Rispettare le linee guida del BDS: Autodeterminazione e Solidarietà Internazionale

Nella Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI), spesso ci troviamo ad affrontare le critiche di coloro che desiderano stare in solidarietà con i palestinesi, senza rispettare le linee guida del boicottaggio della società civile palestinese.

La discussione riguarda le indicazioni guida, considerate troppo restrittive e rigide, causa dell’allontanamento della maggioranza liberale dal movimento del Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). L'alternativa è quella proposta da alcuni di lasciare  tutti liberi di decidere come praticare il BDS, in modo di consentire la massima flessibilità e crescita per il movimento. Siamo stati specialmente criticati per insistere sul fatto che internazionali ed israeliani, che vogliono sostenere la nostra lotta contro l'apartheid di Israele e l’oppressione coloniale, debbano attenersi alle iniziative degli oppressi, in questo caso, il palestinese BDS National Committee (BNC), di cui PACBI è una piccola ma critica parte.

La questione della doppia morale si pone in alcuni casi, quando si considerano docenti universitari, personalità della cultura e altri che non hanno esitato durante la lotta contro l'apartheid in Sud Africa a prendere l'iniziativa anti-apartheid dalla leadership di quel Paese, mentre invece ora, stanno mettendo in discussione se i palestinesi debbano seguire i principi del boicottaggio o no.

Coerenza a parte, vogliamo offrire le ragioni della nostra posizione, crediamo che dovremmo essere consultati in tutto o in parte nel processo di pianificazione degli eventi che coinvolgono le istituzioni israeliane, soprattutto quando tali eventi rientrano nelle zone grigie delle linee guida del BDS. L'insistenza dei palestinesi per impostare e interpretare le linee guida può portare a malintesi, ma è un importante e sensibile elemento per costruire un movimento sociale di solidarietà con i palestinesi. Questa insistenza è legata all'importanza di autodeterminazione e al rafforzamento di una comunità colonizzata e impotente. E' l'oppresso che meglio di tutti può decidere cosa ha bisogno dagli altri nella lotta per l'autodeterminazione, e di conseguenza gli altri scelgono fino a che punto sono in grado e desiderosi di ascoltare il richiamo degli oppressi.
 

Il BDS come movimento sociale

Il movimento BDS è un movimento sociale globale che è destinato a riunire la società civile internazionale ad operare come collettivo ancorato nel diritto internazionale e dei principi universali dei diritti umani, e a lottare insieme per fini comuni, utilizzando comuni mezzi eticamente coerenti. Il movimento non è una massa di persone che opera individualmente e che spera in guadagni collettivi. A tal proposito, il BNC è convinto categoricamente che abbiamo un insieme di principi e linee guida condivisi. Altrimenti, i singoli individui potrebbero pensare di interpretare per proprio conto ciò che il boicottaggio dovrebbe e non dovrebbe comprendere, in particolare quando bisogna far fronte a situazioni che sembrano non essere immediatamente riconducibili ai criteri di boicottaggio generale e conforme alla logica del boicottaggio. E se questo fosse un bene (siamo, dopo tutto, individui liberi di agire come vogliamo), tanto varrebbe, allora, sciogliere il movimento e tornare a fare individualmente ciò che si ritiene moralmente buono. Si potrebbe pensare a questa situazione come alla fase pre-2004, quando c'erano voci indipendenti che si appellavano al boicottaggio ma senza nessuna struttura al movimento e orientamenti comuni approvati chiaramente dalla maggioranza della società civile palestinese.
 

La necessità di Orientamenti

La necessità di linee guida e una struttura possono portare le persone a mettere in discussione l'autorità che stabilisce e interpreta tali orientamenti. Mentre possiamo essere scettici e critici su forme di autorità e sulla struttura in astratto, è importante invece capire che in sé stesse non sono il problema. Il problema è con il tipo di Autorità e struttura a cui aderiamo, soprattutto in condizioni di colonialismo e apartheid. E’ quindi importante distinguere tra i tipi di autorità.

