB alcuni tribunali stanno contribuendo a bloccare la censura: in giugno l'Alta Corte di Londra ha respinto alcune norme governative che intendevano impedire ai governi locali di prendere iniziative in appoggio ai diritti dei palestinesi.

Vittoria del BDS in Cile

Lo scorso mese il BNC ha anche salutato positivamente la decisione da parte di alcune università cilene di annullare due eventi co-sponsorizzati dall'ambasciata israeliana.

Un funzionario dell'Autorità Israeliana per le Antichità avrebbe dovuto parlare all'università "Alberto Hurtado" e alla "Universidad de Chile" ["Università del Cile", una delle più prestigiose del Paese, ndt.], ma militanti studenteschi hanno protestato per il suo ruolo di organizzatore nella continua distruzione e del furto del patrimonio culturale palestinese da parte di Israele.

BDS Cile ha descritto le cancellazioni come una prova della determinazione degli studenti cileni "a lavorare per l'interruzione dei rapporti delle nostre università con istituzioni complici dell'apartheid israeliano."

Ali Abunimah

Fonte: Electronic Intifada
Traduzione di BDS Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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