Resistenza palestinese

A proposito dei razzi che i combattenti palestinesi lanciano contro l’occupante

Ad ogni occasione in cui i giornali, le televisioni e le radio affrontano la questione dei “razzi della resistenza palestinese” riportando più o meno quanto segue: “con ogni probabilità si tratta di cellule salafite che non rispettano la tregua che nell’agosto del 2014 mise fine a un mese e mezzo di guerra tra Israele e Hamas”.

A queste notizie seguono i commenti sui social network degli attivisti o comunque delle persone che si autodefiniscono solidali con la causa palestinese che paventano ritorsioni da parte dei sionisti, lasciando intendere che tali scelte palestinesi possano risultare spontaneiste se non addirittura provocatorie.

Perché le dimissioni di Ugo Giannangeli dall'Anpi Seprio?

Come giustamente ricorda Ugo Giannangeli,”solo l’indifferenza è peggiore dell’oblio” e questo è un passaggio davvero importante per tutti. Abbiamo pensato, quindi, di pubblicare la lettera dove spiega il perché delle dimissioni ed a lui va la ns. solidarietà per il generoso lavoro svolto non solo per la causa del popolo Palestinese, ma anche per il suo impegno antifascista e contro la guerra.

Un saluto a Fadi al-Qunbar

Ciao Fadi, sappiamo poco di te, come sempre coi palestinesi: un popolo ombra che il sionismo vorrebbe fare scomparire del tutto e di cui ha sin dall’inizio negato l’esistenza ( “una terra senza popolo per un popolo senza terra” !!).

Il Corriere della sera dello scorso lunedì ci dice che “non saresti stato legato a gruppi estremisti palestinesi” anche se in passato sei stato in carcere. Che novità! ..e quale palestinese non è stato in carcere? Oltre 800.000 incarcerati dal 1967! per avere tirato un sasso contro un carro armato ma anche per niente, con la detenzione amministrativa che ti manda in galera solo perché sei palestinese.

FPLP (Sezione Prigioni): ci confronteremo con le sanzioni e l'isolamento con l'unità e la lotta collettiva

La risoluzione del governo di occupazione sionista rispetto all’imposizione di nuove sanzioni contro i prigionieri palestinesi arriva nel contesto di un attacco più generale contro il popolo palestinese, che vede la prosecuzione degli insediamenti, la giudaizzazione di Gerusalemme, il sequestro dei corpi dei martiri fino agli attacchi quotidiani contro il nostro popolo per cercare di schiacciare la loro resistenza.

La decisione presa contro i prigionieri è un passo per far crescere la tensione, come abbiamo visto ieri nella prigione Nafha, con l'isolamento di un gruppo di leader tra cui il leader compagno Kamil Abu Hanish. Questa azione significa che il 2017 sarà un anno di confronto all'interno delle prigioni. Queste sanzioni non passeranno! Non accetteremo le politiche che tentano di dividere i prigionieri. I nemici li affronteremo uniti e le sezioni del carcere rimarranno un luogo di confronto e di lotta.

L'isolamento del compagno Kamil Abu Hanish, uno dei leader del FPLP nelle prigioni, è arrivato in risposta alle discussioni avanzate tra il movimento dei prigionieri per quanto riguarda la preparazione di uno sciopero della fame collettivo in programma per il mese di aprile. Noi non staremo fermi e non permetteremo che il nostro compagno debba affrontare il carceriere da solo, da subito stiamo chiedendo il suo immediato rilascio dalle celle di isolamento. Non tollereremo questa misura arbitraria e siamo impegnati per una risposta rivoluzionaria.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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