Apartheid israeliana

Lo Stato di Israele, ora etnocratico (eufemismo di razzista) anche per legge

Ebbene sì, alla fine ce l’hanno fatta ! La Knesset, nella notte tra il 18 e il 19 luglio ha votato la legge fondamentale (Basic law, la 14ª dello Stato) per cui Israele è Stato ebraico, per gli ebrei, degli ebrei, solo per gli ebrei e degli ebrei di tutto il mondo. Era nell’aria da tempo, da anni. Si attendeva solo il momento propizio. Ora è arrivato. Come dargli torto?

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu nel dicembre 2016 condanna la politica di colonizzazione e ne ordina la cessazione, richiamando tutte le precedenti risoluzioni disattese, ma la colonizzazione prosegue senza un attimo di interruzione; anzi, con legge retroattiva si regolarizzano anche gli avamposti illegali secondo la stessa legge israeliana.

La legge sullo Stato-Nazione ebraico: perché Israele non è mai stato una democrazia

Il capo della coalizione “Lista Araba Unitaria” [tra partiti arabo-israeliani, ndtr.] alla Knesset (parlamento) israeliana, Aymen Odeh, ha descritto l’approvazione della razzista “Legge sullo Stato-Nazione ebraico” come “la morte della nostra democrazia.”

Veramente Odeh crede che, prima di questa legge, lui abbia vissuto in una vera democrazia? Settant’anni di supremazia degli ebrei israeliani, genocidio, pulizia etnica, guerre, assedi, incarcerazioni di massa, numerose leggi discriminatorie, tutte cose volte alla vera e propria distruzione del popolo palestinese avrebbero dovuto fornire prove sufficienti, per cominciare, che Israele non è mai stato una democrazia.

Accuse e minacce alle organizzazioni solidali con la Palestina: il boicottaggio non è terrorismo

Il 25 maggio 2018 il Ministero israeliano per gli Affari Strategici ha pubblicato un dossier dal titolo “The money trail: the millions given by EU institutions to NGOs with ties to terror and boycotts against Israel”.

Il documento, reso consultabile sulle pagine del sito di Europe Israel Public Affairs (EIPA), – gruppo di pressione sulle istituzioni europee che in passato si è reso protagonista di esternazioni xenofobe – vorrebbe essere di denuncia nei confronti dell’Unione Europea, accusata di elargire fondi a ONG che sostengono la campagna “Boycott, Divestment and Sanctions” (BDS) fino a mantenere relazioni con “organizzazioni terroristiche”: tra quelle citate c’è anche il Servizio Civile Internazionale.

La città di Barcellona appoggia la richiesta di embargo militare generale nei confronti dell'apartheid israeliano

Barcellona diventa la più grande città ad aderire alla richiesta della società civile palestinese di porre fine al commercio di armi e alla cooperazione militare e sulla sicurezza con il regime israeliano di apartheid, colonialismo e occupazione.

Il 25 maggio, con il sostegno della stragrande maggioranza dei suoi membri, il Consiglio comunale di Barcellona ha richiesto un embargo militare generale nei confronti di Israele e ha invitato il governo spagnolo a garantirne l'attuazione.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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