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Report della riunione nazionale di Roma del 18 gennaio 2014

Sabato 18 gennaio si è tenuta a Roma una riunione nazionale tra varie strutture che da anni si mobilitano ed organizzano iniziative di solidarietà e di controinformazione sul conflitto mediorientale, soprattutto quello tra sionisti ed arabo-palestinesi.

La riunione ha rappresentato il seguito di un percorso politico iniziato a Milano (giugno 2013), poi proseguito con altri incontri nazionali a Firenze (settembre) e a Torino (ottobre), quindi sfociato nella manifestazione nazionale di Torino del 30 novembre contro gli Accordi Italia-Israele e nel 2° Convegno sul Sionismo tenutosi sempre nella stessa città, il 1° dicembre.

Hanno partecipato alla riunione delegazioni provenienti da Torino, Milano, Padova, Pordenone, Viareggio, Follonica, Firenze, Roma, Salerno e Napoli.

L'odg è stato focalizzato sui seguenti punti:

  1. Introduzione politica ai lavori
  2. Bilancio sulle mobilitazioni di Torino
  3. Strutturazione organizzativa
  4. Varie ed eventuali

Introduzione politica

Attraverso vari interventi i promotori dell'incontro hanno riepilogato le coordinate politiche generali che si sono andati sedimentando nel dibattito durante i mesi precedenti e, soprattutto, sono state approfondite nel Convegno sul Sionimo di dicembre.

Sinteticamente queste sono state riassunte nella necessità, in questa fase storica, di spostare l'asse del ragionamento sul conflitto mediorientale, dalla solidarietà caritatevole al fianco delle vittime locali (palestinesi) dei sionisti, ad un approccio più politico.

Un approccio che ricostruisca un punto di vista di classe, antimperialista ed antisionista sul conflitto, che stabilisca nettamente la differenza tra vittime e carnefici, tra colonizzatori e colonizzati, critica nei confronti dei movimenti di solidarietà, tra cui soprattutto le ONG, che tendono invece a far sparire tali differenze, trattandole come merce di scambio dei loro “aiuti”, favorite anche da una certa accondiscendenza da parte di chi li riceve.

Un punto di vista politico che, mettendo al centro dell'attenzione la “questione sionista”, rifiuta il progetto etnico-religioso di risoluzione del conflitto rappresentato dalla proposta “2 popoli 2 stati” e che è anche una presa d'atto del fatto che è già stato spazzato via dalle politiche colonialiste israeliane. Una posizione politica che vede nella indivisibilità della Palestina un principio fondante, che sta alla base della soluzione dello “Stato unico, laico, popolare e democratico” che garantisca il pieno diritto del ritorno dei profughi palestinesi alla loro terra.

Su questi elementi politici generali si è confermata una sostanziale omogeneità di vedute di tutti i partecipanti.
 

Bilancio sulle mobilitazioni di Torino

In generale si è registrata una valutazione politicamente positiva delle mobilitazioni organizzate contro il programmato Vertice Italia- Israele, che si sarebbe dovuto tenere a Torino e poi precipitosamente spostato a Roma la settimana precedente all'evento. In tal senso è stata valutata positivamente la decisione di mantenere lo stesso la manifestazione nazionale ed il convegno a Torino, nonostante le contrarietà espresse da alcune realtà torinesi che hanno fatto parte del comitato “Mai complici d'Israele”, che ha spinto per spostare gli eventi a Roma creando confusione circa le mobilitazioni confermate a livello nazionale. In questo senso si è manifestata un'aperta contraddizione politica tra la volontà di mantenere a Torino delle mobilitazioni preparate da mesi o improvvisarle a Roma in pochi giorni, rincorrendo l'agenda imposta dai governanti, proprio con l'evidente scopo di indebolire le mobilitazioni stesse. Una contraddizione tra livelli locali e nazionali, probabilmente viziati da piccoli calcoli opportunistici, che ha obbiettivamente creato confusione ed indebolito tutte le iniziative messe in campo, compresa quella precipitosamente organizzata a Roma, che ha inevitabilmente avuto esiti non all'altezza degli intenti dichiarati. In questo senso il migliaio di persone che sono invece confluite a Torino dal resto del paese, nonostante confusioni, disinformazioni, detrazioni e maltempo, è da ritenersi un risultato positivo, da valorizzare.

Così come positiva è stata la valutazione del Convegno sul Sionismo tenutosi il giorno seguente, sempre a Torino, cui hanno partecipato quasi un centinaio di persone; c'è stata una ventina di interventi, di cui alcuni direttamente dalla Palestina. Sopratutto positiva è stata ritenuta la qualità degli argomenti trattati, che sono andati oltre i consueti temi storico-politici connessi alla questione sionista, ma hanno cercato di approfondire temi meno battuti quali il sionismo arabo, la sionistizzazione della politica estera italiana, il sionismo internazionale non ebraico, ovviamente gli Accordi Italia-Israele ed altro.

