Imperialismo

Il movimento dei prigionieri: scuola rivoluzionaria e riferimento etico

Le esperienze dei combattenti rivoluzionari, fuori e dentro le prigioni, costituiscono una delle più importanti fonti di forza morale da cui i movimenti e le organizzazioni di liberazione possono trarre energia rivoluzionaria e inesauribile. Costituiscono una scuola rivoluzionaria di politica e di etica da cui nascono creatività e ispirazione.

LA PARABOLA SIONISTA, OVVERO “STORIA DI CAMALEONTI”

Il sionismo, nato alla fine del XIX secolo, è un “movimento politico internazionale il cui fine è l'affermazione del diritto alla autodeterminazione del popolo ebraico mediante l'istituzione di un proprio Stato, inserendosi nel più vasto fenomeno del nazionalismo moderno”. Oggigiorno, il termine "sionista" viene applicato a varie fazioni politiche israeliane, sia di sinistra sia di destra, le quali hanno in comune il sostegno dello stato d'Israele come entità ebraica.

Il sionismo al suo inizio fu sostenuto fortemente dalle forze di sinistra e progressiste di ogni genere e fu considerato un movimento decisamente di sinistra, al punto che lo portò, ad esempio, a subire aggressioni da chi propugnava il maccartismo.

Altro esempio di questa faciloneria e ignoranza della questione era che nei primissimi anni dello stato di Israele nei cinema delle sue città, alla fine della proiezione dei film, veniva diffuso l’inno israeliano Hatikvà (la speranza) e immediatamente dopo la sala si riempiva delle note dell’Internazionale seguite da quelle dall’Inno sovietico.

Il paggio leghista razzista alla Corte sionista

"Per combattere il terrorismo islamico - prosegue Salvini su twitter - e riportare pace e stabilità, per un rapporto sempre più stretto fra scuole, università ed imprese, per cooperare in ricerca scientifica e sanitaria, per rinsaldare collaborazione e amicizia fra popolo italiano e popolo israeliano: io ci sono. Aspettiamo che anche Onu ed Unione Europea facciano la loro parte".

Con questo “programma” pronunciato in arrivo a Tel Aviv il Ministro degli Interni Matteo Salvini si è messo in posa da Presidente del Consiglio ad interim, presentandosi al governo sionista in cerca di una “benedizione”, in prospettiva di una prossima ventura resa dei conti con il M5S e tentata scalata per quell’incarico. I movimenti sulla scacchiera, in vista di una crisi di governo che viri ulteriormente “a destra” la politica italiana, quindi, procedono inesorabili. Dopo l’endorsement confindustriale per la tutela del tasso di sfruttamento capitalistico, quello della Casa Bianca contro il Capitale euroimperialista, mancava proprio il sigillo sionista.

APPELLO URGENTE DEL FPLP: Gaza sotto attacco! Solidarietà con la Palestina e con la Resistenza!

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina chiede azioni urgenti a sostegno di Gaza sotto attacco dalle forze dell’Occupazione a tutti gli amici della Palestina, ai movimenti per la giustizia e la liberazione ed alle comunità palestinesi e arabe di tutto il mondo. Un appello in onore dei nostri due eroici compagni, Mohammed al-Tatari e Mohammed Odeh, martirizzati lo scorso 12 novembre dall’esercito sionista mentre combattevano per la libertà della loro terra, della Palestina e di tutto il loro popolo.

Quest’omicidio è stato perpetrato per mano delle forze coloniali durante l’attacco in cui l’esercito sionista, in un'operazione sotto copertura, ha cercato di invadere la Striscia di Gaza per rapire o assassinare i leader della Resistenza palestinese, uccidendo sette palestinesi che sono morti combattendo per difendere la loro terra. Ma la Resistenza palestinese non ha permesso loro di farla franca: ha resistito combattendo eroicamente contro una delle potenze più pesantemente armate del mondo, colpendo gli assassini e sferrando contro di loro anche potenti attacchi.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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