Resistenza palestinese

La paramedica di Gaza uccisa da Israele è stata colpita alla schiena

Una fotografia scattata il 1^ aprile mostra la paramedica palestinese Razan al-Njjar mentre sta curando dei feriti in una tenda del pronto soccorso durante le proteste a Gaza vicino al confine con Israele. Il 1^ giugno Al-Najjar è stata colpita a morte da un cecchino israeliano mentre prestava soccorso a dimostranti feriti vicino a Khan Younis.

Nel corso dei loro continui attacchi indiscriminati contro i palestinesi che partecipavano alle proteste della ‘Grande Marcia del Ritorno’ a Gaza, svoltesi per 10 venerdì consecutivi, le forze di occupazione israeliane hanno colpito a morte un medico volontario e ferito decine di persone.

Termina a Roma con un cupio dissolvi il Giro dell’Italia sionista

Non solo “buche”. Cariche di polizia, arresti, feriti, raid notturni e provocazioni dei corridori, hanno definito la tappa conclusiva del più reazionario tra i Giri d’Italia mai avvenuti.

Partiamo dalle provocazioni. La condotta del corridore numero 98, israeliano, al terzultimo passaggio della tappa, ha rappresentato plasticamente il paradigma del 101° Giro d’Italia.

Biglietto da visita - L'illegalità fatta sistema

Nell’approcciarsi all’argomento “Israele”, inevitabilmente, si paga lo scotto della doverosa cautela ad esprimere giudizi in virtù dello spontaneo riferimento storico alla tragedia della Shoà: proprio per il rispetto dovuto alle vittime e per dimostrare di aver compreso l’orribile insegnamento di quel precedente, associare Olocausto e governo israeliano rappresenta un falso storico, di cui vergognarsi se si possiede una coscienza.

Theodor Herzl parla in un suo libro di “Stato ebraico” nel 1896; l’anno dopo si svolge il primo Congresso sionista, in Svizzera, con la rivendicazione di una casa per il popolo ebraico in Palestina; grazie agli arrivi, numerosi seppur alla spicciolata, di sionisti provenienti prevalentemente dall’est Europa, nei primi anni del ‘900 la popolazione ebrea in Palestina raggiunge la percentuale del 6% sul totale, quota che andrà ad accrescersi agli albori degli anni trenta, con appannaggio del 3% della terra rispetto al totale.

15 Maggio 1948, Palestina: Memoria di Classe

Esattamente 70 anni fa avvenne la fondazione unilaterale dello Stato d’Israele, ricorrenza che dalla popolazione palestinese viene ricordata come la Nakba (la catastrofe) e che ha determinato l’ufficializzazione del progetto sionista di colonizzazione della Palestina, un progetto che è stato appoggiato sin da subito dall’imperialismo inglese e, in seguito, dal blocco a guida Usa col fine di mettere le mani sul Medio Oriente.

A pagarne le spese, come sempre, sono i popoli e in particolare il popolo palestinese. La Palestina venne letteralmente cancellata: in tutto furono rasi al suolo 370 villaggi arabi, sulle cui rovine vennero costruiti gli insediamenti coloniali dello Stato d’Israele, furono uccisi 10000 palestinesi e 800000 furono costretti all’umiliazione dell’esilio e della vita da profugo.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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