Un bilancio che ha portato tutti i partecipanti a considerare gli atti del Convegno stesso come uno degli elementi politici fondanti, per lo sviluppo del progetto avviato nel giugno scorso.
 

Strutturazione organizzativa

Anche alla luce della discussione sviluppatasi è emersa una diffusa consapevolezza del vuoto politico creatosi a livello nazionale sul conflitto mediorientale, dovuto all'incapacità di leggere l'evoluzione del contesto storico e politico, ma anche all'indebolimento e/o scomparsa di storiche strutture, che funzionavano da centri di coordinamento delle mobilitazioni nazionali che, sulla Palestina, hanno portato a manifestazioni anche di decine di migliaia di partecipanti. Un pericoloso vuoto politico, che oltre a permettere il proliferare di posizioni opportuniste o marginali, rischia di essere penetrato e occupato da movimenti politici reazionari, così come già registrato anche in occasione delle aggressioni imperialiste ad altri popoli mediorientali e nordafricani.

Dalla volontà di contribuire a colmare questo vuoto politico, in termini antimperialisti, antisionisti e di classe, è stata individuata la necessità di strutturare e stabilizzare il percorso politico intrapreso. Di conseguenza sono state assunte le seguenti decisioni:

  • creazione del coordinamento FRONTE PALESTINA “dalla solidarietà alla lotta internazionalista”, oppure “dalla solidarietà all'internazionalismo”;
  • redazione di un Manifesto di presentazione che illustri le principali coordinate politiche del Fronte Palestina, sottoscritto da tutte le strutture promotrici/aderenti;
  • adozione degli Atti del 2° Convegno sul Sionismo come base politica del Fronte Palestina, con conseguente redazione/edizione (di cui si stanno già occupando alcuni compagni/e) e presentazione in tutte le città disponibili, a partire dal Marzo 2014;
  • creazione di una sorta di comitato nazionale composto dalle strutture promotrici e/o aderenti, che si impegnano a garantire continuità politica alle riunioni nazionali, attraverso l'individuazione di compagni/e che garantiscano stabilità di partecipazione;
  • indizione bimestrale delle riunioni nazionali, a rotazione nelle città presenti, tenuto conto della facilità ed economicità del raggiungimento delle località proposte. Le strutture politiche ospitanti dovranno anche redigere proposte di report delle riunioni;
  • organizzazione di una mailing list interna;
  • apertura di un indirizzo email frontepalestina@autistici.org per le comunicazioni con l'esterno;
  • utilizzo temporaneo degli strumenti organizzativi precedenti al Fronte Palestina, delle varie strutture appartenenti al comitato nazionale (siti, blog, riviste, giornali, sedi, risorse, ecc.), se disponibili in tal senso, come base organizzativa per sviluppare l'attività nazionale, fino al momento della eventuale strutturazione di elementi organizzativi specifici del Fronte Palestina stesso (es: lo spazio al Fronte Palestina riservato dal sito Palestina Rossa, oppure la redazione/edizione degli atti del convegno a cura del collettivo redazionale di Puntocritico);
  • è stata proposta Napoli come città ospitante della prossima riunione nazionale, i collettivi campani daranno una risposta in tal senso in breve tempo, di fronte ad eventuali difficoltà, in seconda battuta l'incontro si terrà a Firenze. La data proposta è domenica 23 marzo;
  • lancio campagna mobilitazione per la “Giornata della terra” (30 marzo) con un manifesto nazionale ed un calendario di mobilitazioni locali;
  • proposta preliminare prossimo odg: 1) Verifica stato strutturazione organizzativa; 2) Bilancio eventuali attività/iniziative svolte; 3) Varie ed eventuali.

Varie ed eventuali (alcune questioni di metodo)

Nell'individuazione del percorso organizzativo da intraprendere sono stati sottolineati alcuni aspetti di metodo che dovranno caratterizzare lo stile di lavoro collettivo, soprattutto alla luce delle negative esperienze già maturate nel corso della più o meno lunga militanza politica dei partecipanti alla riunione. Tra queste innanzitutto il predisporsi alla necessaria disponibilità politica, rispetto sia alle decisioni da prendere, sia alle inevitabili frizioni e contraddizioni che si manifesteranno nello sviluppo del progetto. Bisognerà assumere responsabilmente il fatto che non tutte le aspettative politiche ed organizzative delle differenti soggettività politiche saranno soddisfatte nel corso delle dinamiche decisionali ed esecutive, che bisognerà cercare di assumere consensualmente.

Inoltre si dovrà tenere conto della dialettica nazionale/locale, generale/particolare, rispettando e stimolando l'autonomia delle istanze locali/particolari, seppur evitando lo stallo a livello nazionale/generale, che avrà il compito di proposizione, orientamento e coordinamento sia politico che organizzativo, come di centralizzazione delle informazioni necessarie al suo buon funzionamento.
 

Assemblea "dalla Solidarietà alla Lotta Internazionalista"
Roma 18/01/2014
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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