Israele

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Sionismo (ma non avete mai osato chiedere)

A proposito di bufale, tarallucci e vino... ovvero “una terra senza popolo per un popolo senza terra”

A 70 anni dall’occupazione della Palestina, progetto ordito a partire dagli ultimi anni del XIX secolo,
qualcosa appare chiara e vera per quanto, razionalmente, possa sembrare incredibile

La narrazione sionista ha attraversato circa 120 anni fondamentalmente in maniera impunita nonostante molte risoluzioni ONU lasciate cadere nel vuoto. Solo negli ultimi decenni, ad opera anche di molti autori ebrei, si è iniziato a svelare l’occupazione, le centinaia di villaggi distrutti e quella che poi correttamente è stata definita la pulizia etnica in Palestina. Ma occorre ribadire che queste verità faticano a superare la cortina fumogena fatta di censura da parte della stragrande maggioranza dei media mondiali, tutti sotto il pugno di ferro della narrazione sionista (in Italia i tre maggiori quotidiani quali La Stampa, Repubblica e Corriere della Sera sono nelle mani di altrettante dirigenze sioniste). I maggiori partiti di destra come di “sinistra” sono anch’essi al servizio del sionismo (recentemente Renzi segretario del PD e Presidente del Consiglio ha vergognosamente dichiarato che le nostre radici ed il nostro futuro sono in Israele, oltre ad essersi attorniato di persone con cittadinanza italo-israeliana), inoltre vi è una parte che vive sotto il ricatto dell’antisemitismo, lo spauracchio infelice e idiota con cui spesso sparano addosso a chiunque denunci semplicemente i crimini contro l’umanità che Israele commette tutti i giorni.

Paola Rivetti: libertà d’espressione accademica e BDS

Un'intervista molto ampia ed interessante su vari temi, tra cui il movimento BDS, l'engagement accademico per la giustizia e la libertà d’espressione accademica, soprattutto quando si tratta del diritto alla critica contro lo Stato sionista di Israele.

Paola Rivetti lavora come ricercatrice e insegna alla Dublin City University a Dublino, Irlanda. Tra i suoi interessi di ricerca, vi sono lo studio delle dinamiche di governo e disciplinamento del dissenso in Medio Oriente e l'analisi della trasformazione dello stato. Paola e' coinvolta in un progetto europeo che studia il cambiamento culturale e valoriale tra i giovani in cinque paesi mediorientali e ha ricevuto una borsa dell'Irish Research Council per studiare le mobilitazioni e i cicli di protesta in Iran a partire dagli ani Novanta. E' attualmente segretaria nazionale della Societa' per gli studi mediorientali italiana. Ha pubblicato su numerose riviste italiane e internazionali e ha curato 'Continuity and change before and after the Arab uprisings. Morocco, Tunisia and Egypt' (Routledge, 2015) con Rosita Di Peri.

CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA EBRAICA NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON È UN DIRITTO, È UN DOVERE!

Le insegne della Brigata ebraica sfilano per la prima volta nel corteo del 25 Aprile 2004. Le motivazioni di questa decisione sono dichiarate ed esplicite: nel sito degli “Amici di Israele” si legge che sono costoro a decidere di sfilare sotto le insegne della Brigata ebraica perché “stanchi di partecipare circondati da bandiere palestinesi [...] e per non farci annoverare tra la massa dei manifestanti anti-americani o anti-israeliani”. La stessa associazione dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare a “lo sdoganamento del sionismo” (testuale). Si legge: “Crediamo, infatti, importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto”.

È quindi espressamente dichiarato che la sfilata della Brigata ebraica è un’operazione di propaganda del sionismo ed è organizzata dalla associazione “Amici di Israele”.

Carissimo Smuraglia...

«Da anni c’è chi prova a inquinare lo spirito più autentico del 25 aprile con iniziative che intendo rigettare chiaramente. Siamo al lavoro per instaurare anticorpi solidi, che tengano il più possibile al riparo da brutte sorprese”. Con fermezza, attraverso il nostro notiziario, il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia risponde al tentativo di un ampio gruppo di associazioni propal di rovinare la festa della Resistenza con nuovi slogan e parole d’odio nei confronti di Israele. “Confido nel commissario straordinario dell’Anpi Roma, Claudio Maderloni, affinché le iniziative del 25 aprile nella Capitale possano svolgersi con gioia e serenità” dice Smuraglia...».

Con un articolo contenente le suddette affermazioni il portale sionista Moked (7aprile 2016), ha rilanciato la campagna per eterodirigere l'ANPI verso i propri fini. Il presidente dell'ANPI, nuovamente strattonato per la giacchetta, è scivolato sulla buccia di banana sionista. Per questo abbiamo deciso di scrivergli una lettera aperta in cui gli poniamo, semplici domande, per comprendere meglio, oltre l'ambigua neo-lingua da lui stesso usata, il significato delle preoccupazioni espresse.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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