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FPLP: La nostra lotta, non Trump, deciderà il destino di Gerusalemme

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina qualifica la dichiarazione del presidente degli USA, Donald Trump, come una dichiarazione di guerra contro il popolo palestinese ed i suoi diritti, chiarendo la posizione ostile nei confronti dei palestinesi e dichiarandosi complice dello Stato sionista, dei sui crimini contro il popolo palestinese e la sua terra, e su questa base deve essere affrontata.

Inoltre il Fronte Popolare ritiene che con questa dichiarazione Trump abbia sparato un “proiettile di misericordia” sulla cosiddetta “soluzione dei due stati” e sul processo di pace. Ha invitato la leadership palestinese ad apprendere dall'esperienza devastante del ricorso ai negoziati sotto il dominio degli Stati Uniti, ad annunciare un ritiro immediato dall'accordo di Oslo e da tutti gli obblighi ad esso successivi.

PER AL QUDS, CAPITALE DELLA PALESTINA!

Nel centenario della dichiarazione di Balfour, la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato sionista ed il conseguente trasferimento della propria ambasciata in quella città, segna un nuovo passo storico nel progetto coloniale in Palestina e ha l’indubbio merito di fare chiarezza sulla scena geopolitica mediorientale.

Sgombera il campo dalle ambiguità, taglia le gambe ai collaborazionisti ed agli ingenui. Indica l’unica via rimasta per ottenere Al Quds capitale della Palestina: la lotta “con tutti i mezzi necessari” contro il nemico sionista e imperialista. Staccando la spina ai moribondi Accordi di Oslo, che erano il contenitore della (non) soluzione del conflitto arabo-sionista, attraverso la formula dei “2 popoli 2 stati, svelando una bufala internazionale durata un quarto di secolo. Una vera e propria dichiarazione di guerra contro gli arabi, che rientra nel piano della fazione imperialista neocolonialista statunitense che, contestualmente all’occupazione di porzioni di Siria, Iraq, Libia e Yemen, vuole “chiudere” la ferita aperta della Palestina e della sua capitale storica: Al Quds.

I padroni (sionisti) del Giro d’Italia, tirano giù la maschera!

A meno di ventiquattr’ore dalla presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2018, i veri padroni dell’evento hanno tirato giù la maschera mostrando, per l’ennesima volta, il loro vero volto di tracotanza e prepotenza.

Infatti è emerso dalle cronache giornalistiche che i ministri israeliani dello Sport e Cultura, del Turismo e quello, inquietante, delle “Questioni strategiche” si sono infuriati per la definizione apparsa sul sito del Giro d'Italia 2018 di “Gerusalemme Ovest come città di partenza”. I ministri sionisti Miri Regev (sport e cultura) e Yariv Levin (turismo), hanno ribadito alla loro controllata di fatto RCS Sport che «Gerusalemme é la capitale di Israele, non vi sono est e ovest», ordinando quindi agli organizzatori del Giro d’Italia di sostituire la definizione incriminata, sostituendola con quella di Gerusalemme. Pena la cancellazione delle tappe israeliane e, soprattutto, la sospensione dei lauti finanziamenti agli organizzatori stessi.

1917-2017: Cento anni di morte, cento anni di resistenza

Balfour, 117 parole che compongono un crimine

Nel 1916 gli aerei degli Alleati lanciavano volantini sugli arabi chiedendo di combattere i turchi per ottenere indipendenza e libertà. Nello stesso tempo Mark Sykes in Gran Bretagna e Georges Picot in Francia restavano serrati in una stanza con una mappa del Medio Oriente a pianificare come spartirselo.

Un anno dopo Arthur James Balfour, ministro degli esteri britannico, concluse un accordo segreto con ricchi ebrei europei per facilitare l’istituzione di una “casa ebraica nazionale”, non uno stato, non nella, non della Palestina. Conservò questo accordo sotto chiave. Nel frattempo, nella primavera del 1917, le forze britanniche entrarono in Palestina e bombardarono Gaza con munizioni di gas tossici (sì) e distrussero la maggior parte dei suoi antichi palazzi, ma furono sconfitte due volte alle porte di Gaza.

La sera del 31 ottobre 1917 le forze di Allenby conquistarono Beer Sheba in un attacco a sorpresa. Le porte della Palestina si spalancarono. Allenby inviò un cablo a Londra il 1° novembre: “Abbiamo conquistato Beer Sheba. Gerusalemme sarà il tuo regalo di Natale”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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