Resistenza palestinese

Biglietto da visita - L'illegalità fatta sistema

Nell’approcciarsi all’argomento “Israele”, inevitabilmente, si paga lo scotto della doverosa cautela ad esprimere giudizi in virtù dello spontaneo riferimento storico alla tragedia della Shoà: proprio per il rispetto dovuto alle vittime e per dimostrare di aver compreso l’orribile insegnamento di quel precedente, associare Olocausto e governo israeliano rappresenta un falso storico, di cui vergognarsi se si possiede una coscienza.

Theodor Herzl parla in un suo libro di “Stato ebraico” nel 1896; l’anno dopo si svolge il primo Congresso sionista, in Svizzera, con la rivendicazione di una casa per il popolo ebraico in Palestina; grazie agli arrivi, numerosi seppur alla spicciolata, di sionisti provenienti prevalentemente dall’est Europa, nei primi anni del ‘900 la popolazione ebrea in Palestina raggiunge la percentuale del 6% sul totale, quota che andrà ad accrescersi agli albori degli anni trenta, con appannaggio del 3% della terra rispetto al totale.

15 Maggio 1948, Palestina: Memoria di Classe

Esattamente 70 anni fa avvenne la fondazione unilaterale dello Stato d’Israele, ricorrenza che dalla popolazione palestinese viene ricordata come la Nakba (la catastrofe) e che ha determinato l’ufficializzazione del progetto sionista di colonizzazione della Palestina, un progetto che è stato appoggiato sin da subito dall’imperialismo inglese e, in seguito, dal blocco a guida Usa col fine di mettere le mani sul Medio Oriente.

A pagarne le spese, come sempre, sono i popoli e in particolare il popolo palestinese. La Palestina venne letteralmente cancellata: in tutto furono rasi al suolo 370 villaggi arabi, sulle cui rovine vennero costruiti gli insediamenti coloniali dello Stato d’Israele, furono uccisi 10000 palestinesi e 800000 furono costretti all’umiliazione dell’esilio e della vita da profugo.

15 Maggio 1948-2018: NAKBA - 70 anni di occupazione sionista della Palestina

Pubblichiamo di seguito il volantino diffuso dal Fronte Palestina durante la partecipazione alla Manifestazione nazionale per la Palestina a Roma e quella cittadina a Milano.

Già all’indomani della Nakba, cioè il giorno in cui ufficialmente nasce l’entità sionista sulle terre, sulle città e sui villaggi di Palestina, cacciando ed uccidendo un alto numero di palestinesi e distruggendo centinaia di villaggi, la lotta palestinese aspirava ad ottenere la totale liberazione della Palestina ed il ritorno di tutti i profughi: due istanze intimamente connesse che rappresentano fin da subito il patrimonio dei movimenti di resistenza palestinese.

A 70 anni dalla Nakba 1948/2018 sabato 12 maggio corteo a Milano

PER L'UNITA' DEL POPOLO E DELLA RESISTENZA PALESTINESE
Il CSA Vittoria partecipa e invita a partecipare al corteo in solidarietà al popolo palestinese
che si terrà SABATO 12 MAGGIO con concentramento ore 16,00 in porta venezia

Nel 1948, 70 anni fa, incominciava la Nakba , il disastro, la catastrofe per il popolo palestinese. Incomiciava la pulizia etnica, e il genocidio di una popolazione inerme per mano del terrorismo sionista.

Per sanare l'immane tragedia dell'olocausto le potenze occidentali aprivano una nuova ferita ancora aperta e sanguinante sulla pelle di un popolo che fino ad allora era vissuto pacificamente.

Il sionismo israeliano, la criminale volontà di espansione ai danni del popolo palestinese a cui sono stati rubati la libertà, la terra, l'acqua e il diritto stesso ad esistere come popolo, diventa quindi una nuova forma di oppressione fascista e colonialista, di discriminazione su base etnica e religiosa, con l'assenso e la protezione delle grandi potenze imperialiste calpestando il popolo palestinese e il proprio diritto all'autodeterminazione.

L' eroica resistenza del popolo palestinese, 70 anni di sacrificio di migliaia di uomini,donne e bambini morti per mano sionista, devono essere ancora oggi un esempio e sollecitano un'assunzione di responsabilità collettiva.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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