Resistenza palestinese

Abu Ali Mustafa: Le lezioni del lavoratore rivoluzionario

Siamo un partito con una storia gloriosa e grande rispetto per i popoli, ma questo non giustifica lo stato di inerzia e di declino che ci troviamo ad affrontare. Un partito che non sa rinnovarsi nelle capacità di analisi ed azione è un partito destinato a morire”. Il martire Abu Ali Mustafa, al-Hadaf - 31 luglio 2000

Qual è il principale contributo storico del leader martire Abu Ali Mustafa nel movimento di resistenza palestinese e di tutta l'area, e quello particolare all'interno del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il cui segretario generale è stato assassinato dai sionisti il 27 agosto 2001?

ESCLUSI - La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

Dopo Gaza e l’industria israeliana della violenza:

ESCLUSI - La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

a cura di Enrico Bartolomei, Diana Carminati, Alfredo Tradardi
DeriveApprodi editore 2017, pag. 240, prezzo 18 euro

Perché oggi è importante analizzare il colonialismo di insediamento? Perché è dall’unione di un gruppo di ex insediamenti coloniali, gli Stati Uniti in primis, che si è sviluppata l’incontestata potenza egemone globale. Perché il colonialismo di insediamento, come forma specifica di dominio, definisce molti degli ordinamenti politici attuali. Come i popoli indigeni esposti all’assalto del colonialismo di insediamento, gli espulsi dalla produzione sono anch’essi marcati come inutili perché superflui. Popolazioni da liquidare: accumulazione senza riproduzione. Non solo biopolitica, ma necropolitica. Occorre comprendere a fondo questa nuova realtà, per reagire a un potere che assoggetta tutti. Ne deriva la necessità di stringere alleanze tra gli ESCLUSI per un progetto di co-resistenza.

Lettera pubblica di Ahmad Sa'adat a Georges Ibrahim Abdallah

Caro compagno, ti invio i miei cordiali saluti, le più belle parole e dichiarazioni sincere di orgoglio, rispetto e apprezzamento, a mio nome ed a nome dei miei compagni prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Queste parole sincere riflettono l'unità di pensiero e la comune sofferenza di fronte agli strumenti di oppressione e alla nostra comune lotta per un mondo migliore. Caro compagno, il mio dolore è il tuo dolore, sei sempre una fonte di grande orgoglio e rispetto. Dalla tua fermezza nei principi attraverso decenni di carcere, costruiamo la nostra determinazione, la nostra volontà e la nostra convinzione intellettuale; dall'alto della tua dignità acceleriamo i nostri passi verso l’alba della verità e della libertà, con te e con tutte le forze di liberazione in tutto il mondo.

Solidarietà con quale Palestina?

L'intervista al compagno Khaled Barakat ed i comunicati dal ramo del FPLP nelle carceri sioniste meritano un’accurata attenzione e portano necessariamente ad alcune considerazioni.

L'originalità dei contenuti, la chiarezza del linguaggio e l'ampiezza degli argomenti trattati sono una novità sia nell'ambito della sinistra palestinese, sia nel panorama della solidarietà verso il popolo palestinese. Crediamo che lo sforzo del compagno Barakat e di chi ha posto le domande, sia un primo approccio serio ed importante alla delicata, quanto drammatica, situazione della Palestina.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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