Resistenza palestinese

EGITTO: ASSE ESERCITO-FRATELLANZA PESA SU FUTURO

La rivoluzione rimarrà pura retorica finché questo asse non sarà smontato e i militari non saranno tornati nelle loro caserme.
 

Roma, 02 febbraio 2012

In questi giorni chiunque segua i mass-media arabi, sta subendo suo malgrado, una overdose di retorica nazionalista e pseudo-rivoluzionaria da parte dei mass-media egiziani.

Trasmissioni su trasmissioni in cui avvoltoi girano attorno alla rivoluzione egiziana, vi danzano intorno per assalirla e ucciderla una volta per tutte. Come spesso accade con le rivoluzioni, quelli che festeggiano e si riempiono la bocca di retorica, sono gli stessi che non vi hanno preso parte, quelli che la celebrano oggi durante i giorni in cui la repressione uccideva, torturava, faceva scomparire giovani…..erano al caldo sul sofà a guardare la rivoluzione in diretta su Al Jazeera e non di rado “tifando” per la repressione di questi giovani che non innalzavano nemmeno slogan islamici e chiedevano con impertinenza una vera democrazia e più diritti (come i partiti salafiti…..). 

Sa’adat: La cooperazione per la sicurezza e la detenzione politica dell’Autorità Palestinese devono terminare

Il compagno Ahmad Sa’adat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ha condannato la politica che l’Autorità Nazionale Palestinese attua in materia di detenzione politica e di cooperazione per la sicurezza, inchinandosi ai dettami di Stati Uniti e Israele.

Sa’adat, imprigionato in isolamento nella prigione dell’occupazione situata a Nafha dopo il suo sequestro da una prigione dell’Autorità Nazionale Palestinese insieme ad altri compagni nel 2006, ha dichiarato che «le pratiche politiche degradanti dell'ANP rompono tutte le regole e le intese della lotta nazionale e violano la legittimità della nostra resistenza. Dozzine di persone stanno pagando il prezzo della loro libertà a causa di queste pratiche politiche, essendo condannati a lunghe detenzioni nelle carceri dell’occupazione con sentenze direttamente connesse alla cooperazione di sicurezza e alla detenzione politica dell’Autorità Nazionale Palestinese».

Il compagno Sa’dat ha fatto questi commenti in un comunicato stampa emesso dalla sua cella in isolamento- dove si trova da tre anni- e rilasciato tramite un avvocato, nel decimo anniversario del suo sequestro da parte delle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese il 15 gennaio 2002. Ha fatto appello alla fine degli arresti sulle basi dell’affiliazione politica o della resistenza all’occupazione dicendo che queste politiche non devono continuare o, peggio, ampliare la loro portata con la conseguenza di incrementare le divisioni interne al popolo palestinese.

Report riunione Coordinamento Nazionale Frredom Flotilla Italia

Il Coordinamento della Freedom Flotilla Italia ha iniziato i lavori con la relazione della rappresentante della coalizione italiana di ritorno dal meeting internazionale della Freedom Flotilla tenutosi a Stoccolma, che  ha riportato l’unanime intenzione di procedere con le missioni ad un livello politico superiore. La prima flotilla, nel maggio 2010, ha avuto un impatto mediatico molto importante, che ha raggiunto il primo obiettivo: far voltare lo sguardo del mondo verso l’occupazione israeliana della Palestina, la sua illegalità e brutalità. La seconda flotilla, nel giugno 2011, ha dimostrato che l’assedio di Gaza arriva fino alla Grecia ed a tutto il Mediterraneo orientale. L’obiettivo della prossima è quello di compattare il network internazionale pro Palestina e sfidare le vere radici dell’assedio, i governi USA e europei che appoggiano la politica israeliana di occupazione. La prossima missione avrà queste caratteristiche e queste finalità. La tattica sarà definita nel corso della prossima riunione internazionale, che si terrà a metà marzo.  La coalizione della Freedom Flotilla ha anche risposto ad un appello dei pescatori di Gaza per il sostegno all’iniziativa internazionale della barca Oliva, con la seguente dichiarazione:

Vogliamo essere solidali con la causa palestinese, riconoscendoci uniti nei valori dell'antifascismo, dell'antinazismo e dell'antisionismo, denunciando i crimini che vengono commessi quotidianamente in Palestina dall’esercito occupante e sostenendo la Resistenza dei palestinesi che lottano per la Liberazione.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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