Israele

Nessuna radice in comune con gli assassini. Boicottare la guerra, boicottare Israele

SIONISTI ASSASSINI! ASSASSINO CHI È COMPLICE! ASSASSINO È CHI TACE I CRIMINI DI ISRAELE!

Mentre a Nablus i coloni impuniti assassinano e rivendicano la morte di un bambino palestinese dopo aver appiccato il fuoco alla sua casa e a Gerusalemme la polizia israeliana attacca selvaggiamente gli arabo palestinesi fin dentro le moschee, il candidato alle primarie del Partito Democratico Emanuele Fiano si permette, in un silenzio assordante contro i crimini di Israele, di aprire una polemica su una compiacente “Repubblica” accusando di antisemitismo chi critica l'operato dello Stato Sionista di Tel Aviv. Le foto pubblicate sono esplicite perché si riferiscono al 25 aprile di quest'anno quando centinaia di solidali hanno giustamente manifestato la propria rabbia schierandosi a fianco dell'eroica resistenza del popolo palestinese contro il genocidio perpetrato quotidianamente dal governo Netanyahu.

Barakat: appello urgente di solidarietà con Sa'adat e tutti i prigionieri palestinesi

Il compagno Khaled Barakat, coordinatore internazionale della Campagna per la Libertà di Ahmad Sa'adat, ha affermato che vi è un urgente bisogno di intensificare le azioni in solidarietà con i prigionieri palestinesi, soprattutto a seguito degli attacchi subiti dai prigionieri nel carcere di Nafha.

“L'attacco comprendeva di invadere le celle dei prigionieri ed isolarli, trattamento subito anche dal compagno Ahmad Sa'adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e uno dei principali leader nazionali palestinesi”, ha dichiarato Barakat, “i prigionieri palestinesi chiedono mobilitazioni, dobbiamo ascoltare la loro chiamata”.

Renzi nella Palestina occupata: il PD sostiene l'apartheid

Febbraio 2010. Quando Berlusconi si recò in Israele disse di non aver visto il criminale muro perché intento a scrivere sul taccuino, affermando penosamente di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alle città palestinesi. «Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo».

Luglio 2015. Il segretario del PD non si è posto nemmeno il problema di trovare una scusa per dire di non essersi accorto del muro, ha affermato con forza che la sua priorità è la sicurezza di Israele, che le sue radici sono nella Palestina occupata, violentata, martoriata, imprigionata: «Israele è il paese delle nostre radici, delle radici di tutto il mondo e anche il paese del nostro futuro».

Ha poi affermato che boicottare lo stato criminale sionista significa boicottare se stessi, anche se nel caso della campagna “cartellino rosso per Israele” è stato così, nel completo silenzio dei cosiddetti sostenitori della Palestina. Mai genuflessione verso lo stato dell'Apartheid fu più miserevole e servile. Ma tant'è.

Intervista di ProMosaik e.V. con Annette Groth, deputata tedesca, sulla Palestina e l’antisionismo

Carissime lettrici, carissimi lettori, vista l’importanza della deputata tedesca Annette Groth, conosciuta per il suo coraggio e la sua determinazione anche all’estero, oggi vorremmo presentarvi l’intervista che abbiamo condotto con lei in aprile anche in traduzione italiana.

Vorrei dedicare questa intervista alle vittime della tragedia di Gaza della scorsa estate.  Il suo messaggio come anche il nostro consiste nell’importanza di parlare della Palestina e di non tacere quando si tratta dei crimini di guerra israeliani.

Dr. phil. Milena Rampoldi: In che senso il partito tedesco di sinistra Die Linke può oggi contribuire alla costruzione dello stato palestinese?

Annette Groth: In verità possiamo fare poco o niente. Sono altri attori che lo devono fare. Ma quello che possiamo fare noi: possiamo richiedere il riconoscimento dello stato palestinese. E possiamo iniziare e promuovere la discussione in merito affinché la gente parli della Palestina e inizi a conoscere il fulcro della problematica. Infatti tacere sulle violazioni dei diritti umani in Palestina ed a Gaza è una cosa orrenda. Si vedrà fino a quando il tutto potrà andare avanti in questo modo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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