Israele

6
Mar 2015

In risposta all'articolo della Morgantini e alla censura imposta dal giornale "Il Manifesto"

In seguito ad un articolo di Luisa Morgantini, apparso su "Il Manifesto" lo scorso lunedì 2 marzo e che riportiamo di seguito, abbiamo deciso di scrivere una lettera al quotidiano per segnalare alcune inesattezza storiche e contraddizioni che, a nostro avviso, marchiavano l'intero articolo.

A seguito della nostra richiesta una prima risposta dalla redazione ha voluto che la lettera fosse accorciata perché "troppo" lunga, sebbene non sia facile trattare materie del genere senza poter argomentare le riflessioni e le analisi proposte o per (soprattutto) screditare le falsità raccontate ai lettori. Senza perderci d'animo abbiamo rielaborato la nostra lettera, con molta fatica per le ragioni su scritte, provando ad attenerci alle condizioni imposteci; a questo punto però sono stati i contenuti a far prendere la decisione di non pubblicare il nostro elaborato. Non solo quindi, dopo aver lasciato carta bianca alla Morgantini di scrivere e riferire quanto lei ed un certo movimento di solidarietà con la Palestina propagandano in Italia, non ci è stato dedicato lo stesso spazio, lasciando al lettore la possibilità di confrontarsi con una visione differente della questione, ma si è arrivati addirittura alla censura totale.

5
Mar 2015

Netanyahu è “l’uomo giusto” per parlare dell’Iran davanti al Congresso

Il premier israeliano è perfettamente adatto per spiegare al Congresso il presunto pericolo del potere nucleare iraniano. Dopo tutto, è stato Israele insieme ai suoi alleati di Washington a inventare la questione fin dall’inizio. Ora tocca a Netanyahu tentare di dar credito a quell’asserzione, sebbene persino i servizi segreti americani, europei e israeliani, non siano d’accordo sul fatto che l’Iran starebbe cercando di produrre armi nucleari. Alcuni forse si ricordano che le asserzioni secondo cui l’Iraq possederebbe armi di distruzione di massa erano provenute in gran parte dalle stesse fonti, vicine al partito israeliano di destra Likud.

Il ruolo di questa lobby del partito Likud ha fomentato in modo determinante la campagna contro l’Iran. Infatti, in occasione dell’incontro dell’AIPAC nella primavera del 2006, l’Iran è stato particolarmente preso di mira, mostrando dei grandi schermi alternanti con immagini di Adolf Hitler che denunciava gli ebrei e poi del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che minacciava di “cancellare Israele dalla faccia della terra”. Lo show terminava con uno sbiadito voto post-olocausto “mai più”. Entro pochi mesi la lobby distribuì ben 13.000 set di stampa solo tra i giornalisti statunitensi per impregnare in modo durevole queste immagini cariche di pathos nei media convenzionali.

3
Mar 2015

Palestina del '48 - Appello al boicottaggio delle elezioni: i palestinesi vogliono la liberazione, non qualche seggio alla Knesset sionista

Il compagni Mohammed Kana'aneh, uno dei leader del movimento Abna'a el-Balad della Palestina del '48, lo scorso febbraio ha fatto appello per un boicottaggio delle elezioni della Knesset, affermando l'impegno del movimento Abn'a el-Balad di costruire e intensificare il boicottaggio delle elezioni tra i palestinesi del '48.

"Il regime sionista è impegnato nella sistematica distruzione ed evacuazione forzata del nostro popolo ", ha detto. "Stiamo attuando il boicottaggio non per andare contro i partiti arabi ma per intensificare la nostra lotta contro l'occupazione". Kana'aneh ha commentato inoltre la proposta di una lista araba unita che partecipi alle elezioni, come "sogno" degli arabi palestinesi residenti nei territori del '48, facendo notare che questo è solo un sogno per quegli individui e quei partiti politici che hanno cercato di unirsi per riuscire ad entrare nella Knesset. "Questo non è il sogno delle masse arabe e del popolo palestinese - il cui desiderio sono la liberazione reale e il ritorno, l'indipendenza palestinese e la fine dell'occupazione dell'intera terra di Palestina."

25
Feb 2015

Legambiente, WWF Italia, Greenpeace Italia confermano: Nessuna collaborazione con Beautiful Israel

Un comunicato del 4 febbraio del Comitato italiano del Council for a Beautiful Israel, ripreso dagli organi di stampa, riferiva di un incontro dell’organizzazione israeliana al quale avevano partecipato Legambiente, WWF Italia e Greenpeace Italia, alludendo a possibili collaborazioni con queste organizzazioni.[1]

A seguito di contatti intervenuti con le tre organizzazioni ambientaliste, BDS Italia ha potuto constatare che non esiste nessuna ipotesi di collaborazione con Beautiful Israel. Le stesse hanno inoltre dichiarato di non essere intenzionate ad accogliere alcun invito di Beautiful Israel a fare “un viaggio in Israele per conoscere quali risorse vengono impiegate nella difesa della natura”.