Antisionismo

Termina a Roma con un cupio dissolvi il Giro dell’Italia sionista

Non solo “buche”. Cariche di polizia, arresti, feriti, raid notturni e provocazioni dei corridori, hanno definito la tappa conclusiva del più reazionario tra i Giri d’Italia mai avvenuti.

Partiamo dalle provocazioni. La condotta del corridore numero 98, israeliano, al terzultimo passaggio della tappa, ha rappresentato plasticamente il paradigma del 101° Giro d’Italia.

Biglietto da visita - L'illegalità fatta sistema

Nell’approcciarsi all’argomento “Israele”, inevitabilmente, si paga lo scotto della doverosa cautela ad esprimere giudizi in virtù dello spontaneo riferimento storico alla tragedia della Shoà: proprio per il rispetto dovuto alle vittime e per dimostrare di aver compreso l’orribile insegnamento di quel precedente, associare Olocausto e governo israeliano rappresenta un falso storico, di cui vergognarsi se si possiede una coscienza.

Theodor Herzl parla in un suo libro di “Stato ebraico” nel 1896; l’anno dopo si svolge il primo Congresso sionista, in Svizzera, con la rivendicazione di una casa per il popolo ebraico in Palestina; grazie agli arrivi, numerosi seppur alla spicciolata, di sionisti provenienti prevalentemente dall’est Europa, nei primi anni del ‘900 la popolazione ebrea in Palestina raggiunge la percentuale del 6% sul totale, quota che andrà ad accrescersi agli albori degli anni trenta, con appannaggio del 3% della terra rispetto al totale.

ARGENTINA, NON C’E’ NULLA DI “AMICHEVOLE” NELLO SPARARE AI GIOCATORI PALESTINESI !! ANNULLA L’INCONTRO CON L’APARTHEID DI ISRAELE

Caro sostenitore,

In un video messaggio, il giovane calciatore palestinese Mohammed Khalil rivolge un forte appello alla squadra nazionale di calcio argentina, incluso il capitano Lionel Messi, per annullare l’incontro amichevole con Israele il 9 giugno 2018. Khalil, di Gaza, è stato colpito da un cecchino israeliano al ginocchio, concludendo la sua promettente carriera calcistica.     

L’ANTISEMITISMO DEGLI ARIANI SIONISTI...

Le immagini e le cifre parlano da sole: in poche ore 60 morti e circa 3 mila feriti tra gli inermi manifestanti palestinesi. Trucidati a sangue freddo. Questo è il prezzo sanguirario imposto al popolo palestinese dagli Stati Uniti d’America, in ossequio alla colonizzazione sionista della Palestina.

Stridono le immagini dello star system diplomatico a stelle strisce, ariano come da photo oportunity, che si autocompiace della trasformazione del Consolato USA di Gerusalemme in “ambasciata”, in contrapposizione al fiume di sangue versato da chi vi si oppone nella carneficina presso il Muro di cinta del lager di Gaza. Una carneficina che, senza vittime tra i sionisti, ha ribadito che il solo ribellarsi, è punibile con una rappresaglia in stile nazista.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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