Israele

Expo, Israele? No, grazie!

In occasione dell'arrivo in Italia di Abu Mazen, presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, come Fronte Palestina stiamo organizzando una manifestazione di protesta e proposta. Questa visita sarà occasione per celebrare Expo 2015, vera e propria vetrina delle multinazionali che depredano e affamano i popoli.

A differenza di eventi simili, come l'Olimpiade a Londra o l'Expo a Shangai, nell'accordo sindacale italiano è stato codificato il lavoro gratuito (volontario) di 18500 giovani. È la prima volta nella storia del diritto del lavoro - almeno quello italiano - che viene prevista questa figura di lavoratore volontario disponibile a sposare i valori “etici” dell'Expo, in questo caso “Nutrire il pianeta” (ricordando che a tale scopo Expo collabora con Coca Cola, Nestlé, Starbucks e McDonalds).

Il sindacato statunitense dei lavoratori industriali vota l'appoggio al BDS

Il sindacato United Electrical, Radio and Machine Workers [sindacato unitario dei lavoratori del settore elettrico, della radio e metalmeccanico] vota in favore del boicottaggio di Israele, sostenendo l'accordo con l'Iran.

Uno dei più importanti sindacati dell'industria degli Stati Uniti ha votato a favore del sostegno agli obiettivi del movimento internazionale per il boicottaggio, disinvestimento, sanzioni (BDS) contro Israele, facendo riferimento alla “ sua lunga storia di violazioni dei diritti umani dei palestinesi” ed è così diventato presumibilmente il primo sindacato a livello nazionale a fare ciò. 

Israele e le detenzioni degli innocenti – l’esempio di Samantha Comizzoli

Tutti abbiamo dei maestri lungo il nostro tragitto di vita, ci prendono per mano, per insegnarci, avviarci o semplicemente raccontarci ciò che il mondo grida, parole che segnano e lasciano immaginare i colori ed i profumi che avvolgono l'istante che muterà un intera esistenza.

Quel che per noi occidentali spesso appare scontato in alcune zone del mondo segna utopie di diritti svelati, rapiti, immagini che strappano la coscienza e la obbligano a sedersi ed osservare bambini presi lungo le strade, fermati e scalciati come sassi lungo una via, lasciandoli gridare il loro dolore a madri lontane e spesso portate via dalla morte.

Il Governo rifiuti la nomina di Fiamma Nirenstein ad ambasciatore di Israele

È in conflitto con la sua posizione sulle colonie. Con la recente nomina ad ambasciatore di Israele in Italia di una cittadina italiana, Fiamma Nirenstein, prosegue la controffensiva del governo Netanyahu nel tentativo di arginare il crescente isolamento di Israele, dovuto anche al movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni.

Insieme alla Nirenstein, Netanyahu ha nominato altri ferventi difensori delle politiche israeliane di colonizzazione: il suo attuale portavoce, l’australiano Mark Regev per la Gran Bretagna, l’argentino ed ex capo del movimento dei coloni, Dani Dayan, per il Brasile e un ministro del suo governo che chiede l’annessione di tutta la Cisgiordania, Danny Danon, all’ONU. Queste nomine fanno parte del tentativo del governo israeliano di contrastare i crescenti successi delle azioni di movimenti ed istituzioni che chiedono che Israele risponda delle violazioni dei diritti umani e della legalità internazionale e di allontanare indefinitamente ogni possibilità di soluzione che riconosca i diritti dei Palestinesi sanciti e riconfermati dagli Organismi internazionali.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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