Per esempio, PACBI non cerca di "controllare" la vita delle persone rispetto al boicottaggio. La campagna chiede, tuttavia, di costruire un movimento dall'interno della società degli oppressi (essendo consapevoli, naturalmente, che non tutti gli oppressi si interessino alla resistenza o siano tutti emarginati o privi di potere). Il semplice fatto di costruire un movimento chiede una misura implicita di autodeterminazione, al fine di resistere al regime di gran lunga più potente e oppressivo, altrimenti, che cosa è un movimento o il vantaggio di costruirne uno? In tal modo, insistiamo sull'importanza di impegnarci in costruttive, democratiche e interne discussioni anche in seno al movimento per assicurare che le linee guida siano aggiornate, complete, etiche e il più possibile rappresentative della grande maggioranza della società palestinese. Un altro obiettivo è quello di garantire forti relazioni di uguaglianza e rispetto reciproco con i nostri partner in tutto il mondo.

Il lungo rapporto storico che da sempre si ripete tra oppressori e oppressi ci porta ad essere cauti nei confronti di forti e ricorrenti entusiasmi di alcuni attivisti israeliani e internazionali per determinare la direzione del movimento e le sue linee guida. A prescindere delle intenzioni, tali tentativi di ignorare il riferimento palestinese significano per PACBI e BNC imporsi, in generale, costantemente come riferimento nel caso che i palestinesi perdano e finiscano per rinviare alla gestione internazionale e israeliana la loro modalità di resistenza, come è stato il caso negli anni inutili di Oslo.

Rispettando le linee guida del boicottaggio elaborate dalla grande maggioranza dei palestinesi, non si dovrebbe generare un sentimento di squilibrio di potere; ciò sarebbe fonte di confusione tra dovere morale e sottomissione. A titolo di confronto, i bianchi e gli stranieri che rispettavano le linee guida dei neri al boicottaggio del Sud Africa non erano asserviti ai neri, ma piuttosto, erano in grado di capire che il loro dovere morale necessitava di lasciare perdere i propri privilegi e seguire l'esempio degli oppressi, fino a diventare parte della loro lotta. Nel caso palestinese, è nostra opinione che qualsiasi tentativo di aggirare le linee guida di boicottaggio del movimento BDS, con PACBI e BNC quali principali riferimenti, o di espropriare questi riferimenti per avanzare qualsiasi programma personale o meno, per definizione, oltrepassi la nostra linea di confine morale e minacci la nostra resistenza pacifica adottata dalla maggioranza della società civile palestinese. Non c'è nulla di servile ad accettare questo.
 

Costruire un movimento insieme

Gli attivisti coinvolti nel BDS stanno costruendo un movimento, a cui speriamo le persone aderiscano, con tutti i problemi di sviluppo che esso comporta. E 'importante che la gente capisca che PACBI non vuole interferire con il loro pensiero critico indipendente, al contrario, diamo molto valore a questo tipo di pensiero e lo considerano necessario alla costruzione di un movimento globale che rispetti le diversità. Chiediamo solo agli organizzatori di eventi e a coloro che pensano di fare un viaggio in Israele, di lavorare con noi durante il processo decisionale in modo da non mettere i nostri lavori con obiettivi comuni uno contro l'altro. Quando una conferenza o un evento rientra nella zona grigia, quando la gente non  è sicura, noi siamo più che felici di offrire la nostra consulenza per valutare attentamente le particolarità di ciascun caso. Quand’anche le nostre interpretazioni si scontrano, allora sollecitiamo un impegno costruttivo e chiediamo allo stesso tempo che venga rispettato il punto di vista dei palestinesi, per timore che la voce palestinese venga di nuovo, messa da parte.
 

Fonte: PACBI
Traduzione a cura di PalestinaRossa