Israele

22
Lug 2014

Israele capisce solo quando le proprie perdite sono alte

A meno di una settimana dall'invasione di terra israeliana, a 14 giorni dall'inizio del massacro si può fare tranquillamente un primo bilancio del genocidio in corso senza per questo essere accusati di partigianeria.

Israele sta nettamente fallendo:

a) almeno 27 militari uccisi. Tanto. Record di morti domenica in un solo giorno. Più di 100 feriti, alcuni gravi secondo fonti israeliana. Ieri l'esercito ha dichiarato che uno dei suoi soldati manca all'appello. I palestinesi dicono da domenica che è rapito. Israele dice che forse è morto. Ad ogni modo non se la passa bene. Ovviamente se rapito sarebbe un enorme problema e sconfitta per Tel Aviv.

21
Lug 2014

APPELLO: per una giornata di mobilitazione nazionale contro l'aggressione militare e l'assedio di Gaza

L'esercito israeliano sta consumando l'ennesima aggressione contro i palestinesi presenti in tutto il territorio della Palestina storica e contro la Resistenza all'occupazione. Sono centinaia i morti, migliaia i feriti, gli arrestati e i torturati, tra cui donne e bambini, con la sola “colpa” di essere palestinesi, di essere nati e, soprattutto, di vivere in Palestina. Raccolti agricoli, abitazioni, attività commerciali, luoghi di culto, scuole, ospedali e decine di altre strutture distrutte!

I sionisti, grazie al sostegno economico, politico, scientifico e militare dei governi imperialisti occidentali e di quelli servili arabi, dei mezzi d'informazione e dell'ideologia padronale egemone in occidente, possono portare avanti il loro piano di colonizzazione e pulizia etnica dei nativi di quella terra, ogni dannato giorno, senza alcuna tregua.

18
Lug 2014

NON ESISTE UNA GUERRA ISRAELO-PALESTINESE

La questione palestinese è di una evidenza assoluta. Ha un suo fondamento talmente incontrovertibile che non metterebbe conto di parlarne. La Palestina è una realtà assoggettata con le armi.

Lo strapotere militare di Israele, incoraggiato, foraggiato, coperto di impunità da tutti i governi occidentali, tenta di mettere i palestinesi in condizioni di resa e miseria umana, morale ed economica. Come dimostra la storia non c'è riuscito e non ci riuscirà mai. Ma è necessario sgomberare il campo dall'uso di una terminologia errata, che corrisponde oltretutto a precise posizioni politiche riguardo a ciò che accade in Palestina, e fare chiarezza. Quella in corso non è una guerra.

17
Lug 2014

Mariam Abu Daqqa: «Basta divisioni tra i palestinesi, nessuna fazione decida da sola»

Intervista. Parla Mariam Abu Daqqa del Fplp: «Siamo uniti nella lotta per la libertà del popolo di Gaza ma non può decidere tutto un solo partito»

Mariam Abu Daqqa chiede l’attenzione del mondo sull’offensiva mili­tare israe­liana con­tro Gaza, l’applicazione del diritto inter­na­zio­nale per i Ter­ri­tori occu­pati ma vuole anche che le deci­sioni riguar­danti il popolo pale­sti­nese siano prese assieme da tutte le forze poli­ti­che. «E’ un altro momento duro per il nostro popolo, da giorni sog­getto a que­sta nuova aggres­sione di Israele. Ma è il momento che deve risol­vere i pro­blemi che riguar­dano tutti i pale­sti­nesi sotto occu­pa­zione. Per­ciò le nostre forze poli­ti­che devono essere coin­volte, tutte, senza esclu­sioni nel pro­cesso deci­sio­nale», dice la sto­rica atti­vi­sta dei diritti delle donne pale­sti­nesi e da anni mem­bro della dire­zione poli­tica del Fronte popo­lare per la libe­ra­zione della Pale­stina (Fplp), la prin­ci­pale com­po­nente della sini­stra pale­sti­nese. Abbiamo inter­vi­stato Mariam Abu Daqqa ieri a Gaza.