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Shehadeh: il diritto al ritorno è il cuore della Liberazione dei palestinesi

Il compagno Omar Shehadeh, membro dell’Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ed editore di Al-Hadaf, ha affermato che è imperativo migliorare l’organizzazione del movimento per difendere il diritto al ritorno e pretendere il riconoscimento dei diritti dei rifugiati palestinesi e di tutta la nostra gente.

Il diritto palestinese al ritorno è garantito politicamente, legalmente e moralmente - ha detto Shehadeh - e nessun leader, partito, organizzazione o stato può ignorarlo. Qualsiasi violazione del diritto al ritorno è assolutamente non valida, e coloro che non hanno la capacità di assicurare la sua applicazione non hanno il diritto di indebolirlo e dovrebbero dimettersi e farsi da parte, mentre i palestinesi, i rifugiati e gli arabi continuano la Resistenza con ogni mezzo per riuscire a far riconoscere i propri diritti.

Il ritorno dei rifugiati è un diritto personale, individuale, nazionale e collettivo, un diritto essenziale per il pieno riconoscimento dei diritti umani e nazionali dei palestinesi. Non può essere barattato o negoziato, nè scadrà mai – ha continuato Shehadeh. Questo diritto è parte integrante del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, e qualsiasi accordo, inclusi quello di Oslo, quello di Gaza-Jericho, o qualsiasi altro progetto di Stato [palestinese], inclusa la cosiddetta soluzione a due Stati, non possono e non appanneranno o danneggeranno il diritto al ritorno, essendo un punto centrale della causa palestinese e un’urgente verità e necessità storica.

L’espulsione dei palestinesi e la negazione del diritto al ritorno solo il cuore dell’ideologia aggressiva, sanguinaria, reazionaria e razzista del sionismo e della sua esistenza in Palestina, e del suo ruolo nella strategia imperialista nella regione.

Shehadeh ha chiesto di continuare ad evidenziare la natura dell’ideologia coloniale degli insediamenti del sionismo come forma di razzismo, i suoi progetti finalizzati a ledere il diritto al ritorno e le sue richieste di riconoscimento del cosiddetto “Stato ebraico”, in strategico contrasto con la legittima presenza dei palestinesi indigeni nella Palestina storica.

Shehadeh ha affermato che nonostante siano passati 66 anni, nonostante lo Stato Occupante abbia costruito sulle terre espropriate ai palestinesi e nonostante la distruzione della Palestina, il ritorno dei rifugiati rappresenta un incubo per i capi dell’occupazione e del movimento sionista, che mina la loro legittimità e gli ricorda che i loro crimini di guerra non resteranno impuniti nella storia.

Il movimento per difendere il diritto al ritorno è fondamentale di fronte alla frammentazione e alla liquidazione, in particolare modo sulla scia della firma degli Accordi di Oslo. Ovunque siano i rifugiati palestinesi - in Palestina, nei campi profughi dei paesi arabi, e ovunque nel mondo in esilio e nella diaspora - sono ben coscienti del pericolo e dell’imminente minaccia che aleggia sul loro diritto al ritorno. Shehadeh ha affermato che il movimento per il diritto al ritorno, cuore del movimento palestinese, è un potente strumento per ripristinare le politiche dell’OLP dopo la loro distorsione e danneggiamento ad opera della leadership dell’Autorità Palestinese, che è diventata un ostacolo per la lotta della nazione palestinese e per la lotta al diritto ritorno. Dall’altro lato - ha detto Shehadeh – il movimento salvaguarda i diritti umani, sociali e civili dei rifugiati palestinesi, così spesso violate e negate nei loro paesi d’asilo, così come l’inalienabile diritto politico della nostra gente di ritornare alle proprie case, alle proprie terre e alle proprietà da cui fu scacciata.

Shehadeh ha affermato che il diritto al ritorno è il cuore della causa palestinese, e che il movimento per il diritto al ritorno e per i rifugiati palestinesi possono difendere tale diritto e anche l’intera popolazione palestinese, esternalizzandola dal pantano della situazione attuale e mirata alla richiesta del ritorno, dell’autodeterminazione e della libertà. Il diritto al ritorno è fondamentale non solo per il futuro del popolo palestinese, ma anche per la salvezza di milioni di ebrei che sono stati usati come carburante dal movimento sionista e dagli interessi ed obiettivi dell’imperialismo mondiale nella regione, per uno stato unico democratico dal Mar Mediterraneo al fiume Giordano con un eguali diritti per tutti.
 

Fonte: PFLP
Traduzione a cura di PalestinaRossa
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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