Antisionismo

Sa'adat: i palestinesi dovrebbero scendere in strada richiedendo l'unità nazionale per resistere all'occupazione

Il compagno Ahmad Sa'adat, il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina rinchiuso nelle carceri sioniste, ha invitato le masse del popolo palestinese e le loro forze nazionali, sociali e politiche a scendere in strada e a lavorare in tutti i modi possibili per porre fine alla stato di frammentazione e disintegrazione nazionale, che sta causando un grave danno alla causa palestinese.

Queste dichiarazioni sono state riportate dal detenuto appena rilasciato, il compagno Yousef Abu Ghoulmeh, in un'intervista rilasciata alla radio popolare lo scorso 4 agosto.

Sa'adat, ha detto Abu Ghoulmeh, ha sottolineato che tutte le forze nazionali, tra cui Hamas e Fatah, devono lavorare per porre fine allo stato di separazione e devono elevarsi al di sopra degli ristretti interessi di fazione per portare avanti la causa nazionale e per rispondere alle esigenze popolari di giustizia sociale e libertà democratica.

Roger Waters e BDS: coraggio morale e un incrollabile impegno per i diritti umani

«Là dove i governi si rifiutano di agire, le persone devono attivarsi con qualsiasi mezzo pacifico che sia a loro disposizione. Per me questo significa dichiarare l'intenzione di essere solidali non solo con il popolo palestinese, ma anche con le molte migliaia di israeliani che sono in disaccordo con le politiche del loro governo, aderendo alla campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele » - Roger Waters

Con questa logica semplice ma avvincente e un eccezionale senso di responsabilità morale per porre fine alla complicità nel commettere ingiustizie, Roger Waters ha annunciato sulle pagine di The Guardian il suo sostegno al movimento palestinese globale BDS. La sua mossa ha di fatto inaugurato una nuova fase nella diffusione del movimento BDS verso milioni di persone in tutto il mondo che ancora non avevano sentito parlare del nascente movimento basato sul riconoscimento di alcuni diritti.

La Festa della Liberazione Palestinese sta arrivando

C'è un fuoco che brucia sotto le ceneri dell'occupazione in Palestina, queste sono le braci tremolanti di resilienza che da lungo tempo fanno avanzare la lotta dei popoli per la liberazione nazionale che in Palestina continua a imperversare.

Il racconto storico della resistenza palestinese è condiviso da tutti i popoli sottomessi e indigeni - è la cronaca dell'indomita volontà umana di sopportare, per rompere le catene della schiavitù mentale e fisica.

In Palestina l'occupazione e le sue conseguenze sono tangibili, intenzionalmente strazianti e umilianti: trasferimenti collettivi, sfruttamento delle risorse naturali, posti di controllo, atti casuali di violenza dei coloni, demolizioni di case, incendio intenzionale delle colture e una politica di colonizzazione che ha portato i palestinesi a diventare la popolazione di rifugiati più antica e più grande del mondo.

Noam Chomsky: riflessioni su sionismo, questione palestinese e imperialismo USA

Nell’intervista seguente, realizzata per il Journal of Palestine Studies dal co-direttore di Jadaliyya, Mouin Rabbani, Noam Chomsky riflette su una vita di impegno sulla Questione Palestinese. Riflette sul suo impegno iniziale e su come esso si è sviluppato nel corso della sua vita. Considera anche come le cose sono – o non sono – cambiate e quale potrebbe e dovrebbe essere la rotta del conflitto israelo-palestinese.

L’intervista è stata realizzata a Lexington, MA, nel 2009 e 2010 e il testo completo è disponibile sul Journal of Palestine Studies 41:3 (Primavera 2012) pagg. 92-120 e online.

Mouin Rabbani: A proposito della politica estera statunitense di oggi tu sei stato molto critico della tesi di Mearsheimer e Walt sulla politica statunitense in Medio Oriente.

Noam Chomsky: Beh, mi piacerebbe che avessero ragione, perché in tal caso c’è un’ovvia implicazione tattica e potrei smettere questo lavoro infinito, scrivere, parlare, cercare di organizzare …

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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