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Più di 50 organizzazioni italiane scrivono all'Unione Ciclistica Internazionale: Intervenga perché il Giro d'Italia sia spostato da Israele

Pubblichiamo la lettera invitata all‘Unione Ciclistica Internazionale (UCI) in merito al coinvolgimento del Giro d’Italia, della federazione ciclistica e della squadra israeliana, entrambe membri UCI, in violazioni del diritto internazionale.

La lettera è stata firmata da oltre 40 organizzazioni della società civile italiana, tra cui sindacati con centinaia di migliaia di iscritti, gruppi cristiani e ebraici, ONG e organizzazioni per i diritti umani.

Invitiamo ad inviare la lettera all’indirizzo: president@uci.ch


Alla cortese attenzione del:

Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI)
Sig. David Lappartient

cc: Membri del Consiglio UCI

Oggetto: Giro d’Italia, federazione e squadra UCI coinvolti in violazioni del diritto internazionale

Signor Presidente, membri del Consiglio UCI,

nel codice etico della vostra Unione si afferma che non è consentito svolgere attività che possano ledere l’immagine dell’Unione stessa, che vanno conosciute ed osservate le leggi ed i regolamenti vigenti in tutti i Paesi nei quali essa agisce, e che il ciclismo deve essere e mantenersi pulito.

Pensiamo che, coerentemente con queste premesse, abbiate a cuore anche il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani universali da parte dei paesi in cui si svolgono le competizioni ed in particolare dove operano le varie federazioni nazionali.

Ebbene, tali valori sono quotidianamente calpestati da Israele, Stato in cui si svolgerà il Giro D’Italia 2018 e che, proprio in questi giorni, sta attuando una durissima repressione, uccidendo giovani vite e ferendo centinaia di manifestanti, per il solo fatto che protestano contro la decisione, illegale per il diritto internazionale, del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Gesto che ha provocato, come certamente a voi noto, la condanna unanime della Comunità Internazionale e delle sue Istituzioni, poiché, in base alle risoluzioni ONU e al Diritto Internazionale, tutti i paesi considerano Gerusalemme est come parte dei Territori Palestinesi Occupati (TPO) e non riconoscono nessuna parte di Gerusalemme come capitale di Israele.

Ebbene il Giro d’Italia, che ha addirittura anticipato il riconoscimento USA del controllo di Israele su Gerusalemme, presentando Gerusalemme est occupata come se fosse parte di Israele e rimuovendo la dicitura “ovest” dal materiale della tappa prevista per Gerusalemme, si trova, insieme a Trump, in contrasto con il diritto internazionale.

Aggiungiamo inoltre che la Federazione ciclistica israeliana (ICF), che fa parte dell’UCI, sponsorizza e organizza competizioni ciclistiche nei Territori Palestinesi Occupati (TPO) e nel Golan, cioè in zone sotto occupazione militare, ancora in violazione del diritto internazionale.

Proprio pochi giorni prima della partenza del Giro d’Italia, la squadra ciclistica israeliana (ICA), che è una squadra UCI “Pro Continental”, parteciperà ad una gara a Gerusalemme est occupata – fino alla colonia illegale di Pisgat Ze’ev. E l’ICA è in lizza per partecipare, come wildcard, al Giro d’Italia.

Per tutto quanto sopra scritto, e considerato che il Giro d’Italia è una competizione “World Tour” dell’UCI, riteniamo che UCI, che ha dei doveri e dei valori da far rispettare, debba assumere i provvedimenti necessari ad evitare che una delle più amate gare ciclistiche del mondo venga coinvolta in violazioni del diritto internazionale e debba intervenire perché venga messo in atto il piano B per il Giro d’Italia, che prevede lo spostamento della gara da Israele.

Dall’UCI, organismo internazionale che ha come missione quella di promuovere e difendere trasparenza, correttezza e rispetto delle regole nel ciclismo, ci aspettiamo un intervento decisivo affinché il diritto sia rispettato e non calpestato.

Con osservanza,

Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Onlus

ARCI Val Susa

AssopacePalestina

ATTAC Italia

AWMR Italia Donne della Regione Mediterranea

BDS Italia

Casale Podere Rosa

Comitato Acqua Bene Comune Valle dell’Aniene

Comitato di base NoMuos/NoSigonella- Catania

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Donne in Nero – Italia

Ex Aequo Coop Sociale Bologna

FIOM-CGIL

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Fronte Palestina

Grassroots Christian Community San Paolo

Il dialogo

Italia-Nicaragua (Livorno)

Libera Accademia di Roma

Libera.TV

Lorusso Editore

Palestina Rossa

Radio Vostok

Rete Radié Resch – Italia

Rete Radié Resch – gruppo di Udine

Rete Radiè Resch-Gruppo di Salerno

Rete sociale III Municipio (Roma)

Reti di Pace – laboratorio Monteverde (Roma)

Servizio Civile Internazionale – Italia

Società Civile per la Palestina
   Associazione Oltreilmare Onlus
   Associazione Ulivo e Libro Alessandria
   Casa delle donne – Pisa
   Centro Studi Sereno Regis
   COSPE
   Invicta Palestina
   Rete ECO (Ebrei contro l’occupazione)
   La comunità delle Piagge di Firenze
   Pax Christi Italia
   Rete Corpi Civili di Pace IPCRI

U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome

ULAIA ArteSud onlus

Un ponte per…

Unione Sindacale di Base

Università Popolare dello Sport

WILPF Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà

– Associazione Amicizia Italo Palestinese Firenze
– Associazione Amicizia Sardegna Palestina
– Amici della bicicletta Cagliari
– Rete Radiè Resch, gruppo di Cagliari
– Associazione Salvaciclisti Bologna

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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