Resistenza palestinese

La tortura, il dislocamento e la resistenza: la storia di Salameh Kaileh

C'è una piccola torsione nel racconto, però. Il protagonista palestinese di questa storia - intellettuale marxista e dissidente Salameh Kaileh - è stato arrestato, torturato e poi deportato dal regime siriano che da tempo si dipinge come un paladino della causa palestinese e baluardo della resistenza al sionismo e all'imperialismo.

Nelle prime ore del 24 aprile, agenti dei servizi segreti siriani in borghese hanno fatto irruzione in casa di Kaileh Barzeh, in un quartiere a Damasco, e lo hanno arrestato. Il suo legale Anwar Bunni, avvocato dei diritti umani presso il Centro siriano per gli studi legali e di ricerca, ha detto che Kaileh è stato arrestato a casa sua "senza spiegazione" e che la sua cattura è l'ennesimo tentativo di"imbavagliare" la libertà di espressione in Siria.

Nel 64° anniversario della Nakba, i prigionieri indicano la strada da percorrere verso il ritorno

Nel 64° anniversario dell'occupazione della Palestina, il Fronte Popolare per la Liberazione ha ribadito che il diritto al ritorno è un diritto politico, umano, legale, individuale e collettivo sancito dal diritto internazionale, e dalla risoluzione 194 in primis, che non può essere barattato, contrattato o dimenticato.

Il Fronte ha sottolineato che lo sciopero della fame generale "degli stomaci vuoti" e la storica battaglia per la dignità e la libertà condotta da migliaia di prigionieri nei campi e nelle prigioni dell'occupazione, sono una continuazione della gloriosa eredità del nostro popolo in lotta.

Il Fronte ha detto che l'impegno, la volontà e la determinazione di questo sciopero sono simili a quelli del più lungo sciopero palestinese generale nella storia, consumatosi nel 1936, "per la libertà, la dignità e l'indipendenza", e che tale azione conferma ancora una volta l'impegno del nostro popolo alla sua causa e alla resistenza. "L'unità e la fermezza sono più forti della tirannia e dell'ingiustizia dell'occupazione, ha dichiarato il Fronte, e il popolo palestinese continuerà con il rifiuto assoluto di qualsiasi tentativo di liquidare i suoi diritti e con il pieno impegno al ritorno dei profughi e dei loro figli alle loro case con il materiale e il risarcimento morale per ciò che è stato loro tolto".

Solidarietà con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame

Lettera di Mohammad Brash, prigioniero palestinese nel carcere israeliano di “Aishel”

Non dite a mia madre che sono diventato cieco.Quando viene a trovarmi,
lei non sa che sono diventato cieco
dopo che i miei occhi si sono ammalati e
il buio ha invaso il mio corpo.
Lei mi vede ma io non la vedo.

Un prigioniero politico paga per tutti

Accanimento giudiziario contro Georges Ibrahim Abdallah

Nicolas Sarkozy ha rilanciato la “guerra al terrorismo”, procedendo ad arresti tanto spettacolari quanto inutili. Già durante l’inverno 1985-1986, alcuni attentati a Parigi avevano fornito il pretesto per una campagna di disinformazione contro i compagni di Georges Ibrahim Abdallah, considerati i responsabili.

Di Marina da Silva e Alain Gresh Presto avrà scontato più anni di carcere di Nelson Mandela. Insieme al palestinese Karim Younes, al militante delle Black Panthers Mumia Abu Jamal e all’indiano-americano Leonard Peltier, è uno dei più vecchi prigionieri politici al mondo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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